Immagine trovata su patrick-button.blogspot.comSiamo sinceri, l’anno del Signore 2010 non è che sia stato questo granché. Invece del solito, scontato, post riepilogativo, cerchiamo di cacciare via la depressione da bilanci di fine anno pensando a cosa fare perché il 2011 sia un anno davvero libero, liberal-conservatore anche in Italia. Buon anno, gente!

Di solito, questo è il periodo dell’anno che l’Apolide e la sua parte (ogni tanto) più seria detestano con tutto il cuore. Guardarsi indietro ed osservare quello che, di solito, è una terra desolata fatta di scelte sbagliate, opportunità perse, incontri andati a finire male, affari falliti, circondato da masse di gente festante che non sembra avere un solo problema al mondo è un’esperienza quantomai frustrante, tanto da costringere il dinamico duo a rinchiudersi in casa e fare finta che sia solo un giorno come tanti altri. Tentativo patetico che quasi sempre risulta in un umore particolarmente mefitico ed un’espressione sul volto che più o meno si potrebbe tradurre con un “If you value your life, don’t mess with me” o un più prosaico “chi tocca muore”.

Quest’anno le cose, si spera, andranno in maniera diversa. Per la prima volta da tanto tanto tempo, la sera dell’ultimo giorno dell’anno la passerò fuori di casa, ad uno spettacolo teatrale che si spera moderatamente divertente (inutile farsi illusioni, visto lo stato dell’arte comica italiota) e, cosa più importante, in compagnia di qualche caro amico che non vedo spesso. A cosa si deve questa botta di ottimismo? Sinceramente non saprei, ma ho la vaga impressione che quest’anno non sia stato altrettanto vuoto, triste ed inutile come molti altri. Trattarlo allo stesso modo sarebbe stato ingeneroso e forse anche stupido. Chi mi conosce sa bene che sono strutturalmente incapace di perdonarmi (e perdonare) anche gli errori più minimi, tendenza che mi porta a prendermi spesso colpe che non sono affatto mie. Questa volta ho deciso di non ascoltare la voce del mio inflessibile giudice interno e dirmi che, in fin dei conti, durante l’Anno Domini 2010, abbia combinato qualcosa di buono.

Gli errori, ovviamente, non sono mancati, come i momenti nei quali mi sono lasciato andare allo sconforto. Le delusioni, le occasioni perse, le porte sbattute in faccia ci sono state in abbondanza ma, onestamente, non so come avrei potuto fare per evitarle. Ad un certo punto della vita bisogna iniziare ad accettare il fatto che ripartire da zero ed avere la tanto agognata seconda (o terza) chance è spesso solo una pia illusione. Quando si veleggia verso la boa dei quaranta, non si può sognare di gettare via tutto quello che si è fatto in passato. Il bagaglio di esperienze, errori, piccole vigliaccherie, viaggi, incontri, persone che ci hanno accompagnato per un pezzo di strada non si può nascondere sotto il tappeto. Qualcuno lo chiama diventare una persona adulta, cosa che mi ha sempre fatto un certo orrore. Se gli adulti sono coloro che accettano qualsiasi sopruso per ignavia o per un senso di responsabilità del tutto ipocrita, il famoso “tengo famiglia” italiota, spero fortemente di non crescere mai. D’altro canto, però, non si può sognare di svegliarsi un giorno e reinventarsi totalmente la vita. In termini più succinti si potrebbe dire:

God, grant me the serenity
To accept the things I cannot change;
Courage to change the things I can;
And wisdom to know the difference.

Questa è la preghiera e l’augurio che mi sento di rivolgere a tutti i frequentatori dell’antro per l’anno nuovo, oltre ai ringraziamenti a chi, giorno dopo giorno, decide di impiegare parte del suo tempo libero per visitare questa piccola fiaccola liberal-conservatrice nel mare magnum della blogosfera italiana. Sembra ieri, ma sono passati più di sei mesi da quel “fatidico” 4 giugno, quando l’Apolide decise di gettare al vento la prudenza ed accettare l’ennesima sfida. Da allora, per più di ventimila volte, qualcuno ha cliccato il link ed è entrato nell’antro per leggere gli oltre duecentoquaranta articoli tradotti da yours truly o le varie filippiche che ho imposto ai tanti o pochi lettori che hanno avuto la cortesia di leggere le mie parole. Ogni giorno, in media, più di cento persone passano di qui, talvolta lasciando pure un commento ed entrando a far parte della piccola ma combattiva comunità dell’antro. Vorrei tanto poter ringraziare tutti coloro che sono passati di qui, hanno letto e se ne sono andati, esattamente come quelli che, bontà loro, hanno deciso di tornare più spesso. Spero che queste poche parole vi bastino; sto macchinando da tempo un modo più concreto per esprimere la mia gratitudine ma per vederlo dovrete aspettare che mi decida finalmente a fare il “grande passo”. In ogni caso, stay tuned.

L’antro dell’Apolide, nel 2011, continuerà a tenere alta la bandiera liberal-conservatrice, ad informarvi su quello che succede oltre i confini della penisola dei caciocavalli, dando voce a quelle opinioni che la stampa mainstream continua vergognosamente ad ignorare, farvi sapere cosa succede nel ribollente calderone dei Tea Parties americani, italiani e di molti altri paesi nel mondo, parlare di argomenti considerati ‘scomodi’ o ‘poco opportuni’ per i potenti grandi e piccoli. Scrivere di cose maledettamente serie in maniera non seriosa senza prendersi troppo sul serio. Questa, fin dall’inizio, è la ‘mission’ dell’antro dell’Apolide. A scanso di sconvolgimenti epocali, sono determinato a continuare questa mia piccola, oscura, opera di divulgazione. Con il vostro aiuto, spero di riuscire a raggiungere sempre più persone e, magari, dimostrare coi fatti che un modo diverso di fare informazione non solo è possibile, ma anche necessario. Sempre con il sorriso sulla faccia e senza farsi troppo il sangue amaro. Questa è la mia risoluzione d’inizio anno; una che spero durerà più delle canoniche due settimane. Buon anno a tutti, gente. Ce lo meritiamo sul serio.

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