Chi caspiterina sono

L’identità della persona che si nasconde dietro il nick Apolide è un vero e proprio segreto di Pulcinella.

Se siete stati studenti della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa negli anni 1995-1996 sapete anche qualcosa delle circostanze che portarono all’inserimento chirurgico di questo nickname nella mia rotondeggiante persona. Insomma, mi si conosce anche come Apolide, tra gli amici di allora ma specialmente in rete, nei pochi forum che ho frequentato in questi ultimi quindici anni (ebbene sì, sono connesso alla rete fin dal 1995, quando le pagine erano spoglie, nessuno sognava di poter scaricare interi film in pochi minuti e il modem Rockwell faceva ancora quei simpatici suoni che ormai solo noi matusa associamo ad Internet).

Il resto del mondo… sì, insomma, quelle poche persone che hanno una vaga idea di chi io sia, mi conosce come Luca Bocci (con o senza il secondo nome, che sarebbe Alessandro – ma solo nei registri della parrocchia di Pontedera, visto che l’ufficiale dell’anagrafe si rifiutò di trascriverlo perché giudicava l’uso di due nomi una “disdicevole pratica borghese”).

Cosa ho fatto della mia vita? Beh, diciamo che mi sono tenuto occupato.
Sono entrato nella redazione de La Nazione di Pontedera a 18 anni, per uscirne qualche mese dopo per “divergenze” con il capo servizio; sono poi stato traduttore tecnico freelance per quasi due anni prima di tornare studente ma rimanendo sempre a caccia di nuove cose da fare pur di rimandare il giorno della laurea e la conseguente, fatidica frase “ora metti la testa a posto”.

Poi mi sono anche trovato un impiego “normale” con tanto di posto fisso ma è durata meno di un anno (se non mi complico la vita non sono contento); ho fatto il consulente finanziario con scarso successo, sono stato un dirigente politico di infimo rango all’interno di Forza Italia, candidato sindaco e poi capogruppo della CdL in un piccolo ma ridente villaggio sulle colline (manco fosse quello di Heidi…) prima di tornare al primo amore e fare il capo redattore semi-abusivo (ça va sans dire) della sfortunata edizione locale dell’Opinione delle province di Pisa, Lucca e Livorno.Dopo la chiusura causa taglio temporaneo ai fondi per l’editoria, sono stato redattore al desk sportivo della Padania per pochi mesi.

Foto scattata da Luca A. Bocci - Some rights reservedQuando è mancata l’estensione della sostituzione estiva, per superare l’ennesimo bruciante scontro con il giornalismo mi sono auto-esiliato a Francoforte sul Meno, dove ho lavorato come localization specialist per quasi due anni. Cosa vuol dire? Niente, è un modo vagamente pomposo per descrivere uno che passa gran parte della giornata a giocare ai videogames senza che il capoufficio si incacchi, dato che lo sta pagando proprio per farlo… no, non è AFFATTO così divertente come suona, altrimenti starei ancora lì, non vi pare?

Ora cosa combino? Diciamo che giro, faccio cose, incontro gente, principalmente come mediatore internazionale… no, non quelli radical-chic e politically correct ma quei personaggi che si smazzano non poco per far fare affari agli altri, combattendo dalla mattina alla sera con imprenditori poco lungimiranti, barriere culturali e varie sfighe che non sembrano finire mai.

Il resto? Certo che c’è un resto ma non ho proprio voglia di raccontarlo, specialmente a quest’ora di notte.

Siete soddisfatti? Come dite? Non ve ne fregava una benemerita?
Scusate, ma allora come siete capitati da queste parti?
Avete sbagliato? Ma allora ditele prima le cose…

— AGGIORNAMENTO 3 FEBBRAIO 2011 —

Da tre settimane, il sottoscritto si è trasferito in quel di Londra e lavora come broadcast journalist presso la Perform Interactive Sports Media, ditta leader nello streaming video di eventi e notizie sportive. In particolare si occupa della gestione dell’ePlayer, un simpatico widget che trovate sulla colonna destra di parecchi giornali e portali italiani (La Repubblica, Il Giornale, Tiscali, Kataweb etc) con un mucchio di video sullo sport. Se ne cliccate abbastanza, troverete anche la simpatica voce dell’Apolide che “fa finta” di essere un giornalista radiotelevisivo provetto.

Al momento abito ad Isleworth, ameno quartiere a nord di Twickenham e Richmond, cercando di trarre il massimo da questa esperienza e continuare la mia vita di sempre nonostante orari strambi, giorni di riposo che capitano quando capitano e la “fatica” di imparare un nuovo mestiere (macché fatica, mi diverto come un pazzo ^_^). Continuerò a gestire l’antro, anche se a ritmi leggermente ridotti ed occuparmi delle altre cose che avevo messo in cantiere dalla nascita di questo blog (più che altro una faccenduola chiamata Tea Party Italia). Ora più che mai, stay tuned per le nuove, mirabolanti avventure di un giornalista affaccendato in faccende giornalisticamente rilevanti alla scoperta di questo strano posto chiamato Londonistan.

18 risposte a “Chi caspiterina sono”

  1. McSac ha detto:

    Apolide, un mito!

  2. Grande Apolide…mpolto molto interessante invece, un giusto sarcasmo che tra le righe dice molto. :-)

    • Grazie grazie, troppo gentile… ora che ne diresti di qualche consiglio su come rendere il tutto (blog) meno squallido?
      Capisci ‘e WordPress??? ^____^

  3. Ma se io visito il tuo blog diciamo… ogni mezz’ora, ti faccio venire l’esaurimento nervoso?

    Quella simpaticona della tua ex collega localization specialist,

    Manu

    P.s.: il paragrafo sul nome è divertente!

    2° p.s.: se vuoi che la gente venga a leggere il tuo blog, vai sui blog altrui e commenta!

    • 1 – Il paragrafo sul nome, come tutto il resto, è vero al 100%. Il fatto che trovi divertenti le paranoie maoiste di un impiegato comunale degli anni 70 è segno evidente che c’è ancora speranza per il mondo…
      2 – Grazie per il pensiero ma, essendoci già passato, preferirei non ripetere l’esperienza (l’esaurimento nervoso è meno bohemién di come si vede nei film). Quindi mi sono dato una calmata ed ora osservo il tutto con distacco olimpico… no, è normale che il naso si allunghi tutte le volte che scrivo una frase… giurin giuretto!
      3 – Prima di pensare ad aumentare i contatti, mi concentrerò sul mettere qualche contenuto nel blog e, magari, rendere il tutto meno squallido. Comunque grazie della dritta…

  4. Tutto il paragrafo fa molto “Peppone e Don Camillo”!
    E comunque a me questo blog non sembra squallido. Anzi, preferisco i blog no frills, meglio che ci siano i contenuti. La tua idea di tradurre articoli dall’inglese mi sembra molto interessante, specialmente per il pubblico italiano: ahimé anche gli “istruiti” a inglese scarseggiano sempre!

    Buon lavoro allora, Apolide!

  5. Siete INTELLIGENTI, ACUTI, INFORMATISSIMI…FINALMENTE ANCHE DI POLITICA INTERNAZIONALE….cosa molto CARENTE in Italia. Gli articoli che traducete sono essenziali per informare gli Italiani, Purtroppo pochi conoscono l’Inglese, e voi supplite a questa PERICOLOSA CARENZA…Infatti a volte la disinformazione crea buonismi e simpatie strane, e ci espone a danni irreparabili. SIOE I mean…Grazie!!!

  6. Kurtatis Mugamba ha detto:

    ma va! ircnet su quale canale?

  7. michele giovanni carrera ha detto:

    sei uno che ha coraggio e temperamento , non certamente ipocrita , un respiro di aria sana in mezzo a tanti blog di sinistra ,, quindi complimenti..

    apolide ero chiamato anch’io e il mio gruppo di amici in universita’ perche ‘
    anche in grandi aule semideserte ci collocavamo in alto e in fondo a destra,
    vicino alla porta……
    sono stato negli usa ad aprile e, complice pure il vulcano islandese, mi sono acculturato sul tea party ; il 15 aprile c’era pure il tax day , che da noi si ritiene a luglio; io , da commercialista lo calcolo al 18 ottobre.
    oggi Ti segnalo , qualora non l’avessi notato sulla stampa, che il magistrato di cassazione Cicala ( omen nomen ), capo della sezione fiscale, riferisce in un intervista a italia oggi piu’ o meno questo pensiero : “il magistrato quando prepara una sentenza la confesione come un sarto secondo proprio gusto, considerando anche il fatto che il magistrato come contribunete non puo’ evadere” . lotta di classe tributaria ?
    ovviamente il tipo dimentica di essere strapagato , molto vacanziero, e sopratutto da chi e’ pagato .
    bella la vita da moralisti vero ?

    questo evidenzia che non e’ vero che i magistrati sono sottomessi solo alla legge, ma che la legge e’ sottomessa solo ai magistrati .non certo al parlamento .
    nel giudicare molto vicini a Dio, nel fare …..

    saluti

    m.g. carrera

    • Benvenuto nell’antro al collega apolide! Sempre lieto di fare la conoscenza di apolidi di nome o di fatto (^_^)
      L’aggiornamento sul Tax Day italiano è terrificante, ma attuale e molto utile: il solo fatto che da noi non si riesca nemmeno ad essere d’accordo su quanto del nostro tempo dobbiamo passare per pagare le legioni di più o meno nullafacenti che bivaccano col frutto del nostro lavoro è indicativo del miserevole stato di cose del nostro Paese.
      La dichiarazione di Cicala mi era sfuggita (bisogna che riprenda a seguire l’attualità italiana, per quanto doloroso sia tale esercizio) ma è veramente paradossale: ha pure il coraggio di mettersi dalla parte dei lavoratori dipendenti?!? Incredibile. Sul complesso di onnipotenza della casta per eccellenza, preferisco sorvolare – il nemico ci ascolta ed è particolarmente vendicativo. Pur non avendo un bel niente da nascondere, meglio evitare. Pugnace e bastiancontrario lo sono da sempre, ma non ho proprio la stoffa del martire.
      Ricambio i saluti e mi auguro di ritrovarti presto in qualche altra stanza dell’antro degli Apolidi (^_^)

  8. sei forte! ^_^

  9. isabarini ha detto:

    buon Anno Apolide!….adesso posso leggerti e commentare liberamente…, tornata in patria (…vabbe’ diciamo cosi’..), dal deserto dle NA dove la democrazia triomfa…:(
    Hai saltato il masry al youm dalla tua biografia…?…
    ancora auguri e complimenti sempre!

    • Veramente era l’Al Ahram Weekly e non ci ho mai scritto (gli articoli che proponevo non passavano MAI la censura), mi limitavo a fare il copy editor (correttore di bozza). Bentornata – mi spiace farti trovare l’antro messo così male. Praticamente è sei mesi che non l’aggiorno – troppo lavoro, troppa stanchezza, gran confusione in testa.

      • isabarini ha detto:

        ..basta che sia tu a essere ‘messo bene’ ..l’Antro lo potrai riportare alle glorie del passato quando avrai tempo e voglia…
        Sai cosa penso di te : sei un giornalista coi fiocchi e dovresti essere riconosciuto per quello che sei…in questa nostra provincialissima , selfcentered nazione,… di gente come te ce n’e’ poca e non abbastanza apprezzata…IO CREDO che verra’ il giorno in cui diro’ ” vedi che avevo ragione”…!…Al Ahram ha avuto l’onore di averti come correttore di bozze…??!!!….bei tempi….:)

  10. kamadora ha detto:

    Ma questo blog viene aggiornato? Ci sono capitato per colpa di Google. Cercavo la forma latina di “Lasciate che i bambini vengano a me” e, caso strano, ho trovato un toscano non di sinistra. Il mondo sta cambiando :-)

    • Il blog è rimasto fermo da parecchio tempo, più o meno da quando mi sono trasferito a Londra, visto che in Toscana di un giornalista non asservito non sapevano che farsene. Sorry, speriamo di trovare tempo e voglia di riprendere. Bentrovato!

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