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Foto trovata su dannycarlino.comDiscorso vecchio: essere ricchi aiuta a fare politica o fare politica aiuta a diventare ricchi? Per ora le prove provenienti da oltreoceano sembrano dimostrare la seconda ipotesi. Stare al Congresso aiuta il portafoglio. Specialmente dei sinistri, che occupano militarmente la classifica dei più ricchi. Sì, ma loro vogliono tanto bene ai poveri pezzenti…

Non ve ne fregherà niente, ma oggi è stata una giornata campale per l’alter ego più serio dell’Apolide. Sveglia alle sei di mattina (inaudito!), quattrocento chilometri in auto tra camion kamikaze e idioti patentati, tre ore di riunione, pranzo lampo al (peraltro discreto) Ristop di Arino Ovest, altri chilometri, altra riunione protrattasi oltre le previsioni e corsa a casa con salto della cena causa ritardo e stanchezza cronica. Insomma, una di quelle giornate che sulla carta sembrano programmate alla perfezione ma che invece si rivelano micidiali.

Torniamo a noi: rapida scorsa dei siti soliti e leggo una notiziola carina su JammieWearingFool, blog sardonico curato da una congrega di commentatori più caustici della soda che adora prendere di mira le perversioni della sinistra. Classifica degli eletti americani più ricchi: nella top 10 otto democratici contro due repubblicani. Metodo preferito dai sinistri per fare quattrini: ereditarli, sposarli, carpirli ai poveri fessi o scipparli agli investitori meno ammanicati con affari di borsa incredibilmente fortunati. Caso emblematico, la deputata democratica della California Jane Harman. In un anno come il 2009, che per moltissimi americani è stato veramente “horribilis”, lei, a parte sostenere a spada tratta le spese pazze di Obama, ha trovato anche il tempo di aumentare il suo patrimonio di un bel trentacinque per cento. In un solo anno è passata da 110 a 150 e rotti milioni di dollari. Però, bel rendimento, onorevole Harman! Ci presenta il suo “consulente finanziario”, che saremmo un attimo a corto di contante? A parte le facezie, una bella cricca di Paperoni che, però, ha il brutto vizio di fare populismo spicciolo e ammantarsi delle vesti di “difensori dei poveri”.

Come diceva Ronald Reagan, “i democratici amano così tanto i poveri, che vogliono sempre crearne di nuovi”. Mi sembra un commento più che appropriato, sia per i sinistri americani che per quelli nostrani, che tra una puntata a Capalbio, uno spizzico al vernissage più in, un salto in boutique alternativa e una bella rimpatriata con Moratti, Della Valle, Montezemolo e compagnia incassante, ogni tanto trovano pure il tempo di fare la morale ai destri “senza cuore” che “odiano i poveri”. Che ci volete fare? Paese che vai, delinquenti che trovi…

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Shhh: I ricchi democratici stanno diventando ancora più ricchi
JammieWearingFool
Originale (in inglese): JammieWearingFool
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Da che mondo è mondo abbiamo sentito i democratici usare la carta della lotta di classe, parlando di come “i ricchi stessero diventando sempre più ricchi” mentre provavano ad estorcere sempre più denaro dai malefici ricchi. Beh, sembra che in realtà siano gli stessi democratici di ultra-sinistra a diventare sempre più ricchi, anche in un periodo di crisi economica. A rendere le cose ancora meno palatabili, due di loro non si sono nemmeno guadagnati le proprie ricchezze: uno ha sposato una ereditiera, l’altro ha ereditato una montagna di soldi, eppure sono due dei più grandi demagogi presenti a Washington.

Il senatore John Kerry (Dem-Massachussets) per il secondo anno consecutivo è in testa alla lista dei rappresentanti del popolo più ricchi. Secondo il suo modulo di financial disclosure (ogni eletto in America è costretto a rendere pubblico non solo il reddito ma anche l’ammontare complessivo delle sue proprietà, immobili ed azionarie ndApo), la sua ricchezza ammonta ad un minimo di 188,6 milioni di dollari alla fine del 2009, un aumento di ben 20 milioni di dollari dal 2008.

Mentre l’economia soccombeva sotto i colpi della recessione e il tasso di disoccupazione saliva fino al 10 per cento, il mercato azionario ha ripreso fiato, aiutando i legislatori che hanno grossi capitali investiti in azioni.

Per forza Kerry è in grado di permettersi quello yacht da 7 milioni di dollari sul quale non voleva pagare le tasse.

Nel frattempo, il baby-pensionato Patches Kennedy non se la passa affatto male.

Alcune new entries nella Top 50, incluso il deputato Patrick Kennedy (Dem.-Rhode Island), che ha ricevuto una grossa somma dall’eredità del padre, il senatore Edward Kennedy (Dem.-Massachussets), che è morto nel 2009.

Il senatore Ron Wyden (Dem.-Oregon) ed il deputato  Tom Petri (Rep.-Wisconsin) sono entrati in classifica.

Ventisette democratici e ventitre repubblicani costituiscono le cinquanta persone più ricche al Congresso: trenta siedono alla Camera, venti al Senato.

Il grosso della ricchezza di Kerry è attribuibile alla moglie, Teresa Heinz Kerry, che aveva ereditato centinaia di milioni di dollari quando il suo primo marito, l’erede della dinastia del ketchup, il senatore John Heinz (Rep.-Pennsylvania), morì in un incidente aereo nel 1991.

Il deputato Darrell Issa (Rep.-California), con una ricchezza totale di 160,1 milioni di dollari, è il secondo più ricco membro del Congresso, usando la formula del sito “The Hill”, anche se il suo patrimonio è diminuito di più di 4 milioni di dollari nel 2009.

Subito alle sue spalle, la deputata Jane Harman (Dem.-California), che ha visto il suo patrimonio schizzare a 152,3 milioni di dollari, un balzo di più di 40 milioni di dollari dall’anno scorso.

Il resto della top 10 è composta dal senatore Jay Rockefeller (Dem.-West Virginia.), il deputato Michael McCaul (Rep.-Texas), il senatore Mark Warner (Dem.-Virginia), il deputato Jared Polis (Dem.-Colorado), il deputato Vern Buchanan (Rep.-Florida), il senatore Frank Lautenberg (Dem.-New Jersey) e la senatrice Dianne Feinstein (Dem.-California).

Ma mi raccomando: ricordate che il GOP è il “partito dei ricchi”, sempre secondo i democratici ed i loro complici nei media.

Uno slideshow di tutti i “fat cats” potete trovarlo qui. Notate che anche Darrell Issa (noto e virulento conservatore ndApo) è nella lista, ma lui, al contrario di tanti altri, si è guadagnato sul campo la sua ricchezza.

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