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Foto trovata su democralypsenow.blogspot.comIl Grand Ole Party continua ad osservare con un certo imbarazzo la caduta a ripetizione di molti candidati col pedigree, che soccombono sotto i colpi dei favoriti dai Tea Parties. Si è aperta la guerra per definire cosa sarà il Partito Repubblicano nei prossimi anni. Ci sarà da divertirsi.

Alla fine non c’è stato bisogno di ricontare all’infinito i voti. Lisa Murkowski, senatrice uscente dell’Alaska, figlia del governatore repubblicano battuto da Sarah Palin e nota per essere molto (forse troppo) moderata, le ha prese dal semi-sconosciuto Joe Miller, che invece di qualche amico dalle tasche profonde, aveva dalla sua una marea di gente normale che ha a cuore il futuro del proprio paese ed il rispetto della Costituzione.

Niente cause in tribunale, poche voci di una possibile candidatura third-party, specie da quando il Libertarian Party dell’Alaska ha detto “no grazie” alla Murkowski, adducendo motivazioni che faranno sobbalzare più di un politico italiano: i suoi valori non erano in linea con quelli del partito. Che ottusità da provinciali! Ma come fanno ad essere così limitati, a non capire i vantaggi di avere un candidato così visibile e bene ammanicato tra le proprie fila! Questi libertari, non cresceranno mai (se non si è capito, sto facendo del sarcasmo. I vertici del LP dell’Alaska meritano una medaglia per la coerenza ed il coraggio).

Ormai è aperta la lotta per il controllo del GOP e le fazioni in campo non potrebbero essere più diverse. All’angolo sinistro, l’establishment del partito, quella classe di politici di professione, eredi di famiglie importanti, che vivono, respirano e credono solo in Washington, nei think tanks, nelle riviste culturali, nelle disquisizioni di alta politica e nella distribuzione dei soldi pubblici ai propri amici e sostenitori. All’angolo opposto, un combattente dai lineamenti non definiti, che assomiglia a questo o a quello a seconda della luce, una figura che raccoglie in sé le speranze e la voglia di una nuova rivoluzione di una moltitudine di cittadini che hanno le tasche piene della politica tradizionale, fatta di promesse regolarmente non mantenute, sprechi pubblici, lobbyies e favori agli amici.

I grandi soloni della politica, su entrambe le sponde dell’Atlantico, guardano con malcelato disprezzo il contendente di destra, troppo plebeo e dalle tasche troppo vuote per interessare chi, in fondo, apprezza solo chi può, in un modo o nell’altro, garantirgli corposi assegni. Eppure ad essere in vantaggio ai punti è proprio il pugile con la teiera. Visto che l’establishment non ha più truppe da tempi immemorabili e che il cinismo dilaga, i seguaci dei TP sono riusciti a farsi strada nei ranghi del Partito Repubblicano, occupando poco alla volta quelle posizioni di base che, a lungo andare, determinano le fortune di un’intera classe dirigente.

Magari oggi sono i McCain, i Gingrich ed i Mitch McConnell ad avere vantaggi economici e politici, ma il futuro non è dei più rosei. Senza la base, tutti gli amici del mondo ed i soldi sono inutili. Alla fine ci vogliono migliaia, forse centinaia di migliaia di persone che si impegnano, che perdono tempo e fanno la politica di base, quella che non piace a nessuno. A meno di non fare come il vecchio PCI e pagare una marea di funzionari, alla lunga il GOP dei RINOs, dei porkmeisters ha i giorni contati. Sarà un bene? Non saprei, visto che a sinistra certo non sono fermi e che l’ortodossia ha sempre un costo molto alto, specialmente in politica. Comunque lo scontro sarà divertente da seguire, visto che colpi bassi e meschinerie non mancheranno di sicuro. Per noi political junkies sarà una festa, specialmente dal 3 novembre. Per gli Stati Uniti e per il mondo, potrebbe essere l’ennesimo ballo sul ponte del Titanic, ma se non altro renderà più lieve lo scivolare nell’abisso.

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La vittoria di Joe Miller dimostra i problemi del GOP
Rob Port
Originale (in inglese): Washington Examiner
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Mentre aspettiamo pazientemente il conteggio finale delle sorprendenti primarie dell’Alaska, nelle quali lo sfidante Joe Miller sembra avere soffiato il posto alla senatrice uscente Lisa Murkowski, è interessante sentire come Miller parla del potenziale conflitto con l’establishment repubblicano dopo la sua vittoria.

Miller ha dichiarato alla CNN, “beh, penso che siano stati loro ad iniziare, visto che l’NRSC ha inviato un team di avvocati in Alaska per combattere contro di noi”. Miller si riferisce, ovviamente, parla delle notizie che hanno riportato come il National Republican Senatorial Committee abbia mandato degli avvocati per aiutare la Murkowski a difendere il posto, anche se poi continua dicendo “non considero nessuno come mio nemico”.

Quella che è interessante è l’idea che i repubblicani possano avere qualcosa contro Joe Miller. Miller è una storia di un grande successo politico. Ha sfidato la campagna ben finanziata di un senatore uscente, vinto i cuori e le menti degli elettori repubblicani in Alaska, riuscendo a sconfiggere un forte candidato che sembrava avere tutto a suo favore.

In un ciclo elettorale nel quale sembra chiaro come l’elettorato americano richieda cambiamenti sostanziali, sarebbe ragionevole che i repubblicani accogliessero a braccia aperte un cambiamento nel proprio partito. In un tempo nel quale gli americani sono stufi marci dello status quo a Washington, D.C., la vittoria di Miller in Alaska non è che un segnale di come gli elettori dimostrino alle urne questa richiesta di cambiamento.

Perché mai la dirigenza nazionale repubblicana dovrebbe avercela con il candidato che gli elettori repubblicani in Alaska hanno liberamente scelto perché li rappresentasse alle elezioni? Il fatto che ci sia ostilità verso di lui dimostra chiaramente come i repubblicani non abbiano ancora capito il messaggio che il popolo americano sta ripetendo da mesi.

In questa stagione elettorale, i democratici sono ormai in rotta totale, ma questo non vuol affatto dire che i repubblicani siano pronti ad approfittarne. Stiamo oscillando furiosamente tra i due partiti – dalle maggioranze repubblicane ai tempi di Bush, alle maggioranze democratiche di Obama ed ora, a quanto è dato sapere, di nuovo ai repubblicani – perché gli americani continuano a non essere soddisfatti di come entrambi i partiti riescano a governare la cosa pubblica.

Non è che ce l’abbiamo con i repubblicani o con i democratici; quello che non ci va giù è il modo nel quale viene governata la nostra nazione.

Attaccare Miller vuol dire attaccare il cambiamento che il popolo americano richiede a gran voce da molti anni.

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Vittoria del Tea Party in Alaska
Rick Moore
Originale (in inglese): Holy Coast
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

La senatrice Lisa Murkowski, repubblicana uscente, ha perso la sua campagna per guadagnare la nomination, sconfitta da Joe Miller, che godeva dell’appoggio del Tea Party e di Sarah Palin:

La senatrice Lisa Murkowski (Rep.-Alaska) ha concesso la sconfitta martedì notte, dopo che il conteggio dei voti reali ha dimostrato come non fosse possibile ridurre il margine di vantaggio che l’avvocato Joe Miller continua ad avere.

La Murkowski ha ridotto il margine di 199 voti, ma è ancora lontana dal numero di voti necessari per assicurarsi la nomination del suo partito.

Mentre continuavano ad arrivare i risultati dai seggi sparsi nel grande stato del Nord, la Murkowski ha visto ridurre il suo svantaggio ma, dopo che circa 15.000 voti sono stati contati nella giornata di martedì, era sempre dietro a Miller di 1.469 voti. Rimangono da contare circa 10.000 voti.

Concedendo la sconfitta, la Murkowski diventa il terzo senatore in carica a perdere la gara per la nomination del partito, il secondo ad essere sconfitta in elezioni primarie. Il senatore Arlen Specter (Dem.-Pennsylvania) ha perso le primarie in Aprile, mentre il senatore Robert Bennett (Rep.-Utah) è stato sconfitto alla convention del suo partito di Maggio.

Il padre della Murkowski era il governatore in carica sconfitto da Sarah Palin, quindi non c’è buon sangue tra le due famiglie politiche dell’Alaska. Per qualche tempo, sembrava che la Murkowski stesse considerando una candidatura di un terzo partito, ma sembra che abbia abbandonato questa idea, una scelta che farà del bene a tutti.

AGGIORNAMENTO:  Benvenuti ai lettori di Instapundit, e grazie a Glenn!

AGGIORNAMENTO 2:  Larry Sabato interviene su Twitter:

AK SEN: Con LisaM che ammette la sconfitta, Miller è il nominato R. Vittoria probabile R a Nov. Molto improbabile vittoria di McAdams (D) a meno che R non si auto-distrugga.

Sarah Palin interviene su Twitter:

Credete nei miracolis?! http://u.nu/72z2f Congratulazioni, @JoeWMiller! Grazie per il suo servizio, senatrice Murkowski. Avanti, fino a Novembre!

John Hawkins è leggermente meno diplomatico:

Sarah Palin ha distrutto la carriera politica di Lisa “RINO” Murkowski come se fosse un lupo che scappa dal suo elicottero & sono felice come una pasqua!

Sia Bob Bennett, sconfitto nello Utah qualche mese fa, e la Murkowski, la cui carriera al Senato è praticamente finita ieri notte, erano parte del circolo di amici carissimi del capogruppo Mitch McConnell. Dovrà iniziare a cercarsi nuovi amici più conservatori… oppure i conservatori dovranno cercare un nuovo capogruppo (forse della maggioranza).

Ancora Larry Sabato:

Miller, Lee, Paul, Buck, Angle… a tutti gli amici di Mitch McConnell, ecco un idea per un regalo di Natale: una cassa intera di Excedrin Super Forte (un forte analgesico ndT).

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