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Foto (falsa) trovata su delenda.net

L’attacco all’istituzione più antica del pianeta è ormai quotidiano e rischia di colpire anche chi, beata innocenza, pensa ancora che la libertà di parola sia un diritto inalienabile dell’ individuo. Ultimo caso, un professore dell’Università dell’Illinois, che, mentre insegnava i dettami della religione cattolica, si è permesso di dire che, secondo il diritto naturale, gli atti omosessuali sarebbero privi di senso. Risultato di questa afferma-zione innocua: licenziato in tronco. Dettagli dopo il salto.

Professore di Cattolicesimo alla UI licenziato per le sue opinioni
Lynda Zimmer
Originale (in inglese): News-Gazette
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Un professore aggiunto che tiene corsi sul Cattolicesimo all’Università dell’Illinois ha perso il posto di lavoro per quella che, secondo lui, sarebbe una violazione della sua libertà accademica.

Alla fine del semestre primaverile, Kenneth Howell ha ricevuto la comunicazione che non avrebbe più insegnato presso il Dipartimento di Religione della UI. La decisione è arrivata dopo che uno studente si era lamentato per una discussione in classe a proposito dell’omosessualità, nella quale Howell aveva detto che la Chiesa Cattolica crede che gli atti omosessuali siano moralmente sbagliati.

Howell è stato un lettore aggiunto nel dipartimento per nove anni, durante i quali ha tenuto due corsi, Introduzione al Cattolicesimo e Pensiero Cattolico Moderno. Howell è stato anche direttore dell’Istituto del Pensiero Cattolico, parte del St. John’s Catholic Newman Center all’interno del campus e della Diocesi Cattolica di Peoria. I finanziamenti necessari al suo stipendio venivano direttamente dall’Istituto del Pensiero Cattolico.

Una delle sue letture nel corso introduttivo al Cattolicesimo si concentra sull’applicazione delle teorie del diritto naturale a varie tematiche sociali. All’inizio di maggio, Howell ha mandato una lunga e-mail ai suoi studenti, in vista di un esame, nella quale discuteva un esempio pratico, ovvero come sarebbe stata giudicata la moralità degli atti omosessuali alla luce della teoria dell’utilitarianesimo e del diritto naturale.

Una delle frasi incriminate dell’e-mail, che la News-Gazette ha esaminato di persona, è la seguente: “il diritto naturale morale insegna che la Moralità deve essere una risposta al REALE. In altri termini, gli atti sessuali sono solo appropriati per persone che sono complementari, non uguali”.

Il discorso continua dicendo che c’è stata una disassociazione tra l’attività sessuale, la moralità e lo scopo originario, la procreazione; tutti atti che sono in aperta contraddizione con la teoria della moralità naturale.

La protesta formale dello studente è arrivata a Robert McKim, capo del dipartimento di religione, in una e-mail datata 13 maggio. L’autore dice di scrivere per conto di un amico – uno studente nella classe di Howell, che preferiva rimanere anonimo. L’e-mail protestava per le dichiarazioni di Howell sull’omosessualità, definite dallo studente “discorsi che incitano all’odio”.

“Insegnare ad uno studente le credenze di una religione è una cosa, dichiarare che gli atti omosessuali violano le leggi naturali dell’uomo è una cosa ben diversa. I corsi in questa istituzione dovrebbero tendere a contribuire alla discussione pubblica e promuovere il pensiero indipendente; non limitare il punto di vista degli studenti ed ostracizzare persone di un certo orientamento sessuale”.

Howell ha risposto alle accuse affermando che stava presentando l’idea che gli insegnamenti morali Cattolici sono basati sul diritto e sulla moralità naturale e le conseguenze di questo fatto sul pensiero Cattolico.

“La mia responsabilità principale quando tengo un corso sul Cattolicesimo è insegnare quello che la Chiesa Cattolica crede sia la verità. Ho sempre precisato molto, molto chiaramente ad ogni studente che non gli è assolutamente richiesto di credere in quello che sto insegnando e che non saranno mai giudicati su questa base”.

Howell aggiunge che è sempre stato molto aperto nei confronti dei suoi studenti per quanto riguarda le sue credenze personali.

“Dico ai miei studenti che sono un Cattolico praticante e che quindi credo che quello che sto insegnando sia giusto. Se un insegnante prende le parti di una posizione intellettuale, le motiva in maniera razionale e logica, mettendole in un contesto pertinente al tema del corso, non vedo come questo possa costituire una violazione della libertà accademica”.

Cary Nelson, professore emerito di Inglese alla UI e presidente dell’American Association of University Professors, si dice perfettamente d’accordo: secondo lui, anche se molti professori non ritengono opportuno rivelare le proprie credenze personali agli studenti dei loro corsi, sono liberi di farlo e di prendere le parti di una posizione ideale.

“Pensiamo che ci sia un grande valore educativo nell’avere degli insegnanti che promuovano le proprie idee in maniera ben articolata. Quello che nessun insegnante può fare è quello di obbligare i propri studenti a condividere le proprie opinioni. Devi offrire agli studenti la possibilità di dissentire apertamente e far sì che questo comportamento non causi nessun tipo di conseguenza negativa”.

Nelson è il co-autore di una dichiarazione del 2007 della AAUP sulla “Libertà nelle aule scolastiche”, oltre ad essere autore di un recente libro che si occupa approfonditamente delle questioni legate alla libertà accademica.

(Il resto dell’articolo continua sulla News-Gazette, ma ho deciso di non tradurlo perché abbastanza prolisso e contenente una serie di dettagli di non immediato interesse per il lettore italiano. Se qualcuno di voi fosse interessato, lasciate un commento e lo tradurrò immantinente ndApo)