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Foto trovata su pollycoke.wordpress.comGioca oggi, gioca domani, The One rischia di bruciarsi le penne. In quella che sembra una tortura cinese, oggi si viene a sapere che il governo starebbe nascondendo pesanti tagli fatti al Medicare per finanziare la riforma della sanità. E così si gioca anche gli anziani. Però, difficile arrivare a questo sol dell’avvenire…

I rapporti in ritardo nascondono l’impatto dell’ObamaCare sul Medicare?
Peter Ferrara
Originale (in inglese): Investors Business Daily
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Ogni anno, tra metà aprile e metà maggio viene regolarmente pubblicato il rapporto annuale del Board of Trustees della Social Security (il sistema pensionistico pubblico americano ndT). Quest’anno siamo a luglio e ancora non si vede traccia del rapporto del 2010. Cos’è che sta cercando di nascondere l’amministrazione Obama?

Tale rapporto annuale include informazioni dettagliate sulla Social Security e le proiezioni sulla copertura finanziaria dell’istituto per i prossimi 75 anni, dati forniti dall’ufficio attuariale della Social Security Administration.

La scorsa settimana, quando ha pubblicato il suo rapporto sulle condizioni del bilancio statale a lungo termine, il Congressional Budget Office (l’equivalente della Corte dei Conti italiana ndT) ha dichiarato che il sistema pensionistico era già in deficit da quest’anno: secondo il rapporto 2009 dei Trustees della Social Security, questo non sarebbe dovuto succedere fino al 2015, mentre il fondo fiduciario si sarebbe esaurito del tutto nel 2037.

Con la disastrosa crisi economica di Obama, il grande surplus pensionistico che era iniziato con le riforme messe in campo dall’amministrazione Reagan si è del tutto volatilizzato.

Ogni anno, il governo federale ha saccheggiato i fondi fiduciari del sistema pensionistico per prendersi il surplus annuale e spenderlo per foraggiare la spesa pubblica fuori controllo, lasciando ai fondi delle promesse di pagamento che hanno come garanzia solo la promessa dei politici di restituire il maltolto quando sarà necessario. Ora anche questo surplus annuale se n’è andato (insieme con milioni di posti di lavoro ndApo). Visto l’aggravarsi della situazione, quanto manca prima che il sistema pensionistico rimanga completamente a secco?

Il presidente Obama continua a raccontarci una favoletta: che ci ha salvato da un’altra Grande Depressione. La realtà è che le sue scelte dissennate ci stanno spingendo dritti dritti proprio in quella direzione.

Il National Bureau of Economic Research valuta che la recessione è ufficialmente iniziata nel dicembre 2007: dopo 31 mesi, con la disoccupazione sempre vicina al 10% e la forza lavoro che continua a restringersi, il NBER dice che non può ancora dire se la recessione sia ufficialmente finita o no.

Dalla Seconda Guerra Mondiale, la recessione più lunga è durata sedici mesi, mentre, in media, ogni recessione durava circa dieci mesi. Il mese prossimo, questa recessione sarà durata il doppio di quella più lunga da sessant’anni ad oggi. I mercati, e con loro molti commentatori, stanno suggerendo che sta iniziando una nuova, più grave correzione negativa; gli enormi aumenti delle tasse per ogni aliquota previsti da Obama per l’anno prossimo non faranno altro che gettare napalm sul fuoco.

Visto il totale fallimento delle politiche anni ’30 dell’Obamanomics, quanto manca prima che i fondi fiduciari finiscano i soldi?

L’amministrazione Obama, cercando di ritardare il rapporto annuale dei Trustees, non sta provando a nascondere le implicazioni per il futuro della Social Security. Questi rapporti annuali contengono informazioni sul futuro del Medicare nei prossimi 75 anni (le proiezioni sulla spesa per l’assistenza ai cittadini sopra i 65 anni sono usate nei calcoli attuariali sulla sostenibilità dei fondi fiduciari che dovranno erogare le pensioni di anzianità della Social Security ndT). Quello che l’amministrazione sta cercando di nascondere sono i tagli draconiani causati dall’approvazione della riforma sanitaria, che verranno documentati con estrema chiarezza dal rapporto annuale.