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Immagine trovata su marymacleodblog.blogspot.comSe c’è una cosa che l’Apolide ha sempre adorato del mondo anglosassone è il sistema elettorale. Un neo-abitante di un qualsiasi quartiere sa sempre chi è il suo rappresentante al Parlamento. Scoprire che i propri interessi sono difesi da una donna capace e conservatrice è solo la ciliegina sulla torta.

Se tutto dovesse andare come previsto, il mini-antro dell’Apolide si troverà in un simpatico quartiere della periferia di Londra chiamato Isleworth. Il distretto maggioritario si chiama Brentford & Isleworth e, nelle scorse elezioni del 2010, ha visto un netto avanzamento dei Conservatori (yay in ritardo!), che ha portato all’elezione di Mary Macleod alla Camera dei Comuni. La signora in questione, che è in politica dal 1997 ed ha lavorato per anni in compagnie tipo Accenture o altre nell’ambito della City di Londra, sembra davvero promettente, capace ed esperta. Insomma, come rappresentante al Parlamento non c’è proprio niente male, non vi pare?

Chiaramente, l’Apolide non potrà votare per la signora Macleod, dato che possiede il passaporto sbagliato e che, nonostante tutte le bandierine e le scritte del mondo, quando si tratta di decidere del destino di uno stato sovrano continuano a contare solo i possessori della nazionalità giusta. La cosa non deve creare scandalo, intendiamoci. Senza questo minimo controllo, qualunque partito potrebbe far arrivare vagonate di votanti dall’estero per vincere questo o quel distretto. Il fatto è che il solo fatto di riuscire in tre secondi a capire chi è che mi potrebbe rappresentare in parlamento e capire pure come la pensa su diverse materie mi sembra una cosa sinceramente da fantascienza.

Questo piccolo dettaglio mi ha fatto capire quanto ormai mi sia assuefatto allo stato disastroso nel quale versa la “democrazia” italiana. Abbiamo forse già internalizzato il leaderismo dispotico da non ricordarsi nemmeno che, in qualche altro paese, non solo il proprio rappresentante non è calato dall’alto ma è addirittura possibile sceglierselo o, se proprio non ci sconfinfera, votare per qualcun altro. Sembra impossibile, vero? Invece succede ogni giorno. Perché questa ennesima svalvolata? Semplicemente perché il sistema elettorale non è una questione né tecnica né irrilevante. L’elettore medio, appena sente la parola “maggioritario” o l’aggettivo “uninominale”, cambia canale o chiude i canali di comunicazione. Pensa che queste cose non lo riguardino, salvo poi lamentarsi e sbuffare quando le cose vanno male. All’Apolide sembra evidente: se vieni nominato dal capobastone, che poi fa la campagna elettorale da solo o quasi, ovvio che te ne freghi di quello che pensano i cittadini che, formalmente, rappresenti in Parlamento.

C’è chi dice che il maggioritario uninominale a turno secco abbia come conseguenza la politica del “pork”, ovvero il fatto che ogni deputato, invece di pensare al bene di tutti i suoi rappresentati, si preoccupi solo di far arrivare nel distretto più soldi possibile, pur di garantirsi l’appoggio di quei finanziatori che l’hanno aiutato ad essere eletto. Possibile. Nel pezzo che trovate tradotto qui sotto, pubblicato sul blog della deputata Macleod, si prova a non parlare solo di massimi sistemi, ma far capire al cittadino che le scelte prese a Westminster riguardano eccome il suo placido quartiere. Il sistema è allora perfetto? Magari, ma temo di no. Basta leggere tra le righe del comunicato della Macleod per capire la logica che ne ha guidato la stesura. Un colpo al cerchio dei commercianti, uno alla botte dei pensionati, un pensierino alle madri di famiglia, uno ai dipendenti pubblici. Dite che è la logica di ogni politico? Può darsi, ma negli ultimi tempi, in Italia, si sta diffondendo il disinteresse più totale nei confronti di quello che la gente pensa. I politici, ormai, non provano nemmeno più a convincere l’elettore. Per essere rieletto basta essere fedele al gran capo e premere il pulsante giusto in Parlamento; gli elettori sono quasi irrilevanti.

Pensatela come vi pare, ma al sottoscritto piacerebbe avere una persona capace e tosta come la Macleod che lo rappresenta in quella gabbia di matti chiamata Montecitorio. Basterebbe anche un minimo di considerazione in più verso i problemi del territorio, non in termini retorici, visto che in Italia un bel discorsetto non si nega proprio a nessuno, ma in termini d’impegno, di azione politica, di capacità di risolvere le questioni senza chiedere sempre l’accesso illimitato al portafoglio del contribuente. Possiamo sperare ancora? Sinceramente ho qualche dubbio, ma toccherà ancora una volta sperare in bene. Certo che, a forza di incrociare le dita e toccare ferro, qualcuno potrebbe anche rompersi le scatole e seguire il classico pifferaio magico che spunta sempre nei momenti di crisi. Mi auguro sinceramente di no, ma con gli stati di mezzo Mediterraneo che iniziano a cadere, l’aria non è delle migliori, anche per chi, chissà per quanto, è lontano dal suolo natio. Occhi aperti, gente, di questi tempi chi sbaglia è perduto. In campana, mi raccomando.

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Il punto di vista del deputato Mary Macleod sui tagli alla spesa
Originale (in inglese): Mary Macleod
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Come sappiamo bene, il Governo ha annunciato i dettagli della tanto attesa Spending Review, che programma le spese che il Governo intende compiere nei prossimi quattro anni.

Il Cancelliere dello Scacchiere, qualche mese fa, nel presentare il budget ha detto che ridurre il deficit è “il compito più urgente che il paese deve affrontare”. Con 109 miliardi di sterline, abbiamo il deficit strutturale più alto d’Europa e paghiamo ben 43 miliardi di sterline all’anno solo per gli interessi sul debito – qualcosa come 120 milioni di sterline al giorno.

La Spending Review ha esaminato in dettaglio le spese di ogni Dipartimento per verificare se siano essenziali, se debbano essere finanziate per forza dal Governo e, in tal caso, se si possa farlo spendendo meno. Alla base di tutto ci sono sempre i principi di equità e crescita, che hanno guidato ogni scelta in tutto il lungo percorso che ha portato alla pubblicazione.

Mary Macleod, MP per il distretto di Brentford & Isleworth ha dichiarato: “credo che questo Governo sia stato forte e si sia rifiutato di voltare le spalle alle proprie gravi responsabilità. Di fronte ad una crisi economica senza precedenti lasciataci in eredità dal Governo laburista, siamo stati irremovibili ed abbiamo preso le difficili decisioni necessarie per assicurare il futuro a medio e lungo termine sia di Brentford & Isleworth, sia del paese.

So che molti di voi temono l’impatto di questi tagli e quello che significheranno per voi e le vostre famiglie, ma non c’è dubbio che, senza questa scelta decisa il nostro futuro economico sarebbe stato ben peggiore. Sono lieta che, anche in momenti difficili come questo, siamo stati in grado di garantire un aumento in termini reali dei budget scolastici come del resto mantenere gli impegni finanziari già presi per il Crossrail ed i miglioramenti alla metropolitana, risolvendo l’ingiustizia dello scandalo della Equitable Life e mantenendo intatti benefit vitali per i pensionati come il pagamento del canone televisivo per gli over 75, gli abbonamenti ai mezzi pubblici gratuiti, le visite oculistiche, i sussidi per i medicinali oltre all’aumento permanente dei Cold Weather Payments.

A livello locale, mi è stato confermato dal Dipartimento dei Trasporti che l’Hounslow Highways Maintenance Project continuerà ad essere finanziato. Queste sono ottime notizie, visto che questo importante progetto, che migliorerà l’efficienza della rete stradale locale, procederà senza intoppi”.

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