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Immagine trovata su bollyn.comDall’Afghanistan non arrivano solo notizie di attentati, morti civili o militari. Alcuni rapporti mostrano che gli “invincibili” Taliban sono invero alla canna del gas, eppure tutto tace. Qualcuno parla addirittura di pace coi terroristi. Depositi minerari, un importante oleodotto… puzza di realpolitik, gente.

Incredibile a dirsi, dall’Afghanistan arrivano anche buone, ottime notizie. Basta saperle cercare e non farsi influenzare dalle leggi non scritte dell’informazione mainstream, le stesse che dicono che l’unica cosa importante di una guerra oltremare sono i “massacri” di civili e le morti dei soldati occidentali. Quello che trovate qui sotto è un post pubblicato due giorni fa sul bene informato sito di informazioni militari Strategy Page ed illustra in termini poco equivocabili gli enormi passi avanti che le forze armate occidentali stanno conseguendo nella lotta contro gli studenti islamici che terrorizzano il paese asiatico da diversi lustri.

Per farla breve, i Taliban sono a corto di soldi, armi e sono sempre più circondati da tribù ostili, pronte a collaborare con la NATO e con il governo Karzai. Buone notizie, insomma, roba che dovrebbe far andare in brodo di giuggiole almeno i giornalisti filo-governativi. Cerchi disperatamente traccia di questi importantissimi sviluppi sulla stampa italiana. Niente da fare. Silenzio. Eppure sono informazioni cruciali, passi da gigante specialmente nel campo dell’intelligence, nell’analisi sofisticata delle strutture sociali e culturali afghane, cose che potrebbero presto portare all’implosione dell’insurgency e alla pacificazione della zona. Anche questo non merita un articolo? Da quando le vittorie sono impopolari? Possibile che ai bivaccatori delle redazioni italiche interessi sempre e solo la notizia che mette in cattiva luce le Forze Armate ed i nostri storici alleati? Se riuscite a spiegarmi il perché di questo comportamento incomprensibile, fate un fischio. Io mi sono fatto una mia idea, ma è talmente piena di improperi e turpiloquio assortito da risultare impubblicabile anche su questo libero spazio di informazione online.

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Logistica: i Taliban a corto di rifornimenti
Redazionale
Originale (in inglese): Strategy Page
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

L’enorme spostamento di forze dedicate alla raccolta e all’analisi dell’intelligence dall’Iraq all’Afghanistan avvenuto negli ultimi due anni sta finalmente dando risultati, riuscendo a tagliare i rifornimenti di armi e denaro ai Taliban. Sempre più armi e munizioni catturate (spesso da Taliban morti) sono di scarsa qualità. Gli esplosivi, anche quelli fatti da fertilizzanti basati sul nitrato di ammonio, sono difficili da trovare e spesso vengono usati in quantità più piccole per riuscire a fare comunque più attentati. Il che, ovviamente, riesce solo a far uccidere più Taliban, inclusi molti più leader. Questo perché i Taliban, in gran parte analfabeti, hanno sempre meno persone preparate per compiti come posizionare le bombe (e farle esplodere al momento giusto). Chi viene promosso si trova spesso ad essere l’unico abbastanza preparato per sistemare una bomba ed è quindi costretto a partecipare alle missioni in prima persona. Queste missioni diventano sempre più pericolose, visto che gli americani hanno più droni operativi, insieme a torri dotate di telecamere ed aerostati (dirigibili ancorati a terra) che permettono di avere una visuale perfetta a lungo raggio, di giorno o di notte, con qualsiasi clima. Non è solo il fatto che le telecamere possano identificare in anticipo chi si prepara a mettere una bomba (e quindi chiamare un attacco aereo), ma che possono monitorare movimenti sospetti di ogni tipo. I terroristi sono abitudinari ed i software dedicati all’intelligence possono individuare tali abitudini.

Anche i cadaveri di chi si apprestava a sistemare una bomba ed è stato colpito da un attacco aereo o dall’artiglieria sono preziosi. La NATO cerca sempre di far arrivare soldati sul posto per esaminare i cadaveri, visto che l’alleanza ha un ampio e crescente database di impronte digitali che include anche amicizie od alleanze tra i vari individui. Spesso basta identificare le impronte digitali del cadavere di un attentatore fallito per trovare altri affiliati ai Taliban tra gli amici più stretti del trapassato. Si tratta di un grande puzzle, che i software di analisi dell’intelligence, messi a punto negli anni passati in Iraq, possono interpretare rapidamente.

Ma i veri obiettivi sono le reti di supporto finanziario e di contrabbando che comprano armi ed esplosivi e li fanno entrare nel paese. Se ne stanno scoprendo, e colpendo, sempre di più. Come risultato, i Taliban sono a corto di soldi e rifornimenti. Questo ha costretto i Taliban a comportarsi da veri e propri gangsters, rubando ed estorcendo denaro o beni dalle popolazioni locali. Questo rende i Taliban molto impopolari ed è uno dei fattori chiave per l’aumento del numero di tribù afghane e di villaggi che sono disposti a ricevere aiuti dalla NATO e dal governo per difendersi. Una volta che fai sapere che resisterai ai Taliban con la forza, questi ti dichiarano guerra. Ma la NATO può fornire informazioni sui gruppi affiliati ai Taliban della zona e, tramite radio o numeri di cellulare, far arrivare rinforzi o attacchi aerei ai villaggi sotto la sua protezione.

Gli afghani, in generale, non vorrebbero altro che essere lasciati in pace. Se puoi aiutarli, bene, ma accettare aiuti dagli stranieri è pericoloso. Questo perché gli stranieri, prima o poi, se ne vanno sempre via, mentre ogni afghano colpito dagli stranieri rimarrà, pronto a vendicarsi. Questo codice di vendetta è una grossa parte della cultura locale e gli stranieri non riescono a capire quanto sia importante. I Taliban possono convincere gli afghani a star lontani dalle truppe straniere solo ricordando a tutti che avvicinarvisi potrebbe risultare in una faida mortale. Faide del genere sono andate avanti per generazioni e generazioni. Ma, allo stesso tempo, se gli stranieri, misteriosamente, hanno una soffiata su qualcuno che sta mettendo una bomba o preparando un’imboscata, e li uccidono, difficile sapere con chi prendersela. Tali faide raramente continuano se qualcuno si trasferisce in Occidente. Quelli che lasciano l’Afghanistan vogliono scappare da un mucchio di cose pessime. Non solo la fame, le malattie, l’analfabetismo ed il caos, ma anche la cultura della vendetta. Eppure, in Afghanistan, l’intelligence americana ha imparato come sfruttare le faide. Quando se ne trova traccia, vengono registrate. Quindi i comandanti americani hanno una lista dove si trova quale clan è in faida con chi, il che permette di farsi amici chi si sa che è impegnato in una faida con i collaboratori dei Taliban. Aver imparato ad usare informazioni come queste ha reso la vita molto più difficile per i Taliban, il che è una delle ragioni che spingono sempre più combattenti a cercare una pace ragionevole.

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