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Foto trovata su pajamasmedia.comDirty tricks? Roba antiquata. Ora, con la possibilità di votare settimane prima delle elezioni, le possibilità di brogli si moltiplicano esponenzialmente. Questa è la “hope” o è il “change” del quale dovremmo fidarci? Mah…

Truffa, truffa, ambiguità, fal-si-tà! Anche oggi storie dell’orrore dai seggi americani, dove gli obamioti ne combinano di tutti i colori. Quando si dice “il Diavolo è nei dettagli”. Preoccupati del sempre minore tasso di partecipazione alle elezioni, quasi tutti gli stati dell’Unione si sono affrettati a passare leggi che permettessero agli elettori di votare giorni se non settimane prima dell’Election Day vero e proprio. Tutto bene, no? Serve per rendere più semplice il voto e quindi aumentare la rappresentatività degli eletti. Non proprio, a giudicare dai rapporti preoccupanti che arrivano da sempre più sedi elettorali.

Quando i sinistri parlano di “agevolare la democrazia”, quasi sempre vogliono dire “truccare le elezioni per far vincere noi ed i nostri amici”. Case and point, il resoconto che Bryan Preston pubblica su Pajamas Media, un vero e proprio bestiario dei trucchi che i sinistri ad ogni latitudine usano per rubacchiare qualche seggio qui e là. Stupisce più che altro la dedizione degli attivisti, che sorvegliano i seggi per quasi due settimane, temendo i trucchi dell’altra parte.

Anche l’Apolide, durante la sua sfortunata carriera politica, ha fatto di tutto per vincere. Ricordo un congresso provinciale dove passò un’intera giornata a fare la spola tra le frazioni più sperdute ed il centro congressi dove si votava, portando iscritti al partito, perlopiù anziani che a malapena sapevano di avere la tessera, a votare per il suo candidato. Per la cronaca, tale sforzo fu inutile: all’ultimo momento l’avversario si comprò un consigliere comunale, vincendo il congresso sul filo di lana.

In ogni caso niente di vagamente paragonabile al “sequestrare” un seggio elettorale, tenere fuori gli elettori avversari mentre, senza testimoni, Dio solo sa quante volte votavano i peoni che aveva fatto entrare dalla porta di servizio. So di ripetermi, ma forse è il caso di farlo: non è ancora finita, gente! Occhi sulla palla e, come dice Bryan, portatevi sempre dietro macchina fotografica o, ancora meglio, una telecamera (l’audio è prezioso). Fa una certa tristezza essere costretti a tanto pur di difendere la volontà popolare ma non abbiamo altra scelta. Di fronte non abbiamo persone perbene ma gente pronta a tutto pur di continuare a rubarci i soldi dalle tasche senza nemmeno sporcarsi le mani. No pasaran!

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Nella contea di Harris, Texas, sospetti di irregolarità alle urne
Bryan Preston
Originale (in inglese): Pajamas Media
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Nel Texas si può votare in anticipo da lunedì 18 ottobre. Quasi subito, sonon spuntati sospetti di frodi e comportamenti illeciti alle urne. Mi è stato detto che l’ufficio del procuratore della Contea di Harris sta investigando diversi separati episodi che coinvolgerebbero irregolarità commesse da ufficiali elettorali nel distretto della Camera del Texas numero 148, dove il repubblicano Fernando Herrera sta sfidando la democratica uscente Jessica Farrar.

Sospetti sono emersi la settimana scorsa, quando la presenza di iscritti al sindacato SEIU sono stati osservati mentre sostavano a meno di 100 piedi da un seggio elettorale vestendo le loro magliette viola (nel link qui sopra troverete un video che mostra molte magliette viola che sostano vicino ad un seggio). Il fatto è successo alla Ripley House, un centro sociale che viene usato anche come seggio elettorale. Ora, esiste anche un’accusa separata, secondo la quale gli ufficiali elettorali all’interno hanno detto ad almeno un elettore che, in quel seggio, avrebbe dovuto votare per forza democratico. Se questo fosse vero, sarebbe chiaramente contro la legge. Il seguente testo è estratto da una e-mail che contiene diverse accuse che sono state trasmesse all’ufficio del procuratore della Contea di Harris. L’autrice di questa e-mail, Deborah Flores, descrive così una conversazione che ha avuto con due avvocati dall’ufficio del procuratore della Contea di Harris:

“Ci può dire qualcosa a proposito degli incidenti che sono avvenuti qui alla Ripley House?”

Gli ho detto che sono stata presente ogni giorno da quando sono stati aperti i seggi.  Mio padre era già presente sul posto e stava parlando ad un signore in spagnolo. Mio padre mi ha detto che era venuto per votare per Herrera e che gli ufficiali gli avevano detto che qui erano tutti democratici e che quindi non avrebbe avuto altra scelta che votare democratico. Mio padre gli ha detto che non era vero. Gli avvocati volevano altre informazioni sulle parole dell’ufficiale ed io gli ho risposto che avrebbero dovuto parlare con mio padre, visto che non parlo spagnolo e l’ufficiale stava parlando in spagnolo a mio padre. Gli avvocati hanno chiesto se fosse possibile per lui andarli a trovare in ufficio, visto che avrebbero voluto parlargli di persona. Gli ho risposto che gliene avrei parlato, visto che oggi era fuori città, lo avrei accompagnato domani perché domani non lavora. Hanno chiesto di poterlo chiamare ma io non avevo il telefono con me. Mi hanno detto ecco il mio biglietto da visita, mi può chiamare (grammatica ridicola nella mail originale ndApo).

Ancora di lunedì, un ufficiale elettorale avrebbe timbrato la tessera elettorale di un uomo in maniera sbagliata:

Poi ho detto agli avvocati, secondariamente, vedete dove stanno sistemati (i passacarte)? un signore appena uscito dal seggio mi ha fatto venire al suo furgone e voleva sapere se potevo rispondere ad una domanda che lo tormentava (ha chiamato specificamente me perché ero l’unica repubblicana presente) mi ha detto che la sua tessera elettorale era stata timbrata con una “D”. Voleva sapere “perché l’hanno fatto, a quale scopo, perché non sono un democratico?”. Gli avvocati mi hanno detto “Davvero? Queste cose le fanno solo durante le primarie”. Al che ho risposto, beh, queste non sono le primarie, è successo lunedì scorso e questo è quello che ha detto l’uomo, l’hanno fatto quel giorno ed ecco perché mi aveva chiamata (ancora una volta, la signorina Flores avrebbe bisogno di ripassare l’inglese ndApo).

Dal secondo giorno di apertura dei seggi, è arrivata un’altra accusa, secondo la quale gli ufficiali al seggio starebbero manipolando il ritmo delle votazioni per massimizzare il numero di democratici cui è permesso votare e allo stesso tempo minimizzando il tempo concesso ai repubblicani:

Secondo giorno, arrivo al seggio, mi sistemi qui, dove tutti gli altri hanno un proprio piccolo spazio, mi sto preparando a prendere i miei “santini”, ecco che tre elettori escono dicendo che sono stati mandati via, visto che i seggi erano chiusi. Gli è stato detto che sarebbero potuti tornare più tardi. Al che rispondo “Davvero?”. Poi la squadra di Sylvia Garcia ha chiesto al suo partner di mettersi una maglietta ed entrare nel seggio, per vedere cosa succedeva. Al che ho detto, se non andate, prestatemi una maglietta, così che possa entrare e vedere cosa sta succedendo. Mi sono comportata come se fossi un normale elettore, ho detto ai ragazzi che stavano al banco informazioni della Ripley House se i seggi erano chiusi. Si sono guardati in faccia, sorpresi. Al che ho detto “va bene, andrò di persona a vedere”. Vedo la fila fuori dalla porta del seggio. Mi siedo fuori e mi dicono che i seggi sono chiusi, proprio mentre vedo almeno due persone che stanno in fila, aspettando di votare. Gli chiedo spiegazioni, visto che mi avevano detto che i seggi erano chiusi. Questi mi rispondono “no, signora, i seggi sono aperti. Le operazioni sono lente, ma sono aperti”. Sono uscita dicendo a chi era fuori a dare volantini che i seggi erano aperti. Ho chiesto a tutti “da dove veniva tutta quella gente che stava in fila aspettando di votare? Non sono certamente entrati da qui”. Quindi sono andata dietro al palazzo ed ho visto un pullman a noleggio. C’era una signora e due uomini. La signora stava indossando una maglietta di Jessica Farrar, al di fuori del confine dei 100 piedi. Quindi mi sono seduta lì. Dopo che mi sono girata ed hanno visto la mia maglietta di Herrera, uno degli uomini è entrato nel bus e l’ha spostato. La signora è rimasta. Ho iniziato a chiedere alla signora “dovrebbe prendere il suo materiale e spostarsi all’interno dei confini”. Lei risponde “oh, mi scusi tanto”. Si siede dietro di me, dicendo di essere la madre di Jessica Farrar.  Io le rispondo “salve, sono Debbie Flores, la cugina di Fernando Herrera” e me ne sono andata. Avevo appena iniziato a distribuire volantini ed altro materiale (ho fotografie che provano quanto ho detto).

Mi sono rivolta agli avvocati, dicendo: “Ora, pensateci, quello era un bus dei democratici, affittato dalla signora Farrar – fanno votare tutti i democratici, rimandando a casa almeno tre repubblicani che erano andati a votare, dicendogli che tutti i seggi erano chiusi perché volevano assicurarsi quei voti democratici a tutti i costi”.

Questo è solo un esempio di quello che sembra essere successo nella prima settimana di votazioni in anticipo in quell’unico seggio. Un caveat va fatto, visto che l’autore è legato ad uno dei candidati in corsa. Sono stati anche denunciati segnali di aperta ostilità da parte dei democratici presenti alla Ripley House.

Foto trovata su pajamasmedia.com

La Flores dice che aveva messo questi cartelli per Herrera di domenica, solo per essere seguita da un democratico che, appena girato l’angolo per sistemare altri cartelli, li ha immediatamente gettati a terra.

Ho parlato con Deborah Flores oggi; sembra convinta che l’ufficio del procuratore della Contea di Harris non prenderà queste accuse di frodi elettorali seriamente. Il procuratore della contea, Vince Ryan, è un democratico, un grosso donatore sia al partito democratico locale sia a quello statale, ed è stato eletto nel 2008, trascinato dall’ondata obamiana. Il suo ufficio sembrerebbe impegnato ad investigare accuse di intimidazione nei confronti dei rappresentanti di lista di entrambi i partiti.

Ho anche sentito accuse che dicevano come le macchine elettorali in una giurisdizione periferica della Contea di Harris erano truccate in modo tale da votare automaticamente per candidati democratici in basso alla scheda se l’elettore sceglieva il ticket repubblicano, posizionato in alto sulla scheda. Poi ci sono tantissime altre storie come la frode sugli elettori fantasma, sempre nella Contea di Harris scoperta da True the Vote e King Street Patriots (le quali associazioni, a quanto mi è dato sapere, non sono affiliate con nessun candidato sopra citato), sun caso simile di frodi sulle registrazioni elettorali di una affiliata alla SEIU in Arizonabrogli colossali in Florida, e perfino la richiesta di esami del DNA di massa per risolvere una frode sui voti via posta a Troy, nello stato di New York.

Gli incidenti nella Contea di Harris ed altri dimostrano quanto la nostra iniziativa nazionale Voter Fraud Watch sia necessaria. Funziona in maniera molto semplice: portatevi sempre dietro una macchina fotografica e quando notate qualcosa di strano, come i tizi dell’SEIU nel video qui sopra o le fotografie dalla Ripley House, per favore mandatecele, descrivendo cosa avete visto. Esamineremo il caso e lo renderemo di pubblico dominio.

Bryan Preston è stato un blogger conservatore ed opinionista di punta fin dal 2001, quando ha fondato il suo primo blog. Bryan è un ex-militare, ha lavorato per la NASA, viene da Hot Air, è stato producer per il Laura Ingraham Show e, prima di arrivare a PJM, Communications Director del Partito Repubblicano del Texas.

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