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Immagine trovata su pdgorizia.comQualcuno riesce a spiegarmi come mai nessuno si scandalizzi mai per la infame strumentalizzazione dei bambini da parte dei sinistri di ogni latitudine? Sinceramente, esiste un comportamento più odioso e vigliacco?

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Nuova vita, nuovi post super-rapidi, ritagliati ai momenti di pausa in ufficio (lo so, non è professionale, mi sento uno schifo). Stavolta a causare l’uscita dell’Apolide dal suo stato semi-vegetativo di meditazione è stata la lettura di un articolo shock pubblicato dall’ottimo sito di informazione non convenzionale (leggi “non asservito alla sinistra ed ai suoi protettori”) RedState. La notizia non sarebbe delle più sorprendenti, specie per chi ha avuto occasione di confrontarsi con i sinistri e le loro eterne fissazioni totalitarie nonché sommamente illiberali.

L’articolo originale lo trovate qui ed un tempo mi sarei preso anche il disturbo di tradurlo completamente. Il fatto è che, sinceramente, non ne ho voglia. Inoltre ho la vaga impressione che gran parte dei frequentatori dell’antro abbiano una certa familiarità con la lingua inglese e che, quindi, i miei sforzi fossero più o meno inutili. Se sto prendendo l’ennesima cantonata (non ne sarei per niente stupito), fatemelo sapere. Si naviga a vista da queste parti se non intervenite.

Riassuntone generalone totalone: il provveditore di un distretto scolastico della Carolina del Nord ha pensato bene di mandare una circolare agli insegnanti delle elementari “consigliando” di far scrivere ai bambini delle belle letterine nelle quali si chiedeva agli eletti del distretto ed ai genitori di aumentare i fondi destinati alla scuola pubblica. La cosa è divenuta di pubblico dominio perché il deputato del distretto, il repubblicano Mike Stone, si è visto arrivare a casa una letterina scritta da sua figlia ed è andato su tutte le furie. Il provveditore, da buon apparatchik compagnardo, non ha battuto ciglio, dichiarando che se un politico non vuole ricevere lettere dai suoi elettori, non dovrebbe entrare in politica. Considerato che nel sito del suo distretto si legge che lo scopo della scuola è quello di “insegnare ad ogni studente le doti accademiche e sociali necessarie per diventare un cittadino responsabile e produttivo” (leggi “schiavo di Soros e dei nostri padroni”), la sorpresa sembra eccessiva. Insomma, se metti un compagno a capo delle scuole e riempi gli istituti di compagni come lui, difficile ottenere risultati diversi. In America, se non altro, alle prossime elezioni potranno cacciare il soprintendente o, se non altro, renderlo inoffensivo. Da noi, chiaramente, le cose vanno in maniera molto diversa.

A questo punto ci sarebbe bisogno di qualche commento sagace, di una bella prova di sarcasmo sardonico e tagliente, atto a far vergognare gli esseri simil-umani di cui sopra dello sfruttamento ignobile cui sottopongono i pargoletti affidati sconsideratamente alle loro cure. Avevo anche preparato qualche bella battuta per l’occasione ma mi sono ricreduto strada facendo. Con certa gente l’ironia non funziona. La prima cosa che capisci frequentando qualche sinistro è la loro completa, totale, assoluta mancanza di qualsiasi cosa anche vagamente paragonabile al senso dell’umorismo. Per loro tutto è politica, tutto è variabile, temporaneo, non esistono valori o ideali tranne la convenienza del momento e la prosecuzione di quel piano impostogli eoni fa da qualche apparatchik loro compare da oltrecortina. Insomma, perché perdere tempo e fiato. I sinistri sono quello che sono, inutile illudersi. Gente come Pisapia potrà anche darsi una ripulita e sembrare una personcina ammodo ma, una volta nella stanza dei bottoni, farà sempre di tutto per estrarvi soldi dalle tasche e farli finire agli amici degli amici. In un’altra era, sicuramente più felice, si diceva che alla base del socialismo c’è solo l’ansia di qualche predone di commettere qualsiasi sorta di ruberia non solo impunito ma addirittura circondato dall’entusiasmo e dalla gratitudine di chi è stato appena derubato. Insomma, il paradiso dei ladri in terra. Altro che sol dell’avvenire.

L’unico commento che mi viene in mente è forse non molto consolatorio ma provato dall’esperienza. Potranno provare quanto gli pare a fare il lavaggio del cervello alle giovani generazioni, non funzionerà. Anzi, precisiamo meglio, funzionerà solo fino all’età della ragione, il che spiega perché da che mondo è mondo i sinistri spingono per l’abbassamento dell’età per il voto. Il sottoscritto è nato in una famiglia tendenzialmente di sinistra, in una regione dominata da ere geologiche dalla sinistra più retriva, ha fatto quasi tutta la scuola dell’obbligo in istituti indiscutibilmente dediti alla formazione di giovani pionieri del Komsomol. Se poteste leggere le liriche (pessime) che scrivevo a 15 anni, mi avreste preso per un no-global ante litteram. Poi sono cresciuto e, seguendo il percorso di nonno Winston, sono diventato conservatore (d’accordo, liberal-conservatore con forti tendenze libertarie ma realista in politica internazionale e con qualche tendenza latente al paternalismo-autoritarismo, ma ci siamo capiti).

Se tali patetici tentativi di comprarsi il voto corrompendo giovani menti e stimolandone gli istinti peggiori sarà destinato al fallimento, perché mai infervorarsi o salire sulle barricate, si chiederanno i miei fedeli quattro lettori? Semplice, perché tali tentativi sono fatti con i nostri soldi. Questa è la cosa veramente inaccettabile, che da tempo immemorabile mi ha convinto che la scuola pubblica non vada riformata, quanto abolita. I voucher educativi sono un buon palliativo, ma lo scopo finale, la soluzione del problema (che ci leverebbe anche di torno una milionata di pseudo-intellettuali falliti pagati dalle nostre tasse) deve essere la chiusura del ministero dell’educazione e la cancellazione della scuola pubblica. Anche secondo la pessima costituzione (minuscola voluta) cattocomunista che ci troviamo, niente impone che gli otto anni d’istruzione obbligatoria debbano essere gestiti ed organizzati dallo stato. Visto che la Chiesa Cattolica è stata abbastanza lungimirante da lasciarci questa bella scappatoia, perché non usarla al meglio?

L’optimum sarebbe fare un gran falò di quell’immondo cumulo di sinistrismo e liberarsi una volta per tutte dai “diritti” atti solo a confondere le menti semplici e riempire le tasche degli amici degli amici, ma come primo passo ci si potrebbe anche accontentare della cacciata con tanto di simbolica pedata nel didietro di questi piccoli Mengele dell’educazione. Un passo dopo l’altro si arriva in capo al mondo. Sempre che questo benedetto primo passo ci si decida a farlo, prima o poi.