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Immagine trovata su zekeiel666.blogspot.comTutti parlano sempre dell’America, ma nessuno sembra intenzionato a cercare di carpire il segreto del suo innegabile grande successo. Sinistri e complottisti si inventano le peggiori idiozie, mentre la verità è molto più semplice. Gary North la spiega qui sotto. Articolo da non perdere, fidatevi.

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Ancora una volta, commento ultra-stringato vista la lunghezza dell’articolo di Gary North, che sinceramente non potevo non tradurre. Stavolta si parla di cosa renda gli Stati Uniti d’America tuttora il più grande paese del pianeta, nonostante Ohblabla, i sindacati, Nancy Pelosi, le celebrity idiote, Michael Moore, George Soros e tutti i maledetti sinistri che occupano militarmente le redazioni. In questo caso, il Dottor North mi sembra che si sia superato, anche se parla di economia in modo solo indiretto. Qui si va alla radice di cosa voglia dire essere americano, di cosa sia quella indefinibile qualità che rende gli Stati Uniti diversi dal resto dei paesi aggrappati al globo terracqueo.

Il Dottor North la riassume in cinque principi molto semplici, che l’Apolide, pur non essendone conscio, ha applicato in pratica per tutta la vita. Mentre li leggevo, mi sono reso conto di quanto fossero radicalmente diversi dai non-principi che regolano la vita di gran parte degli abitanti dell’Europa infelix e mi sono domandato se non fosse proprio questa differenza ideologica fondamentale ad aver causato quel costante senso di spaesamento che mi ha garantito il soprannome che conoscete così bene. Forse ci avevano visto giusto i miei amichetti delle elementari e delle medie, quando mi prendevano in giro chiamandomi “yankee”. Io, che sapevo già cosa volesse dire quella parola, me la prendevo relativamente, sicuro che, nel giro di qualche anno, sarei riuscito ad andare in un posto dove lavorare duro, non pensare ogni giorno alle vacanze ed avere grandi ambizioni per il proprio futuro non è considerato un comportamento eccentrico ma una dote caratteriale fondamentale per farsi strada nella vita. Da queste parti le cose non vanno esattamente in questo modo, ma il passo in avanti rispetto al pantano italiota è certamente monumentale. Buona lettura e buona settimana a tutti.

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Cinque principi che hanno reso l’America grande
Gary North
Originale (in inglese): Reality Check n° 1047, 11/03/2011
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Immaginate di viaggiare all’estero. Iniziate a discutere con uno straniero che vi chiede di sapere cos’è che rende l’America unica. Vi chiede di riassumere le origini del successo degli Stati Uniti in una frase o due. Cosa direste?

Non importa cosa rispondete, se avesse chiesto la stessa domanda a dieci altri americani non avrebbe avuto la stessa risposta. L’America è una società complessa. I suoi cittadini vedono in maniera molto diversa quello che la fa funzionare.

Nonostante questo, sono riuscito a riassumere due frase in otto parole. Queste due frasi simbolizzano quello che rende la società americana grande. (Notare come distingua la società americana dall’entità statale statunitense).

Ecco le mie due frasi. Sono slogan, ma questi slogan riflettono una visione del mondo del tutto americana.

  • Vivi e lascia vivere.
  • Facciamo un affare.

Certo l’America è molto più di queste frasi. Prima di tutto c’è una fede religiosa collettiva che circonda questi slogan. Se non capisci questa fede, non capirai mai l’America (qualcuno mandi una nota a Zucconi, Rampini, Botteri, Farkas e compagnia gnegneante, please ndApo).

Quindi ho ristretto i principi dell’America in cinque frasi. Queste frasi sono slogan. Questi slogan sono cinque principi del modo di vivere americano. Presi insieme, identificano un modo di vedere il mondo che raccoglie uno stile di vita unico: un ordine sociale unico al mondo.

Per oltre 300 anni, questi principi sono stati dominanti – qui e non altrove – in America. Eccoli qui.

  1. Aiutati che Dio ti aiuta.
  2. Pensa agli affari tuoi.
  3. Vivi e lascia vivere.
  4. Facciamo un affare.
  5. I nostri figli staranno meglio di noi.

1. AIUTATI CHE DIO TI AIUTA

Questa frase è stata resa famosa da Benjamin Franklin nel “Poor Richard’s Almanack”. Comunque siano andate le cose, questa è l’origine più accettata della frase. Quando stavo scrivendo la mia tesi di dottorato, ho trovato qualcosa di molto simile in un sermone di Samuel Moodey nel 1715, intitolato “The Debtors Monitor”.

è la mano diligente che raccoglie, perché le sue opere sono benedette… Ed ora, non più oltre, e più importante aggiungere, come sia a maggior gloria di Dio e benefico per l’uomo, che ci aiutiamo da soli, così che Dio possa quindi aiutarci.

Come molti altri degli arguti aforismi del “Poor Richard’s”, probabilmente tutti al tempo di Franklin, nel 1757, credevano a questo principio. Era già parte della cultura americana prima che l’America politica nascesse.

La fede che rivela è basata sulla Provvidenza divina. Dio opera in termini etici. Un uomo raccoglie quel che ha seminato. Dio fa in modo che le cose vadano così. Nessun albero buono fa frutti cattivi, così come nessun albero cattivo fa buoni frutti. Dio fa in modo che le cose vadano così. Tutti questi sono detti di Gesù Cristo. Erano seguiti quasi da tutti nell’America del diciottesimo secolo.

Quello che annunciano è che “c’è consistenza tra le azioni giuste ed il profitto che ne si trae”. Questo modo di vedere il mondo include il famoso aforisma di Franklin, “l’onestà è la migliore politica”.

Questo modo di vedere il mondo insiste nel dire che l’universo non è casuale. Non è meccanico, non è organico ma fondamentalmente etico. Quindi è possibile prevedere una correlazione tra causa etica ed effetto economico.

Questa fiducia nel principio etico della causa ed effetto è tuttora prevalente negli Stati Uniti. Per questo che il pubblico è andato su tutte le furie quando il governo federale e la Federal Reserve hanno salvato le grandi banche. Hanno visto il tutto come un affare corrotto, che sacrificava gli interessi dei contribuenti a quelli dei banchieri super-ricchi.

Gli elettori credevano che le banche avessero cercato profitti in manovre azzardate mettendo in pericolo i risparmi dei correntisti. I loro sospetti erano esatti. Questo è il “moral hazard” in azione: la ragionevole speranza di un bailout del governo incoraggia le grandi organizzazioni finanziarie a cercare il profitto a qualunque costo. “Se viene testa, vinco; se viene croce, vinco lo stesso”. Notare prego come questo comportamento si chiami “moral hazard”.

Senza questa fede diffusa nella fondamentale giustezza del principio etico di causa ed effetto, la gente sarebbe tentata di inseguire il profitto attraverso comportamenti poco scrupolosi. L’onestà non sarebbe più la politica migliore.

Ogni perdita di fiducia nel principio etico di causa ed effetto mina la fiducia del pubblico. Una perdita di fiducia, a sua volta, mina la cooperazione sociale e quindi la divisione del lavoro. Le basi della moderna prosperità rischierebbero quindi di andare in frantumi.

Stiamo assistendo ad una perdita di fiducia nel principio etico di causa ed effetto. Quindi il governo interviene e promette “rimetteremo tutto a posto. Faremo giustizia”.

Poi prende ed usa i soldi dei contribuenti per salvare le grandi banche.

2. FATTI GLI AFFARI TUOI

Questo principio ha due significati. Gli americani credono ad entrambi.
Il primo significa che ognuno dovrebbe seguire i propri affari, inteso nel senso più ampio. Chiunque sia capace di lavorare dovrebbe farlo. Gli americani sono lavoratori indefessi. Prendono meno vacanze di qualunque altra forza lavoro del mondo industrializzato (che ne dite di cinque giorni di vacanza in due anni, quattro dei quali presi per tenere un seminario sulla comunicazione? Forse ha ragione chi definisce il sottoscritto un workaholic. A me non sembra affatto strano o irragionevole ndApo). Cercano di non perdere tempo in cose inutili.

Il termine “lingotto d’oro”, nelle forze armate è visto come derogatorio (chi evita compiti pesanti o pericolosi perché ricco, o evita del tutto il servizio militare ndApo). Anche il termine “fannullone”. Gli americani rispettano chi trova modo di completare i suoi compiti in meno tempo. Questo viene visto come lavorare in maniera intelligente. Ma non rispettano chi va in pensione per non fare niente. (Notare: giocare a golf non è visto come ‘fare niente’, ma come una sfida, una sfida senza fine che richiede sempre maggiore impegno).
Gli americani vanno in pensione, ma lo vedono come un premio per una vita di duro lavoro e risparmio. Se lo sono guadagnato.

Questo modo di vedere il mondo si basa sul principio 1. Dato che il Signore Iddio aiuta chi si aiuta da solo, la persona che lavora duro è vista come parte di un’economia produttiva. Quest’economia si basa sulla combinazione degli effetti della Provvidenza divina e del duro lavoro. Mentre la famosa “mano invisibile” di Adam Smith ha convinto qualche intellettuale per circa un secolo (dal 1776 al 1875), il pubblico ha dato per scontato che ci fosse davvero una mano invisibile a guidare il processo della produttività. Questo rendeva legittima la fatica di ogni uomo.

L’altro significato di “farsi gli affari propri” è il risentimento verso chiunque intervenga nella propria vita. Se qualcuno non ha autorità di interferire, l’americano medio pensa che dovrebbe tenere la bocca chiusa. “Non sono affari tuoi” significa che chi vuol fare del bene dovrebbe pensare a sé stesso prima di tutto. Gesù Cristo ha detto la stessa cosa quando diceva di non rimuovere la pagliuzza dall’occhio del tuo vicino prima di rimuovere la trave dal tuo.

Fino ai tempi del New Deal, gli americani vedevano il governo in questo modo. Non amavano né tolleravano l’idea dello stato sociale. Solo negli ultimi decenni gli americani hanno imparato ad essere ossequiosi nei confronti dei burocrati. Questo è un cambiamento epocale nella storia americana.

Nel 1775, una bandiera con l’immagine di un serpente a sonagli raggomitolato portava lo slogan “Don’t tread on me” (non mi calpestare – più o meno, lasciami stare o te la farò vedere. Per chi se lo fosse chiesto, è proprio il simbolo che campeggia sullo sfondo del desktop nell’ufficio dell’Apolide – una sorta di avvertimento, I suppose ndApo). Fu adottata dal primo reggimento dei Marines nel 1775. La Carolina del Sud la adottò come la bandiera dello stato nel giro di un anno.

L’idea che ognuno dovrebbe occuparsi dei propri affari facendosi i fatti propri è molto antica negli Stati Uniti. Si tratta di un’idea chiaramente anti-burocratica. Ora più che mai è sulla difensiva. Lo stato matrigna è invece all’attacco.

3. VIVI E LASCIA VIVERE

Questa è un’estensione di “fatti gli affari tuoi”. Accetta la legittimità del duro lavoro di ogni persona. Riflette la tendenza ad accettare gli stili di vita degli altri.

Nelle decadi passate, si basava sull’assunto che gli altri “portassero il proprio peso”, “pagassero la corsa” e “si prendessero la responsabilità delle proprie azioni”. Questo significava che l’altro fosse un membro produttivo della comunità. Poor Richard lo metteva così: “chi è bravo a trovare scuse, raramente è bravo a fare qualcosa d’altro”.

Questo modo di vedere le cose riconosce la legittimità del contributo di ciascun individuo alla società. Fino a quando non ostacoli il lavoro degli altri, deve esser lasciato in pace. Questo è il cuore della dottrina del “laissez faire”. “Lasciateci in pace” implica necessariamente “vivi e lascia vivere” e viceversa.

Come nel caso di “fatti gli affari tuoi”, quando il governo ha esteso i propri sussidi, ha allargato anche il suo controllo. La gente è meno disposta ad accettare la premessa di “vivi e lascia vivere” quando viene tassata per finanziare lo stile di vita del prossimo. Sono più pronti ad occuparsi degli affari del prossimo quando viene visto come una persona che ottiene qualcosa in cambio di niente. L’accettazione crescente del saccheggio da parte della politica ha minato i principi 2 e 3.

Il problema, in questo caso, è la mano ‘visibile’. Lo stato dice alla gente quello che deve fare. Tassa gli individui di successo e premia chi non ha avuto successo, specialmente i dirigenti anziani di banche molto grandi che sarebbero dovute lasciare fallire. Lo stato matrigna è lo stato dei bailout.

Quando lo stato è diventato sempre più messianico ed ha preso il posto di Dio come il protettore dei singoli, ha preso anche il Suo posto quando si è trattato di controllare le operazioni.

Poi, nel 2008, la mano ‘visibile’ l’ha fatta troppo grossa.

“Vivi e lascia vivere” funziona fino a quando non diventa “vivi e lascia vivere a spese mie”. La fede nella politica del saccheggio ha preso sempre più il posto della fiducia negli uomini nelle versioni secolari e religiose della mano ‘invisibile’. Col tempo ha preso il posto del vecchio modo di pensare.

Lo stato messianico è diventato quindi lo stato degli impiccioni, lo stato matrigna o lo stato supervisore.

4.  FACCIAMO UN AFFARE

Se c’è una caratteristica tipica degli americani in tutta la loro storia, è proprio questa. Questo è lo Yankee delle leggende. Lo Yankee che sapeva in ogni caso come tagliare i costi, aumentare la produzione ed offrire condizioni migliori.
Il suo nemico era il vicino Yankee che voleva mettere il naso negli affari di tutti “a fin di bene”. Uno Yankee aveva una nave negriera nel diciottesimo secolo. L’altro divenne un’abolizionista nel diciannovesimo secolo ed un impiccione del Vangelo Sociale nel ventesimo. Il secondo tipo di Yankee ha preso il posto del primo sempre più negli ultimi due secoli.

L’amore degli americani per gli affari ha reso gli Stati Uniti il paradiso dei piccoli imprenditori. Gli immigranti hanno prosperato. L’ebreo con il suo carretto, il tedesco con la sua bottega artigiana, l’armeno ed i suoi tappeti, lo scozzese con le sue invenzioni, l’olandese con i suoi miglioramenti per le fattorie (manca qualcuno, Dottor North?? Non so se se ne è accorto, ma ci sono diverse decine di milioni di italo-americani che hanno fatto parecchi soldi. Potremmo anche risentircene… ndApo): tutti avevano qualche soldo da investire e progetti che avevano bisogno di un poco di capitale. C’erano sempre nuovi affari da concludere.

Se qualcuno voleva occuparsi degli affari dell’altro, poteva sempre farlo… pagando. L’estensione delle società a responsabilità limitata alla fine del diciannovesimo secolo ha fatto per il mondo degli affari quello che i documenti per le fondazioni religiose hanno fatto per la religione. L’America ha fatto grandissimo uso di entrambi questi strumenti. Nessuna altra società nella storia ha fatto un uso altrettanto efficace di questi strumenti.

Le chiese e le imprese private hanno conquistato un intero continente dal 1803 al 1898 – con un grande aiuto, dal punto di vista geografico, dal governo federale, che comprò un terzo del paese da Napoleone, che non era in grado di difenderlo, e rubò l’altro terzo al Messico, che non era in grado di difenderlo.

I francesi arrivarono nell’interno del continente per terzi. Gli spagnoli arrivarono secondi. I nativi americani arrivarono per primi. Perché non riuscirono a difendere il loro territorio dall’invasione degli immigranti arrivati dalla costa atlantica? Perché erano troppo pochi. Perché? Perché il loro popolo non era altrettanto dedicato nell’applicazione dei cinque principi – prima di tutto al ‘facciamo un affare’.

5.  AI NOSTRI FIGLI ANDRA’ MEGLIO

Fin dall’inizio gli americani si sono fondati soprattutto sull’ottimismo. Pervade l’intero ordine sociale. Gli immigranti ne sentono parlare ed arrivano. Poi l’adottano anche loro. Penso agli ebrei, che per millenni hanno vissuto pensando “potrebbe andare peggio”. Penso agli armeni che sono stati dominati per secoli dai turchi e volevano disperatamente fuggire. Anche gli irlandesi. Anche i polacchi. Ogni gruppo aveva una maledizione sulla testa.

Poi, famiglia dopo famiglia, sono arrivati nella terra delle possibilità. Le difficoltà c’erano, certo, ma in America erano difficoltà uguali per tutti (tranne per gli africani, che non erano arrivati volontariamente).

“Potrebbe andare peggio” divenne “andrà sempre meglio”. Questo cambiò il carattere della vita negli Stati Uniti. Non c’era alcuna garanzia di successo immediato. C’era solo la possibilità di concludere qualche affare, fino a quando avessi vissuto e lasciato vivere, ti fossi occupato dei tuoi affari e ti fossi aiutato da solo così che Nostro Signore ti potesse aiutare.

“Ai miei figli andrà meglio”. Tutti ci hanno creduto e gran parte di loro hanno vissuto abbastanza per vedere questa promessa veramente realizzata. La gente risparmiava soldi. Tagliava i costi, lavorava molte ore, si dava da fare, concludeva affari, prendeva rischi e mandava i figli a scuola. Avevano una grande fede nell’educazione formale. Quella, col tempo, divenne la grande attrazione, l’amo con l’esca sopra. Il governo si approfittò del sogno della mobilità sociale attraverso l’educazione. La battaglia per il controllo sulle scuole pubbliche iniziò nel 1840 e non si è mai fermata.

Oggi le scuole sono fermamente contrarie a Dio, agli affari, all’individualità e agli accordi. Continuano a credere ufficialmente che le cose andranno meglio per gli studenti, ma il loro fallimento nel provvedere al successo dei loro alunni, dalla metà degli anni ’60, ha iniziato a corrodere la fiducia, iniziando dagli insegnanti.

La mia generazione ha potuto vedere il cambiamento prima che, un decennio dopo, fosse evidente a tutti. Vedevamo “Gioventù bruciata”, “Il seme della violenza“, vedevamo che la scuola superiore stava diventando un campo di battaglia più che una fucina dove forgiare i futuri cittadini. Dieci anni dopo il declino iniziò. Non si è ancora fermato.

Ci sono voluti tre decenni perché la gente si rendesse conto del cambiamento ma negli ultimi dieci anni circa metà degli americani si è reso conto che i loro figli non staranno meglio di loro. L’unica eccezione sono gli ispanici. Loro sono ancora ottimisti. Questo è un cambiamento epocale negli Stati Uniti.

http://bit.ly/NoBetterOff

Con la fede nel futuro sempre meno forte, il governo si è ingrandito a dismisura. Il deficit federale è ora gigantesco. Nessuno pensa sul serio che questo stato di cose cambierà. Eppure lo farà per forza, quando non ci sarà più nessuno disposto a prestare soldi al governo.

L’idea che tutti hanno è che “i nostri figli dovranno pagare questo enorme debito”. No, non lo faranno. Dichiareranno bancarotta. Saranno i vecchi a pagare il prezzo della loro follia. Le cose andranno come devono andare. Nel frattempo, però, gli americani sono scettici nei confronti del “sogno americano”, ovvero che i nostri figli staranno meglio di noi.

CONCLUSIONE

I cinque principi fondamentali dell’America sono sotto attacco. Non sono ancora morti. Sono ancora oggi caratteristici degli americani. Ma la antica fiducia sta svanendo. Con la crescita incontrollata del governo, gli americani si sono fidati sempre di più del governo. “Il governo aiuta chi non riesce ad aiutarsi da solo”. Certo, ma lo fa tassando chi ha successo.

Nel mondo della finanza, questo si chiama “moral hazard”.

Questa fede nel governo si sta affievolendo giorno dopo giorno. Il governo, infatti, non è stato capace di mantenere le promesse.

Il governo funziona su cinque principi totalmente diversi.

  1. Il governo tassa chi si aiuta da solo.
  2. Il governo pensa agli affari di tutti.
  3. Tassa e lascia vivere.
  4. Decidiamo noi chi fa affari con chi.
  5. Chi fallisce vivrà meglio degli altri.

Ormai c’è una guerra di religione tra questi principi rivali. Sembra che, al momento, siano quelli del governo a vincere. Ma tutto finirà quando nessuno accetterà più gli assegni emessi da Washington (bancarotta) o quando non potranno comprare granché (iperinflazione).

Finirà quando gli investitori diranno a Washington: “Niente più prestiti ad interessi così bassi”.

Finirà quando i giovani diranno, “non pagheremo i debiti che i nostri genitori hanno fatto al posto nostro”.

In ogni caso finirà.

Quando finirà, ci saranno sconvolgimenti enormi, almeno fino a quando il paese non tornerà a credere ai cinque principi originali.

State attenti a non rimanere intrappolati in mezzo al guado.

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