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Immagine trovata su sirknob.wordpress.comQualcuno potrebbe domandarsi perché il sottoscritto ce l’abbia tanto con i sindacati. Se facessero il loro mestiere, senza imporre i loro accordi al resto della categoria, potrebbero anche andare bene. Il problema è che gran parte dei soldi estorti ai lavoratori finanziano la macchina da guerra sinistra.

Quando gli articoli sono pieni di numeri e poveri di opinioni, l’Apolide preferisce di gran lunga farsi da parte e lasciare che a parlare siano le crude, inequivocabili cifre. Solo una nota a margine, prima di lasciarvi alla lettura dell’ottimo articolo di John C. Henry per il Center for Public Integrity, organizzazione che il sottoscritto stima da tanto tempo ed ha segnata due volte nella shortlist sui posti di lavoro ideali: il CPI, ovviamente, usa solo i dati ufficiali, ottenibili dai rapporti ufficiali mandati al Dipartimento del Lavoro. Trattasi di cifre chiarissimamente fasulle, truccate oltre l’inverosimile ad ogni livello, non ultimo la Casa (una volta) Bianca. Se l’immagine che l’articolo dipinge vi fa giusto un attimo incavolare, immaginatevi che la realtà è, probabilissimamente, parecchie volte più grave e compromettente. I soldi passati ai democratici vengono opportunamente divisi in micro-donazioni giusto un dollaro al di sotto della soglia massima e fatte effettuare da iscritti o simpatizzanti amichevoli. Ricordatelo bene quando leggerete il pezzo: sarà un’esperienza molto più realistica. Saluti a tutti e buonissima giornata (il contagio della cortesia anglica si sta facendo pesante – se ogni tanto vi manderò a quel paese, sappiate che lo sto facendo a fin di bene, ovvero disintossicarmi dalla melassa e rimanere tagliente, oltre che moderatamente perfido. Ri-buona lettura, ora mi taccio prima di crollare come ieri sulla tastiera (capita, purtroppo ndApo).

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I sindacati più grandi pagano i dirigenti bene, donano molti soldi ai democratici
John C. Henry
Originale (in inglese): Milwaukee Journal Sentinel
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

A prima vista, la lotta tra il governatore del Wisconsin ed i sindacati è a proposito del tentativo di pareggiare il bilancio dello stato e i diritti di contrattazione collettiva. Dietro le scene, ad essere in pericolo potrebbero essere centinaia di milioni di dollari in stipendi ai leader dei maggiori sindacati e contributi alle campagne elettorali democratiche.

Le tesorerie dei sindacati – riempite dalle quote d’iscrizione pagate dai membri del sindacato – non finanziano solo programmi a favore dei membri del sindacato e delle loro famiglie. I soldi raccolti servono anche a pagare pacchetti di compensazione a sei zeri per i vertici e fornire milioni di dollari alle cause ed ai candidati favoriti dal partito democratico.

Il Center for Public Integrity ha scoperto che i salari per i vertici dei 10 maggiori sindacati vanno dai 173.000 dollari alla United Auto Workers fino ai 618.000 della Laborers’ International Union of North America ed ai quasi 480.000 dollari per il presidente della American Federation of State, County & Municipal Employees. Quest’ultimo è il bersaglio preferito dei governatori repubblicani in Wisconsin, Indiana, Ohio, Tennessee e Kansas.

I rapporti dei sindacati, consegnati al Dipartimento del Lavoro, elencano gli stipendi di tutti i dipendenti ed i dirigenti dei sindacati (in Italia, invece, tali dati sono segreto di stato, alla faccia della trasparenza ndApo). I salari sono la fetta più grande, ma altri benefit comprendono decine di migliaia di dollari per rimborsi pranzi, percorrenze chilometriche e divertimenti. Non si parla nello specifico di contributi pensionistici o assicurazioni sanitarie (certo, quelle gliele paga in toto il solito Pantalone ndApo).

Tali rapporti mostrano come le proprietà dei vari sindacati siano valutabili in centinaia di milioni di dollari (dilettanti – in Germania possiedono mezzo paese, in Italia Dio solo sa cosa ndApo), con libri paga tali da fare invidia a compagnie di medie dimensioni. Tra i primi 10 sindacati, dozzine di dirigenti hanno salari e pacchetti di benefit che li rendono parte della ristretta percentuale di super-stipendiati del paese (l’avanguardia del proletariato si tratta sempre molto, molto bene ndApo).

Secondo John C. McAdams, professore di scienze politiche alla Marquette University in Wisconsin, “quello che è molto chiaro ai dirigenti dei sindacati è l’enorme rischio che questo costituisce per le loro organizzazioni”.

Il braccio di ferro è iniziato quando il governatore Scott Walker ha proposto ampi tagli ai benefit dei dipendenti dello stato per aiutare a ridurre il deficit, previsto in 3,5 miliardi di dollari. Anche se i sindacati hanno detto che sarebbero anche favorevoli a concedere tagli all’assicurazione sanitaria ed ai piani pensionistici, Walker sta cercando di ridurre i diritti di contrattazione e rendere più difficile organizzare i lavoratori e raccogliere le quote.

Gerald McEntee, presidente dell’AFSCME, ha dichiarato che Walker si sta vendicando del fatto che i sindacati hanno appoggiato i democratici, in particolare per i soldi dati al suo avversario nelle elezioni del 2010.

Nel solo Wisconsin, nel 2010, l’AFSCME ha donato quasi 83.888 dollari a candidati democratici. Metà di questi soldi sono finiti alla campagna di Tom Barrett, i cui 10 principali donatori erano tutti sindacati. Barrett ha perso nei confronti di Walker, che, durante la campagna elettorale, aveva promesso di affrontare a muso duro i sindacati.

McEntee, sull’Huffington Post, dichiara “questa è solo una vendetta politica, che non farà niente per stimolare la crescita dei posti di lavoro o aiutare la classe media (certo, come no, faccia di bronzo da Guinness dei primati, ‘sto sinistro sinistro ndApo). Questo non è altro che un tentativo di far fuori il sindacato, chiaro e semplice, pensato per togliere ai lavoratori una voce nel posto di lavoro (SIETE DIPENDENTI PUBBLICI!!! Il “padrone” lo ELEGGETE! Ma quante volte dovremo ripeterlo, santa pazienza! ndApo).

I membri dell’AFSCME, che era nata proprio in Wisconsin nel 1932 come un sindacato dei dipendenti statali, sono aumentati del 25% negli ultimi dieci anni. McEntee, presidente dal 1981 (alla faccia del ricambio generazionale… ndApo), dichiara che più di 145.000 dipendenti statali si sono uniti all’AFSCME dal 2006 (ecco, ora sappiamo chi prendere a calci nel sedere quando ci sarà da rimettere il bilancio in pareggio – muhahahaha ndApo).

Lo stipendio ed i benefit di McEntee sono cresciuti parallelamente agli iscritti. Secondo il rapporto del sindacato, il suo stipendio è cresciuto del 4% ogni anno, nonostante molti dipendenti abbiano avuto i salari congelati o periodi di ferie forzate non retribuite. Nel 2009, il suo compenso ammontava a circa 480.000 dollari l’anno (iodellavitanonhocapitouncaxxo ndApo).

Questi sono i 10 più grandi sindacati, con scritto il numero di dipendenti che hanno pacchetti salariali superiori a 200.000 dollari l’anno, gli stipendi dei leader ed i contributi ufficiali a candidati a cariche federali nel 2009-10.

• National Education Association. 3,2 milioni di iscritti; proprietà: 216 milioni di dollari. L’NEA, che rappresenta buona parte degli insegnanti del paese, ha 31 sedi regionali e dipendenti che guadagnano più di 200.000 dollari in paghe e benefit. Il presidente, Dennis Van Roekel, ha ricevuto 397.721 dollari in stipendi e benefit vari. Dei 3,7 milioni spesi dall’NEA in attività politiche nell’ultima tornata elettorale, il 98% è andato a candidati democratici (però, fair and balanced… ndApo). L’NEA ha 98.000 iscritti nel Wisconsin.

• Service Employees International Union. 1,8 milioni di iscritti; proprietà: 187 milioni. L’SEIU, i cui iscritti sono aumentati negli ultimi anni, sta cercando di organizzare i lavoratori ospedalieri, dell’assistenza a domicilio e delle case di riposo, insieme a dipendenti locali e statali, bidelli e guardie giurate. Il sindacato ha 9 sedi regionali e dipendenti che guadagnano più di 200.000 dollari l’anno. L’ex presidente (quel faccia da delinquente di ndApo) Andy Stern, riceveva 306.388 dollari in stipendio e fringe benefits dal sindacato nel 2009. Stern si è dimesso nel 2009 ed è stato sostituito da Mary Kay Henry, che prima era l’executive vice president del sindacato. Negli ultimi 2 anni, l’SEIU ha donato circa 2 milioni di dollari a candidati democratici contro 8.500 dollari ai repubblicani. In Wisconsin ha 18.000 membri.

• United Food & Commercial Workers. 1,3 milioni di iscritti; proprietà, 157 milioni. L’UFCW, i cui membri lavorano in fabbriche di inscatolamento della carne, la lavorazione del cibo e la vendita al dettaglio, ha 17 uffici regionali e dipendenti che guadagnano più di 200.000 dollari l’anno. Il presidente Joseph T Hansen, ha incassato 360.737 dollari in compensi nel 2009. Degli 1,9 milioni donati dal sindacato ai vari candidati negli ultimi due anni, il 99% è andato a democratici.

• International Brotherhood of Teamsters: 1,3 milioni di iscritti; proprietà: 175 milioni di dollari. I Teamsters, le cui origini si devono ritrovare nei conduttori di cavalli e muli della fine dell’800, rappresentano camionisti ed un’ampia fascia di operai e dipendenti statali (pure loro? Ma allora è una vera e propria congiura! ndApo). 8 sedi regionali e dipendenti che, nel 2009, ricevevano più di 200.000 dollari di stipendio. Il presidente, James P. Hoffa (toh, guarda chi si vede… un figlio di! Uguali ad ogni latitudine, non c’è niente da fare… ndApo), ha ricevuto 364.869 dollari in compensi. Negli ultimi 2 anni, i Teamsters hanno donato 2,3 milioni a candidati democratici e solo 46.500 a candidati repubblicani.

• American Federation of State, County & Municipal Employees. 1,5 milioni di iscritti; proprietà: 78 milioni di dollari (se li mangiano proprio tutti, i soldi degli iscritti! Delinquenti… ndApo). L’AFSCME, uno dei sindacati che crescono più velocamente negli Stati Uniti, è stato fondato nel Wisconsin quasi 80 anni fa. Al quartier generale di Washington, 10 dirigenti e dipendenti ricevono più di 200.000 dollari l’anno. McEntee ha ricevuto 479.328 dollari in salario e benefit nel 2009. Negli ultimi due anni, l’AFSCME ha donato 2,3 milioni di dollari a candidati democratici e solo 78.500 a repubblicani.

• Laborers’ International Union of North America. 633.000 iscritti; proprietà 134 milioni. I Laborers rappresentano più che altro lavoratori dell’edilizia riuniti in 500 sezioni locali negli Stati Uniti. Il quartier generale a Washington ha 17 dirigenti e dipendenti che guadagnano più di 200.000 dollari all’anno, 10 dei quali percepiscono più di 300.000 dollari l’anno. Terence O’Sullivan, presidente del sindacato dal 2009, nel primo anno ha ricevuto 618.000 dollari in salari e benefit. Dei 1,7 milioni donati a candidati politici negli ultimi 2 anni, il 95% è andato ai democratici.

• American Federation of Teachers. 887.000 iscritti; proprietà: 115 milioni. L’AFT è il più piccolo dei due sindacati degli insegnanti ma rappresenta anche il personale di supporto, i membri delle facoltà universitarie e lo staff, professionisti della sanità e dipendenti statali e municipali (insomma, cani e porci, tanto per fare numero. Sembrano l’UGL… ndApo). Al quartier generale di Washington, 9 dipendenti e dirigenti guadagnano più di 200.000 dollari l’anno. Randi Weingarten, eletto presidente nel 2008, ha ricevuo 428.284 in salario e benefit. Dei 2,4 milioni donati a candidati politici negli ultimi 2 anni, il sindacato li ha donati tutti tranne 10.000 dollari ai democratici.

• International Brotherhood of Electrical Workers. 685.000 membri; proprietà: 482 milioni. L’IBEW rappresenta elettricisti, manutentori ed altri dipendenti delle municipalizzate, insieme a lavoratori dell’informatica, delle comunicazioni e del settore radio-televisivo. 15 dei dipendenti e dirigenti dell’IBEW a Washington guadagnano più di 200.000 dollari. Edwin D. Hill, presidente del sindacato dal 2001, ha ricevuto 375.767 in stipendio e benefit. Hill ed altri dirigenti di spicco hanno ricevuto aumenti di salario in media del 4% all’anno negli ultimi anni, nonostante un calo delle iscrizioni di oltre il 5%.

• International Association of Machinists and Aerospace Workers. 613.000 iscritti; proprietà: 147 milioni. L’IAM, nato da un incontro segreto di 19 macchinisti in un deposito ferroviario della Georgia nel 1888, rappresenta macchinisti e lavoratori dell’industria aerospaziale in più di 200 diverse industrie. Al quartier generale del sindacato nel Maryland (?! ndApo), vicino a Washington (ah, ecco… ndApo), 34 dirigenti e dipendenti guadagnano più di 200.000 dollari in salari e benefit. Robert Buffenbarger, presidente dal 1997, ha ricevuto 284.975 (fesso o onesto? ndApo). Negli ultimi 2 anni, l’IAM ha donato 1,98 milioni a candidati democratici, 34.000 a repubblicani.

• United Automobile, Aerospace and Agricultural Implement Workers of America. 538.000 iscritti; proprietà: 1,2 miliardi di dollari (ciumbia! ndApo). L’UAW, fondata nel 1935 da lavoratori delle industrie automobilistiche, attualmente rappresenta i lavoratori alla General Motors, Ford e alla Chrysler, insieme a lavoratori nelle industrie aerospaziali e dell’agricoltura (?? Tutto fa brodo, I suppose… ndApo). Nessuno dei dirigenti o dei dipendenti del quartier generale dell’UAW a Detroit guadagna più di 200.000 dollari l’anno (Washington ladrona? ndApo). Negli ultimi 2 anni, l’UAW ha donato più di 1,6 milioni di dollari a candidati politici; tutti tranne 3.000 sono andati ai democratici (nota bene: questi sono i dati ufficiali. Le cifre non truccate sono molto, molto più alte ndApo).

I giornalisti del Center for Public Integrity Aaron Mehta e Laurel Adams hanno contribuito a preparare questo rapporto. Il Center for Public Integrity è un’organizzazione non a fini di lucro, non partigiana la cui missione è quella di produrre giornalismo investigativo su issues pubbliche significative. Ha la propria sede principale a Washington, D.C.
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