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Foto trovata su thehivedaily.comDove c’è un paese in bancarotta, ci sono quasi sempre sindacati tracotanti e legioni su legioni di dipendenti pubblici. Franklin Delano Roosevelt, idolo della sinistra solo quando gli fa comodo, vietò la contrattazione collettiva ai dipendenti pubblici. Cos’era, un conservatore anti-sindacalista anche lui?

Commento breve, visto che domani/oggi dovrò ancora tirarmi letteralmente giù dal letto (avessi una catapulta sottomano la userei volentieri) alle sei di mattina ed ho già impiegato tutto il mio “leisure time” per cercare e tradurre l’articolo di Peter Ferrara che trovate qui sotto (e la captatio benevolentiae diventa sempre più sfacciata).

In questo momento sono lieto di non lavorare in un giornale “normale”, visto che è in corso l’ennesimo “bait and switch” eterodiretto da non si sa bene chi o cosa. La notizia in cima a tutti gli organi d’informazione del globo terracqueo è quasi ovunque il mattatoio a cielo aperto della Cirenaica, con le orripilate reazioni di editorialisti e commentatori. Al sottoscritto viene da domandarsi, come fa sul faccialibro l’amico Federico Punzi, meglio conosciuto come JimMomo, dove fossero queste anime belle quando il signor Saddam Hussein gassava migliaia di curdi o allagava le paludi dello Shatt-el-Arab per annegare i rivoltosi sciiti, con l’esercito della coalizione di Bush padre ancora stazionato in Kuwait, a meno di duecento chilometri in linea d’aria. Come al solito, ci sono morti e morti. Allora non fregava niente a nessuno, ora servono per qualche fine ben preciso.

Il sottoscritto non si è ancora fatto un’idea di chi o cosa sia dietro a questa sequenza di eventi altissimamente sospetta e rimettersi il cappello di analista geopolitico dopo esser stato lontano dalle solite, adorate letture obbligatorie, pensando a come reinventarsi da capo un’esistenza in un paese che, sebbene conosca piuttosto bene, non è certo il mio, è una faccenda niente affatto semplice. Comunque, di una cosa sono sicuro: il mattatoio libico non è la storia più importante in giro. Lo scontro in Wisconsin è molto, molto più importante, visto che il suo esito deciderà il futuro della civiltà occidentale.

Vista la cronica mancanza di tempo e sonno (prima o poi vi spiegherò perché), non ho potuto seguire con l’attenzione che meritava lo scontro feroce in corso nello stato del Midwest, ma sembra che Obama e la sua tolda di manigoldi, predoni e stupratori delle casse pubbliche voglia andare allo scontro finale, in una cupio dissolvi in linea col personaggio, altezzoso quanto tracotante nella sua infinita inutilità di burattino cui nessuno ha mai detto “no” solo perché aveva la pelle del colore giusto. Non si stanno risparmiando niente, dalle troupe TV pestate, al tea partier nero e gay preso a bastonate, ai senatori che fuggono dallo stato per non essere costretti dalla polizia a presentarsi in senato a spot vergognosi in televisione, fino alla solita, ormai stanca disinformatzija messa in campo dagli utili idioti dei media mainstream. Insomma, siamo all’Armageddon o, se siete più ottimisti, al Götterdämmerung della sinistra americana.

I sindacati privati sono ormai inefficaci, il mercato li ha costretti a scegliere tra ideologia e posto di lavoro. Quasi tutti (gli idioti ce li siamo evidentemente tenuti tutti noi in Italia) hanno scelto di continuare a lavorare, scendendo a più miti consigli. A mantenere in piedi l’immenso castello di carte e privilegi della sinistra, in America come da noi, sono solo i dipendenti pubblici, strapagati negli USA, legioni infinite in Italia, quasi entrambe le cose da queste parti. Ora che i politici sostenuti dai cugini del Tea Party americano si decidono a fare sul serio, la sinistra si mostra per quello che è da sempre: violenta, totalitaria, anti-democratica. I sindacati americani sono sull’orlo della bancarotta, togliergli i contributi estratti a forza dalle buste paga dei dipendenti pubblici vorrebbe dire mandare a gambe all’aria la mefitica SEIU, autrice di gran parte dei brogli e dei trucchi senza i quali il partito democratico sparirebbe dalla faccia della terra.

Hanno già dimostrato di essere pronti a tutto e le proveranno tutte pur di terrorizzare ed impaurire chi ha osato mettere a rischio i loro privilegi assurdi. Peccato che dall’altra parte ci sia l’enorme esercito dei Tea Parties, pacifici ma determinati, che si sta rapidamente mobilitando per fronteggiare in prima persona la macchina dell’odio sinistra e, soprattutto, le loro sempre più numerose squadracce. I morti di Bengasi, purtroppo, sono più scenografici, ma sarà il confronto di Madison a decidere se avremo ancora un futuro come civiltà o se faremo la fine dell’Impero Ottomano, schiantato dal debito pubblico e dalla burocrazia esosa. Buona lettura e che Iddio ce la mandi buona…

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Anche FDR l’aveva capito: ai dipendenti pubblici niente contrattazione collettiva
Peter Ferrara
Originale (in inglese): Pajamas Media
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

I pubblici ufficiali – ovvero dipendenti dello stato – non lavorano per avidi poco di buono che li sfruttano per profitto personale. Lavorano per rappresentanti democraticamente eletti che, appunto, rappresentano la volontà del popolo. Questa è solo una delle ragioni per le quali i sindacati dei dipendenti pubblici non hanno alcun ruolo legittimo e non dovrebbero avere diritti alla contrattazione collettiva.

Visto che i pubblici ufficiali lavorano per il popolo, i loro stipendi, benefit e condizioni di lavoro sono fissate in accordo con la volontà popolare, determinata attraverso il processo democratico. Ecco perché non è legittimo chiedere al popolo di scendere a compromessi con i pubblici ufficiali durante contrattazioni collettive. Ecco perché lo stipendio, i benefit e le condizioni di lavoro degli impiegati federali sono fissati con leggi del Congresso, non attraverso la contrattazione collettiva.

Se ai pubblici ufficiali non piace lo stipendio, i benefit o le condizioni di lavoro offerte loro dal popolo, determinate attraverso il processo democratico, nessuno li costringe a rimanere dipendenti pubblici. Ecco perché i pubblici ufficiali non sarebbero schiavi se gli fosse tolta la contrattazione collettiva, come certi autori di tali operazioni, che tra poco saranno disoccupati, hanno più volte suggerito.

Visto che i pubblici ufficiali lavorano per il popolo, ogni sciopero sarebbe uno sciopero contro il popolo. Il governo non può permettere che i servizi pubblici essenziali che fornisce siano interrotti mentre si negoziano stipendi, benefit e condizioni di lavoro per i suddetti pubblici ufficiali attraverso la negoziazione collettiva.

In Wisconsin non si è messo in discussione il diritto dei lavoratori del settore privato di negoziare collettivamente un contratto, anche se i sindacati del pubblico, i democratici e il Presidente Obama vogliono tentare d’ingannare il pubblico proprio in questo modo. Secondo le leggi correnti, ci sono un mucchio di controlli legali e di mercato sui sindacati del settore privato per permettergli di abusare del pubblico. L’ultimo limite, se tirassero troppo la corda, è che la loro compagnia sarebbe espulsa dal mercato. Anche se di tanto in tanto succede, di solito è colpa dell’incapacità del management di resistere alle richieste eccessive dei sindacati. Altrimenti, all’interno dei vincoli legali e di mercato attuali, i sindacati del settore privato in effetti svolgono una funzione di mercato positiva, assicurandosi che i datori di lavoro si adeguino alle variazioni degli stipendi e delle condizioni di lavoro applicati dal mercato in modo quanto più rapido possibile.

I sindacati pubblici non svolgono alcun ruolo positivo, visto che i governi non possono essere espulsi dal mercato (beh, insomma, non il “governo” in quanto istituzione, ma la gente che siede sulle poltrone può essere benissimo presa a sonori calci nel sedere. Mubarak docet… ndApo). I governi ottengono il loro fatturato in maniera forzosa attraverso la tassazione. Come risultato, non c’è alcun limite di mercato alla voracità dei sindacati pubblici.

Inoltre, i sindacati dei dipendenti pubblici possono scegliere la propria controparte, appoggiando con i loro voti ed il supporto politico candidati amici. In cambio di stipendi sontuosi e benefit molto superiori a quelli del settore privato, i sindacati forniscono tangenti tramite contributi alle campagne elettorali e manovalanza ai loro benefattori politici, finanziati da tutti i contribuenti. Questo conflitto d’interessi irrisolvibile legato ai sindacati del settore pubblico non può che portare ad una corruzione politica oppressiva, dove non c’è alcun limite né politico né di mercato al saccheggio dei forzieri pubblici operato dai sindacati del settore pubblico.

Quello che si deciderà in Wisconsin è se i dipendenti pubblici lavorino per il popolo americano o se sia il popolo americano a lavorare per un’aristocrazia di “servitori dello stato”, che godono paghe e benefit di gran lunga più alti di quelli dei contribuenti che sono costretti con la forza a foraggiarli attraverso il già menzionato sistema di corruzione politica.

Ecco perché il “liberal” per eccellenza, Franklin Delano Roosevelt, era d’accordo con me nel dire che i dipendenti pubblici non dovrebbero avere accesso alla contrattazione collettiva. Secondo una citazione riportata da Michael Walsh nel “New York Post” di ieri, Roosevelt disse che:

Tutti i dipendenti dello stato dovrebbero rendersi conto che il processo di contrattazione collettiva, così come lo si intende di solito. non può essere applicato nel settore pubblico. Ha alcuni precisi ed insormontabili limiti quando viene applicato alla gestione del personale pubblico. La stessa natura e gli scopi del governo rendono impossibile agli impiegati amministrativi la piena rappresentanza sindacale o di intrattenere discussioni formali con le organizzazioni dei dipendenti dello stato, in quanto il datore di lavoro è l’intero popolo.

Quello a cui stiamo assistendo in Wisconsin è il crollo dei meccanismi democratici e il collasso dello stato di diritto. Il partito democratico dello stato si è rifiutato di rispettare i risultati delle elezioni dello scorso novembre, bloccando di fatto l’intera legislatura statale. I sindacati pubblici stanno violando la legge andando in sciopero. I contestatori anti-democratici a Madison stanno violando la legge continuando ad occupare il campidoglio. I dottori stanno violando la legge scrivendo certificati di malattia falsi. I pochi senatori statali democratici sopravvissuti alle elezioni di novembre sono addirittura fuggiti dallo stato per sfuggire alla polizia del Wisconsin.

Gli unici che nel Wisconsin sono ancora costretti ad obbedire alla legge sono solo i contribuenti (standing ovation nell’antro ndApo).

Il governatore Walker ed i repubblicani stanno cercando di far passare una proposta di legge moderata, a sinistra di quello che diceva Roosevelt, visto che mantiene ancora qualche diritto alla contrattazione collettiva per gli impiegati dell’amministrazione statale. Inoltre, la proposta di legge garantirebbe enormi vantaggi ai lavoratori dello stato e degli enti locali, visto che il governo la smetterebbe di togliere forzosamente dal loro stipendio le quote sindacali (aaah, ora si spiega perché sono così incavolati! Immaginate se la regione Lombardia desse retta a Giorgio Fidenato e ai tantissimi che chiedono la fine del sostituto d’imposta e presentasse una legge in consiglio regionale, anche solo per i lavoratori della regione. Riuscite ad immaginare il pandemonio che si scatenerebbe? Roba da farmi prendere il primo aereo per godermelo dal vivo! ndApo). Questo restituirebbe il potere ad ogni lavoratore di decidere volontariamente se vogliono pagare o meno queste quote. Si tratterebbe di un taglio delle tasse di fino a 1.000 dollari all’anno per i dipendenti statali e degli enti locali (ecco come hanno fatto a mandare quel deficiente di Oh-bummer alla Casa Bianca! ndApo). Questa sarebbe una politica da adottare in ogni stato, visto che i soldi dei contribuenti che finiscono ai sindacati del settore pubblico sono la radice della corruzione della politica in America (nell’antro si accenna una ‘hola’, manco fossimo allo stadio Azteca! ndApo).

Inoltre, nel Wisconsin sono il governatore Walker ed i repubblicani che stanno proteggendo gli interessi dei lavoratori nello stato, visto che sono proprio i lavoratori del settore privato a dover pagare le tasse con le quali finanziare gli stipendi ed i benefit da mille e una notte degli aristocratici del settore pubblico, pagando spesso con il loro stesso posto di lavoro e il proprio stipendio quando le aziende sono strangolate dalle troppe tasse.

Peter Ferrara è Director of Policy per il Carleson Institute for Public Policy, Senior Fellow all’Heartland Institute, e Director of Entitlement and Budget Policy all’Institute for Policy Innovation. Ha lavorato nell’Office of Policy Development della Casa Bianca durante l’amministrazione Reagan e come Associate Deputy Attorney General of the United States durante l’amministrazione di George H.W. Bush.