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Immagine trovata su whosright.comSi può provare a fregare tutti, ma alla fine l’economia e la matematica l’avranno sempre vinta sulla retorica. The One pensava di poter rimbecillire un intero popolo a forza di discorsi. Sbagliato. Quando si parla del portafoglio e della salute dei propri cari, la gente diventa molto molto meno credulona…

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Come si dice? Il tempo è galantuomo, specialmente con gli opinionisti che non vanno per la maggiore. Mentre nella penisola dei caciocavalli c’erano i soliti quattro imbecilli prezzolati che imbrattano carta con la loro propaganda dalla mattina alla sera che cantavano le lodi infinite della riforma sanitaria di Obambi il Grande, l’unico, vero leader della sinistra mondiale, altri osservatori, leggermente più obiettivi, facevano notare che la riforma in questione non risolveva un bel cavolo di niente, aumentava a dismisura i regolamenti, la burocrazia e soprattutto avrebbe scavato una voragine ancora più enorme nel Meteor Crater del bilancio federale americano.

I suddetti imbecilli prezzolati hanno fatto finta di niente, continuando a fare la hola per Oh-bummer. Gli altri osservatori e commentatori hanno iniziato a scuotere il capo, facendosi un nodo al fazzoletto per ricordarsi di riparlare dell’argomento quando si sarebbe iniziato a discutere dei troppi aspetti irrisolti ed irrisolvibili della cosiddetta riforma sanitaria (in realtà una nazionalizzazione occulta e vigliacca dell’intera industria della sanità). Col bilancio di quest’anno, i problemi iniziano a presentarsi e le soluzioni trovate da The One, quello tanto bravo, quello super-intelligente (anche se nessuno sa con quale voto si sia laureato, che voti avesse alle superiori o niente del genere) fanno francamente ridere i polli.

L’articolo che trovate qui sotto è della bravissima Megan McArdle, reporter economico per “The Atlantic”, che sembra non sbagliare mai un colpo. Si parla in termini moderatamente tecnici di come l’ObamaCare non risolva un cavolo di niente ma abbia lasciato un enorme problema irrisolto che nessuno sa bene come o quando tamponare e che Obambi pensa semplicemente di poter rimandare a dopo le presidenziali. Sì, certo, siamo tutti cerebrolesi, senza memoria ed accesso ad Internet. Come dice la McArdle, la “dispensa è vuota”, The One non sa dove sbattere la testa e si arrampica furiosamente sugli specchi cercando di rimandare l’inevitabile tonfo. Dite che il mio sorrisone a 54 denti si vede anche dall’Italia? Strano, pensavo di essere riuscito a nasconderlo meglio (^_^). Buona lettura a tutti.

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I trucchi sempre più disperati sulla riforma sanitaria
Megan McArdle
Originale (in inglese): The Atlantic
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Mi sono attirata addosso un mucchio di commenti inferociti lo scorso ottobre, quando ho scritto che non pensavo che i democratici sarebbero stati più responsabili fiscalmente dei repubblicani.  Quello che ha fatto arrabbiare di più la gente è stato l’aver detto che l’ObamaCare aveva reso peggiori i nostri problemi fiscali – sì, incluse le misure di riduzione del deficit che contiene, qualcosa sulla quale sono profondamente scettica. Il problema è che l’ObamaCare, per finanziarsi, ha usato tutti i più ovvi e politicamente innocui tagli al Medicare – e, quando si è accorto che non bastavano, anche qualcuno non ovvio o politicamente ragionevole, come imporre ad ogni piccolo imprenditore o negoziante nel paese di emettere moduli 1099 ai propri fornitori ogni volta che acquista qualcosa.

Questo grafico di Michael Cannon mostra quello che mi preoccupa davvero

Immagine trovata su assets.theatlantic.com

Il grafico mostra come Obama prevede di pagare per la “Doc fix” biennale, che impedirà ai previsti tagli nei rimborsi verso i dottori di entrare in vigore. Il Congresso ha temporaneamente rimandato i tagli (conosciuti come Tasso di Crescita Sostenibile -puro newspeak ndApo- o SGR) su base annuale fin dal decennio scorso. Visto che l’SGR è un meccanismo cumulativo pensato per limitare la crescita dei costi, i tagli accumulati sono diventati così enormi che, se applicati, ridurrebbero i rimborsi ai medici di più del 20%. Il che, politicamente, sarebbe impossibile.

La “soluzione” per quest’anno è stata finanziata cancellando parte dei sussidi che saranno dati alle persone che partecipano a questi “exchange” ma il cui reddito è salito verso la fine dell’anno. Per metterla diversamente, abbiamo pagato la spesa di oggi promettendo di spendere meno dal 2014. Come dice Cannon, “è sempre la stessa storia: oggi la torta, domani (o mai) la verdura”.
Il nuovo budget usa anch’esso questo trucco. Come ho ricordato ieri, il bilancio proposto da Obama include una soluzione temporanea, per due anni.

Il problema è come sono stati trovati i fondi per finanziarla: come mostra il grafico di Cannon, la spesa viene concentrata nei primi due anni ma i tagli necessari per ripagarla avvengono in dieci anni.

  • Limitare le tasse che gli stati possono imporre a chi fornisce il Medicaid, il che avrà l’effetto di aumentare il contributo federale ai bilanci del Medicaid degli stati: 18 miliardi in 10 anni
  • Riprendersi “pagamenti sbagliati” fatti alla United Healthcare nel programma Medicare Advantage: 6 miliardi una tantum
  • Limitare la possibilità delle case farmaceutiche più famose di concludere accordi separati con chi produce farmaci generici per terminare le controversie sui brevetti: 8,8 miliardi in 10 anni
  • Ridurre il periodo di esclusività sul mercato per i farmaci biologici da 12 a 7 anni: 2,3 miliardi in 10 anni
  • Ridurre i rimborsi del Medicaid per le apparecchiature mediche da casa: 6,45 miliardi in 10 anni

Questo è un casino immane. Prima di tutto, come ho fatto notare ieri, molte di queste decisioni dovranno faticare per essere approvate dal Congresso; secondo, perché diavolo vorresti mai usare questo guazzabuglio di potenziali risparmi a lungo termine per finanziare spese che avverranno oggi?

La risposta, temo, è che la dispensa è vuota. Non hanno a disposizione altri meccanismi per le entrate migliori – tutto quello che chiunque avesse ritenuto anche solo plausibile è finito nell’ObamaCare. Eppure non potevano semplicemente tagliare i rimborsi ai medici di un quinto. Quindi sono andati a caccia di qualsiasi cosa – l’unico modo nel quale sono riusciti ad ottenere la copertura necessaria è stato allungando i tagli fino a 10 anni, coprendo la spesa solo per i prossimi due.

Chiaramente questa non è una strategia sostenibile, non più di quanto non possa finanziare un aumento nel mio budget annuale per i ristoranti tagliando il budget per il cinema nei prossimi 10 — alla fine avrai esaurito il resto del budget per i divertimenti ed il conto da Komi starà ancora aumentando. Eppure questo sembra essere l’unico piano che l’amministrazione è riuscita a mettere in piedi per finanziare la “soluzione” per i dottori — un problema che non era stato affrontato durante la riforma sanitaria, per quanto ne possa sapere la sottoscritta, esattamente perché era troppo costoso.

Il che è un bel problema, visto che nel 2014 i tagli previsti ai rimborsi dei dottori saranno ancora più enormi, e quindi meno politicamente fattibili, di quanto non siano oggi. Dovremo trovare ancora tagli alla spesa maggiori per finanziarli. Ma visto che l’amministrazione Obama ha usato dieci anni di risparmi tratti da (ripetetelo insieme a me) i capitoli di spesa più facili ed ovvi, dovremo trovare i soldi in modi ancora meno ovvi e più politicamente complicati.

Ecco perché da tempo ripeto che dobbiamo pensare di più al budget nel suo insieme, invece di considerare separatamente ogni programma. Possiamo permetterci ogni singola cosa che il nostro governo sta facendo, ma non possiamo certo permettercele tutte insieme. E concentrarci solo sul fatto se un singolo programma “riduca il deficit”, senza vedere come si inserisca nel quadro generale del bilancio produce… beh, più o meno il disastro di ieri.