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Foto trovata su communitycare.co.ukUna certa persona atterra in un qualche paese non meglio identificato ed il governo del paese decide di iniziare a riformare la sanità pubblica, fino a pochi anni fa considerata intoccabile. No, certo, un collegamento tra le due cose sarebbe ridicolo. Però sarebbe così incredibilmente fico…

Pezzo del giorno in ritardissimo causa prima giornata di lavoro e relativo buon numero (spero) di clip messe sull’ePlayer che la società per la quale lavoro fornisce a varie testate italiane. Se per caso aveste voglia di sentire come me la sono cavata, basta che andiate sulle pagine sportive dei siti del “Giornale”, di “Repubblica”, della “Stampa”, oltre a diversi altri portali dedicati più o meno al calcio e allo sport. Abbiate pietà e sappiate che questa, a parte qualche esperienza estemporanea, era la prima volta che mi mettevo dietro ad un microfono da professionista. Ho sicuramente tantissimo da imparare ed in fondo sono qui anche per questo. Speriamo che l’emozione passi, gli errori diminuiscano e il servizio fornito migliori sempre di più. Il sottoscritto, per quanto può contare, ce la metterà tutta. Di più non posso fare.

Ancora una volta si parla della nuova casuccia dell’Apolide, la simpatica isolotta a nord dell’Esagono che ha la sua bella dose di gatte da pelare. Prima tra tutte, come nel resto d’Europa, la crescita verticale delle spese per la salute dei cittadini. La popolazione invecchia, i burocrati si moltiplicano, come da loro natura, le lobbies lucrano sull’avidità di politici e dirigenti riempiendosi le tasche. A pagare il conto, come al solito, il povero contribuente, vero martire di questa nostra era complicata. All’Apolide ‘cicciobello’ Cameron non è mai piaciuto un granché. Troppo soft, troppo furbesco, troppo simile a quell’altro bel pezzo di statalista mascherato chiamato George Walker Bush. E poi, scusate, uno che vuole portare il partito conservatore lontano dalla via tracciata da Mamma Maggie potrà mai essere simpatico ad uno dei suoi figli (spirituali e politici) prediletti?

Da qualche tempo, invece, Cicciobello mi sta sorprendendo. Prima la secca frenata sulla spesa pubblica, con tanto di mega-licenziamenti, cosa che hanno causato reazioni di gioia inconsulta, a livello di “hola” dell’Azteca, da parte dei liberali di mezzo mondo. Poi, lunedì, l’ennesimo colpo di teatro: invece di tirare a campare come qualcun’altro (cioè, dai, devo davvero chiamarli per nome?), Cameron parte all’assalto della madre di tutte le truffe, quel mostro burocratico incontrollato ed incontrollabile che va sotto il nome di National Health Service. Oddio, “assalto” è un parolone. Diciamo che gli ha fatto arrivare il guanto di sfida e lo aspetta nel parco dietro casa con tanto di sciabole, giudici e padrini. L’NHS è una bruttissima bestia; neanche Mamma Maggie riuscì ad affrontarne la smisurata avidità. Il fatto è che, negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli episodi di malasanità, che da queste parti fanno tanta più impressione per il fatto di giungere a macchiare l’immagine di quello che è diventato, volenti o nolenti, uno dei simboli del paese.

Della stranissima relazione dei britannici con l’NHS parlerò più avanti, anche perché una delle compagne di casa dell’Apolide è un’infermiera e quindi, appena potrò trasferirmi nel mini-antro, mi fornirà sicuramente (fateme lavorà…) informazioni fresche di giornata. Per ora vi basti sapere che, nonostante le difficoltà della coalizione, il dinamico duo Nick & Dave ha ritenuto opportuno togliersi il pensiero e provare ad otturare la falla più grande di tutte, quel pozzo senza fondo capace di inghiottire interi paesi senza colpo ferire e continuando a chiedere sempre più soldi, sempre più personale, sempre più burocrati.

Non so come andrà a finire. Da neo-contribuente di Sua Maestà Britannica, spero tantissimo che Cameron tenga duro ed acceleri il passo delle riforme. Ormai non si tratta più di salvare i conti pubblici, ma fondamentalmente di salvarsi la pellaccia, facendo in modo che a crollare siano i propri vicini, scampando il peggio. Visto che, di qui a non molto, i pochi risparmi dell’Apolide saranno quasi tutti convertiti in lire sterline, egoisticamente spero che il Regno Unito si salvi o almeno che crolli dopo gli altri stati europei. Se poi, sulla strada del risanamento, si riuscisse a migliorare i servizi forniti dal sistema sanitario inglese, ancora meglio. Va bene che ho l’assicurazione medica privata, ma se la sanità migliora è un bene per tutti.

L’unico sistema che funziona oggi, domani e dopodomani senza rovinare tutti è un sistema privato. Speriamo solo che ci sia abbastanza tempo per rimettere le cose a posto. Magari in maniera non ideale, da queste parti ci stanno provando. Nella penisola dei caciocavalli, purtroppo, si pensa al “bunga bunga” e si fanno ancora le congiure di palazzo. Il conto, come al solito, lo pagheranno i contribuenti e sarà di quelli salatissimi. O in tasse o in inflazione la pagheremo cara. Sì, perché per sfuggire alla valanga non basta fare due passi di lato, come ha fatto il sottoscritto. Magari non direttamente, ma le conseguenze dei furti dei furbetti le pagheremo proprio tutti.

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Il governo britannico pensa ad una grande riforma della sanità
Jill Lawless
Originale (in inglese): ABC News
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Lunedì, il primo ministro David Cameron si è avventurato su un terreno dove, in passato, altri governi inglesi sono affondati, promettendo cambiamenti fondamentali al costoso e stressato sistema di sanità pubblica del paese.

Cameron ha dichiarato che le riforme avrebbero ridotto la burocrazia e migliorato la qualità dei trattamenti, ma secondo i critici causeranno il caos e potrebbero portare ad una privatizzazione occulta del molto criticato ma ancora popolarissimo National Health Service.

Il leader britannico, il cui partito conservatore guida il governo di coalizione del paese, ha dichiarato che si sarebbe in grado di risparmiare molti soldi e tagliare le scartoffie dando maggiore controllo sulla gestione della sanità ai medici di famiglia, invece che ai burocrati e permettendo a compagnie private, enti di volontariato e imprese sociali di partecipare alle gare di appalto all’interno del sistema di sanità pubblica.

Rendere la sanità più efficiente si è rivelato un compito impossibile per diversi governi inglesi. La passata amministrazione laburista si era anch’essa impegnata a ridurre le liste di attesa per i trattamenti e vi era pure riuscita – anche se, secondo i critici, aumentando gli sprechi e la burocrazia.

In un discorso teso ad illustrare il piano del governo per ristrutturare i servizi pubblici, Cameron ha promesso di liberarsi della “burocrazia che decide dall’alto e pensa solo a comandare, controllare e porre quote ai servizi”. Ha detto che, con la popolazione sempre più anziana e le crescenti richieste di nuovi trattamenti medici, “far finta che esista un’opzione facile e si possa difendere lo status quo, che basti gettare un altro poco di soldi per vincere le sfide che si hanno davanti è una bufala colossale”.

Il governo, mercoledì, renderà pubblici i dettagli della propria riforma in un progetto di legge, definito Health and Social Care Bill.

La sanità pubblica è un articolo di fede in Inghilterra, tanto quanto è oggetto di fieri scontri dialettici negli Stati Uniti.

Il sistema sanitario è il più grande datore di lavoro del Regno Unito, costa più di 100 miliardi di sterline (158 miliardi di dollari) all’anno ed è un terreno di scontro politico perenne, riformato e criticato di continuo da tutti i governi fin da quando fu fondato, nel lontano 1948.

Nonostante i continui interventi, nessun partito politico maggiore propone la privatizzazione della sanità e anche i politici favorevoli al libero mercato come Cameron (bum! ndApo) si fanno in quattro per lodarla.

Il governo di coalizione guidato dai conservatori di Cameron ha detto che la sanità sarebbe stata risparmiata dai tagli imposti ad altri dipartimenti, nell’ambito di un taglio alla spesa pubblica di 80 miliardi di sterline (127 miliardi di dollari) da ora al 2015, volto a ridurre l’enorme deficit di bilancio del Regno Unito, oltre a portare le riforme più significative al settore pubblico mai viste negli ultimi decenni.

Lunedì, Cameron ha anche detto che “un NHS gratuito per l’utente, aperto a tutti fa parte dell’Inghilterra, dell’essere inglese” (che vi avevo detto? ndApo).

Ha parlato delle cure ricevute da suo figlio Ivan, morto nel 2009 per paralisi cerebrale ed una rara forma di epilessia, e del team di medici ed infermiere che hanno seguito la nascita di sua figlia Florence, l’anno scorso.

“Tutti loro hanno toccato la mia vita e quella della mia famiglia in maniera straordinaria; voglio rendergli giustizia”.

Eppure, mentre alcuni dottori accolgono favorevolmente i cambiamenti proposti dal governo, altri sostengono che la portata delle riforme – che vedranno consorzi di dottori prendere la gestione della sanità dalle attuali fondazioni di sanità locali – potrebbe causare il caos.

In una lettera pubblicata lunedì dal “The Times of London”, gruppi di dottori, inclusa la British Medical Association, il Royal College of Nursing ed i sindacati (ti pareva… ndApo) – che rappresentano buona parte del milione e passa di dipendenti dell’NHS – hanno messo in guardia contro la portata e la rapidità dei cambiamenti, cose che li renderebbero “estremamente rischiosi e potenzialmente disastrosi”

La lettera afferma poi che aumentare la competizione interna avrebbe significato che “vista la scarsità delle risorse (hahahaha ndApo) c’è il serio rischio che si faccia più attenzione ai costi che alla qualità dei servizi forniti (eh, già, meglio spendere e spandere senza nessuno che controlla, vero? Brutti infami, parassiti… ndApo)”.

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