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Immagine trovata su blogs.dailymail.comLa vittoria sui tagli alle tasse e sugli altri progetti di legge provati a far passare dai democratici nella lame duck session non ha fatto perdere la testa ai Tea Partyiers. Che infatti preparano una nuova classe dirigente. Se la politica latita, i cittadini ci pensano da soli. In America come in Italia.

Nonostante il periodo pre-festivo, che quest’anno sembra durare più del solito (provate ad ottenere una risposta da un qualsiasi ufficio e ve ne renderete conto), torniamo a parlare di Tea Party, di futuro della politica e della monumentale sfida che si pone di fronte ai partygiani italiani. Stimolato dall’incontro organizzativo di ieri sera nella mia stanca e rossissima città, nel quale si è parlato in maniera onesta di quali siano le priorità di ogni gruppo locale di Tea Party Italia, ho scovato questo articolo di Alex Pappas, resident conservative del giornale online di Tucker Carlson “Daily Caller”. Argomento del giorno, il lavoro dell’ennesima organizzazione di supporto ai Tea Parties americani, la American Majority dei fratelli Ryun. Loro obiettivo, creare una nuova classe dirigente liberal-conservatore in grado di rispondere alle sfide del futuro. E poi c’è chi si sorprende del fatto che i TP in America abbiano fatto il botto. Altro che dilettanti allo sbaraglio, questi fanno maledettamente sul serio.

Ieri sera si parlava del fatto che i partiti italiani, dopo gli sconvolgimenti di Tangentopoli, avessero abbandonato uno dei ruoli fondamentali alla base della loro stessa esistenza: la selezione e la formazione di una nuova classe dirigente. Tutti buoni a lamentarsi delle igieniste dentali in Consiglio Regionale, ma quando si tratta di introdurre nel sistema politico quel modicum di meritocrazia necessario per la sopravvivenza dello stato, ognuno corre a difendere il proprio orticello di privilegi. Matteo Arcenni ricordava come, durante la sua lunga militanza in Alleanza Nazionale, avesse avuto occasione di partecipare a più di un corso di formazione, dividendo i banchi con gente del calibro del ministro Giorgia Meloni, che infatti è una dei pochi politici giovani degni di questo nome. Il sottoscritto, che ha militato in un partito-non-partito come Forza Italia, ha avuto molte meno occasioni di formazione. Quelle poche che si organizzavano erano inevitabilmente a pagamento ed in periodi infelici dell’anno, impossibili da seguire per chi si ostina ancora a guadagnarsi da vivere da solo. La formazione politica me la sono fatta da solo, leggendo, studiando, frequentando fin troppo i retroscena della politica regionale.

Se il meccanismo di selezione e promozione dei dirigenti del futuro si è inceppato, se la meritocrazia ha lasciato il posto alla fedeltà cieca ed assoluta al capataz locale o nazionale, non ci si deve poi lamentare se il Parlamento è popolato da emeriti imbecilli pronti a vendersi al primo offerente. Se la politica ha smesso da anni di parlare di principi ed ideali per dedicarsi esclusivamente alla gestione del potere, allo spartimento delle cadreghe, alla sistemazione degli amici degli amici, alzare alti lai di fronte alla degenerazione del confronto politico sembra quantomeno disingenuo. Le cose hanno seguito questa strada perché a molti è convenuto che si procedesse così. I capibastone erano stanchi degli infiniti dibattiti e degli aspri scontri tra correnti che da sempre facevano parte della vita politica ed hanno ben pensato (dal loro punto di vista) di uccidere ogni dissenso sul nascere, procedendo per eliminazioni successive di chiunque fosse un pericolo, attuale o potenziale. Alla fine sono sopravvissuti poche persone capaci ed una marea di yes-men, sicofanti ed incapaci. Così è, se vi pare.

Cosa può fare un movimento che si propone di riportare il singolo attivista al centro della politica locale e nazionale? Il ruolo culturale, di diffusione di quelle idee liberali, conservatrici e libertarie da troppo tempo escluse a forza dall’agone della politica è fondamentale ma non può bastare da solo a cambiare la faccia della politica italiana. Prima o poi (meglio prima) bisognerà anche iniziare a parlare di come formare una nuova classe di personale politico in grado di rispondere in maniera puntuale e precisa alle enormi sfide che il nostro paese ha di fronte a sé. Non sarà certo una priorità immediata; ora bisogna creare un minimo di struttura, piantare tante bandiere sul territorio, infoltire i ranghi di attivisti e simpatizzanti, farsi conoscere e costruire le fondamenta delle battaglie future. Ma, una volta realizzato questo lavoro di base, verrà anche il momento di pensare all’azione politica vera e propria, tornando a fare corsi di formazione seri, facendo sì che le liste elettorali di ogni comune abbiano almeno un candidato in linea con i nostri principi e che questo candidato riesca ad essere eletto.

Secondo Oscar Giannino, da sempre amico di Tea Party Italia, questo sarà il passaggio più delicato del movimento. Fino a quando si fa cultura, si organizzano incontri e si va sul giornale parlando di argomenti solitamente lontani dalla lotta politica, tutto va bene. Appena qualuno capirà che il movimento fa dannatamente sul serio e che, come i cugini americani, vuole davvero riprendersi il proprio paese, inizieranno a spuntare nemici da ogni tombino. Eppure non c’è altra via per modificare sul serio il sistema politico alla base di gran parte delle disgrazie nazionali. Prima o poi toccherà “sporcarsi le mani” e tornare a fare politica sul serio. Altrimenti l’intera faccenda del Tea Party italiano sarebbe solo un lodevole ed interessante esercizio di stile. Magari non domani, ma ci arriveremo di sicuro. La rivoluzione è in marcia. Ready or not, here we come.

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La American Majority vuole infondere nuove forze dal Tea Party nel sistema politico
Alex Pappas
Originale (in inglese): The Daily Caller
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

I fratelli Ryun vogliono infondere nuovo sangue al sistema politico, sangue del Tea Party.

Quindi gli esperti di politica, motori dell’organizzazione conservatrice American Majority si stanno impegnando a preparare candidati neofiti provenienti dai Tea Parties a partecipare alle elezioni per il consiglio scolastico, il consiglio comunale o un seggio senatoriale del vostro stato.

Mentre altri gruppi affiliati al Tea Party si sono concentrati nell’aiutare alcuni candidati ad arrivare al Campidoglio, Drew e Ned Ryun pensano sia più importante sviluppare un “farm team” a livello locale e statale, dal quale poi scegliere i futuri candidati al Congresso.

Ned Ryun spiega il perché di questa scelta in un’intervista: “Secondo me è importante perché le carriere politiche iniziano da lì. Il commissario della contea di oggi sarà il deputato di domani. Bisogna alimentare il sistema con gente capace”.

L’organizzazione dei fratelli fu fondata nel 2008 in un piccolo ufficio a Purcellville, Virginia, anche se la American Majority è iniziata nel 2005, quando i Ryuns prepararono un documento nel quale progettavano di creare una struttura in grado di usare “un approccio sistematico, anno per anno, 365 giorni all’anno capace di identificare e preparare persone per riempire un serbatoio nazionale di leader conservatori”.

Ned Ryun è il fondatore e presidente della American Majority, registrata presso l’IRS come un istituto di formazione politica, secondo l’articolo 501(c)(3) del codice fiscale. Drew Ryun è il presidente del ramo 501(c)(4) che può impegnarsi in attività più direttamente legate alla politica.

Secondo Drew Ryun, “avevamo notato che un mucchio di volte, quando si trattava di scegliere un candidato per elezioni ‘aperte’ a livello federale o scegliere una persona per una gara competitiva, non avevamo un ‘farm team’ disponibile. Tanti si sarebbero messi a guardarsi intorno chiedendosi ‘beh, dov’è il nostro serbatoio? Chi sarà la persona giusta, quel conservatore affidabile in grado di presentarsi alla battuta, partecipare e vincere le elezioni?”.

Il tempismo nel fondare un gruppo del genere è stato perfetto, secondo loro, visto che, pochi mesi dopo, nella primavera del 2009, il movimento del Tea Party è entrato di prepotenza nel panorama politico del paese.

Ned Ryun è sicuro che “la cosa veramente forte è l’essere stati capaci, attraverso American Majority, di prendere persone che non avevano mai fatto politica nel 2009, incoraggiarli dicendo ‘bene, è il momento di andare oltre alle proteste e cambiare davvero il sistema’, aiutandoli poi ad organizzare una struttura politica seria”.

Il gruppo, da allora, ha preparato 395 persone in 40 diversi stati.

I fratelli sostengono che hanno una “prospettiva unica verso la vita” grazie al padre – l’ex deputato repubblicano del Kansas Jim Ryun – e ai suoi 10 anni alla Camera. Inoltre, Drew Ryun è stato vice direttore presso il Republican National Committee, mentre Ned Ryun ha lavorato alla Casa Bianca di George W. Bush nel team di redattori dei discorsi presidenziali.

Secondo Ned, “abbiamo avuto un’esperienza molto interessante, vedendo come funzionano le cose a Washington, anche se prima avevamo lavorato a lungo nelle organizzazioni grassroots. Quindi è una prospettiva verso la politica unica, che ci permette di dire ‘ecco come funzionano le cose. Questo è quello che succede. Questo è il sistema con il quale dovrete confrontarvi in futuro”.

Talvolta le loro esperienze passate rendono scettici gli attivisti grassroots, solitamente avversi all’establishment.

Ned Ryun sembra divertito: “delle volte è stato curioso trovarsi di fronte a persone che dicevano ‘dovete essere voi gli esperti di Washington. Abbiamo visto il vostro curriculum; sei stato un redattore alla Casa Bianca’. Noi rispondiamo sempre ‘Davvero? Chiunque ci conosca ed abbia mai lavorato con noi sa che i Ryun – incluso mio padre – hanno sempre messo i principi prima della fedeltà al partito”.

Drew Ryun lo corregge: “I principi vengono per primi, il partito al massimo quarto”.

Il mese scorso hanno annunciato la nascita del loro progetto “New Leaders”, uno sforzo in comune con una coalizione di attivisti locali dei Tea Parties che pensa di reclutare candidati “credibili” per le elezioni del 2012.

Sono molto determinati nel dire che la loro organizzazione – che ha circa 30 dipendenti – è differente da altri gruppi di area, come FreedomWorks o Americans for Prosperity, che hanno avuto un ruolo molto importante nell’organizzare gli attivisti del Tea Party. Alcuni di questi gruppi sembrano molto interessati a far aumentare le fila dei membri della loro organizzazione chiedendo agli attivisti di fornire numeri di telefono ed indirizzi e-mail.

Secondo Ned, “noi non diciamo ‘entra a far parte della nostra organizzazione’. Non vogliamo che si uniscano ad American Majority. Vogliamo aiutarli, fare in modo che abbiano gli strumenti giusti per affrontare le sfide della politica”.

Drew Ryun, che lavora a Fort Worth, Texas, spiega meglio: “non vogliamo diventare un’istituzione all’interno di Washington, con uffici e dipendenti”.

Parlando degli altri gruppi, Drew afferma che loro “arrivano a Washington e vi piantano le tende. Penso che sia ironico, visto che noi, come movimento conservatore, crediamo nel federalismo e nella devoluzione del potere. Eppure questi gruppi vengono a Washington e si accampano nella Beltway. Voglio avere il risultato opposto”.

American Majority ha un programma chiamato “Running for Office 101”, che include lezioni su ogni argomento, dal mettere assieme un piano per una campagna elettorale, alla raccolta fondi fino alle relazioni con i media. Secondo Ned, “sono tutti gli strumenti di base di cui hai bisogno per riuscire a vincere in politica”.

Drew Ryun continua dicendo: “li facciamo fare un discorso programmatico per poi fargli le domande peggiori del mondo, cercando di portarli fuori strada o verso delle trappole. Poi prendiamo quel filmato, solitamente non più lungo di due o tre minuti, facendogli notare dove hanno sbagliato e dove potrebbero migliorare. Alcuni dei partecipanti sono così nuovi alla politica da non aver mai scritto prima un discorso del genere”.

I fratelli già si vantano dei loro successi. Drew parla di una casalinga di 28 anni dall’Arkansas che non era mai stata candidata a niente che ha partecipato al programma di addestramento di American Majority. “Ha sfidato un politico in carica da 16 anni nel consiglio scolastico e l’ha battuto. La cosa più bella è che era del tutto nuova alla politica”.

Sono anche orgogliosi del fatto che in Oklahoma il gruppo ha identificato e preparato 27 candidati al consiglio comunale: 17 di loro hanno partecipato alle elezioni ed hanno vinto. Tra di loro, ben 16 non avevano mai partecipato ad un’elezione prima di allora.

Secondo Ned Ryun, “l’idea alla base di tutto è di infondere nuovo sangue, nuova leadership al processo politico, fornendogli gli strumenti per avere successo – non solo a livello locale, ma di farli entrare in un serbatoio di persone pronte ad incarichi più importanti”.

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