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Foto trovata su osteriavolante.myblog.itDa noi si continua a far cagnara non si sa poi bene per cosa, visto che Mr. B si sta già facendo malissimo da solo. A forza di parlare di guerra di classe, qualche idiota che fa seguire le azioni alle chiacchiere si trova sempre. Purtroppo.

Se è vero che la madre degli stupidi è sempre incinta, è altrettanto sacrosanto che non mancano mai cattivi maestri o politicanti da strapazzo pronti a sfruttarne la loro magnificente “betiserie” per riempirsi le tasche di soldi estratti a forza dalle tasche di chi lavora sul serio. Voglio forse vincere il premio “La Palice” per il 2010? Non che mi dispiacerebbe (adoro i premi, forse perché ne ho ricevuti sempre pochi), ma no. Ho ripetuto questa estrema banalità per ricordare a tutti che gli scontri di piazza, gli attentati, la gente con la testa rotta o (speriamo di no) i morti ammazzati non avvengono per un qualche scherzo del destino e la degenerazione di “movimenti” spontanei di ggiovani idealisti ed entusiasti (la riedizione dei ‘compagni che sbagliano’). No, ogni disagio, ogni danno, ha un nome e cognome, solitamente legato ad una bella tessera di un partito di sinistra.

La notizia che JammieWearingFool, blogger americano specializzato in sarcasmo, riporta non è affatto straordinaria: in un paio di cittadine della ridente penisola di Cape Cod, nell’altrettanto ridente (se sei un professore universitario o un dipendente pubblico) stato del Massachusetts, qualche casa se n’è andata magicamente in fumo. Incidente? Figuriamoci, certo che no! Come si spiegherebbe la scritta in bella vista trovata sui luoghi del rogo che recitava, con estremo stile radical-chic e spregio delle convenzioni borghesi da Terza Internazionale, “f–ti i ricchi”? Ma dico, notate la fantastica allitterazione, la soavità del potente messaggio rivoluzionario comunicato da queste tre parole, degne di un Majakovskij per sintesi e capacità di distillare la rabbia dei lavoratori oppressi dal sistema capitalista e dallo sfruttamento del loro sudore che non hanno altro modo di esprimersi che atti di violenza fini a sé stessi (cosa che noi del Partito ci ripromettiamo di correggere al più presto, fornendo una bella lista di persone da, hmm, ‘rieducare’).

Il mio comunistese è molto arrugginito, visto che, ringraziando Iddio, mi sono liberato da quel circoletto malefico alla tenera età di quattordici anni, tornando da una gita sulle Alpi Apuane dell’ARCI di Pontedera nel corso della quale avevo faticato come un muflone, non ero riuscito a tacchinare neanche una ragazza ed avevo capito, parlando con il capogruppo, esemplare di ggiovane comunista ben educato (dal Partito) e di sicuro futuro (sempre nel Partito) che si sarebbe fatto valere (anche in questo caso per il Partito), che forse quella gente non aveva tutte le rotelle a posto. Chi semina odio di classe, raccoglie P38 e Brigate Rosse. Anche questa sembra una banalità degna di Monsieur de La Palice, ma si fa finta di dimenticarla con grande nonchalance.

Perché questa svalvolata apparentemente insensata? Mah, forse come conseguenza del fatto che i ragazzi del Tea Party di Messina siano stati traumatizzati da un messaggio fattogli pervenire chissà come che sembrava tratto da una pagina di un comunicato di Prima Linea o anche da una qualsiasi edizione di Lotta Continua, foglio che ha causato infinite disgrazie al Paese e alla professione giornalistica, vista la gente che ne è venuta fuori. Il clima in città era certo poco salubre. I sinistri locali, vista la mancanza di poltrone da occupare e denari pubblici da spartirsi, sentono di dover dimostrare di essere più compagni degli altri, per guadagnarsi una promozione ed un bel posto in qualche cooperativa tosco-emiliana. Da qui questi slanci di vetero-marxismo combattente che farebbero anche sorridere se non ci si ricordasse come, dal ’68 in avanti, fu il tollerare discorsi del genere a permettere poi a quei bei tomi di figli di papà ansiosi di giocare alla rivoluzione di trovare gente che finanziasse le loro belle bravate e le sfruttasse per i propri fini politici.

Risultato di questo bel clima, la cancellazione del bell’evento che Carlo Cordasco e gli altri ragazzi messinesi avevano organizzato all’Hotel Royal. Invece di sentire il Professor Antonio Martino e godersi un suo discorso sicuramente battagliero e meditato, sulla scia di quello fatto durante il Tea Party della Bocconi, i liberali messinesi, giovani e meno giovani, sono stati costretti a rimanere a casa o rifugiarsi in qualche centro commerciale a fare l’unica cosa sempre richiesta ad ogni bravo schiavo: spendere i propri soldi. Non sia mai che te ne metta da parte abbastanza da pensare di aprire una tua impresa! E poi come faccio a comandarti a bacchetta? No, no, meglio che spendi tutto e subito! Anzi, visto che ci sei, riempiti di debiti, così sei ancora più ricattabile e continuerai a votarmi vita natural durante.

Ripeto spesso, specialmente in rete, “mala tempora currunt”. Non è solo un vezzo, credo davvero che questo sia un momento particolarmente infelice della storia umana e che l’inventore del detto cinese “possa tu vivere in tempi interessanti”, avesse lanciato una maledizione nascosta dal solito sorriso asiatico, che non sai mai interpretare fino in fondo (“sta sorridendo o cerca il modo migliore per infilarmi un coltello tra le costole?”). Personalmente avrei preferito di gran lunga vivere qualche decennio fa, nel bel mezzo della Guerra Fredda. Il piano era pronto: avrei studiato il russo (ho sempre la valigetta della Linguaphone a dimostrare la mia mancanza di costanza) e mi sarei specializzato nello studio del sistema sovietico, concentrandomi su questioni strategiche e militari. C’è sempre bisogno di chi sappia studiare i difetti del nemico. Un piano niente male, che gente come Condoleeza Rice ha portato a compimento in maniera mirabile. Peccato che il cavolo di Patto di Varsavia mi sia crollato davanti a soli diciassette anni. Da lì in avanti ho proceduto più o meno a tentoni, cercando di orientarmi in un mondo incomprensibile.

Però ricordo ancora l’eco degli omicidi politici, il terrore sordo della guerra nucleare, le facce schiumanti odio dei sudici contestatori professionali (sì, sudici, perché faceva più proletario, anche se loro erano figli di industriali e professionisti famosi) incrociati da piccolo quando aspettavo mia madre fuori dalla Piaggio. Gli anni Settanta me li ricordo poco, ma l’aria che c’era in giro assomiglia tanto a quella odierna. Disprezzo per chi non la pensa come te, disperazione per l’economia in caduta libera, orrore quando ci si rende conto che il benessere del passato non è così permanente come si era sempre pensato. La parabola discendente della piccola borghesia italiana l’abbiamo vissuta tutti in questi anni, ma è stata silenziosa, senza scossoni, un’erosione incessante e maligna fatta di inflazione nascosta, parità monetarie artificiali e tassi di sconto ormai distanti anni luce dalla realtà. Gli effetti sono stati gli stessi degli anni ’70: impoverimento, disoccupazione, perdita di prospettive e di speranza. Sarà la stessa anche la reazione dei soliti idioti sinistri?

Sinceramente non ho una risposta chiara ed esauriente. La bancarotta morale ed ideologica della sinistra social-marxista è ormai innegabile, fa parte dei libri di storia, quelli veri, non quelli scritti da compagni per compagni. Il fallimento del welfare state è ormai innegabile: i numeri non mentono, il sistema crea solo malaffare, corruzione ed inefficienza. Chiedere agli indiani se preferirebbero tornare agli anni ’70 e al loro meraviglioso socialismo pianificato. Eppure gli idioti sono sempre in giro, con gli slogan sempre più tristi e decrepiti, a fare le barricate per difendere la generazione più stronza, quella del “potere ai giovani”, che da quando si è seduta sulle poltrone vi si è abbarbicata così tanto da risultare parte dell’arredamento del Palazzo. Quella degli studenti che protestano contro una riforma inefficace e timida non perché non cambierà quasi niente di quel sistema che li condanna ad un permanente ed umiliante stato di minorità economica, morale e politica ma perché rende la vita leggermente più difficile ai baroni dai quali vogliono tanto tanto avere un posto comodo e garantito.

Se questi sono i soliti idioti che minacciano giovani come loro che hanno avuto l’ardire di prenotare una sala di un albergo e, orrore degli orrori, provare a trovare soluzioni allo sfascio generalizzato che ci circonda, le cose stanno ancora peggio di quanto temessi. Perché i suddetti soliti idioti dovrebbero rendersi conto che sono sempre più inutili. Nel ’68, anche se seguendo gli ordini di Mosca, i ggiovani volevano fare la rivoluzione. Nel ’77, ancora una volta eterodiretti, volevano spaccare tutto. Nel ’90 non si capisce bene cosa volessero, forse solo fare casino. Oggi cosa vogliono? Il posto fisso? Essere co-optati? Dio mio, che squallore infinito.

Nel 1985, Giovanni Lindo Ferretti cantava “voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia, voglio un piano quinquennale, la stabilità” ma stava prendendo per i fondelli certi stilemi del socialismo d’antan, in vero spirito punk. E voi vorreste tornare indietro? Tutto pubblico, morte ai ricchi, tassare tutto, la patrimoniale, le nazionalizzazioni, il lavoro garantito, il salario sociale? Non siete solo idioti, ma proprio patetici. Ed ora, se proprio non sapete come altro esprimermi, andate su qualche tetto coi vostri striscioni che puzzano di muffa. I ragazzi, giovani dentro e fuori, che vogliono fare la rivoluzione VERA, quella liberale, lasciateli stare. Tornate a fare i radicali, ad okkupare, a dire “Berlusconi merda”, “Gelmini boia” o qualche altra perla di sublime saggezza proletaria. Stiamo lavorando anche per voi, anche se siete troppo stupidi per rendervene conto. Dei ringraziamenti non sappiamo che farcene, ma le minacce potete tranquillamente evitarle. Tanto, alla fine, saranno inutili. Esattamente come siete voi. Ite, missa est. Andate in pace.

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Piromane colpisce a Cape Cod, Lascia messaggio: ‘F–ti i ricchi’
JammieWearingFool
Originale (in inglese): JammieWearingFool
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

La colpa di questi incendi, secondo me è della retorica da guerra di classe usata dai democratici. Forse se la sinistra la piantasse di demonizzare i ricchi ogni giorno, non attizzerebbero un odio così feroce nei loro sostenitori.

La polizia ed i vigili del fuoco stanno investigando un incendio doloso avvenuto a Sandwich che è simile in maniera preoccupante ad un altro incidente sospetto a Barnstable.

In entrambi i casi, il piromane ha lasciato un bigliatto da visita, il messaggio “(parolaccia) i ricchi” sul luogo del crimine.

Alle 3:30 antimeridiane del 24 novembre, le fiamme hanno avvolto una casa non ancora occupata ancora in costruzione al 16 di Boulder Brook Road nella cittadina di Sandwich. Solo l’esterno dell’abitazione era stato completato. La casa, valutata attorno ai 500.000 dollari, aveva un garage per tre macchine e tre camere da letto, ma sia l’impianto elettrico che le tubature non erano state ancora installate, secondo il capo dei vigili di Sandwich George Russell.

I danni pesanti causati dall’incendio hanno cancellato buona parte delle prove. Ma l’ufficio statale dei vigili del fuoco è stato recentemente in grado di determinare che è stata opera di un piromane, secondo Russell.

Secondo ufficiali di polizia, la settimana successiva, il 2 novembre, al 43 di Trotters Lane nella cittadina di Marstons Mills sono state trovate delle bombe incendiarie.

Secondo il detective John York, della polizia di Barnstable, in Trotters Lane, il messaggio “(parolaccia) i ricchi” era chiaramente dipinto con lo spray su un cancello della proprietà.

York afferma che un messaggio simile era stato trovato sulla proprietà nella cittadina di Sandwich. I responsabili della polizia di Sandwich hanno preferito non fornirci ulteriori dettagli sul caso, visto che le indagini sono ancora in corso.

La polizia è stata chiamata alle 10 antimeridiane alla casa di Trotters Lane, dove la famiglia aveva sentito odore di gas e poi trovato una bombola di propano vuota in cantina. Inoltre sono stati trovate delle bruciature al piano terra, che potrebbero essere prova di una candela o di un piccolo fuoco che si era spento prima di causare un’esplosione, secondo York.

In un’intervista telefonica occorsa sabato scorso, Joe Vaughn, proprietario della casa in Trotter’s Lane per 22 anni ma trasferitosi dieci anni fa a Sandwich, ha affermato di aver parlato ai suoi ex vicini quando ha saputo che investigatori esperti in incendi dolosi avevano visitato la sua vecchia casa.

Non è stato possibile ottenere un commento dal trombone socialista Bernie Sanders (junior Senator del Vermont, che due giorni fa ha fatto ostruzionismo contro l’accordo sull’estensione dei tagli alle tasse di Bush parlando per otto ore e mezzo nelle quali ha anche detto ai “ricchi” che sono “già troppo ricchi” e che dovrebbero “piantarla di frignare”. La sinistra idiota fa festa, ignorando che si tratta dell’ennesima sceneggiata. A destra non l’hanno presa benissimo. Non per niente Sanders è ai primi posti della lista di ‘persone da mandare a casa nel 2012′. ndApo).

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