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Foto trovata su maroonedinmarin.blogspot.comObambi sempre più in crisi: dopo che il compromesso sull’estensione dei tagli alle tasse era fallito senza troppi danni permanenti, rovina tutto con una conferenza stampa da bambino viziato. Spesso dimostrare di essere forte è più importante di esserlo sul serio. Il contrario è ancora più vero.

Commento telegrafico a causa della pausa festiva e dell’obbligatorio giro per i negozi di elettronica per cercare regali natalizi. La sessione dell’anatra zoppa al Congresso aveva tenuto sul chi vive non solo i Tea Parties ma anche buona parte del GOP, che si aspettava chissà quali sfracelli. La lotta per la presidenza delle commissioni del prossimo Congresso ha alternato notizie positive a scelte molto discutibili, come Upton all’Energia, passato nonostante gli sforzi di FreedomWorks e di molti Tea Parties. La vera lotta, però, è sul rinnovo dei tagli alle tasse dell’era Bush, dove il faticoso compromesso raggiunto tra la Casa Bianca ed il GOP sembra procedere. In soldoni, il rinnovo dei tagli passerebbe in cambio dell’estensione dei contributi per la disoccupazione. Questo ha fatto andare su tutte le furie l’ala più rigida del GOP, con Jim DeMint e molti commentatori come Charles Krauthammer in prima fila. Ne parleremo sicuramente ancora, ma sembra un patto col diavolo e soprattutto un pacchetto di stimolo nascosto da quasi mille miliardi di dollari. Ci fidiamo dell’acume degli amici dei TP americani, ma consigliamo massima attenzione.

La conferenza stampa di Obama è stata molto singolare. Per uno che doveva essere intelligentissimo e capacissimo, oltre che politicamente molto “savvy” passare per un fessacchiotto che si fa prendere per il naso dai repubblicani ancora in minoranza non è il massimo. Il messaggio, poi, che basta “prendere in ostaggio” qualcuno per riuscire a sfangarla sembra proprio un’incitazione a delinquere a terroristi e stati canaglia. Il personaggio, però, è molto meno idiota e debole di quanto voglia dare a vedere. Ricordiamoci che si tratta di un comunista gramsciano, fedele di Saul Alinsky, per il quale le percezioni contano meno di zero. Gente del genere pensa solo e sempre al potere, concepisce i rapporti politici e sociali solo in questi termini ma soprattutto non smette mai di cercare di portare avanti la propria agenda. Insomma, Ed Morrissey forse pecca di ottimismo. Obambi non è affatto alla frutta: sa di aver incassato tantissimo nella prima metà del mandato ed ora gli fa comodo passare per debole, così da incoraggiare gli avversari e fargli fare dei passi falsi. Non cadete nella trappola, amici. It ain’t over ‘til it’s over, ora più che mai. Occhi sulla palla e zero compromessi. Se lo lasciate respirare, ve ne pentirete amaramente tra due anni.

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L’Obamateurismo del giorno
Ed Morrissey
Originale (in inglese): Hot Air
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

La strategia politica di Barack Obama per arrivare ad un compromesso sugli aumenti delle tasse previste per il primo gennaio sembrava abbastanza chiara. Obama poteva ragionevolmente dire di aver provato a lavorare con i politicamente rafforzati repubblicani, aver fornito una leadership calma e sicura e raggiunto un accordo nel quale nessuno otteneva tutto quello che avrebbe voluto ma che il paese ne avrebbe guadagnato. Questo, naturalmente, prima che tenesse la famosa conferenza stampa.  Dopo questo evento, la strategia politica sembra suggerire che, insomma, Obama sarà sempre pronto a cedere alle richieste dei terroristi e di chi “prenda ostaggi“:

Ho già detto in precedenza che, secondo me, i tagli alle tasse per la classe media erano tenuti in ostaggio dai tagli alle tasse per le fasce alte. Penso che sia sempre attraente pensare di non negoziare mai con chi prende ostaggi, a meno che non si minacci di fargli del male. A quel punto, le persone metterebbero in dubbio l’opportunità di tale strategia. In questo caso, l’ostaggio era il popolo americano e non ero disposto a fargli soffrire le conseguenze di questo ricatto.

Lasciamo da parte, per il momento, il fatto che Obama metta sullo stesso piano un normalissimo negoziato politico con il terrorismo ed i rapimenti. Se questo fosse davvero il principio guida dell’amministrazione Obama, non farebbe altro che dare un bel ‘via libera’ ai terroristi di tutto il mondo, oltre ad un paio di regimi canaglia. Minacciate di far del male agli “ostaggi” ed Obama cederà, sempre che siate in grado di accettare il fatto che, dopo il fattaccio, vi coprirà sicuramente d’insulti.

Allora, anche se si tratta solo di demonizzare l’avversario, manda anche un messaggio politico preciso — una miscela curiosa di petulanza, impotenza e resa incondizionata. Chiamiamola capitulance (il gioco di parole, in italiano, non funziona. Impopetulazione è veramente orribile, come impocapi-petulanza ndApo).  Facendolo vedere a tutti, Obama rinuncia per sempre alla possibilità di trasformarla in una qualche vittoria per lui e, praticamente, sottoscrive la meme che i repubblicani, ancora in minoranza fino a gennaio, sono riusciti a dargliele di santa ragione. Non è solo un comportamento da dilettante, è bizzarro e mette in dubbio il fatto che Obama capisca qualcosa o abbia alcun istinto in politica.

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