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Immagine trovata su pepperlord.gajweb.comPrimi freddi negli Stati Uniti ed ecco apparire le file per i soldi per l’assistenza al riscaldamento. A Marietta, in Georgia, i fondi finiscono subito e la CBS fa un pezzo lacrimevole sulle povere famiglie al freddo. Basta che il GOP vinca e rieccoci alla fame e alla miseria. I sinistri sono così prevedibili…

Come già detto in passato, una delle regole fondamentali del giornalismo moderno è che le disgrazie e le tragedie possono accadere solo quando al governo non c’è la sinistra. Le prove di questo singolare principio che sfida ogni logica sono innumerevoli, ma non mi sembra che nessuno studioso ne abbia ancora tratto una legge da consegnare ai posteri. Fossi ben più presuntuoso di quanto già sono, mi azzarderei a riformularlo in termini più pomposi ed iniziare a spacciarlo come il “Paradosso dell’Apolide” o magari il “Postulato del Bocci”, ma sono troppo una personcina per bene e non commetterei mai un’azione tanto inelegante. Niente impedisce ai frequentatori dell’antro di farlo, cosa che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, è di un’eleganza e di una sagacia inusuale.

Ad ennesima riprova del Paradosso dell’Apolide, ecco un articolo postato sul sito della affiliata CBS di Atlanta, in Georgia, che accompagna un servizio trasmesso dal telegiornale locale. Tale servizio lo potete trovare qui e puzza di messa in scena lontano dieci miglia. Rebekka Schramm (ma perché ‘ste colleghe compagne devono essere tutte così avvenenti?!) compie un’opera degna dei peggiori propagandisti sovietici. L’ufficio del gruppo non-profit della città di Marietta che avrebbe finito i soldi per l’assistenza al riscaldamento sembra vuoto: le file mostrate sono al massimo di dieci persone, ma il commento ha toni drammatici. “Dozzine, centinaia di persone” sono rimandate indietro da impiegati col cuore a pezzi. Se mancano lacrime e scene patetiche è solo perché il freddo ha reso la preparazione del pezzo più scomoda – e quindi frettolosa (‘fammi tornare in fretta in ufficio, che mi voglio prendere un bel moccaccino caldo’).

Il servizio, in sé, è del tutto trascurabile e fatto piuttosto male per i severi standard americani (da noi, purtroppo, si vede molto, molto di peggio) ma vi serva come riferimento per quello che, inevitabilmente, arriverà di qui a poco, ovvero “la grande stagione del Natale povero”, conosciuta anche come il “festival della pezza ar c**o” o “sfilata di casi andati a cercare col lumicino per far piangere le anime belle e perdere voti ai brutti e cattivi destrorsi”. Prevedibile? Certo. Evitabile? Temo di no, a meno di non approvare a tradimento non la privatizzazione della RAI, come dice di voler fare il quantomai confuso Benedetto della Vedova, ma la sua liquidazione totale, assoluta, generale ed immediata. Così, tanto per farci un bel regalo di Natale.

Il mondo, nel frattempo, va avanti. Al Congresso si fanno le barricate per impedire il passaggio del DREAM Act, una amnistia per gli immigrati illegali mascherata con le solite puttanate da libro Cuore ma in realtà il pagamento preteso dai gruppi chicanos che lottano per il ritorno degli stati del Sud-Ovest sotto la sovranità messicana (questi democratici gli alleati se li scelgono proprio bene, non c’è che dire) per rinnovare l’appoggio ad Obambi nel 2012. In Spagna l’ex icona della sinistra mondiale è stato costretta ad ingoiare il rospo e, per cercare di evitare il default, privatizza di tutto, taglia gli assegni di disoccupazione e riduce le tasse alle imprese, come racconta su Libertiamo il buon Lucio Scudiero. Da noi che succede? Soliti squallidi giochi di palazzo, solite becere manifestazioni dei sempre più inutili idioti della sinistra, solite esilaranti sparate della CGIL (aridatece Bertinotti!), altrettanto solite giravolte dei camerieri del Gran Re, sempre più solo nel Palazzo.

Intanto lo spread coi Bund aumenta, i soldi saranno sempre meno, la fiducia crollerà giusto in tempo per la stagione di Natale (nella quale gli esercenti fanno gran parte dei profitti dell’anno) e via passeggiando allegramente verso il baratro. Se poi il 14 dicembre ci sarà davvero l’ennesimo giro di valzer in Parlamento, con l’ineffabile compagno ungherese che sicuramente prepara la scontata trappolona scalfariana, ci sarà da ridere. Talvolta mi domando perché ci si ostini ancora a rimanere in questa gabbia di matti. Magari, un giorno o l’altro, finirò anche le ragioni, prenderò un biglietto aereo e toglierò il disturbo. Tanto l’antro resterà qui, nel cyberspazio. A lui (e spero a voi) non importerà da dove lo aggiorno. A me, invece, importa parecchio. Scappare non mi è mai piaciuto, ma quando lottare contro i mulini a vento smette di essere romantico e diventa solo patetico?

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I fondi per l’assistenza al riscaldamento finiscono in fretta
Rebekka Schramm
Originale (in inglese): CBS Atlanta
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Un gruppo non profit di Marietta che aiuta la gente a pagare le bollette del riscaldamento è stato costretto a rimandare indietro dozzine di persone dopo che aveva esaurito completamente i fondi.

La Tallatoona Action Partnership aveva aperto le porte mercoledì per trovarsi centinaia di persone – alcune delle quali avevano passato la notte nel parcheggio – che aspettavano in fila per ricevere assistenza.

Secondo Sarita Johnson, la coordinatrice per i contributi nella Contea di Cobb, il gruppo si occupa di distribuisce gli aiuti federali alle persone in stato di necessità. A suo dire, sono stati concessi appuntamenti a 570 persone. Gli altri, incluse le persone che si erano presentate al Mansour Center di giovedì, sono stati inseriti in una lista di attesa.

“Mi spezza il cuore dover stare qui fuori e dire alla gente che, sfortunatamente, non li possiamo accogliere visto che i fondi sono finiti”.

Niko Northington, una delle persone rimandate indietro, “fa abbastanza freddo, si sta avvicinando il Natale ed io avevo bisogno di aiuto per ricevere l’assistenza per il riscaldamento”.

Anche Michelle Buttler era delusa. Ha lasciato il suo lavoro di parrucchiera dopo che i clienti, per risparmiare, hanno smesso di prendere appuntamenti. “Ho preso un lavoro da tata con una famiglia che stava mettendo in piedi una ditta ma, sfortunatamente, mi hanno chiamato domenica sera dicendomi che non mi possono più dare una mano perché sono al verde”.

La Buttler ha detto che sta cercando di capire come pagare l’affitto e far sì che i suoi due bambini siano al caldo questo inverno. “Avevo appena detto ai miei bambini ‘Ehi, mamma ha un lavoro nuovo. Questo Natale sarà ottimo’. Ora mi toccherà dire ‘mamma non ha un lavoro’.”.

La Johnson ha detto che spera che il Congresso approvi la concessione di nuovi fondi molto in fretta.

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