Tag

, , , , , ,

Foto trovata su motherjones.comIl nuovo Congresso non è ancora insediato, ma già iniziano i primi tentativi di comprare o corrompere l’orda di neo-eletti appoggiati dal Tea Party. Peccato che organizzazioni come Tea Party Patriots non abbiano abbassato la guardia e siano pronte a combattere. Come on, make my day.

Una delle sensazioni migliori che possa provare qualunque analista è il sottile piacere derivato dall’accorgersi di aver colto nel segno. Un misto di vampata d’orgoglio che fa impennare l’autostima a mille, rischiando di farti credere a quello che pensi di te stesso quelle poche volte nelle quali ti vuoi tanto bene. Se sei fortunato, poco dopo ti rendi conto che questa previsione non era poi difficile e torni a nutrire un sano sospetto sulle tue capacità divinatorie. Altrimenti inizi quel cammino che ti porterà presto ad essere una persona insopportabile a rischio di scivolamenti finiani o giri di valzer all’italiana.

Da settimane, il vostro padrone di casa vi parla di come lo scontro tra l’establishment ed i Tea Parties sia inevitabile e di come sarà cruento e senza quartiere. Oggi dobbiamo informarvi del fatto che questa previsione dell’Apolide non solo era esatta ma che si è verificata ben prima di quanto pensasse-temesse. La mossa del Claremont Institute, editore della prestigiosa “Claremont Review of Books” e punto di riferimento da decenni dell’universo conservatore a stelle e strisce, purtroppo è inequivocabile. La difesa dello status quo viene prima di tutto: non si può permettere che più di un terzo degli eletti nella maggioranza si metta a fare il bambino ed ostinarsi a non votare le leggi di spesa che tanto piacciono ai nostri finanziatori. Meglio non rischiare: damn the torpedoes, che guerra sia.

Dubito che i dirigenti dell’istituto abbiano fatto tale mossa spinti da convinzioni certe ed inequivocabili. Leggendo la mission del Claremont, la frase “riportare i principi della Fondazione della Repubblica Americana al posto che gli spetta, ovvero al centro del dibattito politico” salta subito agli occhi. Certo non una dichiarazione da difensore ad oltranza del partito della spesa pubblica. Quindi cos’è che bolle in pentola? Niente di strano o particolare; i furbetti del partitino di destra, già affamati a morte dall’asso pigliatutto abbronzato, hanno bisogno della loro dose di pork, dei loro meravigliosi emendamenti carichi di soldi da distribuire agli amici. Qualunque mezzo è lecito, anche inimicarsi un movimento con decine di milioni di attivisti tuttora parecchio incavolati.

La risposta di Tea Party Patriots, gruppo al quale il Tea Party Italia è affiliato e di cui, faticosamente, cerca di imitare la struttura organizzativa, è stata tanto semplice quanto magistrale: mobilitare le suddette decine di milioni di attivisti per far saltare i centralini ed i server della posta elettronica dei deputati neo-eletti con un solo messaggio declinato in milioni di modi diversi. Non si scherza col Tea Party. Non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello di lasciarvi fare il comodo vostro a Washington: siamo qui, sempre mobilitati, sempre pronti a farvi capire che, se non farete esattamente quello che vi abbiamo chiesto in campagna elettorale ve la faremo pagare tra diciotto-venti mesi, alle primarie repubblicane del 2012.

Questo è quello che tutti i Tea Parties a giro per il mondo, dall’Inghilterra all’Australia, dall’Italia alla Spagna, fino ai tanti altri movimenti sulla rampa di lancio, si propongono di fare. Diffondere la cultura liberal-conservatrice, portare avanti la discussione sui temi fiscali e della spesa pubblica, ma anche intervenire in maniera indiretta ma pesante sulla vita politica di ogni paese. Le leggi elettorali cambiano, i sistemi sono più o meno autoreferenziali, ma la mission è inevitabilmente la stessa: costruire un movimento composto da individui coscienti, informati ed attivi, sempre pronto a mobilitarsi per appoggiare chi contribuisce a realizzare le riforme necessarie per ristabilire l’ordine naturale delle cose ma anche punire severamente chi pensa di sfruttare tale entusiasmo per favorire amici, cricche o gruppi di potere.

Il compito indubbiamente è ambizioso e può funzionare meglio in paesi come gli Stati Uniti, dove le elezioni sono sempre dietro l’angolo ed il potere della pubblica opinione è elevatissimo, ma non è affatto detto che tale metodo non funzioni anche da noi, dove a far paura ai politici sembrano essere solo le minacce dei furbetti del partitone trasversale della spesa pubblica. Non c’è cosa peggiore per un politico di trovarsi di fronte gruppi organizzati di contestatori mossi non da odio politico, non da spirito partigiano, ma da ideali che lui stesso aveva dichiarato di sposare per essere eletto. Non puoi ignorare i tuoi stessi elettori, specie se organizzati e furibondi, senza subire pesanti conseguenze politiche, dirette o indirette. Ecco perché il modo forse migliore di “far sentire il calore ai politici”, come suggerito dal Professor Martino al Tea Party di Milano, è quello di unirsi ad un gruppo di interesse che ha a cuore la minoranza più minoranza di tutte: l’individuo.

Noi ci crediamo sul serio e ci danniamo l’anima, gratis, per riuscire ad arrivare al punto nel quale si trovano gli amici Mark e Jenny, pronti a scatenare un’ondata di proteste per far capire a furbetti, cricche e vecchi marpioni della politica che non c’è trippa per gatti e che dovranno tener lontane le grinfie dai candidati che hanno aiutato ad andare a Washington. Funzionerà in America? Probabile. Funzionerà anche in Italia? Dio solo lo sa. Una cosa è certa: in un momento come questo, cosa preferite fare? Continuare a seguire la cronaca in diretta dello sfascio del sistema istituzionale e politico che ha guidato (malissimo) il nostro Paese o, magari, passare qualche ora con gente simpatica e determinata che si dà da fare per costruire un futuro migliore, più libero e responsabile? A voi la scelta.

—————

Non lasciate che ci rubino i NOSTRI nuovi deputati eletti
Jenny Beth Martin
Originale (in inglese): Ironmill
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Cari amici Patrioti,

Durante la sessione di Orientamento dei Neo-eletti, sponsorizzata dai Tea Party Patriots questo fine settimana, ci siamo accorti di un problema ed abbiamo bisogno del vostro aiuto.

I cosiddetti esperti di Washington, il RNC e parecchi lobbyisti stanno già tentando di tagliar fuori il Tea Party per co-optare i nuovi deputati eletti.

Qualche giorno dopo aver annunciato la nostra sessione di orientamento, un’altra organizzazione, il Claremont Institute, ha annunciato che avrebbero tenuto anche loro un evento simile, lo stesso giorno, alla stessa ora. Inoltre stavano promuovendolo come se fosse un evento “ufficiale”, il che aveva causato una certa confusione tra i neo-eletti. Resoci conto del conflitto, abbiamo chiamato il Claremont (Brian Kennedy, Presidente – [nell’originale i recapiti e-mail e telefonici]), gli abbiamo fatto sapere che avevamo già prenotato una sala e speso più di centomila dollari per far arrivare i coordinatori dei tea parties locali e predisporre in maniera adeguata la location dell’evento. Per dimostrare la nostra buona fede, ci siamo offerti di combinare i due eventi. Il Claremont ci ha detto di no senza troppi giri di parole e piuttosto bruscamente. La cosa ci ha fatto sospettare qualcosa, visto che normalmente il Claremont è un’istituzione validissima, quindi ci siamo messi ad investigare. Ecco cosa abbiamo trovato:
1. L’evento di Tea Party Patriots
a. Organizzato dai coordinatori locali dei tea parties di tutto il paese.
b. Sponsorizzato da Constitutional Congress, un nuovo gruppo non-profit presieduto dal deputato neo-pensionato John Shadegg, che si propone di insegnare ai neo-eletti come governare secondo i limiti della Costituzione.
c. Relatore principale – Il Procuratore Generale Edwin Meese, che è stato in carica durante la presidenza Reagan e parlerà ai neo-eletti su come governare secondo le regole imposte dalla Costituzione.
d. Appoggiato da veri riformatori seduti al Congresso, incluso i senatori Jim DeMint e Tom Coburn, oltre al deputato John Shadegg.
2. L’evento del Claremont Institute
a. Coordinato da lobbyisti e consulenti politici. Stanno evidentemente cercando di assicurarsi che, invece di sedere con i leader del movimento dei tea parties venuti da tutto il paese, siano loro a poter affondare gli artigli nei neo-eletti, iniziando ad “insegnargli” come vanno le cose a Washington. Le liste degli inviti contengono importanti lobbyisti e consulenti politici operanti a Washington tra i “coordinatori”, inclusi:
i. Chip Saltsman: Saltsman è un esperto di lungo corso ed opera come consulente politico. Ai più è conosciuto per aver ritirato la sua candidatura a Segretario dell’RNC il giorno prima delle elezioni (per l’RNC ndT) dopo che si era saputo che aveva mandato come regalo di Natale ai 200 membri dell’RNC un CD che conteneva la canzone “BaracktheMagicNegro”
ii. Tim Powers: Powers è un altro veterano di Washington, ex vice-direttore dell’ufficio del Republican National Committee (RNC) dedicato a Congressional Affairs and Strategic Planning. Risulta co-segretario e co-fondatore di una ditta di lobbying a Washington, la Artemis Strategies. Il loro sito internet afferma che la “Artemis Strategies è una risorsa molto rispettata a Washington, D.C. Prima di co-fondare la Artemis Strategies nell’autunno del 2002, il signor Powers dirigeva PowerStrategies, una ditta dedicata agli affari pubblici e alle relazioni con il governo che aveva fondato qualche anno prima”. Powers, quindi, sembra il perfetto lobbyista di Washington.
b. Relatore principale – Il conduttore di talk show Bill Bennett
c. Appoggiato da nessuno dei riformatori presenti al Congresso in quanto si tratta di un evento organizzato da lobbyisti e consulenti politici per iniziare a “convincere” i neo-eletti.
Ecco come potete aiutarci.

Volete davvero che il primo evento che il vostro rappresentante neo-eletto segue a Washington sia quello organizzato dai coordinatori locali dei Tea Party Patriots e da quei deputati e senatori che sono disponibili ad aiutarli nella lotta per ripristinare lo spirito e la lettera della Costituzione Americana? O forse preferireste che partecipino ad una sessione di lavaggio del cervello organizzata da esperti, lobbyisti di Washington, entrambi membri della Classe Dominante? Volete che i vostri deputati neo-eletti partecipino ad un evento dove avranno tutto il supporto, l’incoraggiamento e la conoscenza di cui avranno bisogno per iniziare a ripristinare la nostra Costituzione o volete forse che partecipino ad un evento dove gli esperti di Washington potranno iniziare a corromperli?
L’acqua nel fiume Potomac è infettata dalle vecchie politiche ed ha bisogno di essere bollita per essere purificata e poi versata su del tè fresco. Voi siete il tè fresco. Oggi abbiamo bisogno di voi.
Vogliamo che chiamiate o mandiate delle e-mail a questi deputati neo-eletti, dicendo chiaramente che volete che partecipino al VOSTRO evento organizzato dai Tea Party Patriots.

Spiegate le differenze tra i due eventi. Dobbiamo essere sicuri che capiscano che l’evento del Claremont non è affatto “ufficiale” ma che è stato organizzato dai lobbyisti solo per fargli disertare l’evento organizzato da TPP e da Constitutional Congress. Devono sapere che voi, i loro nuovi rappresentati, pensate a come sceglieranno e come reagirete se decidessero di ignorare i movimenti di base per andare subito a letto con i lobbyisti e gli esperti di Washington.
Qui sotto troverete l’elenco di tutti i deputati neo-eletti che sono stati invitati all’evento. Per favore chiamateli e scrivetegli delle e-mail, specialmente se sono i vostri rappresentanti, e fategli sapere come la pensate.
Per favore, non rimandate, fatelo subito!

Sembra che questa sia la nostra possibilità di lottare contro lo status quo di Washington. Dimostriamogli che voi non tollererete la politica del “tutto come prima” e facciamogli vedere il potere del Tea Party.

Recapiti dei deputati neo-eletti
Distretto Nome Cognome Telefono E-mail
(segue elenco – se lo volete andate sul link originale)

Il vostro team dei coordinatori nazionali di Tea Party Patriots,
Debbie Dooley, Jenny Beth Martin, Mark Meckler, Sally Oljar, Diana Reimer, e Dawn Wildman

—————

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine