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Foto scattata da Luca A. Bocci - Some rights reservedBeh, l’avevamo detto che in autunno il Tea Party sarebbe andato in piazza, in mezzo alla gente. Mica vuol dire che ci saremmo presi pioggia, vento e freddo. La rivoluzione non sarà un pranzo di gala, ma non deve per forza essere un calvario, no? Evento riuscitissimo, appuntamento a Messina.

Un sabato pomeriggio come tanti altri, grigio, uggioso, città della pianura padana, un’ombra di nebbia, famiglie al passeggio nel centro storico, ragazzini rintanati nei centri commerciali, parcheggi pubblici e privati del tutto esauriti, gente che si ferma davanti alle vetrine. Tutto normale? Non proprio. Nella piazza principale della suddetta città, la eternamente rossa Parma, lo splendido gazebo più simile ad un’elegante serra inglese del locale “Pane, vino & San Daniele”, i ragazzi del Tea Party di Parma avevano organizzato un evento per discutere dell’annosa questione fiscale del nostro paese. La cosa non è passata inosservata nella placida città emiliana.

Organizzato dalla ottima Cinzia Camorali, coordinatrice regionale dei nascenti gruppi affiliati a Tea Party Italia in Emilia-Romagna, l’evento è stato senza ombra di dubbio un successo, considerato il clima culturale ostile ed il tempo sicuramente poco invitante. Il panel di relatori invitati era di tutto rilievo: oltre a professionisti stimati e molto conosciuti in città come l’avvocato Carlo Rossi, il commercialista Stefano Traversa e l’imprenditore Andrea Azzali, era presente anche Carlo Stagnaro, direttore del think tank liberista Istituto Bruno Leoni, punta di diamante dell’elaborazione intellettuale sui temi dell’economia, dell’energia e del liberalismo in generale. Mica pizza e fichi, gente, anche in una città come Parma, abituata da sempre ad eventi di un certo livello.

Foto scattata da Luca A. Bocci - Some rights reservedA portare i saluti del coordinamento nazionale era presente buona parte del gruppo di lavoro che cerca di dare una mano ai tanti gruppi che stanno nascendo ovunque nel paese: dal coordinatore David Mazzerelli al suo vice Riccardo Maria Cavirani, dalla responsabile organizzativa e public relations Saba Giulia Zecchi fino al portavoce nazionale, ovvero il lato (ogni tanto) più serio del vostro padrone di casa, accompagnati da qualche amico del Tea Party della Versilia, vicino non solo geograficamente ai ragazzi di Parma e dell’Emilia in generale.

Ecco quello che molti non capiscono ancora a proposito dei Tea Parties: oltre all’Ideale, quello che unisce ogni attivista è l’amicizia. Gli eventi sono creati e gestiti in tutto e per tutto dai gruppi locali, ma gli amici dei gruppi vicini talvolta sono felici di partecipare per fare i complimenti di persona e, magari, trarre qualche preziosa indicazione per il prossimo evento da organizzare. Niente truppe cammellate nel Tea Party. Questi trucchetti li usano altri, noi, francamente, non ne abbiamo proprio bisogno.

Foto scattata da Luca A. Bocci - some rights reservedA parte gli interventi molto interessanti, registrati per noi dal previdente Stefano Magni, giornalista de “L’Opinione” da sempre molto attento alle vicende dei Tea Parties mondiali, che presto troverete sul sito di Tea Party Italia, la vera notizia è stata la quantità di persone che, durante lo struscio del sabato sera, si sono fermate a dare un’occhiata, incuriosite dall’evento, dal logo e dall’idea di non rinchiudersi in una sala chiusa ma di “occupare” pacificamente ed educatamente un angolo della storica Piazza Garibaldi. Anche il sindaco di Parma è venuto a salutare tutti, anche lui interessato a questo nuovo fenomeno politico, mai visto alle nostre latitudini. Un’ottima idea che gli altri gruppi locali, sicuramente, sapranno imitare al più presto.

Tutto bene, quindi? A voler spaccare il capello in quattro, si potrebbe dire che il tono culturalmente elevato degli incontri organizzati finora dai gruppi affiliati a Tea Party Italia potrebbe rischiare di far passare il messaggio sbagliato, che il Tea Party sia una faccenda da specialisti, da “iniziati” al mondo della cultura liberale, liberista e libertaria. Niente di più lontano dalla realtà delle cose, intendiamoci, ma il fraintendimento è possibile. Il decentramento estremo dei Tea Parties in tutto il mondo ha grandi vantaggi, ma anche qualche limitazione, prima tra tutte l’impossibilità da parte del coordinamento di indicare un livello di comunicazione comune. Insomma, se i nostri attivisti locali pensano che sia importante trattare argomenti importanti anche se difficili da comunicare in maniera semplice, nessuno si sognerà mai di imporre alcunché. Il Tea Party è questo, gente.

Foto scattata da Luca A. Bocci - Some rights reservedQuesto vuol dire che tutti i prossimi eventi, a partire dal Tea Party di Messina del prossimo 11 dicembre, saranno tutte conferenze con esperti di livello che affronteranno argomenti fondamentali per il futuro del paese come successo ieri in Piazza Garibaldi a Parma? Ho sentito che altri gruppi locali, in via di definizione, hanno idee diverse e progetti interessanti ma, a dire il vero, non lo so e non credo che nessuno possa saperlo sul serio. Il Tea Party è un movimento fatto di attivisti, di gruppi locali, di scelte autonome, di scelte volontarie, senza imposizioni da parte di nessuno, magari in disaccordo con quello che il coordinamento riterrebbe più utile od opportuno.

Non è una faccenda ordinata e gerarchica, ma un flusso potente e disordinato di entusiasmo, coraggio, impegno politico, sentimenti, amicizia, voglia di fare, di uscire di casa ed impegnarsi in prima persona. Talvolta può sembrare di lavorare tanto senza ottenere risultati, ma, alla fine, le cose prendono a muoversi con velocità sorprendente. Ieri in America, oggi in Italia, in Australia, in Inghilterra, in Spagna ed in tutti i paesi dove individui liberi e consapevoli hanno deciso di metterci la faccia e lottare contro le forze dello statalismo, del paternalismo, dei furbetti del partitino, per riprendersi la propria libertà ed i propri soldi.

Nessuno sa cosa succederà domani, o tra un mese. Il che, detto tra di noi, è quello che rende l’impegno in un Tea Party incredibilmente più gratificante e produttivo della militanza partitica tradizionale. Non mi credete? Beh, se volete esserne certi non c’è altro modo che contattare i gruppi locali affiliati a Tea Party Italia e partecipare ad una delle loro riunioni informali. Se non trovate un gruppo vicino a voi, fondatene uno: non avete idea di quante persone stanno aspettando che qualcuno nella propria comunità prenda il coraggio a due mani e si metta in gioco. Non ve ne pentirete. La rivoluzione è in marcia, in tutto il mondo. They’ll never tread on us!

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