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Immagine trovata su sodahead.comAd una settimana dalle elezioni (forse) più importanti della storia americana, per convincere gli indecisi, il polemista del Weekly Standard P.J. O’Rourke ricorda di che pasta siano fatti i democratici. Repetita iuvant.

Editoriale veramente stupendo dell’ottimo P.J. O’Rourke, satirista extraordinaire che scrive per il “Weekly Standard”. Il pezzo, che potrete trovare sul numero del settimanale in edicola il 1 novembre (sì, avete letto bene; quei pazzi dello “Standard” mettono alcuni articoli sulla rete più di una settimana prima della pubblicazione in edicola per creare “buzz” e convincere la gente a comprare la rivista cartacea. Direttori italiani, please take notice), è inteso come una “chiamata alle armi” per gli indecisi e gli indipendenti. Mi sembra che sia perfetto, quindi eviterò di commentarlo ulteriormente, non prima di avervi fatto notare come le considerazioni che O’Rourke fa sui democratici si possano applicare quasi perfettamente ai sinistri italiani, europei, asiatici e sudamericani. I sinistri sono uguali in tutto il mondo, le destre (sia quelle vere sia quelle ‘false’) invece sono tutte diverse. L’ho già detto altre volte, ma questo fenomeno continua ad incuriosirmi. Tolstoj diceva che le famiglie felici si assomigliano tutte. E se si assomigliassero anche i pazzi totalitari? Meditate, gente, meditate…

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Ci odiano – e sono intossicati dal potere
P.J. O’Rourke
Originale (in inglese): The Weekly Standard
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Forse state avendo un piccolo dubbio dell’ultimo minuto sull’opportunità di votare per i repubblicani. Fatevi coraggio. E prendetevi sia la Camera sia il Senato. Sì, tra le dolci trecce della gloriosa corona del GOP c’è qualche traccia di forfora — uno o due isolati isolazionisti, un tocco di maniaci dell’oro e Christine O’Donnell che dice di non essere una strega. (Vi chiedo, gente, come mai Hillary Clinton non ci ha mai tolto questo atroce dubbio?) Non state a preoccuparvi dei peccati veniali dei repubblicani, come il fatto che il Tea Party abbia trovato l’unica persona in Nevada che non potesse battere dieci ad uno Harry Reid. Meglio avere qualche cane strabico che manda avanti il canile piuttosto che gente come Michael Vick (giocatore di football finito in galera dopo che è stato scoperto un suo allevamento illegale di cani da combattimento, un vero girone infernale per cani ndApo).

Anzi, mi rimangio tutto. Usare Michael Vick come metafora per la leadership del partito democratico implicherebbe il fatto che sono persone capaci di pentirsi che non vogliono altro che chiamare lo schema giusto sulla griglia governativa (Vick giocava da quarterback, il “regista” nel football ndApo). Non lo sono. Non vogliono. La ragione è semplice. Ci odiano.

Non è che odiano solo noi perché siamo repubblicani, conservatori, libertari, costruzionisti di ferro, amanti dei valori familiari. Odiano tutti, indistintamente, specialmente chi ha un minimo di coraggio. I democratici odiano gli uomini, le donne, i neri, i bianchi, gli ispanici, i gay, gli etero, i ricchi, i poveri, la classe media.

I democratici odiano più di tutti chi li vota. Basta guardare le politiche che hanno imposto ai loro elettori più fedeli, che hanno portato a scuole pessime, ghetti dove l’illegalità dilaga, stagnazione economica ed immobilità sociale. I democratici farebbero qualunque cosa pur di lasciare i loro elettori abbastanza disperati e poveri da continuare a votare per loro.

Da dove viene tutto quest’odio? Si tratta della solita storia, di amore andato a male? Forse che i democratici sono follemente infatuati del sistema politico, soffrono di un’ossessione clinica verso un corpo elettorale idealizzato? Sognano forse di catturare e violentare la democrazia rappresentativa? Sono forse degli stalkers impazziti della nostra repubblica costituzionale?

No, è ancora peggio. I democratici non sono solo sfigati senza ragazza che che si affannano ad arrampicarsi sulla Statua della Libertà, portando un bouquet rovinato mentre cercano di palpare il palpabile. Sono innamorati di qualcos’altro. I democratici amano il potere, non la politica. La politica è solo un modo per raggiungere il cuore del potere. Quando la politica si riduce alla tecnica della seduzione, non serve essere attraenti, non serve essere una persona morale, mentre il buon senso è addirittura uno svantaggio. Ecco perché i democratici sono i perfetti Lotario (no, non l’imperatore carolingio, ma il protagonista del dramma settecentesco “The Fair Penitent”. In inglese è l’equivalente dell’italiano dongiovanni, con una lieve sfumatura patetica ndApo). Per non parlare del fatto che la politica offre lo stimolo preferito dalle menti deboli, un’arma: il monopolio legale sulla forza. Se non si riesce a convincere tutti, basta costringerli ad obbedire.

Armati con l’arsenale legislativo, questi matti ossessionati dal potere stanno per scoppiare in un raptus di gelosia. Hanno paura che le grazie del potere possano essere concesse ad altri, anche per un solo momento.

I democratici odiano il successo. Il successo potrebbe fornire i fondi ad un amante per fuggire col potere. Accendi il jet privato. Destinazione: Grand Cayman. I democratici odiano anche il fallimento. Il vero fallito, in America, se ne frega del monopolio legale della forza. Ha un fucile.

I democratici odiano la produttività, a meno che non sia trasferita in posti dove il loro amato potere non può andare. Ed i democratici odiano anche noi, i droni non troppo produttivi chiusi nei nostri bugigattoli (se trovate una traduzione migliore di “cubicle” fatemi sapere; a me non viene proprio ndApo) o dietro ai banconi delle nostre aziende di servizi. Anche se ci tassano fino alla morte, noi che guadagniamo poco non generiamo abbastanza tasse per coprire d’ori e sete il potere che i democratici adorano.

I democratici odiano i coniugi che restano a casa,  non importa di che genere o di che orientamento sessuale siano. Il fatto che promuovano il femminismo, il matrimonio gay, i diritti dei bambini e la “scelta sulla riproduzione” è solo un modo di invadere il piccolo reame della vita privata del potere e portarlo sotto il dominio dei democratici.

I democratici odiano gli immigrati. Gli immigrati non possono rimanere illegali perché tale illegalità li mette al di fuori del monopolio legale sulla forza. Ma non possono nemmeno diventare legali. Prospererebbero, finendo per votare repubblicano.

I democratici odiano il fatto che l’America sia una potenza mondiale perché questo status conferisce prestigio alla nazione, non ai democratici.

Ed i democratici odiano anche i militari, ovviamente. I soldati danno il cattivo esempio. Ecco uomini e donne che possiedono quello che, se solo volessero, potrebbe essere un completo controllo sul potere. Eppure lo trattano con onore e rispetto. I membri delle forze armate non combattono per conquistare il potere, ma per assicurare che il potere possa concedere i suoi favori a tutti i cittadini americani.

Il 2 novembre non si tiene un’elezione, ma un’ordinanza restrittiva. Il potere è stato intrappolato, abusato e sfruttato dai democratici. Andate alle urne e mettete fine a questa relazione abusiva. E non fatevi fregare dalle chiacchiere: non lasciate uscire i democratici, anche se promettono di andare da un consulente matrimoniale.

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