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Foto trovata su nydailynews.com

Rally a Reno, Nevada. Sarah Palin dice che faranno festa come nel 1773. Markos Moulitsas, fondatore del mega-blog Daily Kos, spara a zero e rigira il coltello nella piaga: “quanto è stupida” “com’è ignorante”. Peccato che la Palin stesse parlando del Boston Tea Party, avvenuto proprio nel 1773…

Cautionary tale sui pericoli legati all’immediatezza della Rete che viene dalla sempre interessante blogosfera americana. Storia in breve: Sarah Palin presenzia ad un Tea Party a Reno, in Nevada per dare una mano alla sua amica Sharron Angle, impegnata nella gara per il Senato contro l’attuale capogruppo della maggioranza Harry Reid. Sentendo l’entusiasmo crescente della folla, lancia un avvertimento e dice che non è ancora il momento di scatenarsi e “fare festa come se fosse il 1773”. Markos Moulitsas, fondatore del super-blog Daily Kos, seguito da una pattuglia di bloggers particolarmente astiosi nei confronti della Palin, si scompisciano dalle risate prendendo per i fondelli l’ignoranza dell’ex governatore dell’Alaska. Poco dopo, la atroce sorpresa. A fare una figura da peerla erano stati proprio loro: la Palin stava parlando del Boston Tea Party, che si è tenuto proprio nel 1773.

Neo-Neocon, blogger del New England che da poco collabora con Pajamas Media, se la prende con l’arroganza intellettuale della sinistra, che considera sempre gli avversari politici come dei minus habens populisti, ignoranti, rozzi e buzzurri, salvo trasformarli in geni del Male quando dimostrino di saper mettere tre parole ed una citazione di fila. Il vostro Apolide, molto più modestamente, ricorda che, come dice il famoso detto, “assumption is the mother of all f**k-ups”. Il che in italiano potrebbe suonare come “dare troppe cose per scontate porta sempre a risultati non ideali”. Ci sarebbe anche la versione PG-rated, ma ve la risparmio volentieri.

I social network, la Rete in generale, sono talmente immediati ed abituano a dedicare così poco tempo all’interazione con i propri interlocutori da spingere necessariamente ad affinare le proprie doti di sintesi e limitarsi ad interventi brevissimi, telegrafici che spesso non colpiscono nel segno. I casi di liti furibonde scoppiate sulla Rete per semplici misunderstanding sono numerosissimi. Quando poi ci si aggiunge l’adrenalina e l’astio per gli oppositori politici, la miscela rischia di diventare esplosiva.

Verrebbe da consigliare a tutti di contare fino a dieci prima di postare qualcosa su Twitter o prendersela contro lo status di qualcuno su Facebook, ma sarebbe fiato sprecato. La grammatica dei nuovi media impone questa immediatezza; ponderare le risposte e pesare ogni parola vorrebbe dire restare indietro nel flusso continuo di informazioni, commenti, battute e rischiare di essere sempre fuori argomento. Abbiamo voluto la bicicletta, il Web 2.0 dove siamo tutti connessi 24 ore al giorno? Ora tocca pedalare, sghignazzando per le disavventure altrui mentre la prossima vaccata ci aspetta dietro l’angolo.

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Hubris, Nemesi e fare festa come se fosse il 1773
Neo-Neocon
Originale (in inglese): Pajamas Media
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Quando, lunedì scorso, Sarah Palin ha detto alla folla di un Tea Party che non era ancora giunto il momento di “fare festa come se fosse il 1773” (citazione della famosa canzone di Prince “1999” ormai entrata nel lessico comune ndApo), alcune frange della sinistra, come il fondatore di Daily Kos, Markos Moulitsas, si sono fatti grasse risate sulla sua supposta stupidità. La loro reazione pavloviana è stata semplice: la Palin è così ignorante da non sapere nemmeno le date dei primi eventi della Rivoluzione Americana. Ma, visto che la Palin stava parlando del Boston Tea Party (1773), sono stati loro a fare la figura più barbina.

Sì, è una storia divertente. Ma ha anche un lato più serio – oltre ad una lezione per la sinistra, sempre che sia ancora in grado di imparare dai propri errori. Il messaggio è questo: se sottosvalutate (in inglese è “misunderestimate”, famoso neologismo comico di G.W. Bush ndT) chi non la pensa come voi, questa è una forma di hubris. E quando arriva la hubris, può la nemesi essere molto lontana?

Ma la sinistra ha un’opinione così infima dell’intelligenza e della preparazione di Sarah Palin da assumere spesso e volentieri non solo che ignori le sfumature più sottili della storia patrimonio comune di ogni intellettuale sinistro ma che sia a digiuno anche delle informazioni più elementari sulla storia americana che, un tempo, erano insegnate ad ogni alunno della scuola dell’obbligo.

Questo è un errore di proporzioni epiche, non solo perché la Palin li potrebbe sorprendere, risultando più preparata di quanto la credano, ma perché li può portare verso quegli incidenti di percorso che aspettano pazientemente chi nutre questo genere di arroganti preconcetti. Un minimo di rispetto per la preparazione della Palin – o, almeno per chi le scrive i discorsi e/o corregge le bozze – li avrebbe portati a fermarsi un attimo e controllare la sua citazione sul 1773. Questo sforzo minimo sarebbe stato immediatamente premiato. Ma la loro assoluta fede nella stupidità della Palin li ha portati a fare collegamenti automatici, che li hanno portati ad una figura da cioccolatai storica.

Donald Rumsfeld (ve lo ricordate, vero?) disse una volta che ci sono:

… certezze conosciute; ci sono cose che sappiamo di sapere. Sappiamo anche che ci sono incertezze conosciute; il che vuol dire che sappiamo che ci sono cose che ignoriamo. Ma poi ci sono anche incertezze sconosciute – le cose che non sappiamo di non sapere.

Sono queste incertezze sconosciute che tendono a causare i guai peggiori. Per i critici della Palin, il significato dell’anno 1773 era una di queste incertezze sconosciute. L’idea che Sarah Palin fosse abbastanza sveglia da fare una battuta accomunando i concetti di “party (festa)” e “Tea Party” (non è che sia poi una cosa così sofisticata, ma la sinistra non le concede nemmeno questo livello minimo di sofisticazione) e che lei sapesse qualcosa a proposito della storia che loro ignorano era semplicemente inconcepibile per loro. Ecco perché sono caduti diritti nel trappolone.

E se si fosse trattato di un trappolone fatto apposta? Alcuni nella blogosfera stanno discutendo sulla possibilità che la Palin abbia fatto questa citazione apposta, sapendo che la tentazione di attaccarla sarebbe stata irresistibile per certi suoi oppositori. Forse l’ha fatto davvero; in fondo si tratta di una cacciatrice molto astuta.

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