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Foto trovata su freerepublic.com

The One ora si mette a spiegare a tutti perché gli americani siano così impauriti da essere “incapaci di prendere decisioni in maniera razionale”. Ecco perché l’economia va a rotoli: i pezzenti sono stupidi! Yeah, right. Oltre che stupidi gli elettori americani sono anche un’altra cosa. Vendicativi.

Ormai la serie di gaffes e dichiarazioni che sembrano pensate apposta per fare andare su tutte le furie l’elettorato conservatore ed indipendente sono troppe per essere casuali. Gente, qui gatta ci cova. Non esiste che uno come Obama, che non ha mai detto una sola parola fuori posto, che ha sempre pianificato accuratamente ogni mossa, si lasci sfuggire una serie di commenti francamente autolesionisti come quelli delle ultime settimane.

Il vostro Apolide è chiuso nella sua cameretta a meditare e lo sento ogni tanto gridare contro il muro “non ha senso!” o qualcosa del genere. La sua mente in ebollizione perenne sta cercando di capire dove sia il vero trappolone, il trucco da prestigiatore che Rahm Emanuel e la cricca di Chicago stanno per scatenare sulla ormai prostrata America. La sua frustrazione e le urla disperate che ogni tanto rompono il silenzio notturno sono dovute al fatto di non essere ancora riuscito a svelare l’arcano.

Il discorso ci porterebbe molto lontano, quindi cercherò di auto-limitarmi a poche considerazioni. Prima di tutto, non esiste che le gaffes di Obama e Biden siano casuali. Se così fosse, gli utili idioti della stampa mainstream avrebbero affossato tutto senza pietà. Se lo scrivono le agenzie, vuol dire che gli obamioti vogliono che la notizia circoli. Quindi fa parte della loro non meglio definita strategia di battaglia, quella che, secondo la logica corrente, li vorrebbe vedere impegnati ad evitare il tracollo del partito democratico.

Se questo è vero, come si fa a riconciliare una qualsiasi strategia con il dire, anche se in maniera tipicamente sinistra, quindi ellittica e confusa, che se le cose vanno male è perché la gente è così stupida da non sapere nemmeno obbedire a quelli tanto intelligenti come lui? Anche questa sembra una dichiarazione fatta apposta per far salire il sangue alla testa dei Tea Partiers, spingendoli a moltiplicare ancora di più gli sforzi in vista del 2 novembre.

E qui si fa avanti la prima ipotesi: gli obamioti hanno fatto un calcolo cinico, decidendo di concentrare le risorse su poche gare che vedono in ballo mostri sacri democratici come Feingold o la Boxer, abbandonando al loro destino decine, se non centinaia di candidati o deboli o non abbastanza ossequiosi al Caro Leader Abbronzato. Se poi a cadere fossero i candidati contrapposti a quelli favoriti dal Tea Party, tanto di guadagnato. Obama pensa solo a sé stesso, al 2012. Per questo che sta mettendo i bastoni tra le ruote ai fedelissimi clintoniani sopravvissuti, fatto che ha spinto Hill & Bill a mobilitarsi per salvare le proprie truppe e quindi venire allo scoperto.

Come gioco politico sarebbe tanto sofisticato quanto spregiudicato, cosa che non sarebbe una novità, visto che Obama viene da quella Chicago-Palermo dove roba del genere è all’ordine del giorno. A questo punto, se l’unica battaglia che conta è quella del 2012, meglio favorire i candidati anti-establishment del GOP e al frattempo fare eleggere solo i fedelissimi della sua “corrente” socialista, abbandonando i Blue Dog democrats al loro destino e, magari, indebolendo quel che resta della Clinton Machine.

Funzionerà? Chi lo sa. Una cosa è certa: buona parte della superbia, dell’altezzosa indifferenza degli Obama è genuina, ma una parte non insignificante fa parte di questo o di un altro gioco politico che punta sempre al solito obiettivo: la trasformazione radicale degli Stati Uniti in un qualcosa a metà strada tra la Francia e Cuba. I socialisti preparano questo colpo di stato al rallentatore da quasi un secolo, di certo non molleranno solo perché un terzo del paese gli si sta rivoltando contro.

A questo punto, prima di perdere l’occasione della vita, preferiranno lo scontro frontale, sperando che siano i Tea Partiers o qualche schizzato di destra a sparare il primo colpo. Una volta superato il Rubicone della violenza, basterebbe dichiarare lo stato di emergenza e ritorcere le leggi approvate da Bush nei mesi successivi all’11 settembre contro il popolo americano.

Fantapolitica? Forse, lo spero sinceramente. Perché un piano del genere avrebbe buone possibilità di funzionare, anche in un paese straordinario come gli Stati Uniti d’America. Occhi aperti e orecchie dritte, gente. Ho la vaga impressione che, di qui a pochi mesi, il mondo rischia di essere molto, molto diverso da come lo conosciamo. Se in meglio o in peggio nessuno lo sa. Possiamo solo sperare e pregare di esserci sbagliati. Cosa della quale, detto tra di noi, sarei io ad essere il più felice di tutti.

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Lo psicologo capo spiega perché “siamo incapaci di pensare” (!)
Pundette
Originale (in inglese): Pundit & Pundette
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Nella lotta di Barack Obama per spiegare il suo crollo nei sondaggi, si abbonda in paternalismi condiscendenti e vere e proprie delusioni cliniche:

Il presidente Barack Obama ha affermato che la colpa per un intenso ciclo elettorale di medio termine che rischia di far deragliare l’agenda legislativa democratica va data alla “paura e alla frustrazione” degli americani.

Parlando di fronte ad una piccola folla riunita per un evento di raccolta fondi per i democratici, sabato sera, Obama ha detto che “parte delle ragioni dietro al fatto che le nostre politiche sembrano così difficili da proporre in questo momento e che i fatti e la scienza ed i ragionamenti non sembrano in grado di convincere la gente ogni volta è perché, quando siamo impauriti, siamo progettati per non pensare in maniera razionale. Ed il paese ora ha paura”.

Obama ha detto a qualche dozzina di donatori riuniti a Boston che gli stava offrendo la sua “visione del mondo dallo Studio Ovale”. Poi ha detto che la recessione economica è da attribuirsi alla incapacità degli americani di “pensare in maniera razionale” e che toccherà ai democratici il compito gravoso di “riuscire a superare la paura e la frustrazione che la gente sta sentendo in questo momento”.

Secondo Obama, di fronte ai problemi economici “si può rispondere in un paio di modi a situazioni traumatiche come questa. O ci si ritira, ci si trincera nel privato rispondendo alle nostre paure allontanandosi dalle sfide, guardandosi indietro. Oppure ci convinciamo che possiamo superare queste sfide e che siamo determinati a progredire comunque. Ecco il tema dominante di queste elezioni”. [enfasi aggiunta in seguito]

Sta facendo l’impossibile per non capire che è proprio lui il trauma! Il rifiuto categorico della sua pericolosa agenda è la prova che tantissimi americani responsabili sono in grado di pensare in maniera razionale ed agire di conseguenza, anche se in ritardo di un paio di anni.

Obama stava parlando ad un evento per la raccolta fondi tenuto in un sobborgo di Boston per il Democratic Senatorial Campaign Committee, durante il quale sono state raccolte donazioni per circa 900.000 dollari. Le sue parole erano serie, a volte cariche di emotività, mentre si capiva come cercasse di riconciliarsi con il fatto che il clima politico nel paese sia cambiato così tanto da quando è stato portato in trionfo alla presidenza da un travolgente consenso in tutto il paese (e qui si capisce come l’autore dell’agenzia sia l’ennesimo obamiota ndApo).

Non riesce ad accettare la verità. Tutto quello che riesce a fare è filosofeggiare sulla debolezza intellettuale e l’immaturità dell’elettorato.

Ehi, ma che coincidenza — John Kerry sta dicendo esattamente le solite cose che dice Obama:

Il senatore, ad un evento di raccolta fondi nell’abitazione di Ralph de la Torre, CEO di Caritas Cristi, un’assicurazione medica basata nel Massachusetts, ha detto che “questo è un anno difficile. I fatti, le prove scientifiche, la verità sembrano essere assenti da quello che chiamiamo il dibattito politico attuale. Non è un dialogo, in effetti, ma una gara a chi urla più forte, a chi ha lo slogan di più facile impatto”.

Quindi ora i politici della sinistra radicale sono la fonte esclusiva di “fatti, prove scientifiche e verità”? Come il “fatto” che dice che il pacchetto di stimolo all’economia ha funzionato ed il governo ha creato (o evitato che scomparissero!) millemila miliardi di posti di lavoro? Oppure l’altro “fatto” interessante, ovvero che l’Obamacare non avrebbe alzato i costi delle assicurazioni mediche “nemmeno di un centesimo”?

Mancano due settimane e non riescono a trovare niente di meglio da dire? Roba da chiodi.

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