Tag

, , ,

Foto trovata su riviera24.itLa scuola pubblica finisce sempre per fare gli interessi di professori, burocrati e baroni vari, ma in Italia nessuno considera quella che si è rivelata ovunque la soluzione migliore per ridurre i costi e migliorare la qualità: i voucher scolastici. Meglio sarebbe la detrazione IRPEF per le spese scolastiche con relativa privatizzazione del carrozzone ministeriale, ma sembra utopia.

Chi tocca la scuola, muore (politicamente). Questo è il messaggio che la casta dei banchettatori folli che mungono da decenni le casse pubbliche con la scusa di “educare la classe dirigente di domani” mandano ad ogni governo abbia l’ardire di provare a cambiare il comodo status quo che hanno imparato a sfruttare in ogni modo a loro esclusivo vantaggio.

Ogni qual volta si prova a modificare il costosissimo e totalmente inefficace sistema educativo italiano, si assiste alla solita, stanca sceneggiata. Bambini e studenti vestiti di rosso, arruolati a forza nelle legioni contro-rivoluzionarie e mandati a sfilare per le strade del paese, gridando slogan sessantottardi e, magari, sfruttare il tutto per una bella passeggiata. Pur di non studiare, tutto fa brodo.

Da una parte i timidi e pavidi riformatori, sempre impegnati nella eterna lotta contro i mulini a vento della riforma scolastica; dall’altra i difensori strenui dello status quo, quel meraviglioso sistema educativo che è sempre a pochi miliardi di euro dal raggiungere la perfezione assoluta. Se non si trattasse dei soldi delle nostre tasse, ci sarebbe quasi da ridere.

Eppure i metodi per migliorare considerevolmente l’efficacia dell’educazione fornita ai nostri figli non mancano. Altrove nel mondo, quando ci si è trovati di fronte a problemi simili, invece di inscenare la solita baruffa chiozzotta all’italiana, si è studiato seriamente il problema e si è deciso di intervenire in maniera decisa, correggendo alcune storture del sistema e fregandosene altamente dei soliti difensori del proprio orticello di privilegi.

Quasi inevitabilmente la scelta cade su un sistema che tolga il controllo alle strutture governative e lo restituisca ai veri responsabili delle scelte che riguardano i bambini: i genitori. In Inghilterra si è puntato sulla concorrenza tra scuole pubbliche e private, stabilendo criteri di valutazione severi ed un’autorità veramente indipendente che giudichi in maniera imparziale l’offerta educativa fornita da ogni istituto. Altrove, invece, si preferisce fornire ad ogni genitore un buono scuola, i famosi voucher, che può spendere dove meglio crede, reintroducendo dinamiche di mercato nel settore una volta monopolistico dell’educazione.

L’Apolide, come suo solito, non ha troppa simpatia per le mezze misure e preferirebbe una soluzione veramente liberale quale la privatizzazione immediata e totale del sistema educativo, con relativa compensazione delle spese sostenute da effettuarsi sulle imposte sul reddito. Insomma, se la CGIL ed i baroni fanno le barricate per modifiche minime e quasi sicuramente inefficaci, tanto vale concentrare lo scontro su una riforma vera e definitiva del sistema. Cosa potranno mai fare di più? Sparare? Mettere le città a ferro e fuoco? L’esercito lo paghiamo anche per questo, no?

Invece, come succede sempre nella nostra adorata penisola dei caciocavalli, basta vedere due bandiere rosse in piazza e tutti si piegano alle richieste dei sessantottardi, difendendo quella “pace sociale” che a me sembra esistere solo nelle menti di chi ha già trovato il modo di sfruttare il sistema per riempirsi le tasche o sistemare famigli e clientes. Per come la vedo io, il tempo delle mezze misure è finito da un bel pezzo, come quello delle mediazioni, dei tavoli, dei conciliaboli e degli accordi nelle fumose stanze.

Che la situazione del sistema scolastico italiano sia disperata, mi sembra un dato accettato più o meno da tutti. La questione, quindi, è se esistano o no politici dotati dell’acume e della decisione necessari per tagliare una volta per tutte il nodo gordiano. Studi sull’argomento se ne sono fatti moltissimi in tutto il mondo. Basta leggerli e rifletterci sopra con attenzione.

Qui sotto trovate i risultati di un programma di voucher messo in atto nel Distretto di Columbia per provare a migliorare il fallimentare sistema di scuole pubbliche di Washington. I risultati, nonostante i tentativi frenetici dei soliti sinistri, ormai legati a filo quadruplo ai potentissimi sindacati degli insegnanti, sono evidenti. I voucher funzionano ed hanno senso anche dal punto di vista economico. Questione chiusa, IMHO.

A questo punto, un governo ragionevole dovrebbe solo studiare la questione, decidere quale sia il modo migliore per risolvere il problema, non tamponare le falle e procedere speditamente, senza cercare l’unanimità ma assumendosi in prima persona la responsabilità ed il rischio di una riforma seria. Se poi si dovesse verificare che la classe politica attuale non ha lo stomaco di fare scelte impopolari, la soluzione è altrettanto semplice. Mandarli a casa ed eleggere persone più serie, decise e competenti. Altrimenti, per favore, evitate i piagnistei.

Se la scuola pubblica è un disastro, non è solo colpa del governo o degli insegnanti, ma anche del fatto che ognuno di noi ha preferito fare spallucce ed incavolarsi solo quando le storture del sistema hanno toccato la sua ristretta sfera di interessi. Ora la scelta è chiara: da una parte gli sprechi infiniti e l’inefficacia evidente di un sistema mostruoso fatto solo per elargire stipendi a figli di, raccomandati o disoccupati intellettuali, dall’altra un sistema nuovo, liberale, che restituisca a tutte le famiglie il controllo dell’educazione dei propri figli (i ricchi hanno già scelto da tempo, mandando i rampolli in scuole ed università private). A voi la scelta.

—————

Media Matters prova, fallendo, a contraddire le prove sull’efficacia della scelta scolastica
Lindsey Burke
Originale (in inglese): Heritage Foundation
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Ieri, Media Matters ha provato a confutare le prove da me addotte in un post nel quale facevo notare, tra le altre cose, che l’impatto dei voucher nell’Opportunity Scholarship Program messo in atto a Washington, D.C. è stato talmente positivo da far salire il tasso di diplomati dal 70 al 91 per cento. Questi risultati erano tratti dalla valutazione finale del programma condotta dallo U.S. Department of Education, promosso dal Dr. Patrick Wolf.

Walid Zafar scrive su Media Matters:

La Burke da dove ha preso il dato del 91%? Beh, non certo da questo [del Department of Education] rapporto. Difficile non concludere che si sia inventata il dato di sana pianta. Sul rapporto si legge che il tasso di diplomati degli studenti che hanno ricevuto il voucher è solo dell’82 per cento.

Frena le bestie. Il rapporto rivela effettivamente che l’uso dei voucher ha portato al tasso di diplomati del 91%. A pagina 20 del riassunto esecutivo del rapporto, Wolf scrive:

L’offerta di una borsa di studio dell’OSP ha aumentato le probabilità che gli studenti finissero le scuole superiori di 12 punti complessivamente. Il tasso di diplomati, secondo i dati forniti dai genitori, era dell’82 per cento nel gruppo esaminato, comparato al 70% del gruppo di controllo. Si è verificata una differenza di 21 punti percentuali dall’uso di una borsa di studio per frequentare una delle scuole private che hanno partecipato al programma. [Grassetto aggiunto]

La differenza del 21 per cento significa che lo studente medio che ha ricevuto un voucher e lo ha effettivamente usato per frequentare una scuola privata ha avuto un tasso di successo del 91 per cento, mentre chi non lo ha ricevuto ha ricevuto il diploma solo nel 70 per cento dei casi. Ecco il break-down di come si è calcolato il tasso di diplomati:

  • Tasso di diplomati delle scuole pubbliche di Washington: 49%.
  • Tasso di diplomati del gruppo di controllo (studenti che hanno fatto richiesta del voucher ma non l’hanno ricevuto): 70%.
  • Tasso di diplomati del gruppo di trattamento (studenti che hanno fatto richiesta del voucher, hanno vinto la lotteria ma non l’hanno necessariamente usato): 82%.
  • Tasso di diplomati ed impatto dell’uso dei voucher (studenti che hanno fatto richiesta, ricevuto ed effettivamente usato il voucher per frequentare una scuola privata): 91%.

Zafar  inoltre dice che i risultati dello studio andrebbero rivisti al ribasso, visto che i genitori che avevano richiesto la borsa di studio avevano motivazioni più forti rispetto agli altri:

Non puoi paragonare i tassi di diplomati delle scuole pubbliche del Distretto di Columbia (che ricevono tutti quelli che fanno richiesta, senza discriminare chi ha problemi di apprendimento o chi non ha genitori interessati al suo successo accademico) ad un sistema di voucher basato su una lotteria al quale solo gli studenti (ed i genitori) più motivati hanno scelto di partecipare.

Prima di tutto, l’Opportunity Scholarship Program del Distretto di Columbia deve effettivamente accettare le richieste di tutti gli studenti che ne facciano richiesta. Quando il numero di partecipanti supera il numero di borse di studio disponibili, i responsabili usano una lotteria per decidere a quali studenti debbano andare i vouchers. In effetti, visto che chi valuta il programma aveva anticipato le proteste di gente come Zafar, hanno controllato gli studenti che avevano richiesto il voucher ma non lo avevano ricevuto. Questi studenti, che si presumevano altamente motivati, erano distribuiti in maniera equilibrata tra i gruppi di controllo e quello di trattamento, il che spiegherebbe perché il tasso di diplomati del gruppo di controllo sia ben più alto della media generale delle scuole pubbliche di Washington, che è inchiodata al 49 per cento. Gli studenti che hanno ricevuto il voucher hanno significativamente fatto meglio del gruppo di controllo nella misura cruciale dell’ottenimento del diploma anche se la lotteria ha fatto sì che entrambi i gruppi fossero pieni in maniera pressoché simile di studenti e genitori altamente motivati.

Se è vero che i genitori devono essere abbastanza interessati a cogliere le opportunità per l’educazione dei loro figli per scegliere di richiedere un voucher, migliaia di famiglie a basso reddito nel Distretto di Columbia si sono mobilitate in massa per farlo, appena gliene è stata data la possibilità. Secondo i dati ufficiali, c’erano quattro richiedenti per ogni borsa di studio messa a disposizione dal programma.

Infine, Zafar afferma che il DCOSP non ha avuto alcun impatto sui risultati accademici dei suoi partecipanti:

Quando si osserva i risultati accademici degli studenti, il rapporto conclude che “i risultati nei test di lettura e matematica non sono stati influenzati in maniera significativa dal Programma, secondo il nostro approccio metodologico principale”. Forse è ancora più importante come il rapporto faccia notare che “non si sia notato nessun impatto significativo sui riultati per gli studenti che avevano problemi di risultati quando hanno fatto richiesta di partecipare al Programma”. Per dirla altrimenti, chi ha ottenuto buoni risultati col programma di voucher stava già facendo bene nelle scuole pubbliche.

Se l’analisi finale non ha rilevato un impatto statisticamente significativo sulle performances accademiche (il che non era uno dei punti cruciali del nostro articolo), ha verificato che le borse di studio hanno avuto un impatto accademico positivo per alcuni sotto-gruppi di studenti. Inoltre il Dottor Wolf, il ricercatore capo dello studio sull’OSP, spiega in una dichiarazione dalla University of Arkansas che l’impatto positivo sui tassi di diplomati è più importante dell’impatto sui risultati accademici:

Questi risultati sono importanti perché diplomarsi alle superiori è fortemente legato ad un ampio numero di risultati importanti per la vita degli studenti come l’aumento dei guadagni ricevuti nel corso della vita, la longevità, evitare la prigione e le gravidanze fuori dal matrimonio e la stessa stabilità delle unioni matrimoniali. I risultati accademici, invece, sono molto meno rilevanti per raggiungere questi risultati.

Nel campo dell’educazione, quanto lontano arrivi è più importante di quanto tu abbia imparato e gli studenti del Distretto di Columbia sono andati più lontano quando assistiti da un voucher scolastico.

I fatti sono importanti e speriamo di averli elencati in maniera sufficientemente chiara da evitare che anche gente come Media Matters continui a negarli.

—————

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine

About these ads