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Immagine trovata su saveyourrights.comObama rilascia un’intervista al “Rolling Stone” e se la prende con tutto e tutti, specialmente con i suoi ex fanatici, che, vista la crisi, non hanno più voglia né di Hope né di Change. Da buon sinistro, narcisista e infantile, The One, ora che non vince più e nessuno dice quanto è bravo e bello, inizia a fare le bizze.

Obama rilascia un’intervista al mensile “Rolling Stone”, ex bibbia della generazione dei sessantottini ed ora sempre più rifugio dei “ggiovani” radical chic. Leggere il testo di questa intervista è un’esperienza particolarmente spiacevole che preferisco risparmiarvi. Quando non ha il gobbo davanti e non deve leggere i discorsi che qualcun’altro gli ha preparato, Obama ritorna alla sua modalità standard: il professorino saccente, vanesio ed iracondo. Ovvero, appena messo il sedere sulla cadrega, torna a comportarsi come un sinistro qualsiasi.

Il “messia della sinistra mondiale” sembra un Berlusconi qualsiasi. Invece di parlare dei problemi che fanno perdere il sonno ai suoi concittadini, elenca i “grandi risultati ottenuti”, accusa i nemici di ogni crimine possibile, se la prende con la stampa nemica, dice che la sua politica estera è stata straordinaria (pur se ha prodotto solo risultati negativi) e, infine, si scatena contro i suoi sostenitori, frustandoli selvaggiamente perché non si stanno immolando per la causa e per salvare il suo augusto didietro.

Sul serio, se la situazione non fosse così grave, ci sarebbe quasi da ridere. Obama sembra davvero il Cavaliere. Entrambi rinchiusi nel culto della propria personalità, incapaci di accettare qualsiasi tipo di critica, ossessionati dal timore di essere fatti fuori politicamente e pronti a scatenare i propri cani da guardia per colpire chiunque solo osi pensarla in maniera diversa. La cosa dovrebbe far piangere dalla disperazione sia i fan sfegatati del Caro Leader Abbronzato, sia i berluscones più trinariciuti. Fortunatamente nessuno di loro ha abbastanza coraggio e spirito analitico per riuscire a cogliere questa singolare coincidenza.

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L’intervista di Obama al Rolling Stone dimostra che è fuori dal mondo
Mary Kate Cary
Originale (in inglese): US News & World Report
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Avete per caso visto l’intervista con il presidente Obama pubblicata sul numero in edicola del “Rolling Stone? Leggendola, ci si rende conto del perché Obama sia una delle figure politiche più polarizzanti nel panorama attuale e quanto sia lontano dalle preoccupazioni degli elettori.

Ad esempio, invece di cercare di convincere gli attivisti del movimento del Tea Party, visto che si avvicinano le elezioni di medio termine, dice che “la loro rabbia è diretta verso le persone sbagliate” ed afferma che sono finanziati da “alcune lobbies molto tradizionali, molto potenti”, facendo capire che sono confusi e manipolati – invece di essere contribuenti preoccupati giustamente dell’esplosione della spesa pubblica. Quando gli viene chiesto di parlare della Fox News, fa notare che, nonostante abbia giurato di difendere i dettami costituzionali che prevedono la libertà della stampa, la Fox News è “distruttiva per la crescita nel lungo periodo di un paese che ha una classe media vibrante ed è ancora competitivo nel mondo”. Ma si rende conto di quanti siano gli elettori della classe media che guardano la Fox News?

Ecco l’inizio di una lunga risposta sul come pensa che la sinistra lo veda in questo momento:

Quando parlo ai democratici in tutto il paese, gli dico solo, “gente, svegliatevi!”.

… Sono arrivato ed ho avuto da evitare una Grande Depressione, risistemare il sistema finanziato per farlo funzionare e gestire due guerre. In mezzo a tutta questa confusione, ho terminato una di queste guerre, almeno dal punto di vista delle operazioni di combattimento. Abbiamo passato una storica riforma della sanità, una storica riforma dei regolamenti finanziari ed un numero enorme di vittorie legislative che la gente nemmeno ha notato. Abbiamo strappato miliardi di dollari di profitti destinati alle banche e ai mediatori attraverso il programma (la nazionalizzazione ndApo) dei prestiti studenteschi ed ora abbiamo decine di miliardi di dollari che vanno direttamente agli studenti per aiutarli a pagare l’università. Abbiamo espanso il servizio civile più di quanto sia mai stato fatto prima …

La risposta continua ancora a lungo, elencando tutti i suoi risultati, incluso l’aver “rinvigorito” il processo di pace in Medio Oriente, aver “ridefinito” le relazioni con la Russia ed aver “cambiato l’opinione del mondo” sui diritti umani. Poco sotto, continua a dare lunghe (e noiose ndApo) risposte sui regolamenti del settore finanziario, la guerra in Afghanistan ed il cambiamento climatico, con una rapida battuta sui gay nell’esercito. Definisce la sua come “l’amministrazione più efficace da almeno una generazione nel portare avanti le tematiche progressiste nel Paese”.

Quasi nessuna menzione della riduzione del deficit o nessuna discussione onesta sull’economia, tranne quando se la prende con i repubblicani per aver bloccato il processo legislativo e volere tagli alle tasse per “gli americani più ricchi”. Gli elettori indipendenti non li cita nemmeno.

Quello che sorprende di più è la chiusura dell’intervista – il presidente, “agitando furiosamente il dito in aria”, definisce i democratici che non partecipino attivamente alle elezioni di medio termine “non scusabili” ed “irresponsabili”. Ai suoi sostenitori dice “la gente deve darsi da fare” e “smetterla di stare con le mani in mano”. Continuando su questo registro qualche giorno dopo, ha detto alla folla riunita per un evento elettorale dei democratici di “smetterla di lamentarsi”. I tempi dello “Yes We Can” sono lontani. Ora è diventato “You Better Not”. In altre parole, continuerà a frustarli fino a quando il morale non migliorerà.

Nel frattempo i dati sull’occupazione sono usciti, mostrando come la disoccupazione sia ferma al 9,6 per cento, ed il Dipartimento del Lavoro ha appena annunciato che, secondo le proprie rilevazioni, la spesa della classe media ha subito il calo più severo nel giro di un anno a memoria d’uomo. Le tasse ed i costi per la sanità stanno salendo mentre i salari rimangono stabili, quindi le famiglie spendono sempre meno per l’abbigliamento o le uscite al ristorante. Gli americani della classe media stanno tagliando le spese non essenziali a destra e sinistra, cercando di far tornare i conti, mentre sempre più posti di lavoro scompaiono giorno dopo giorno – ed il nostro presidente continua la sua marcia a sinistra guidando, “l’amministrazione più efficace da almeno una generazione nel portare avanti le tematiche progressiste nel Paese”.

Com’è possibile che un uomo che è stata una figura così entusiasmante per tanti americani solo due anni fa, sia così fuori dal mondo?

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