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Foto trovata su socialismisnottheanswer.wordpress.comCome previsto ed ampiamente prevedibile, spuntano fuori ogni giorno storie che ricordano come la sinistra, ad ogni latitudine, pensi che il voto popolare sia sacro solo quando vincono loro. In ogni altro caso, il fine giustifica i mezzi. Cosa vuoi che sia un piccolo broglio quando in ballo c’è il bene comune?

Riprendiamo le trasmissioni dopo una pausa di un giorno dovuta al digital divide che lascia senza accesso alla banda larga parecchi piccoli comuni collinari o montani italiani, anche nel cuore della Toscana Felix. Il pezzo di oggi, pubblicato da Dan Riehl sul suo ottimo blog “Riehl World View”, parla dell’ennesimo trucco messo in atto dalla democraticissima sinistra per cambiare le regole del gioco a proprio favore.

Mentre gli attivisti dei Tea Parties si danno un gran daffare per mobilitare l’elettorato, parlando di ideali, di valori condivisi, di cosa voglia dire l’idea stessa di America e di come si debba compiere un’inversione ad U per tornare al rispetto dei principi della Costituzione Americana, la sinistra, sempre fedele alla sua visione leninista del potere, pensa a come togliere al popolo qualsiasi potere effettivo, consegnandolo nelle mani di questa o quella cricca di amici, persone “illuminate” che sanno sempre chi ringraziare per il loro potere tanto assoluto quanto arbitrario.

In America come in Italia, i migliori amici dei sinistri sempre comunisti si nascondono dietro le toghe e la farsa della “legge uguale per tutti”. Sì, certo, come no. Sempre imparziali questi grandi soloni della giustizia, specialmente quando decidono a favore dei sinistri, accomunati da una singolare quanto infallibile comunanza di ideali ed obiettivi politici.

Invece di pensare alle elezioni, cosa fanno i soliti noti, i gruppi ormai famosi per una infinita storia di truffe, brogli e raccolta fondi quantomeno discutibile? Girano milioni e milioni di dollari per appoggiare gruppi che, all’insegna del “buon governo”, della “giustizia sociale” e via cianciando, appoggiano il sì ad un paio di referendum che toglierebbero dal controllo dell’amministrazione dello stato della Florida la definizione dei distretti elettorali uninominali alla Camera dei Rappresentanti federale.

Visto che non sono sicuro di vincere, anzi, quanto più ho il dubbio di prenderle a novembre, più mi sforzo di togliere le chiavi del potere dalle mani dei rappresentanti eletti dal popolo sovrano (yeah, right) e consegnarle nelle fidate mani dei bravi compagni che, qualche tempo fa, ho nominato giudici federali. Perché disturbarsi a cercare il consenso del popolo? Se i miei amici giudici ridisegnano i confini dei distretti in modo da farmi vincere tutte le volte, i voti dei cittadini non conteranno un bel niente. Il voto popolare conta solo quando vinco io. Il fine giustifica i mezzi. Is this “Hope” or “Change”?

Alla fine qualcuno dovrà spiegarmi come mai, se in ogni paese la “destra” si declina in mille forme diverse, la “sinistra” è sempre uguale, obbedisce sempre alle stesse parole d’ordine e sembra parte di un’unica mente collettiva. Un tempo dicevo che i sinistri li fanno con lo stampino, ora le domande sono più pesanti.

Durante la Guerra Fredda era evidente da dove prendessero ordini, quei bei pezzi di traditori. Il cervello stava a Mosca, talvolta altrove, come nel 1964, quando Yuri Andropov, direttore dell’ufficio di Sofia del KGB, si inventò di sana pianta il ’68, descrivendo per filo e per segno pratiche, parole d’ordine, slogan e tattiche del “movimento giovanile”.

Ma ora che la Guerra Fredda l’hanno vinta gli Stati Uniti (noi certo non possiamo metterci dalla parte dei vincitori, visto che abbiamo fatto di tutto per sabotare la nostra alleanza), chi è il burattinaio della sinistra mondiale? Chi dà gli ordini? Chi stabilisce le parole d’ordine? Chi comanda a bacchetta la stampa? Chi decide cosa e quando attaccare? Il complotto pluto-giudaico era una clamorosa bufala, ma allora chi è il “grande vecchio” che fa muovere all’unisono gli automi sinistri?

Qualcuno si è accorto di come le magliette del cosiddetto “popolo viola” assomiglino in maniera sospetta a quelle della SEIU, il sindacato criminale che ha fatto di tutto e di più per portare un comunista alla Casa Bianca? O di come la manifestazione italiana coincidesse con il mega-raduno “One Nation working together”, organizzato da sindacati e sinistrume vario a Washington e poi rivelatosi un flop clamoroso?

Come liberale di nome e di fatto, figlio della grande diaspora e ancora nel mezzo della infinita “traversata del deserto statalista”, sono abituato a cantare fuori dal coro, ma stavolta mi sento davvero come il “fool on the hill” della canzone dei Beatles. O come la figlia di Priamo, maledetta dal Dio del Sole e della Poesia perché gli si era negata. Chiamatemi Cassandra??

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I gruppi sinistri stanno facendo i soliti trucchi in Florida, cosa che potrebbe costare al GOP dei seggi al Congresso
Dan Riehl
Originale (in inglese): Riehl World View
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Ecco come pensa la sinistra e come prende in giro lo spesso imbelle establishment del GOP quando si tratta di vincere battaglie strategiche decisive per acquisire vantaggi a lungo periodo. Fecero lo stesso quando si trattava di eleggere un Segretario di Stato (di uno stato, non federale ndT) un paio d’anni fa. Al GOP manca la mentalità del movimento, cosa che invece non si può dire di alcuni gruppi allineati al Tea Party. Di questo passo, o saranno le politiche movimentiste conservatrici a sconfiggere la sinistra, o l’America supererà il punto di non ritorno, con il GOP disperatamente aggrappato a qualunque residuo di potere gli sia rimasto mentre la barca della libertà affonda. Il futuro della destra, in America, sta nei movimenti, non nell’attuale dirigenza del GOP ed i suoi alleati come Karl Rove. Nonostante tutta la sua supposta intelligenza, è sempre stato superato dalla sinistra quando si è trattato di combattere battaglie strategiche di ampio respiro. Il GOP è troppo concentrato sulla conquista del potere a Washington, ignorando come si faccia ad accumularlo nei vari stati.

In una inusuale alleanza pubblica tra gruppi dediti al “buon governo” ed attivisti di sinistra, diversi gruppi democratici stanno silenziosamente spendendo milioni di dollari per supportare due riforme elettorali poco conosciute che saranno decise da un referendum il prossimo 2 novembre, misure che potrebbero essere cruciali nella battaglia di lungo periodo per acquisire il controllo del Congresso.

Nonostante le tattiche di finanziamento si siano attirate critiche spesso feroci, i promotori delle iniziative affermano che i confini dei distretti dello stato sono stati disegnati in maniera tanto ingiusta da giustificare tattiche non ortodosse. Secondo Tom Bonier, chief operating officer del National Committee for an Effective Congress, un gruppo di sinistra concentrato sul processo di ridisegnare i distretti elettorali, “queste misure potrebbero avere un impatto enorme. Una mappa disegnata in maniera corretta potrebbe produrre da tre a cinque distretti democratici alla Camera”.

Gli avversari delle misure lanciano accuse ben precise, dicendo che questi gruppi dediti al “buon governo” sono solo dei cavalli di Troia dei democratici. Secondo il consulente repubblicano della Florida Rick Wilson, “questa è una trappola tipica della lavagna di Glenn Beck (il presentatore della Fox News è solito illustrare i legami tra le varie entità vicine ai democratici ed i loro complotti per imbrogliare pubblico e conquistare il potere su una lavagna, come a scuola. Questa pratica, inizialmente presa in giro dai media e dai comici, ora è diventato il vero e proprio cavallo di battaglia di Beck ndApo): una coalizione poco chiara, parte della Grande Cospirazione Sinistra (presa in giro dell’espressione stra-usata dai media sinistri durante gli anni di Bush, ovvero la Vast Right-Wing Conspiracy, accusata di tutto, dalla ripresa del conflitto in Iraq all’attacco alle Twin Towers ndApo) fatta dall’ACORN, dalla SEIU, George Soros, la OFA (Organizing For America, la non cristallina organizzazione che, secondo i repubblicani, farebbe buona parte del lavoro sporco per Obama ndApo), i sindacati degli insegnanti, i bundlers multimilionari alle spalle di Obama (visto che le leggi sul finanziamento della politica limitano il contributo che ogni individuo può inviare ad una campagna elettorale, un modo per aggirare tali regole è trovare persone che raccolgano contributi da decine o centinaia di persone e che li versino tutti insieme nelle casse del candidato. Chiaramente, visto che i contributi sono tutti assieme, il rischio di donazioni false aumenta vertiginosamente ndApo) che cercano di togliere dalle mani del pubblico il controllo dei confini dei distretti per consegnarlo direttamente nelle mani delle corti di giustizia piene di giudici nominati dai democratici”.

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