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Foto trovata su facebook.com

In America, sono parecchi che si lamentano del fatto che la dirigenza del GOP non sia abbastanza aggressiva nell’attaccare i candidati democratici deboli ma ben ammanicati. Da noi, invece, per renderci contenti basterebbe che qualcuno facesse qualcosa di vagamente serio. Chi visse sperando…

La parte seria della blogosfera americana non finisce mai di stupire. Qui sotto trovate tradotto uno dei post che Peter Ingemi, blogger professionista conosciuto con il nickname Da Techguy, pubblica quotidianamente sulla politica USA, sulle elezioni di medio termine e sullo stimolante dibattito che anima e rende interessantissima la blogosfera destra oltreoceano. Ripeto nel caso non si fosse capito bene. Peter Ingemi, come molti altri, spesso e volentieri viene pagato per fare il suo lavoro, ovvero quello che io e centinaia di altri blogger italiani facciamo gratis da sempre (anche se, magari, non con lo stesso impegno da stakanovista dei colleghi americani).

A parte l’invidia cocente che provo in questo momento, verrebbe da domandarsi perché in America ci sia gente che, per curare meglio il lato online delle proprie attività (o delle proprie campagne elettorali) preferisca rivolgersi a gente che ha già dimostrato di essere in grado di farlo piuttosto che affidarsi ai soliti “esperti” raffazzonati o ai soliti “amici degli amici”. Il discorso mi deprime così tanto che mi risparmio la sofferenza di pensarci per più di qualche micro-secondo.

Il fatto più interessante è però un altro: come siano in molti, moltissimi a criticare pesantemente la dirigenza del GOP e chiedersi apertamente perché non stia attaccando in maniera più decisa certi “mostri sacri” democratici che sembrano molto vulnerabili. Ripeto, tanto per essere chiaro. Bloggers, spesso professionisti, criticano anche ferocemente la dirigenza del loro partito di riferimento, dalla quale potrebbero ragionevolmente sperare di guadagnare posti di lavoro o consulenze varie in futuro, senza temere alcunché.

Provate a fare un confronto con la realtà italiana. Vi siete già depressi oltre ogni limite immaginabile? No? Spiegatemi subito come avete fatto, ve ne prego! Insomma, il sottoscritto non riesce più a guardare un solo telegiornale senza sbottare e lanciare utensili vari contro il televisore dopo due minuti due. La visione delle facce di certi protagonisti del teatrino della politica mi procura reazioni intestinali psicosomatiche inconsulte e devastanti (roba da sprint verso la toilette, per intenderci). La lettura di certi articoli pubblicati dalla stampa mainstream mi fa venire una gran voglia di fare un giretto nei quartieri delle redazioni “importanti” e fare una bella chiacchierata con certi individui. Sì, una chiacchierata con tanto di guantoni da boxe.

Mi fermo qui per evitare di degenerare, ma il fatto rimane. In America si discute se l’establishment sia compromesso o troppo tenero nei confronti degli avversari politici, ma allo stesso tempo c’è un movimento di popolo che si organizza ed è diventato talmente forte da poter minacciare in maniera credibile il potere della cricca di Washington. Da noi… beh, da noi è un pianto generalizzato. La scelta è tra un governo di buffoni che pensano solo a pararsi il didietro e pregano San Gennaro per un miracolo ed un governo di criminali che pensano solo a derubare la gente e creare enti inutili dove infilarvi amici degli amici e famigli vari. Tutto mentre il popolo continua a bofonchiare tranquillo, invidiando chi evade le tasse o ruba uno stipendio a cinque zeri dalle munifiche casse dello stato, che ha appena riempito con i suoi soldi.

Basta così. Niente morale, niente chiusa ad effetto, solo la sorda rabbia di chi, dopo aver dedicato anni ed anni a cambiare questa gabbia di matti, ormai riesce solo a guardare quello che succede oltreoceano, sperando che le cose vadano per il meglio e che gli Stati Uniti tornino al più presto l’ultimo rifugio di chi ama la libertà, la responsabilità personale ed il libero mercato. Mi auguro solo che non ci mettano troppo tempo. Visto l’andazzo, non so quanto potremo riuscire a reggere prima del tracollo finale.

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Ehi, GOP: la fortuna aiuta gli audaci
Peter Ingemi
Originale (in inglese): Da Techguy’s blog
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Il 20 gennaio, il giorno dopo l’elezione di Scott Brown, commentando l’arroganza che i democratici sconfitti provavano nei confronti dell’elettorato, ebbi a scrivere queste parole:

Se il GOP non si avvantaggia di questo comportamento idiota è solo perché non ci stanno nemmeno provando.

Beh, il GOP del Massachussets ci ha provato talmente tanto che non si era nemmeno disturbato di presentare un candidato contro la vulnerabile Coakley. Se non fosse stato per la campagna semi-clandestina promossa da Jim McKenna, in questo momento starebbe veleggiando tranquillamente verso la ri-elezione.

Oggi, sulla National Review, ObiWan ha ancora usato una metafora militare:

Jim: In generale, cosa dovrebbero fare i repubblicani?

Obi-Wan: Evitare l’errore più triste che si possa fare in guerra – McClellan ad Antietam, Mead a Gettysburg, o la Sacca di Falaise nella Seconda Guerra Mondiale, o impedire a Patton di attaccare la Linea Sigfrido prima di quel terribile inverno del 1944-5, che causò gran parte delle nostre perdite sul fronte europeo. Gli “esperti” non hanno l’immaginazione ed il coraggio di cogliere l’attimo e conseguire vittorie decisive, alla Cannae.

Riuscite ad immaginare come, con tutti i punti deboli dal punto di vista morale e politico che si sono scoperti su Schumer – per non parlare del fatto che rappresenta questo Congresso più di chiunque altro e non ha sondaggi particolarmente favorevoli- il GOP non stia pensando di lanciare una campagna contro di lui?

Ecco il trucco: Attaccare, attaccare, attaccare.

I democratici sono sotto assedio (come a Petersburg), difendendo ad oltranza politiche impopolari dagli attacchi dei repubblicani, prima lentamente, poi, alla fine, rompendo le loro linee sui fianchi, sia a sinistra sia a destra. Stanno fuggendo da questo presidente come le armate confederate fuggivano di fronte all’avanzante Grant. Questa storia della moschea è il tema sul quale il presidente ha deciso di accettare battaglia, come fecero i confederati a Sayler’s Creek. Sheridan diede la risposta giusta quando disse ai suoi soldati “travolgeteli, sono demoralizzati a morte”.

Come fa notare Stacy, non è solo un problema di timidezza; spesso non si sa nemmeno dove sia davvero la battaglia:

Niente illustra la disconnessione tra soldi e cervello nel GOP meglio del fatto fatto notare da Jimmie Bise: Charlie Crist, in soli tre mesi del 2009, ha raccolto 4,3 milioni di dollari.

Più ci penso, più mi arrabbio. Chi erano queste persone con più soldi che cervello che hanno dato questi assegni a Crist? Che hanno fatto, si sono fidati della parola di John Cornyn e Jim Greer, che, all’epoca, dicevano che Crist era il super-favorito nelle primarie del GOP per il Senato della Florida?

Uno stupido ed i suoi soldi sono compagni di strada per poco tempo, è vero, ma a volte il Partito Repubblicano assomiglia tanto ad una elaborata truffa per separare ricchi idioti dai loro soldi.

Con 4,3 milioni di dollari, avresti potuto pagare 50.000 dollari all’anno ed assumere 86 bloggers.

Considerato che, al momento, sopravvivo con 27.000 dollari all’anno (lordi ndT) di disoccupazione, la cifra è impressionante, ma forse è ancora più importante che questi teorici 86 bloggers, scrivendo una media di sei post al giorno (cosa che fa impallidire e vergognare come un ladro il vostro Apolide ndApo) avrebbero potuto letteralmente parlare OGNI GIORNO DI OGNI SINGOLO CANDIDATO REPUBBLICANO CHE CORRE PER IL CONGRESSO.

Se anche metà dei suddetti bloggers fossero per strada, seguendo l’evoluzione quotidiana delle campagne elettorali, avresti potuto avere storie nuove ogni giorno, storie provenienti dai distretti e beneficiando direttamente i candidati, invece delle storie dei media mainstream che li attaccano stando nei loro uffici di Washington. Che tipo di storie? Beh, che ve ne pare di un rapporto su come sono andati i forum dei candidati in Georgia oppure i profili dettagliati dei candidati nel Maryland o magari interviste con i candidati nel North Carolina, in California o un bel reportage che arriva direttamente dall’Alaska?

Questo tipo di storie, positive ed incoraggianti, uscendo ogni giorno non farebbero che demoralizzare ancora di più gli avversari, invece di lasciare che ci costringano a giocare sul loro terreno preferito (la stampa nazionale ed i temi che scelgono giorno dopo giorno i media mainstream ndApo).

L’ultimo avvertimento viene da Glenn Reynolds e da un suo lettore:

Ma se l’establishment del GOP continua a combatterci senza quartiere, alla fine ci vorrà un vero terzo partito per coinvolgere finalmente il pubblico e trasformare il nostro sistema politico. Per fare questo ci vorrebbe molto più tempo e molto più impegno (che conquistare il GOP ndApo). Per non parlare del fatto che sarebbe uno scontro sanguinoso (spero solo figurativamente, anche se la mia più grande paura è che il sangue finirà per scorrere sul serio), uno scontro che durerà anni, mentre noi cercheremo di ripulire il campo dalle conseguenze del disastro nel quale ci avranno condotto a forza.

Perfetto. Come ho avuto occasione di dire in passato, se il GOP riprende il controllo del Congresso e poi continua con la solita politica, non solo vedremo un candidato indipendente alla presidenza nel 2012, ma un mucchio di candidati da un terzo partito che aspirano ad entrare al Congresso.

In fondo è come nel programma “Kitchen Nightmares“: hai una sola possibilità, non sprecarla.

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