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Immagine trovata su sott.netContrordine, compagni. Dal 3 al 6 giugno scorsi, nella amena cittadina spagnola di Sitges, i potenti del mondo si sono riuniti per parlare. Non ne sapevate niente? Certo, non era una riunione per tutti, ma il 58° incontro del Bilderberg Group. I potenti si sono occupati del cambiamento climatico. Ovvero del raffreddamento globale. Ci avete massacrato gli zebedei per vent’anni e ora era tutta una frottola? Da domani cancellerete tutte le tasse ed i regolamenti che ci avete imposto, vero? Come? Non ci pensate neanche? Beh, in tal caso, Houston, you have a problem.

Tante volte l’ho detto, stavolta lo faccio. Il post pubblicato da James Delingpole sul blog che tiene sul sito del “Daily Telegraph” è veramente magistrale e dice quello che l’Apolide pensa da anni sulla setta malefica degli ambientidioti, degli enviro-Nazis che da anni spargono menzogne ed odio per giungere al sol dell’avvenire comunista con la scusa dell’ambientalismo. Ogni commento che potrei fare sarebbe veramente superfluo. Meglio leggere le pesanti accuse lanciate da Delingpole e, magari, proporsi come giurato (o volontario per il plotone d’esecuzione) per il grande processo ai furbetti del certificato verde, ai truffatori del pannello, ai lestofanti della lampadina. Oppure potreste solo lasciarmi quel bel tomo di Mario Tozzi. Avrei la punizione giusta per lui: visto che qualche demente gli ha intitolato un asteroide (i dati orbitali li trovate sul sito del JPL Small Body Database), proporrei una replica della missione Deep Impact, utilizzando la sua testa vuota come impactor. Oppure, se la cosa fosse troppo costosa, lo consegnerei ai pescatori di Portoferraio e Piombino: sono sicuro che saprebbero benissimo come “ringraziarlo” per il fervore da vero ambientidiota usato nella gestione del Parco Marino dell’Arcipelago Toscano.

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Il raffreddamento globale ed il Nuovo Ordine Mondiale
James Delingpole
Originale (in inglese): The Daily Telegraph
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Bilderberg. Sia che voi crediate che si tratti davvero di una parte di un complotto sinistro che porterà inesorabilmente a qualche forma di governo planetario sia che pensiate che si tratti solo di un’innocente riunione per discutere dei problemi del mondo, non si può negare una cosa: che sappia sempre da che parte tiri il vento. (Grazie a: Will/NoIdea/Ozboy)

Nel suo incontro di giugno, tenuto a Sitges, in Spagna (senza che nessuno ne parlasse e tenuto a porte chiuse, come da tradizione del Bilderberg), alcuni degli amministratori delegati più potenti del mondo si sono incontrati con accademici importanti e politici di spicco. Tra di loro il presidente della FIAT, il procuratore generale irlandese Paul Gallagher, l’inviato speciale americano per l’Afghanistan ed il Pakistan Richard Holbrooke, Henry Kissinger, Bill Gates, Dick Perle, la Regina d’Olanda, il direttore dell’Economist… per farla breve, non certo gente di poco conto.

Il che rende tremendamente significativo un argomento presente nel programma di discussioni previsto dal gruppo. Vediamo se riuscite a notare quello di cui sto parlando:

Il 58° Incontro del Bilderberg si terrà a Sitges, Spagna, dal 3  al 6 giugno 2010. La Conferenza tratterà principalmente i temi della Riforma Finanziaria, della Sicurezza, delle Cyber Tecnologie, dell’Energia, del Pakistan, dell’Afghanistan, del Problema del Cibo nel Mondo, del Raffreddamento Globale, dei Social Network, della Scienza Medica, delle relazioni tra USA ed UE.

Già, avete letto bene. Raffreddamento Globale.

Il che vuol dire due cose.

O c’è stato un errore di stampa.

O l’elite del pianeta è perfettamente conscia che il raffreddamento del pianeta rappresenta un pericolo ben più serio ed imminente per il mondo del supposto riscaldamento globale, ma che non è ancora disposto ad ammetterlo pubblicamente.

Lasciate che vi spieghi, brevemente, perché questa è una notizia-bomba pronta ad esplodere.

Quasi tutti i governi del mondo occidentale, dagli Stati Uniti al Regno Unito, da tutti gli stati dell’Unione Europea all’Australia e la Nuova Zelanda si sono impegnati in una politica di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Questa decisione è stata giustificata ai rispettivi (e sempre più scettici) elettorati dicendo che le emissioni umane di CO2 sono il principale responsabile del pericoloso riscaldamento globale e che quindi devono essere ridotte drasticamente, non importa quanto alto sarà il costo sociale, economico o ambientale. Negli anni ’80 e ’90, le elite del pianeta hanno avuto una serie di anni caldi per supportare le loro (scientificamente dubbie) affermazioni. Ora non più. Gli inverni diventano sempre più freddi. I costi per il riscaldamento stanno salendo (tutto in nome del combattere il cambiamento climatico, ovviamente). Le ruote del carro del riscaldamento globale antropogenico stanno iniziando a staccarsi. Il cittadino medio, nonostante due decadi di lavaggio del cervello coordinato, sta iniziando a notare che qualcosa non torna.

Tutto questo, ovviamente, vuol dire grossi guai in arrivo per i potenti del pianeta. Oltre a portare a crisi alimentari (visto che, per esempio, diventerà sempre più difficile crescere frumento alle latitudini più alte; fatto che si aggiunge agli altri disastri già presenti, come i bio-carburanti ed il rifiuto degli organismi geneticamente modificati), il raffreddamento globale troverà elettorati sempre più furibondi, una volta che si renderanno conto di essere stati presi in giro per decenni.

Le nostre bollette energetiche sono cresciute inesorabilmente; le nostre campagne, le vedute ed il valore delle nostre proprietà sono state falcidiate da orribili turbine eoliche; andare in vacanza è diventato più costoso; il costo della vita è aumentato a causa delle tasse “verdi”; le nostre libertà sono state limitate da un numero spropositato di irritanti diktat che si propongono di imporci che tipo di lampadine possiamo usare o come gestire la nostra spazzatura. Ed abbiamo sopportato tutto questo a quale fine? Se il riscaldamento globale antropogenico fosse davvero reale e si trattasse davvero di un problema avremmo potuto continuare a tollerare tutte queste limitazioni alla nostra libertà e gli assalti al nostro portafoglio ad esse collegati. Ma se si scoprisse che era tutta un’invenzione…

Beh, allora, può succedere di tutto.

I prossimi anni saranno molto interessanti. Potremo osservare come i potenti del mondo tenteranno, imbarazzati, di riposizionarsi, allontanandosi progressicamente dalla teoria del Riscaldamento Globale Antropogenico (“Chi? Noi? No, assolutamente, non abbiamo mai pensato che fosse nient’altro che una curiosa teoria…”) e cercando allo stesso tempo nuove scuse per giustificare le tasse “verdi” e l’aumento del controllo sulle nostre vite (gli oceani che diventano acidi; la difesa della biodiversità, le scuse non mancheranno di sicuro). Noterete cambi furbeschi nella propaganda di stato. In Inghilterra, ad esempio, la suicida politica della “corsa al vento” di Chris “Chicken Little” Huhne sarà prontamente re-inventata come un passo fondamentale per garantire la “sicurezza energetica”. Si parlerà sempre meno di “combattere il cambiamento climatico” e sempre di più di “mitigare le conseguenze”. Sentirete gli ambienta-Nazisti come lo Zar della Scienza di Obama John Holdren evitare come la peste di parlare di “riscaldamento globale”, scegliendo frasi vaghe e affidabili come “danni al clima mondiale”.

E sapete cosa è ancora peggiore? Il fatto che, se non glielo impediremo, la faranno franca anche stavolta.

Il nostro dovere di cittadini liberi, nei prossimi anni, sarà quello di essere sicuri che non ci riescano.

Al Gore, George Soros, Bill Gates, Carol Browner, John Holdren, Barack Obama, David Cameron, Ed Miliband, Tim Yeo, Michael Mann, Ted Turner, Robert Redford, Phil Jones, Chris Huhne, John Howard (sì, certo, quello che, nonostante passasse per conservatore, è stato l’iniziatore del mercato dei certificati verdi in Australia), Julia Gillard, Kevin Rudd, Yvo de Boer, Rajendra Pachauri… La lista dei colpevoli continua all’infinito. Ognuno a modo suo – non importa se per ignoranza, idealismo naif o cinismo politico, visto che i risultati sono stati gli stessi – ha fatto la sua parte nel portare avanti la più grande truffa nella storia della scienza, imponendo ai consumatori di tutto il mondo il più grande aumento delle tasse della storia del fisco, usando il “riscaldamento globale” come scusa per estendere l’influenza ed il controllo del governo più di quanto non fosse mai stato fatto in precedenza.

Ora è il momento di dire basta. Negli Stati Uniti è il movimento del Tea Party a mostrarci la via. Dobbiamo punire questi politicanti disonesti alle urne. Dobbiamo assicurarci che quegli scienziati colpevoli di aver truccato i dati siano, come minimo, cacciati dai posti di lavoro che noi contribuenti abbiamo finanziato negli ultimi decenni. Dobbiamo assicurarci che gli approfittatori corporativi non possano più guadagnare dalla distorsione e dalla corruzione dei mercati derivate dai regolamenti “verdi”.
Abbiamo bisogno di una Norimberga del “riscaldamento globale”.

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