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Immagine trovata su patfish.blogspot.comEnnesima mirabile uscita di un democratico, che dimostra ancora la loro infinita spocchia. I sondaggi vanno male? Colpa degli elettori stupidi. Beh, come diceva la mamma di Forrest Gump, contano più i fatti delle parole. Il senatore Kerry ne è una prova evidentissima…

Le certezze sono poche in questo mondo, specialmente in questi tempi complicati e confusi. Ma, fortunatamente, ci sono una serie di personaggi sui quali si può sempre fare affidamento per farsi qualche risata. Da noi come in America, un certo tipo di politico, eletto grazie a parentele potenti o portafogli particolarmente forniti, non riesce ad evitare di rilasciare dichiarazioni tanto assurde da causare l’ilarità dei poveri elettori.

L’elenco in Italia sarebbe lunghissimo, dal famigerato “Trota” al berluscone capo Stracquadanio fino al maestro dell’inciampo linguistico, il contadino molisano da sempre in lotta (perdente) con la grammatica italiana. In America, vista la presenza di consulenti d’immagine e di comunicazione altamente preparati e professionali, il campo si restringe, ma conta sempre alcuni personaggi che se non ci fossero andrebbero inventati.

Uno di questi è l’ineffabile senatore anziano del Massachussets, quel John Kerry che, almeno dagli anni ’70, non ha ancora capito che farebbe molto meglio a tenere la bocca chiusa e rispondere a monosillabi, come faceva il grandissimo e sottovalutato presidente americano Calvin Coolidge, soprannominato appunto “Silent Cal”.

Dopo essersi inventato di sana pianta imprese eroiche in Vietnam ed essersi guadagnato grazie agli appoggi del padre medaglie di latta da gettare dal palco delle manifestazioni contro la guerra, il buon Kerry ha continuato a vivacchiare ai margini della Beltway fino a quando non ha fatto sei al Superenalotto, sposando una certa Teresa Thierstein Simões Ferreira, nata in Mozambico da genitori portoghesi ed inglesi, che, casualmente, era da poco rimasta vedova, ereditando la enorme ricchezza del marito, il senatore repubblicano Henry John Heinz III, proprietario del gruppo alimentare che produce il ketchup più famoso del mondo.

A questo punto, le porte della grande politica si sono spalancate, garantendo al bellimbusto impomatato prima l’elezione al Congresso, poi al Senato ed infine la nomination democratica alla presidenza. E qui, come si suol dire, casca l’asino. Nonostante l’appoggio quasi unanime della stampa mainstream (un vizio non di oggi, purtroppo), il suo status di “eroe di guerra” ha attirato le ire di un gruppo di veterani veri, che hanno dimostrato oltre ogni dubbio come i suoi atti eroici se li fossero inventati di sana pianta a Washington per aiutarlo a lanciare la sua carriera politica. Il tonfo alle presidenziali fu sonoro, quanto prevedibile.

Perché parliamo di Kerry? Semplice: ieri, incalzato dalle domande dei giornalisti sulla rielezione del suo amico Barney Frank (probabilmente l’uomo più corrotto del pianeta, notorio per la sua disinvoltura nell’inventarsi modi creativi per accaparrarsi fondi pubblici), è sbottato, dicendo che i democratici rischiano il tracollo elettorale perché gli elettori sono troppo stupidi per rendersi conto che stanno lavorando per il loro bene.

Mi astengo da ogni ulteriore commento, attirando la vostra attenzione sulle risposte di William A. Jacobsen, professore di legge che gestisce l’ottimo blog politico Legal Insurrection e di Phil Johnston, ex segretario del partito democratico in Massachussets. Jacobsen parla di cose serie, Johnston non fa altro che provare a “colorire” la notizia e mettere parole in bocca al malcapitato Kerry, sperando che i lettori siano così idioti da non accorgersene. La differenza tra i due partiti sta tutta qui.

In Italia come in America, la sinistra mente come respira, piega la realtà all’ideologia e alla mera opportunità politica. La destra non sta messa molto meglio, ma almeno ha il buon gusto di non trattare il pubblico come una manica di deficienti. In Italia, invece, dove la destra “vera” non esiste più da quasi novant’anni, la sinistra non-sinistra ha gli stessi vizi della sinistra vera e pensa che basti ripetere le solite puttanate distillate da focus groups e sondaggi perché il pubblico, alla fine, ci caschi o pensi alla prossima crisi farlocca creata ad arte per distrarlo dai problemi veri.

E poi si domandano perché la gente sia sempre più arrabbiata… questi politici da strapazzo sono davvero fuori dal mondo.

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John Kerry: i problemi dei democratici sono colpa degli elettori poco informati
Hillary Chabot
Originale (in inglese): Boston Herald
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Un piuttosto nervoso John F. Kerry, ieri se l’è presa con gli elettori stupidi (“clueless” nell’originale – la sfumatura è diversa, meno forte, ma non c’è una parola adeguata a renderla in italiano ndT) e distratti, dicendo che è colpa loro se i democratici, ovunque nel paese stanno combattendo una battaglia in salita contro i repubblicani.

Kerry, ieri, dopo aver visitato il Boston Medical Center, ha dichiarato ai giornalisti che “abbiamo un elettorato che non è molto attento a quello che sta succedendo, quindi le persone sono influenzabili più da un semplice slogan che dai fatti o dalla verità o da quello che sta succedendo davvero”.

Il blogger politico conservatore William Jacobson, che scrive e mantiene il sito Legal Insurrection, ha immediatamente commentato le dichiarazioni di Kerry, dicendo che il suo modo di fare è la ragione per la quale gli elettori stanno cercando di movimentare le acque a Capitol Hill eleggendo candidati meno conosciuti come il senatore Scott Brown.

Secondo Jacobson (la collega dell’Herald si dimentica di dire che Jacobson, oltre che blogger è anche professore associato alla Cornell Law School – i professori sono intelligenti, quindi democratici, vero? NdApo) “queste dichiarazioni non fanno che continuare il tema dominante della campagna democratica, ovvero che la ragione alla base della rabbia della gente è semplicemente perché non capiscono. Non sono abbastanza intelligenti. Questo tipo di retorica non fa altro che infuriare sempre di più la gente”.

Il consulente democratico Phil Johnston, ex segretario del partito dello stato (del Massachussets ndT), si è subito mosso in difesa di Kerry, dicendo che “l’intera polemica è assurda. (Kerry) Stava solo dicendo che le persone hanno da condurre le loro vite e molti di loro non hanno molto tempo da perdere dietro alla politica, particolarmente in un clima economico negativo. Conosco John Kerry da 35 anni, non è uno di quelli che considera poco la gente”.

Kerry ha rilasciato le dichiarazioni dopo aver risposto a domande sulla campagna per la rielezione del deputato Barney Frank e richieste di informazioni sui finanziamenti federali per l’Hub (il nome con il quale è conosciuto nella zona il Boston Medical Center, il più grande ospedale del Massachussets. Detto “ospedale hub” perché, come gli hub delle compagnie aeree, finisce con l’accogliere buona parte dei pazienti dell’area per poi smistarli in altre strutture più piccole ndApo).

Kerry ha anche detto che “penso che gran parte della rabbia presente oggi – che è appropriata, visto che Washington non funziona – non sia diretta alle persone giuste. Barney è pronto, come lo sono altri, a spiegare cosa stiamo facendo. Penso che quando le persone sentiranno i fatti e vedranno quello che stiamo facendo, francamente ha senso (errori non dovuti alla follia temporanea del traduttore, ma alla dialettica sconnessa del senatore ndApo).

Nell’intervista, Kerry ha aggiunto che gli elettori dovrebbero prendersela con i repubblicani che fanno l’ostruzionismo e l’intervento dei “poteri forti” in politica, riferendosi ad un progetto di legge bloccato giovedì dai repubblicani che prevedeva di rendere pubblici i nomi delle imprese e dei leader dei sindacati che finanziano costosi spot televisivi politici.

Ha poi continuato dando la colpa al corto circuito legislativo a Washington del fatto che meno fondi federali sono giunti nello stato.

John Feehery, un consulente repubblicano basato a Washington, dice che i commenti di Kerry segnano un altro incidente imbarazzante per il senatore anziano, famoso per la sua tendenza a commettere gaffes. Nel 2006, l’ex candidato alla presidenza si dovette scusare per una dichiarazione che aveva fatto parlando ad un college in California, nella quale disse che gli studenti che non studiavano abbastanza e non rimanevano a scuola sarebbero finiti “bloccati in Iraq”.

Secondo Feehery, “John Kerry non è stato eletto presidente perché è arrogante e fuori dal mondo”.

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