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Foto trovata su rockymountainright.comIl paese va a rotoli, i sondaggi dicono che la gente non ne può più degli sprechi delle amministrazioni pubbliche e minaccia vendetta, ma l’istinto del burocrate è troppo forte. Austerità? Bah, le regole valgono per i pezzenti, non per noi che siamo “i migliori”. Quindi, 140 responsabili dell’ufficio del censimento, invece di fare una economica teleconferenza, decidono di incontrarsi di persona e fanno una bella riunione in un grande casinò a Las Vegas. A spese dei contribuenti. Costo totale della allegra zingarata? 100.000 dollari. El pueblo vi fa notare che il 2 novembre è sempre più vicino…

Dopo tanto parlare di politica, guerre civili, Tea Party, torniamo ad uno degli argomenti preferiti dall’Apolide; la leggerezza con la quale burocrati non eletti da nessuno trattano i soldi estratti a forza dalle nostre tasche. Anche stavolta, la notizia che arriva dagli Stati Uniti, da Denver in particolare, potrà far quasi sorridere lo scafato lettore italiano, visto che da noi cose del genere succedono ogni cinque minuti senza che nessuno se ne accorga.

Recentemente si è chiusa la raccolta dei dati per il censimento del 2010, opera che ha impiegato varie centinaia di migliaia di dipendenti temporanei ed ha evitato che i dati sulla disoccupazione USA schizzassero ben oltre la soglia psicologica del dieci per cento. Come in ogni organizzazione burocratica che si rispetti, quando si chiude una mangiatoia, bisogna per forza aprirne un’altra, magari più piccola e riservata agli “eletti”, quegli amministratori che si sentono investiti da una specie di mandato divino, invece che da quello ben più dozzinale che concede il consenso popolare.

Per discutere di quello che era successo, di come migliorare le procedure e l’addestramento dei dipendenti temporanei che ogni dieci anni setacciano l’America a caccia di informazioni, i dodici uffici regionali del Census Bureau hanno pensato che fosse il caso di riunire i vertici dei vari uffici locali in alcune location strategicamente piazzate e discutere di tutto in una due giorni all’insegna del lavoro e dell’approfondimento. Tutto per migliorare l’efficienza dell’amministrazione pubblica, intendiamoci.

Guarda caso, queste location “strategiche” finiscono per coincidere con certe mete turistiche alla moda, invece che a qualche cittadina polverosa in mezzo al niente. Ma dai, una casualità veramente fortunata! Quindi, i 140 manager provenienti da nove stati sulle Montagne Rocciose si sono trovati al Treasure Island hotel e casinò sulla Strip di Las Vegas. Altri manager da altri uffici regionali del Census Bureau si sono incontrati in altre location, con tutta probabilità altrettanto amene e “strategiche”.

Toglietevi quel sorriso dalla faccia, per favore. Non c’è proprio niente da ridere. Il fatto che cose del genere le consideriamo come “naturali” sta solo a significare quanto abbiamo internalizzato la panzana che i burocrati continuano a propinarci da decenni. Ovvero che loro non sono privilegiati, ma solo tanto intelligenti, bravi ed interessati al nostro benessere. Invece di protestare quando scialacquano i nostri soldi, dovremmo essere grati che persone tanto straordinarie si sacrifichino così tanto per il nostro bene.

Tra i pochi amici dell’Apolide, gli unici a girare il mondo come trottole, sempre a spese dei contribuenti, sono quelli impiegati nelle amministrazioni pubbliche o nelle troppe organizzazioni internazionali dedite alla soluzione di problemi tanto annosi quanto irrisolvibili – sempre che il solito contribuente non dica ai politici di girargli un’altra vagonata di quattrini, ben inteso. Oggi un meeting, domani un convegno, dopodomani una conferenza, sempre in centri termali, località turistiche, città d’arte rinomate.

Il vostro umile corrispondente, ogni qual volta che deve decidere se partecipare o no agli incontri politici o culturali ai quali viene invitato (capita, non spessissimo, ma capita anche ai giornalisti in tutt’altre faccende affaccendati) deve sempre combattere una feroce battaglia con il piccolo contabile che gli risiede stabilmente nella testa e, sebbene a malincuore, rifiutare l’invito. Come diceva sempre mia nonna, “dal campo deve uscire la fossa”. Chi spende e spande, di solito, lo fa perché ha la carta di credito collegata al conto corrente di qualcun altro. E quale conto corrente migliore di quello del contribuente, il pozzo di San Patrizio, l’Eldorado dei figli della borghesia gne-gne i quali, invece di rischiare in proprio come i loro nonni, preferiscono fare la bella vita a spese nostre?

Tacciatemi pure di qualunquismo o di populismo, non importa. Eppure non riesco proprio a tollerare la spocchia e la supponenza di chi, solo perché ha passato chissà come un concorso pubblico, si sente in diritto non solo di avere il posto a vita, ma di fare il comodo suo senza mai temere una valutazione sul rendimento e, soprattutto, di alzare il ditino e tenere lezioncine a tutti su come ci si dovrebbe comportare per il bene comune.

Sono sempre più convinto che sia questa l’unica, grande battaglia che i liberali di nome e di fatto, in Italia come in Europa come in America, devono combattere. Il nemico non è il politico che, talvolta credendoci sinceramente, sostiene una visione del mondo che troviamo aberrante, paternalistica e squallida. No, il nemico è il burocrate, l’idea che una burocrazia senza volto, irresponsabile nei confronti di chiunque, possa decidere in mio nome e per mio conto come devo comportarmi, perché io, povero idiota, sono troppo stupido per decidere da solo.

Intendiamoci, la festa prima o poi finirà anche per loro. La demografia e le immutabili leggi dell’economia hanno già condannato da decenni al rovinoso fallimento l’esperimento criminale dello stato totalitario, sia quello coi gulag, sia quello “dalla culla alla tomba”. Nel giro di qualche anno, il castello di carte crollerà definitivamente, trascinandosi dietro leggi, costituzioni, diritti acquisiti, burocrati, politici, cricche e mangiapane ad ufo. Resta da vedere se il crollo sarà disordinato, caotico e spettacolare come quello della repubblica di Weimar o se si riuscirà a trovare un modo per guidare questo processo, come fece il buon Calvin Coolidge a partire dal 1924 in America. Altre scelte, purtroppo, non ce ne sono, checché ne dicano gli stolidi reazionari della CGIL, dei partiti di sinistra o della quinta colonna socialista del governo.

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Inchiesta: 140 capi del censimento hanno fatto una gita a Vegas
Brian Maass
Originale (in inglese): CBS 4 Denver
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Mentre gli impiegati del censimento hanno da poco finito la loro opera di raccolta dei dati porta a porta, un’inchiesta della CBS4 è venuta a conoscenza del fatto che l’U.S. Census Bureau ha mandato 140 amministratori dal Colorado e da altri nove stati delle Montagne Rocciose e del Sud-Ovest a Las Vegas per diversi giorni per discutere le “lezioni che avevano imparato” dal censimento del 2010 e che potrebbero essere applicate nel prossimo, che si terrà nel 2020. La gita è costata almeno 100.000 dollari in biglietti aerei, pasti e pernottamenti ed è stata criticata duramente da un deputato del Colorado.

Secondo Mike Coffman, deputato repubblicano del Colorado, “è impossibile discutere di questo argomento senza dire che questi tizi si sono presi una bella vacanza facendo pagare il conto al contribuente. Insomma, penso che sia paragonabile ad un furto”. Coffman insiste nel dire che il Census Bureau potrebbe aver risparmiato i soldi dei contribuenti raccogliendo gli stessi dati dagli amministratori facendo compilare dei rapporti online o scritti, delle teleconferenze o molti altri metodi di raccolta dei dati che non avessero bisogno per forza di riunirsi a Las Vegas.

“Bisogna aver rispetto verso i contribuenti. Non si può sprecare soldi per fare una festa di tre giorni a Las Vegas o da qualsiasi altra parte per discutere cose che si sarebbero potute fare benissimo facendo compilare dei rapporti”.

L’inchiesta della CBS4 è venuta a conoscenza che gli amministratori del censimento sono stati fatti arrivare in aereo a Las Vegas il 24 agosto e sistemati al lussuoso hotel e casinò Treasure Island, sulla Las Vegas strip. Alcuni dei manager sono rimasti per due giorni, altri per tre. Secondo i responsabili dell’ufficio, il Census Bureau è riuscito ad ottenere uno sconto governativo, pagando solo 61 dollari a notte per stanza, con una stanza ogni 40 gratis.

Se i responsabili dell’ufficio del censimento dichiarano di non aver ancora calcolato i costi esatti del viaggio, la diaria prevista dal governo federale per i pasti è 71 dollari al giorno e 53,25 per le trasferte.

La CBS4 ha consegnato una richiesta ufficiale al governo federale, usando il Freedom of Information Act, per ottenere i costi esatti sostenuti per questo viaggio. I responsabili dell’ufficio del censimento non sono riusciti a fornirci nemmeno una stima approssimativa dei costi sostenuti per far arrivare in aereo i manager provenienti da Colorado, Arizona, Montana, Nebraska, New Mexico, North Dakota, South Dakota, Utah, Wyoming e Nevada.

Secondo Steve Jost, Associate Director for Communications per il Census Bureau, “uno scambio di informazioni ed idee è sempre utile”.

Jost ha dichiarato alla CBS4 che il meeting post-censimento è stato tenuto a Las Vegas perché aveva le tariffe aeree, i costi per gli hotel e le sale conferenze più basse della regione. Jost dice che un incontro come quello che si è tenuto a Vegas “aumenta la qualità, i processi interni, permettendoci di essere efficienti”. Jost ha detto che il debriefing ha coinvolto tre amministratori anziani da ogni ufficio locale del censimento nella regione e che questi manager hanno discusso “quello che ha funzionato, quello che invece si è rivelato sbagliato, come possiamo migliorare il processo, l’addestramento del personale, come tenere sotto controllo le questioni più importanti e difficili”.

Quando gli è stato chiesto perché il Census Bureau non abbia preferito risparmiare i soldi dei contribuenti raccogliendo le stesse informazioni con dei rapporti scritti o dei sondaggi online, Jost ha dichiarato che la sua agenzia ha tenuto incontri video, seminari web e sondaggi via posta od online. Ma, secondo lui, “ogni tanto, con queste persone (i manager ndT), bisogna sedersi insieme e risolvere le questioni a quattr’occhi”.

Un altro portavoce del censimento, Raul Cisneros, ha dichiarato alla CBS4 che l’incontro ha coinvolto solo lo 0,25 degli impiegati del censimento nella sola regione di Denver.

Secondo Cisneros, “avevamo bisogno di incontrarci faccia a faccia per riuscire a discutere in maniera approfondita e trattare argomenti chiave. Questa è una pratica di management standard … volevamo avere accesso alle conoscenze raccolte sul campo”.

Coffman dice che la raccolta di dati “dopo l’evento” è importante, ma che si sarebbe potuto fare in maniera diversa e che si tratta di “uno spreco assoluto dei soldi dei contribuenti”.

Nel passato, lo stesso presidente Obama ha espresso critiche nei confronti di chi tiene incontri a Las Vegas. Obama criticò duramente gli amministratori delegati delle imprese private per aver tenuto incontri lussuosi a Las Vegas. Come ebbe a dire al pubblico ad Elkhart, Indiana, “non puoi prendere i jet della compagnia, fare gite a Las Vegas o al Super Bowl facendo pagare il cotno al contribuente. Deve esserci responsabilità e una chiara assunzione di colpa, qualcosa che intendo imporre come presidente degli Stati Uniti”.

Una volta assunta la carica, Obama ancora una volta se la prese con chi spendeva soldi a Las Vegas.

“Quando i tempi sono duri, si stringe la cinghia. Non si getta un pacco di soldi a Vegas quando stai mettendo i soldi da parte per l’università. Si scelgono le priorità, si fanno scelte difficili. Mi sembra il momento che il vostro governo faccia altrettanto”.

La CBS4 è venuta a conoscenza che l’incontro a Las Vegas è stato solo uno di circa una dozzina di meetings, dove centinaia di manager del censimento sono stati fatti arrivare in aereo e sistemati in alberghi. Il Census Bureau ha 12 uffici regionali ad Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Dallas, Denver, Detroit, Kansas City, Los Angeles, New York, Philadelphia e Seattle. Il Census Bureau ha tenuto sessioni di debriefing “cosa abbiamo imparato” simili a quella di Las Vegas in ognuna di queste regioni geografiche.

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