Tag

, , ,

Immagine trovata su bloodhoundrealty.comIn giro si sente parlare tanto della cosiddetta “sorpresa di Ottobre” che salverà i democratici dal tonfo previsto per il 2 novembre. L’Apolide si aspettava il peggio, ma inizia ad avere qualche dubbio. E se lasciassero che a fare il lavoro sporco fossero i loro amici a Wall Street? Saperlo…

A questo punto, toccherà ammettere che “chi va con lo zoppo, impara a zoppicare”. A forza di leggere, vedere, commentare, ascoltare, analizzare, sezionare, ponderare e ripensare la politica americana, sono stato contagiato da una serie di tic, manierismi e manie tipici dei “political junkies” a stelle e strisce (il che spiegherebbe a posteriori perché uno dei soprannomi che mi hanno perseguitato fin dalla più tenera età sia sempre stato “yankee”).

Avendo ormai perso il conto delle campagne elettorali americane che ho seguito, purtroppo sempre a distanza ma in maniera certo non superficiale, tutta una serie di espressioni e modi di pensare è entrata a far parte del mio vocabolario, causando una serie di anglicismi maccheronici che talvolta causano gaffes dagli imprevedibili effetti comici. Se alcuni incidenti sono solo linguistici (come l’adottare il termine “narrativa”, non ancora entrato nel linguaggio politico italiano), altre volte si tratta di qualcosa di più sostanziale.

Visto che, specialmente negli ultimi 30 anni, politici di ogni livello hanno usato spesso e volentieri il “colpo a sorpresa” per decidere a proprio favore una gara particolarmente ravvicinata, ormai, anche quando un candidato ha dieci o magari venti punti di vantaggio sull’avversario, l’istinto comanda di invitare tutti alla prudenza ed alzare ancora di più la guardia, per proteggersi dalla famigerata “sorpresa di Ottobre”.

La storia della “October surprise” è lunga e non particolarmente edificante: si va da quella “originale” del 1972, quando a 12 giorni dalle elezioni Henry Kissinger annunciò che “la pace era a portata di mano”, al ritardo nel rilascio degli ostaggi da parte dell’Iran khomeinista nel 1980, all’incriminazione di Caspar Weinberger nel caso Iran-Contra nel 1992 (a soli 4 giorni dall’election day), fino alle varie accuse false lanciate contro Arnold Schwarzenegger durante le elezioni per il recall in California nel 2003. La sostanza non cambia: non importa come vadano i sondaggi, se imbrocchi un “Hail Mary pass” senza dare il tempo all’avversario di reagire, puoi ancora vincere.

Visto lo stato disastroso dell’economia e la raffica di sondaggi negativi in arrivo da tutta la nazione, pensare che una sola notizia possa cambiare il corso di un’elezione che ormai sembra segnata può sembrare naif, ma nella politica americana si è visto di tutto. Talvolta basta una sola apparizione televisiva sfortunata per segnare il destino di un politico (vedi Nixon nel 1962 o la Palin nel 2008). Da qui il culto e l’ossessione per la “October surprise”.

Steven Sturm, sul suo blog ThoughtsOnline, compie un’analisi interessante su cosa possa essere questo fantomatico colpo di scena. Vi consiglio di leggerla e, magari, di aiutare l’Apolide a chiarirsi le idee. Per come la vedo io, i democratici hanno il war chest pieno stracolmo, dopo aver saccheggiato le casse pubbliche, per non parlare degli eserciti dei sindacati e delle varie cricche che hanno fatto affari d’oro negli ultimi 18 mesi (altro che Bush). Per questo temo che assisteremo a brogli elettorali di proporzioni inusitate, da repubblica centro-asiatica se non peggio. In quanto alla stampa, che ormai può solo sperare in un bailout pubblico per salvarsi dalla bancarotta, mi aspetto assolutamente di tutto. Come sappiamo bene in Italia, non c’è limite alla faziosità, alla meschinità e alla cattiveria di chi sa che i propri privilegi sono legati direttamente alle fortune di una parte politica.

Nonostante tutto questo, non so ancora individuare da dove potranno arrivare gli attacchi, contro chi saranno diretti e come fare, se non a rintuzzarli, almeno a prepararsi in anticipo, così da evitare di fare errori dovuti alla fretta o al clima arroventato del momento. Siamo piccoli, lontani e quasi insignificanti, ma possiamo portare il nostro contributo alla causa. Anche se solo si trattasse di combattere la disinformazione e le menzogne che sicuramente i media italiani continueranno a spargere a piene mani, sarebbe un aiuto non del tutto irrilevante. Insomma, tifare non basta. Bisogna anche ragionare e farsi sentire. Insieme sarà più semplice ed efficace. Aspetto risposte e contributi. United we stand, non solo a parole.

———-

Cosa sarà la “October surprise”?
Steven Sturm
Originale (in inglese): ThoughtsOnline
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Penso di essere il primo* a sollevare la questione: cosa sarà la ‘October surprise‘ tenuta in caldo dai democratici ed i loro alleati nei media per il mese prossimo?

Vista la posta in gioco – continuare a controllare il Congresso oppure lasciare uno o entrambi i rami del parlamento nelle mani del GOP, dandogli la possibilità di fermare una volta per tutte i piani di Obama – se i democratici hanno in mano qualcosa, di qualunque cosa si tratti, mi aspetterei di vederla scendere in campo nelle prossime settimane.

Catturare Bin Laden? Vi ricordate come nei mesi che portarono alle elezioni nel 2004, 2006 e 2008, un certo numero di democratici si mise a dire che la CIA aveva già catturato Bin Laden ma che aspettava di annunciare la sua cattura quando il vantaggio per Bush sarebbe stato maggiore? Sarebbe un bel colpo di scena se dovesse succedere quest’anno.

Un orribile attacco terroristico che serva per riunire il paese attorno al Comandante in Capo e quindi, per estensione, al suo partito? Mi ricordo come, durante la presidenza Bush, non mancassero certo i parrucconi che dicevano ai quattro venti come Bush stesse sperando in un attacco del genere per risollevare la sua popolarità calante.

Rapporti che indichino buone notizie per l’economia? Magari uno che dica che c’è stato un sostanziale aumento nelle assunzioni? Oppure un enorme calo nel numero di licenziamenti? O forse un grosso salto nella fiducia delle imprese e dei consumatori? Visto il livello di politicizzazione della burocrazia federale imposto da Obama, non dovrebbe essere così difficile mettere insieme alla meno peggio qualche rapporto positivo da pubblicare nelle prossime due settimane. Se poi questi rapporti dovessero essere rivisti al ribasso, beh, succederebbe sempre dopo le elezioni, no?

Qualcosa che dimostrasse come Obama ‘avesse avuto ragione’ a salvare dalla bancarotta sia Wall Street sia l’industria automobilistica? Forse un’offerta pubblica della General Motors che raccolga così tanti miliardi di dollari da garantire ai contribuenti un “profitto” dal nostro “investimento”? O magari la Citigroup e la AIG che ripagano tutti i miliardi che gli abbiamo prestato… pagando pure gli interessi? Quale modo migliore per dimostrare agli elettori che dovrebbero porre maggiore fiducia nella sua abilità ed in quella del suo team di fornire prove concrete che il suo “sistema” funziona sul serio?

Naturalmente la sorpresa di Ottobre non deve essere per forza qualcosa che getti una luce positiva su Obama o sui democratici: andrebbe ugualmente bene qualcosa di veramente negativo che coinvolga uno o più degli sfidanti del GOP. Ancora una volta, ripensiamo agli anni di Bush: la CBS che pubblica documenti falsi nel 2004 per gettare discredito su Bush, notizie che dimostravano comportamenti impropri da parte di eletti del GOP sia nel 2006 sia nel 2008.

Previsione: anche se ai democratici piacerebbe tantissimo denigrare i propri avversari, stanno perdendo su talmente tanti fronti che non potrebbero anche solo sperare di trovare abbastanza fango per sporcare l’immagine di così tanti sfidanti del GOP che li stanno staccando nei sondaggi.

E, sebbene sarebbe bello catturare Bin Laden (ancora meglio farlo fuori), ora come ora le persone sono più preoccupate dell’economia che di Bin Laden, quindi penso che sarà qualcosa sul fronte dell’economia.

Dato che ci vorrebbero bei soldoni (più di quanti possa averne a disposizione anche George Soros) per mettere insieme la restituzione del debito da parte della AIG o un’IPO di successo della GM, punterei su qualche rapporto economico favorevole …. tra ora e la fine di ottobre, qualche ufficio governativo (o magari un ente privato vicino ai democratici) pubblicherà qualche rapporto che dirà che il futuro sarà meraviglioso, molto meglio di quanto si pensasse due mesi fa. Sarà una montagna di idiozie, ma non importerà a nessuno … almeno non ai democratici.

* Mi hanno detto che non sono stato il primo. Ric mi ha battuto sul tempo. Forse anche altri. Pazienza.

———-

Add to FacebookAdd to DiggAdd to Del.icio.usAdd to StumbleuponAdd to RedditAdd to BlinklistAdd to TwitterAdd to TechnoratiAdd to Yahoo BuzzAdd to Newsvine