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Immagine trovata su bite.caCommentatori ed analisti sinistri si domandano il perché della rabbia dei tanti aderenti al Tea Party. Mah, non saprei. Sprecate 2 milioni di dollari per ogni posto di lavoro, vi comprate le auto con i soldi delle campagne elettorali. Le ragioni per incavolarsi non mancano di sicuro, no?

In clamoroso ritardo sulla mia solita tabella di marcia causa serie di impegni imprevisti ed imprevedibili, ecco due articoletti due che forniscono qualche dritta ai sempre più imbambolati giornalisti italiani, i quali, di fronte alla marea del Tea Party, non sanno più che pesci prendere. Poi non dite che non voglio bene ai miei “colleghi fortunati”.

Bene, il popolo americano non è stato colto da un raptus isterico che gli fa preferire candidati sconosciuti e talvolta poco presentabili a quei begli esponenti dell’elite politica-mediatica-industriale che vi fanno andare in brodo di giuggiole ad ogni dichiarazione roboante e forbita.

Il popolo americano ne ha piene le tasche di chi si gonfia il portafoglio a sue spese e poi, magari, ha pure la faccia tosta di fargli la morale perché guadagnano troppo (viene in mente un certo personaggio abbronzato, chissà come mai). Il popolo americano, o almeno la parte il cui cervello non è stato del tutto lobotomizzato dai reality show, da Hollywood e dagli insegnanti militanti che insegnano canzoncine maoiste ai bambini, si è rotto le scatole di essere munto come una vacca da latte e ha una gran voglia di spaccare tutto.

Ecco perché, invece dei candidati vecchiotti, di esperienza, che pesano ogni parola e sanno bene come fregare il sistema per farsi qualche soldo extra, scelgono gente come Sharron Angle o Christine O’Donnell.

Ecco perché, invece di guardare i telegiornali tutti all’insegna del culto di Obama, spengono la televisione e leggono le notizie sulla Rete. Ecco perché le previsioni dei guru della politica dell’altro ieri, come il “mago” Karl Rove, rischiano di rivelarsi clamorosamente sbagliate.

Questo piccolo bignami di politica americana ve lo regalo, ma se continuate a scrivere così tante baggianate sul Tea Party, inizierò a farmi pagare. O subito oppure, con gli interessi, dal 3 novembre. A voi la scelta…

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I vostri soldi spesi bene: 2 milioni per ogni posto di lavoro
Patterico
Originale (in inglese): Patterico’s Pontifications
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Si tratta della più ampia revisione di come siano stati spesi i fondi del pacchetto di stimolo all’economia. I risultati non sono dei migliori:

IL REVISORE DEI CONTI CITTADINO PUBBLICA I RISULTATI DEL CONTROLLO DI COME LOS ANGELES HA SPESO I FONDI DEL PACCHETTO DI STIMOLO

111 milioni di dollari dei fondi dell’ARRA finora sono serviti a creare solo 55 posti di lavoro

Continuando nella sua opera volta ad assicurarsi che i soldi del contribuente siano spesi in maniera efficiente ed efficace, il revisore dei conti cittadino Wendy Greuel oggi ha pubblicato i risultati di due controlli su come il Comune di Los Angeles abbia usato i fondi ad essa destinati dall’American Recovery and Reinvestment Act (ARRA). Tali controlli hanno verificato come i due dipartimenti che hanno ricevuto il grosso dei fondi dell’ARRA – il dipartimento dei trasporti (LADOT) e quello dei lavori pubblici (DPW) – abbiano speso questi fondi e quanti nuovi posti di lavoro siano stati creati. Los Angeles è la più grande città in America ad aver verificato nel dettaglio come siano stati spesi i fondi dell’ARRA.

Il DPW ha ricevuto 70,65 milioni di dollari ed ha creato o salvato (ancora la formuletta obamiana ndApo) 45-46 posti di lavoro, anche se si stimava che dovessero creare 238 posti di lavoro complessivamente (la frazione di posti di lavoro creati o salvati è legata al numero di ore di lavoro effettive). Il LADOT ha ricevuto 40,8 milioni di dollari, usati per creare o salvare 9 posti di lavoro, anche se si stimava che ne dovessero creare 26 in tutto. vComplessivamente, i dipartimenti hanno ricevuto 111 milioni di dollari dai fondi del pacchetto di stimolo federale dai 594 ricevuti dal Comune e sono riusciti a creare o salvare 54,46 posti di lavoro.

111 milioni per 55 posti di lavoro. Due milioni a testa.

Anche se guardassi al numero di posti di lavoro che stimavano di creare (“o salvare”), sono solo 265. 111 milioni diviso 264 posti di lavoro fa esattamente 420.454 dollari per ogni lavoratore.

Ehi, non è che riuscite a creare un 56° posto di lavoro per me. Quei due milioni di dollari mi farebbero comodo.

Se proprio non ci riuscite, potreste almeno restituirmi i soldi delle mie tasse che avete gettato dalla finestra?

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HAI VINTO UN AUTO NUOVA!!!!!!
Ben Tribbett
Originale (in inglese): Not Larry Sabato
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Ma solo se vi chiamate Rick Boucher e siete stati eletti al vostro quattordicesimo mandato al Congresso nel 2008.

Una soffiata arrivatami dalla Virginia sud-occidentale mi ha convinto a controllare le dichiarazioni finanziarie dell’anno scorso del Deputato Boucher. Ho trovato una spesa interessante: 29.352 dollari per una nuova macchina, comprata in un concessionario Ford della Virginia. Si tratta di una nuova Ford Edge (un SUV di medie dimensioni ndApo) che ora, secondo la gola profonda, il deputato guida mentre va a farsi gli affari suoi.

Sul serio?  174.000 dollari all’anno dello stipendio da deputato non gli bastavano – Rick deve farsi pagare per forza la macchina nuova da chi ha donato soldi alla sua campagna elettorale? Quando guardi la lista dei donatori che sono dipendenti di organizzazioni o lobbyies, la situazione peggiora parecchio. Il Congresso impone ai deputati di rifiutare regali di valore superiore a 50 dollari – e, a scanso di equivoci, specifica che deve trattarsi di regali non richiesti. Ma se un deputato batte cassa tra le varie lobbyies amiche, chiedendogli di donare, tramite i propri dipendenti, qualche dollaro in più per poi comprare con quei fondi extra -esentasse- una bella macchina nuova va tutto bene, vero? Da non credersi.

Se non avevate ancora capito il perché della rivolta populista contro Washington,  a questo punto non dovreste avere più dubbi.

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