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Immagine trovata su bubblemeter.blogspot.comLa crisi attuale, secondo la vulgata, è stata causata dai mutui immobiliari concessi con troppa facilità negli Stati Uniti. Cosa sta succedendo ora, nel bel mezzo della depressione? Il governo sponsorizza di nuovo meravigliosi mutui a zero anticipo, consentendo ad altre famiglie di indebitarsi fino al collo. Contenti?

Talvolta commentare certe notizie diventa una fatica immane. Sì, una fatica, perché resistere alla tentazione di togliersi i guanti ed iniziare a menare fendenti retorici diventa fortissima. L’attuale crisi, che sta contorcendo l’intero pianeta, causando infinite sofferenze e perdita non solo di denaro ma anche di progetti di vita, speranze, felicità e realizzazione personale, è partita dalla enorme bolla creditizia alimentata dalle politiche scriteriate prima del Congresso americano poi della Federal Reserve. Su questo, si spera, siamo tutti d’accordo.

Il momento non è semplice: le elezioni di medio termine si avvicinano, l’economia va da schifo, la disoccupazione cresce, nonostante i disperati tentativi di mascherare il reale stato del mercato del lavoro (si stima che quasi un quarto della popolazione sia disoccupata, sotto occupata o abbia smesso di cercare – stesso livello della Grande Depressione). Obama rischia di perdere il Congresso e perdere l’occasione che i sinistri aspettano da cent’anni. Urgono rimedi.

Il modo più rapido di creare posti di lavoro, visto che l’elefantiaca burocrazia ed i sindacati rendono lentissima anche la realizzazione delle mitiche “grandi opere” (ma che, ha imparato da Berlusconi?), è quello di rianimare a forza il settore dell’edilizia, colpito durissimamente dalla crisi. Cosa si inventano gli obamioti? Un bel programma che consente a famiglie prive di risparmi di comprarsi una bella casa senza un soldo di anticipo! Chi è che fornisce questo meraviglioso programma? Fannie Mae! Ma come, la stessa azienda para-statale che ha ricevuto credito illimitato dal governo e che continua a pubblicare bilanci talmente rossi da far invidia a Karl Marx?! Esatto, proprio quella.

A questo punto, ogni ulteriore commento è inutile. Obama ed i democratici, dopo aver toccato il fondo della meschinità, della protervia e della presunzione, continuano a pensare di essere superiori a tutti ed intoccabili. Si sono quindi messi a scavare, raggiungendo nuovi abissi di indecenza. Speriamo che, almeno dalle nostre parti, non ci sia qualche politico sinistro cui venga in mente di citare questo programma come una delle “grandi vittorie” di Obama. Sarebbe onestamente troppo, anche per la scalcinata sinistra italiota.

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Il ritorno del “senza anticipo”
Megan McArdle
Originale (in inglese): The Atlantic
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

A questo punto può mancare molto prima che le pubblicità a tarda notte vi spingano a scoprire come ANCHE TU puoi comprarti una enorme piscina piena di modelle da catalogo di terza categoria?

Ho già scritto a proposito di questo programma governativo, che avrebbe dovuto fornire mutui con un anticipo di solo 1.000 dollari in quattro stati. Ma, secondo la CNBC, almeno una coppia è riuscita a comprare una casa pagando un anticipo di … 67 centesimi di dollaro.

Si chiama “Affordable Advantage”, e permette a chi compra la prima casa in quattro stati (Massachusetts, Minnesota, Idaho e Wisconsin) di ottenere dei prestiti essenzialmente senza anticipo che poi sono rivenduti a Fannie Mae. Ci sarebbe bisogno di un pagamento di almeno 1.000 dollari, ma la coppia oggetto dell’articolo ha ricevuto un aiuto di stato, riuscendo a pagare solo 67 centesimi di anticipo per una casa che vale 115.000 dollari. Il programma di Fannie Mae richiede un punteggio minimo di affidabilità sul credito di 680 (720 nel Massachusetts) e il compratore deve prendere residenza nella casa. Tutti i mutui sono trentennali e a tasso fisso. Le ragioni alla base del programma sono convincenti: non erano i mutui senza anticipo ad aver alimentato il crollo del settore immobiliare, ma come era valutata l’affidabilità del debitore. Questi mutui hanno processi di valutazione molto severi. Ad alimentare l’ondata di pignoramenti erano i mutui a rata aggiustabile (i famigerati Adjustable Rate Mortgages o ARM ndApo), mentre questi sono a tasso fisso.

Il governo sta cercando di fermare l’ondata di pignoramenti creando programmi che costringano chi concede mutui a restituire ai contraenti valore alle proprie case – e, nonostante chi presta subisca una piccola perdita dal punto di vista del credito, vuol dire ripagare parte del debito gratuitamente.

John Carney, giornalista della CNBC, dice che “Diana ci va troppo leggera con il governo. Le ragioni alla base del programma non sono affatto convincenti. A creare le condizioni per il pignoramenti di tante case non sono stati i mutui a rata aggiustabile, ma la combinazione di debitori con mutui più grandi del valore della casa (negative equity, in termini tecnici ndApo) e che allo stesso tempo si aspettano che il valore della propria casa non tornerà quello di un tempo. Questo vuol dire che i mutui ipotecari senza anticipo sono particolarmente pericolosi – non importa quanto i proprietari di case siano assistiti nella loro scelta o valutati dal punto di vista della solvibilità futura”.

Non sono sicura di essere d’accordo con Carney. Certo è vero che avere un mutuo più grande del valore della casa è un indicatore più affidabile di un prossimo pignoramento dell’essere stato licenziato. Ma mentre molti hanno interpretato questo fatto dicendo che la “negative equity” rende più probabile un default strategico (smetto di pagare le rate, perdo la casa per minimizzare le perdite da un cattivo affare ndApo), non so quanto questo comportamento sia effettivamente diffuso. Forse si tratta di una spiegazione meno plausibile – o forse altrettanto plausibile – di quella che dice che la “negative equity” ti rende molto più vulnerabile a cambiamenti negativi nel reddito, togliendoti la possibilità di vendere la casa o rifinanziare il debito se succede qualcosa di brutto.

In entrambi i casi, avere un mutuo più grande del valore di mercato della casa è una situazione molto, molto pericolosa. Ed è quello che gran parte di chi sottoscrive un mutuo senza anticipo dovrà fronteggiare in questo mercato, visto che i prezzi delle case non saliranno a breve e dovranno trovare comunque migliaia di dollari per pagare le commissioni degli intermediari ed i costi di chiusura del mutuo, casomai fossero costretti a vendere.

Quello che, invece, stupisce è il fatto che il governo continui a pensare che, comunque, sia una buona idea spingere persone che in pratica non sono riusciti a mettere da parte dei risparmi a comprare una casa. Cos’è, vogliono essere sicuri che una nuova classe di persone ai margini del mondo della finanza possano godere delle gioie del pignoramento?

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