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Vignetta trovata su forums.military.comDopo articoli su articoli pieni solo di cattive notizie, ecco un barlume di luce. C’è uno stato, il Tennessee, che, nonostante sia guidato dai democratici, si indebita solo in maniera occasionale. Certo che se i democratici avessero davvero scelto Phil Bredesen, la storia sarebbe stata molto diversa.

Dopo la vera overdose di cattive notizie cui ho sottoposto i frequentatori dell’antro nelle ultime settimane, finalmente posso concedermi il lusso di un articolo non del tutto negativo. Si parla, incredibile a dirsi, di un’amministrazione guidata dalla sinistra, quella dello stato americano del Tennessee. Ancora più incredibile, il partito del tax-and-spend, almeno qui, sembra deciso a seguire principi di responsabilità fiscale che farebbero rabbrividire Obama e i suoi quaranta ladroni a Washington.

Phil Bredesen, che nei mesi tumultuosi delle primarie democratiche era stato da alcuni indicato come papabile alla nomination e poi come scelta ideale per la vice-presidenza, nonostante l’affiliazione politica, tiene strettamente sotto controllo l’indebitamento dello stato, ricorrendo alle emissioni di obbligazioni solo in casi eccezionali. Il pezzo di Blake Farmer, corredato da un servizio audio che potrete trovare sul sito della radio pubblica di Nashville, è a metà strada tra l’orgoglio per il risultato, insolito per uno stato abituato a navigare in fondo a qualsiasi classifica che elenchi gli stati americani ed il richiamo della foresta democratico, l’irresistibile richiesta di espansione perpetua delle burocrazie, delle agenzie e dei servizi offerti obbligatoriamente dalle autorità statuali.

Conclusioni? Nessuna. A parte un appunto che ho passato all’Apolide e che mi riprometto di usare ogni qual volta dovesse eccedere nella retorica partigiana. Essere di sinistra non vuole assolutamente dire che sei un malfattore, assetato di potere e denaro, membro di qualche cricca volta al saccheggio del tesoro pubblico. Esistono anche le mosche bianche, come appunto Phil Bredesen. Colpire le persone come lui, in grado di superare l’ideologia e mantenere la disciplina fiscale in momenti certo non facili, non sarebbe solo stupido, ma un errore clamoroso, in America come in Italia. Ai liberali tocca l’ingrato compito di abiurare alle facili semplificazioni e navigare a vista, giudicando caso per caso ogni scelta politica e mettendola a confronto con i nostri ideali ed i fini che ci prefiggiamo. Trattasi di un lavoro duro, ma toccherà farlo con sempre maggiore zelo se vogliamo davvero evitare che questa pure imperfetta democrazia degeneri nel totalitarismo sotto il nostro sguardo.

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Lo stato meno indebitato del paese: Tennessee
Blake Farmer
Originale (in inglese): Nashville Public Radio
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Il Tennessee è l’ultimo dei 50 stati dell’Unione ed il territorio della capitale in termini di carico debitorio. E, stavolta, è un’ottima cosa.

I vertici dello stato sono molto orgogliosi di questa recente statistica che mostra come, in proporzione alle sue dimensioni, il Tennessee sia indebitato meno di ogni altro governo statale degli Stati Uniti.

Il governatore Phil Bredesen (democratico, eletto nel 2002 e rieletto nel 2006 ndApo) dice che “questo ci mette in una posizione ottimale. Certo che preferirei che ci definiste come lo stato più virtuoso, piuttosto che come il 51° stato meno indebitato”.

Il Tennessee ha una lunga tradizione che lo spinge a preferire investimenti fatti con denaro sonante piuttosto che a credito. Bredesen dichiara che questo ha consentito allo stato di subire molto meno le conseguenze del drammatico calo delle entrate nel corso degli ultimi due anni.

Lo stato ha pagato in contanti anche spese della capitale statale, quali strade ed edifici universitari, per i quali richiedere prestiti è procedura normale in molti stati.

Secondo Bredesen, “continueremo a gestire gli affari dello stato in questa maniera, senza incaminnarci sulla strada pericolosa che consiste nel prendere un mucchio di spese necessarie e verificare come sia facile scaricare i problemi sulle generazioni future”.

Il Tennessee aumenta il debito

Eppure anche il Tennessee è sceso dal piedistallo della virtù contabile ed ha fatto almeno un piccolo passo sulla pericolosa strada dell’indebitamento.

In un cantiere su Murfreesboro Road, a Nashville, uomini in giacchette ad alta visibilità verdi elettriche mischiano cemento in una betoniera, mentre altri trasportano travi capaci di superare il Mill Creek. Stanno sostituendo un ponte costruito sessant’anni fa.

Secondo il direttore dei lavori Greg Cox, “la struttura in metallo inferiore era danneggiata. I muri di sostegno, su entrambe le sponde, a nord e a sud, erano indeboliti. Sinceramente, sono abbastanza stupito del fatto che dei camion lo abbiano potuto attraversare. Era in condizioni abbastanza pietose”.

Il ponte sul Mill Creek è solo uno nella lista di 200 ponti che riceveranno un intervento di consolidamento. Per accelerare questo boom edilizio che durerà diversi anni, lo stato ha deciso di emettere delle obbligazioni, invece di pagare tutto in contanti come al solito, per coprire i costi dei cantieri.

Mentre il Tennessee continua a non chiedere soldi in prestito per le spese di gestione ordinarie, è stato costretto a rompere il salvadanaio per portare il bilancio in pareggio. In questo modo, lo stato ha evitato licenziamenti di massa e chiusure di interi dipartimenti, ma tagli più dolorosi sono comunque in arrivo.

I tagli sono già previsti

Le cliniche che si occupano di riabilitazione dalle dipendenze da alcool e droghe sanno già che il prossimo anno, a meno che le entrate dello stato non riprendano fiato, i finanziamenti saranno azzerati.

La direttrice di Buffalo Valley Incorporated (una ditta che si occupa appunto di riabilitazione dagli abusi di sostanze stupefacenti ndApo) Deborah Hillin ha dichiarato che “se questi tagli avverranno, saremo costretti a tagliare due delle quattro sedi, forse tre. Chiaramente questo causerà altri problemi economici, visto che saremo costretti a licenziare”.

Almeno 75 dipendenti perderebbero il lavoro, secondo la Hillin; si tratta solo di un contratto con un’agenzia che appartiene ad un solo dipartimento statale.

Con la fine dei fondi legati al pacchetto di stimolo fiscale e in mancanza di qualsiasi variazione positiva significativa nella raccolta fiscale, anche il parsimonioso Tennessee potrebbe essere tentato dal tirare fuori la sua carta di credito più spesso.

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