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Immagine trovata su zerohedge.comTutti i giornali guardano ai dati sulla disoccupazione, si domandano se stia arrivando la nuova recessione (perché, la vecchia era finita?) e ripartono i dibattiti. Nel frattempo la capitale della Pennsylvania decide di non pagare la rata dei mutui e dichiara quindi la propria insolvenza. Oh, joy…

Nell’articolo tradotto oggi, che sicuramente passerà inosservato nei media “normali”, Aaron Smith, giornalista online del sito economico della CNN, informa del fatto che la capitale dello stato della Pennsylvania, Harrisburg, ha annunciato di non essere in grado di pagare la rata mensile della montagna di obbligazioni che ha emesso in passato per finanziare un impianto per la raccolta differenziata (cosa che, da ex amministratore pubblico -di minoranza- peraltro trovo altamente discutibile). A casa mia questa è una notizia di quelle grosse. Finora si sono moltiplicate le notizie di città, contee e stati in crisi, schiacciati dai debiti, ma che facevano di tutto per continuare a pagare. Oggi, per la prima volta, una città americana decide che è meglio alzare bandiera bianca e provare a fregare gli investitori.

Come andrà a finire questa storia? Malissimo. Visto che la reazione non sarà probabilmente in grado di provocare quella rivolta popolare, unica cosa che potrebbe convincere i politici locali a mantenere un minimo di buonsenso, saranno sempre di più le città che seguiranno il pessimo esempio di Harrisburg. Nelle settimane scorse abbiamo visto come, di fronte agli infiniti sprechi delle amministrazioni pubbliche, agli stipendi faraonici di certi dipendenti pubblici, il popolo bue si sia stufato ed abbia tirato fuori dallo sgabuzzino torce, forconi, catrame e piume per manifestare il proprio malcontento. Come al solito, i politici hanno inteso solo quello che gli faceva più comodo. Gli ultimi tre neuroni funzionanti gli hanno ispirato questo “ragionamento”:

1 – Se taglio le spese, el pueblo si incacchia: va a vedere i conti e mi fa fuori.
2 – Se non pago gli interessi, non frega niente a nessuno tranne alle banche.
3 – Alle banche ci pensa il Caro Leader Abbronzato.
4 – Chi se ne importa, freghiamo gli investitori!

Il mercato sa benissimo come individuare una “sòla” e sa altrettanto bene cosa fare in tal caso. Pensi di avermi fregato? Può darsi. Ma prega di non dover mai più ripresentarti a chiedere soldi perché, in tal caso, te la farò pagare molto cara. Nel frattempo, l’investitore medio inizierà a guardare con preoccupazione ai suoi pacchetti unit-linked e chiederà al direttore della sua banca se negli strumenti finanziari che ha acquistato ci siano obbligazioni degli enti locali americani. La notizia arriverà fino ai vertici della banca che, dopo ansiose discussioni, decideranno di “ridurre il peso delle obbligazioni pubbliche nei propri portafogli”. Magari qualcuno abbasserà ancora il rating dei bonds municipali ed allora apriti cielo. Le conseguenze si vedranno anche quando Tremendino proverà a vendere i BOT italiani. Rendimenti in alto, più tasse o più tagli. Non si scappa, specie quando si è sommersi da 2.500 miliardi di euro di debito pubblico.

Ecco, adesso saprete cosa dire agli amici che vi chiedono perché mai dovrebbero interessarsi di cosa succeda in America, in Cina o in India. Il mondo dell’italiota medio è fatto delle solite cose a lui care: la gnocca, il bar, le macchine, il calcio, il grande fratello. Il mondo reale funziona in maniera diversa: non siamo ancora alla storiella zen del battito d’ali della farfalla che causa un terremoto dall’altra parte del mondo, ma ci stiamo arrivando. Ad esempio è possibile che l’idiozia monumentale del sindaco di una cittadina degli Stati Uniti dia il via ad una valanga che rischia di travolgere un paese indebitato fino al collo e guidato da una manica di personaggi antichi dentro. Meditate, gente, meditate.

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Harrisburg, Pennsylvania non farà il prossimo pagamento delle sue obbligazioni
Aaron Smith
Originale (in inglese): CNN Money
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

La capitale dello stato della Pennsylvania è al verde e salterà il pagamento mensile degli interessi sulle sue obbligazioni multi-milionarie.

Il 15 settembre prossimo, la città di Harrisburg, Pennsylvania, doveva fare un pagamento di 3,29 milioni di dollari come interesse sulle obbligazioni emesse per finanziare la costruzione di una fabbrica per la raccolta differenziata dell’immondizia. Ma ad oggi la città semplicemente non ha abbastanza grano.

Chuck Ardo, portavoce del sindaco di Harrisburg, Linda Thompson, ha dichiarato che “il budget cittadino è talmente in deficit che stiamo cercando modi per ridurre le spese solo per mantenere in piedi i servizi essenziali”.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì scorso, il sindaco ha dichiarato che “alla fine paghiamo il prezzo della nostra stupidità”.

Lo scorso maggio, l’agenzia di rating Moody’s aveva ridotto il rating sulle sue obbligazioni non privilegiate (general-obligation bonds ndT) di tre livelli, portandolo al B2 – ovvero cinque livelli al di sotto del livello considerato accettabile da gran parte delle istituzioni finanziarie. Per mettere le cose in prospettiva, basterà ricordare come il rating di Moody’s sul debito statale del governo greco sia ancora fermo ad A3 – quindi ancora accettabile.

Le sette città più al verde d’America

Comunque, il sindaco Thompson ha protestato contro Moody’s e contro quelli che hanno bloccato gli aumenti delle tasse sulle abitazioni e sulle forniture idriche che aveva proposto. Secondo lei, queste scelte non hanno fatto altro che “creare un buco ancora più grosso” nel bilancio e spinto la città sempre più vicina alla bancarotta.

Secondo la Thompson, “ci sono alcuni in questa comunità che vedono la bancarotta come la panacea da tutti i mali. Ma, in realtà, si tratta del vaso di Pandora. La cricca pro-bancarotta ha bloccato ogni nostro tentativo di trovare un modo per evitare di precipitare nell’abisso fiscale”.

Secondo lei, Harrisburg “sta sviluppando un piano generale che consentirà di mantenere i propri impegni con gli investitori in futuro”.

Ardo ha dichiarato che il sindaco considera la bancarotta come “l’opzione finale”, anche se non è ancora chiaro come farà la città ad uscire dalla crisi di bilancio che la sta attanagliando da anni.

Secondo lui, “viste la gravità degli ostacoli finanziari, è difficile prevedere a questo punto cosa succederà”.

La città di Harrisburg sta passando al pettine la propria contabilità, cercando sprechi da eliminare nel quadro di una politica di austerità fiscale. Giovedì scorso, il sindaco ha annunciato che la città stava lanciando un’inchiesta nei confronti di una ditta di trattamento acque reflue che non avrebbe pagato circa 20.000 dollari di imposte sul trattamento dei rifiuti.

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