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Immagine trovata su freerepublic.comLa stampa tradizionale giura e spergiura di essere imparziale ed interessata solo alla verità. Poi escono i rapporti sulle donazioni ai partiti e il quadretto cambia. L’88 per cento dei soldi di dirigenti, giornalisti ed autori televisivi va alla sinistra. Come dicono gli avvocati, I rest my case.

Con l’avvicinarsi della ripresa dell’attività vera e propria (come forse avrete notato, d’Agosto l’antro ha funzionato a ritmo ridotto), cambiano anche le abitudini del vostro umile corrispondente. Visto che ho intenzione di dedicare più tempo alla scrittura di articoli originali per altre pubblicazioni online, anche per fare un minimo di pubblicità a questo piccolo blog, cercherò di essere più sintetico e fare commenti più taglienti. Spero che questa “nuova” politica editoriale vi trovi d’accordo: in caso contrario, fatevi sentire, commentate a volontà. Se non mi fate sapere come la pensate, difficile che riesca a leggervi nel pensiero.

L’articolo di oggi, scritto da Mark Tapscott sul “Washington Examiner”, mi sembra una pietra tombale sulle velleità di “obiettività” che i media “tradizionali” continuano ad avere. Nonostante dicano di essere imparziali e soli servitori della verità, quando si passa dalle parole ai fatti, il quadretto si incrina. Se la coloritura delle notizie è sempre più evidente a tutti i lettori meno partigiani, anche quando si tratta di finanziare la politica le simpatie dei professionisti dell’informazione vanno inevitabilmente alla sinistra.

A questo punto, se anche i “professionisti” sono partigiani, perché preferirli agli organi di informazione online che, sebbene “informali” e spesso molto più liberi da interessi ed influenze economiche, dichiarano apertamente la propria visione del mondo e non si nascondono dietro un dito? Per questo sono sempre di più quelli che dicono che i giorni dei media tradizionali sono contati e che il futuro è dell’informazione online.

Non so se il futuro ci riserva ancora più faziosità, ancora più faide o magari un nuovo modo per informare il pubblico di quello che succede a giro per il mondo. So solo che, nonostante abbia fatto di tutto per evitarlo, questo è il mio mestiere e sono intenzionato a farlo al meglio delle mie capacità. Magari non sarà la panacea di tutti i mali dell’informazione, ma forse se, invece di riempirsi la bocca con panegirici sulla deontologia e sull’obiettività, ci si impegnasse per fare bene quello che rimane il mestiere più bello del mondo, forse non ci sarebbe bisogno di parlare tanto del futuro del giornalismo.

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Obama ed i democratici hanno raccolto l’88 per cento dei contributi versati nel 2008 da dirigenti, autori e giornalisti dei network televisivi
Mark Tapscott
Originale (in inglese): Washington Examiner
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Secondo un analisi effettuata dal Washington Examiner su dati pubblicati dal Center for Responsive Politics, nel 2008 dirigenti esecutivi, produttori, giornalisti, redattori, autori ed altri che si descrivono come collaboratori delle reti televisive ABC, CBS e NBC hanno donato più di un milione di dollari ai candidati democratici e ai loro comitati per la rielezione.

I 1.160 impiegati dei tre principali canali televisivi in chiaro scrutinati hanno donato un totale di 1.020.816 dollari ai politici democratici, una media di 880 dollari a testa in un solo anno.

In contrasto solo 193 dei dipendenti delle televisioni hanno contribuito ai candidati repubblicani ed ai loro comitati elettorali, per un totale di 142.863 dollari, per una media di 744 dollari a persona.

La pubblicazione delle donazioni prevalentemente ai democratici da parte di influenti dipendenti dei tre principali network televisivi segue alle polemiche della settimana scorsa, quando è stata resa pubblica la donazione da parte della News Corp. di Rupert Murdoch di un milione di dollari alla Republican Governors Association.

La donazione della News Corp. ha spinto Nathan Daschle, direttore esecutivo della Democratic Governors Association e figlio dell’ex capogruppo democratico al Senato Tom Daschle, a chiedere al presidente del canale via cavo Fox News, Roger Ailes, che, quando i programmi di informazione del canale si occuperanno delle gare per i governatori statali, venga incluso un cartello che informi i telespettatori della donazione effettuata dalla proprietà. Fox News è posseduta dalla News Corp., che inoltre possiede il giornale economico Wall Street Journal.

I dati sui contributi da parte dei dipendenti dei network in chiaro sono stati compilati dal CRP su richiesta del Washington Examiner ed includono tutte le donazioni del 2008 da parte di persone fisiche che hanno indicato uno dei tre networks o una delle sue succursali come datore di lavoro. I dati non includono donazioni da parte di impiegati dei tre canali che non hanno identificato il loro datore di lavoro (opzionale nelle dichiarazioni dei redditi statunitensi ndT).

Il CRP è l’organizzazione dietro il sito OpenSecrets.org, il portale online che da più di un decennio ha messo a disposizione di chiunque abbia una connessione Internet tutti i dati sul finanziamento delle campagne elettorali nazionali, statali e locali.

Il presidente Obama ha ricevuto 710 donazioni, per un totale di 461.898 dollari, per una media di 651 dollari da parte dei dipendenti dei network. Il candidato repubblicano alla presidenza, il senatore John McCain ha ricevuto solo 39 donazioni, per un totale di 26.926, in media 709 dollari a testa.

Novantasei donazione da parte dei dipendenti dei network in chiaro al Democratic National Committee e ai comitati elettorali dei candidati democratici al Senato e alla Camera per un totale di 217.881 dollari.

Trentotto donazioni da parte dei dipendenti dei network al Republican National Committee e ai comitati elettorali dei candidati repubblicani al Senato e alla Camera hanno raccolto un totale di 23.805 dollari.

Tra le persone fisiche elencate nel rapporto ci sono il presidente della ABC News Lloyd Braun, che ha donato 1.000 al PAC (Political Action Committee, un tipo di organizzazione elettorale che raccoglie contributi deducibili dalle tasse per poi finanziare azioni politiche – spot televisivi, azioni porta a porta – a favore dei candidati che condividono determinati valori ndApo) Our Common Values, legato a filo doppio al Capo di Gabinetto della Casa Bianca Rahm Emanuel, ed il presidente della ABC Radio Jim Robinson, che ha donato 250 dollari al candidato alla presidenza del GOP Fred Thompson.

Altri donatori singoli trovati nel rapporto includono i giornalisti della ABC Sarah Amos. che ha donato 1.285 dollari al candidato alle primarie democratiche Bill Richardson, Clarisa Ward, che ha donato 500 dollari al presidente Obama, e Kristina Wong, cha ha donato 400 dollari al partito democratico della Virginia.

Donatori conosciuti trovati nei dati della CBS includono il “giornalista” Seth Davis, che ha donato 2.750 dollari ad Obama, il vice presidente della CBS Corporation e capo redattore (della CBS News ndT) Jane Goldman, che ha donato 250 dollari ad Obama, il “conduttore” della CBS Radio Mike Omeara, che ha donato 1.471 dollari ad Obama, e la “giornalista” Beverly Williams, che ha donato 200 dollari ad Obama.

Tra i donatori della NBC si trova il produttore del programma comico “Saturday Night Live” Jeffrey Ross, che ha donato 500 dollari al senatore Chris Dodd (Dem.-Connecticut), l’ex meteorologo del “Today Show” Willard Scott. che ha donato 500 dollari al Republican National Committee, il capo contabile (CFO, Chief Financial Officer ndT) della NBC Universal Jennifer Cabalquinto, le cui donazioni ad Obama hanno raggiunto la somma di 1.200 dollari, ed il “redattore” della NBC Universal David Mack, con 250 dollari ad Obama e 2.300 dollari a McCain.

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