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Foto trovata su pawatercooler.com“Inaspettatamente” i candidati favoriti dai Tea Party stravincono le primarie in Florida ed Alaska, nonostante gli incumbents del GOP avessero speso molto di più ed avessero a favore il tifo della stampa liberal.

La stagione della politica a stelle e strisce sta uscendo dal letargo agostano e, con l’avvicinarsi del Labor Day, iniziano ad infittirsi gli appuntamenti da non perdere. Ieri, martedì 24 agosto, c’era una tornata importante di primarie dei vari partiti, con in ballo una serie di candidati appoggiati dal movimento dei Tea Parties. La stampa, manco a dirlo, si era impegnata in una campagna preventiva tutta all’insegna del “cosa cavolo ci andate a fare a votare? Tanto i vostri cari candidati le prenderanno di santa ragione”. Vengono in mente le profezie che Kant illustrava nella “Pace Perpetua”, ma forse sto peccando troppo di intellettualismo e lascio perdere.

In inglese c’è un’espressione che all’Apolide è sempre piaciuta tanto, forse perché ne sono stato pesantemente afflitto: “wishful thinking”, ovvero il pensare talmente tanto ad una cosa che, con il passare del tempo, si finisce per convincersi che si verificherà per forza. In questo caso, devo invece prendere in prestito la fulminante espressione di Ace, famoso curatore dell’Ace of Spades HQ, blog storico e sardonico della destra statunitense. Lui parla di “wish-casting”, gioco di parole che unisce “desiderio” a “trasmettere via etere”. In fondo è quello che fanno da decenni i giornalisti sinistri. Ma pensa te, una volta tanto eravamo avantissimo rispetto agli Stati Uniti e nemmeno ce ne eravamo accorti.

Morale della favola? Un trionfo per i Tea Parties. Con la sola eccezione del povero J.D. Hayworth, che è stato maciullato dalla macchina di John McCain in Arizona, costringendolo però a spendere la bellezza di venti milioni di dollari per vincere le primarie, il resto della nuova leva politica del 2010 ha spezzato le reni ai repubblicani “centristi”, altrimenti definiti RINOs, Republican In Name Only, Repubblicani solo di nome. Definizione che in Italia potrebbe andare benissimo per chiunque si definisca a sproposito liberale, a parte rarissime eccezioni (Martino, Costa, Guzzanti, Della Vedova e pochi altri).

Il caso di Joe Miller in Alaska è stato emblematico: la stampa mainstream si era fidata dei sondaggi ed aveva iniziato a battere sulla grancassa. La Palin è finita, il suo candidato le ha prese nel suo stato! I Tea Parties sono un fuoco di paglia! Visto, non contano più niente! Non state a sentirli, sono un mucchio di razzisti! Risultato? Vittoria su tutta la linea (McCain e la famiglia della moglie possiedono mezzo Arizona, anche uno coraggioso e pugnace come Hayworth non poteva farcela) e scuorno massimo dei sinistri.

Commenti e considerazioni sulla tornata elettorale in arrivo, ma non su questi schermi (i pezzi originali li “giro” su altre testate perché non in linea con la “mission” di questo sito). Per ora due interventi due di Sissy Wilson, la blogger conosciuta come sisu e Jim Treacher del Daily Caller, che gongolano in maniera quasi indecente sulle disgrazie dei media sinistri. Li invidio parecchio, soprattutto quando raccontano le cronache della “comunità” di giornalisti online non sinistri. Da noi, forse per individualismo, forse per stupidità, un tale cameratismo ce lo possiamo solo sognare. Il che è un gran peccato, perché renderebbe il lavoro (e la vita) molto più piacevole.

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L’Alaska indica la strada che prenderà il paese?
Sissy Willis
Originale (in inglese): sisu
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Il candidato del Tea Party Joe Miller ha dichiarato che gran parte del merito per il suo risultato va all’appoggio dell’ex governatore dell’Alaska Sarah Palin. ‘Sono assolutamente certo che questo endorsement sia stato fondamentale”” ha dichiarato Miller al giornale “Anchorage Daily News” ieri e questa mattina, mentre la senatrice uscente Lisa Murkoswki ha visto la sua “vittoria sicura” trasformarsi prima in una “possibile sorpresa” ed ora diventare “una sconfitta clamorosa“. Leggi l’endorsement della Palin su Facebook a questo indirizzo.

“SissyWillis Sta succedendo una replica del caso Scott Brown sequel! ancora meglio🙂 … ‘Notte storica’”, ha postato su Twitter WooHooYoo nel suo primo intervento che ci ha salutato stamattina. Scorrendo la nostra colonna dei “Preferiti”, siamo stati favorevolmente sorpresi dallo scoprire come tanti analisti più capaci di noi fossero stati svegli tutta la notte strabuzzando gli occhi dalla sorpresa mentre Sissy dormiva.

“Quindi, quali sono stati i segni che i media mainstream non hanno colto a proposito di @JoeWMiller e la gara per il Senato dell’Alaska, che avrebbero potuto farci capire che sarebbe andata a finire così?” ha postato su Twitter il reporter di Politico Dave Catanese alle ore piccole, dopo che Ace of Spades HQ ha dichiarato, poco prima di mezzanotte che lo sfidante appoggiato dalla Palin Joe Miller aveva in tasca la vittoria da “vero underdog” nelle primarie per la candidatura repubblicana al seggio del Senato dell’Alaska. Un più cauto Dan Riehl, disposto solo a dichiarare che “Miller è sul punto di conseguire una incredibile vittoria a sorpresa contro Murkowski, ha fatto notare come l’impossibilità dei media tradizionali, indeboliti dallo scandalo Journolist, di credere ai loro occhi da bugiardi era frutto di quella che viene definita “truthiness“:

@davecatanese non ti offendere, ma forse molti erano troppo impegnati a remare contro alla Palin ed ai Tea Party per accorgersi di cosa stava succedendo? #Alaska Senato

Vedono solo quello che gli fa comodo vedere. Ace colpisce nel segno:

Slate: l’imbarazzante sconfitta di Joe Miller

Per essere completamente onesti, alcuni sondaggi mostravano Miller indietro (rispetto alla Murkowski ndT). Ma … questo era un articolo scritto per descrivere quello che l’autore sperava che succedesse e quello che la sua audience di riferimento pregava con tutto il cuore che avvenisse.

Qualche ora fa, qualcuno ha definito un caso evidente di “spin” la posizione del sito Politico che provava a dimostrare come gli sfidanti (ancora una volta, quello che intendevano era i candidati appoggiati dai Tea Parties) avessero fallito in maniera così disastrosa.

Non penso che si tratti di “spin”. Lo “spin” è quando “colori” la notizia sapendo che non stai dicendo la verità. Questi tizi (la stampa di sinistra ndT) non stanno mentendo.

Stanno facendo “wish-casting” (scrivendo solo quello che si augurano che succeda, provando così ad influenzare l’elettorato affinché si realizzi quello che sognano ndApo).  Non stanno portando a supporto delle proprie posizioni nessun tipo di ragionevole calcolo delle probabilità: vi stanno solo dicendo quello che i loro cuori malati e rinsecchiti sperano che succeda sul serio (la sconfitta della Palin e del Tea Party ndT).

Il giornalista del “Washington Post” Chris Cillizza scrive che “i risultati dell’elezione sono stati una enorme sorpresa in uno scontro nel quale (Jane) Murkowski aveva dalla sua un grandissimo vantaggio in termini di popolarità e denaro da spendere:

Miller, all’inizio di agosto, aveva speso meno di 200.000 dollari, mentre la Murkowski aveva già speso più di 1.400.000 dollari.

Ma Miller, oltre ad essere appoggiato dal “tea party” (minuscolo nell’originale ndT), ha ricevuto un aiuto insperato quando l’avversaria politica della Murkowski, l’ex governatore dell’Alaska Sarah Palin (Rep.) lo ha appoggiato ufficialmente, oltre all’inserimento nella tornata elettorale di un referendum molto controverso, la Proposition 2, che intende obbligare i dottori ad informare i genitori prima che una ragazza minorenne possa subire un aborto. Questo referendum ha spinto a presentarsi alle urne un numero record di votanti conservatori.

Se la Murkowski dovesse essere sconfitta, seguirebbe le orme dei senatori Bob Bennet (Rep.-Utah) ed Arlen Specter (Dem.-Pennsylvania), entrambi sconfitti in scontri interni ai rispettivi partiti nei mesi scorsi. Una vittoria di Miller sarebbe inoltre un grosso colpo per la Palin, che ha appoggiato ufficialmente quattro altri candidati nelle primarie di martedì 24 agosto. Tutti questi candidati o hanno già vinto le primarie o sono sul punto di vincerle nel ballottaggio.

Stamattina, esaminando le interiora della twittersfera, abbiamo scoperto che Tammy Bruce era stata sveglia tutta la notte, spassandosela virtualmente con “i ragazzi” — Dan, Ace e Stacy McCain, il cui rapporto “colpo-per-colpo” è una lettura obbligata — ed ha sintetizzato in maniera efficacissima quello che pensiamo tutti dei “wish-casters” di Ace:

Sapete bene che domani il male sarà di pessimo umore quindi dobbiamo dormire qualche ora, prima di fissarlo in faccia e ridurlo a più miti consigli.

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“Una imbarazzante sconfitta per Sarah Palin avverrà da un momento all’altro (incrociamo le dita)”
Jim Treacher
Originale (in inglese): The Daily Caller
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Dal post di Alexandra Gutierrez sul sito Slate, 23 agosto alle 17:54:

Martedì, nel suo stato natale, il favorito da Sarah Palin probabilmente verrà schiantato. Tutti si aspettano che Joe Miller perderà malamente contro la senatrice in carica Lisa Murkowski nelle primarie repubblicane — una sconfitta imbarazzante per l’ex governatore, che ha appoggiato ufficialmente Miller, ma anche per il suo altro sponsor ufficiale, il  Tea Party Express.

Da un articolo pubblicato pochi minuti fa dalla senza ombra di dubbio stupefatta Becky Bohrer sulla Associated Press:

La senatrice repubblicana Lisa Murkowski è indietro nella gara contro il suo meno conosciuto avversario conservatore, una elezione sorprendentemente equilibrata che era considerata un test dell’influenza politica che Sarah Palin ed il movimento dei tea party (minuscolo nell’originale – anche loro hanno smesso di metterlo maiuscolo. Che coincidenza, no? ndApo).

Joe Miller, con due terzi dei seggi già scrutinati, mantiene un vantaggio di quasi 2.900 voti e sembra ormai certo che possa riuscire in una delle vittorie più sorprendenti dell’anno. Miller ha il 51,7 per cento dei voti, mentre la Murkowski ha solo il 48,2 per cento.

Nota a tutti i colleghi: non importa cosa ne pensi di una prossima tornata elettorale e quanto tu voglia o speri che uno o l’altro candidato perda, evitate di fare dichiarazioni categoriche sulle “sconfitte imbarazzanti” almeno prima che gli elettori inizino a votare. Almeno il “Chicago Tribune” aveva la scusa di uno sciopero dei poligrafici quando uscirono con il famoso titolo a nove colonne “DEWEY SCONFIGGE TRUMAN”.

Resta da vedere se Miller ce la farà a spuntarla, ma Ace ha centrato il bersaglio in pieno quando ha detto, a proposito di questo stupido articolo:

Questo era un articolo scritto per descrivere quello che l’autore sperava che succedesse e quello che la sua audience di riferimento pregava con tutto il cuore che avvenisse.

Non penso che si tratti di “spin”. Lo “spin” è quando “colori” la notizia sapendo che non stai dicendo la verità. Questi tizi non stanno mentendo.

Stanno facendo “wish-casting”.  Non stanno portando a supporto delle proprie posizioni nessun tipo di ragionevole calcolo delle probabilità: vi stanno solo dicendo quello che i loro cuori malati e rinsecchiti sperano che succeda sul serio.

Già. Una cosa è dire “Miller non è favorito dai sondaggi”, un’altra dire “Miller non è favorito dai sondaggi e sarà una sconfitta imbarazzante per Sarah Palin, che peraltro nemmeno mi piace, quindi ben gli sta”. Ma poi, controllando la sua biografia su Twitter, la Gutierrez si dice una “donna grizzly, non una mama grizzly”. Penso che questo, nel suo cervello, serva per rimarcare quanto sia imparziale e professionale.

Ma, in fondo, è solo Slate.

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