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Foto trovata su americayouaskedforit.wordpress.comIl paese va a scatafascio, la disoccupazione alle stelle e cosa pensano due politici democratici? Presentano una legge per scaricare una vagonata di soldi pubblici nei fondi pensione dei sindacati (saccheggiati per farli eleggere al Congresso). Questa gente non ha più un briciolo di dignità.

Commento rapido, visto che i fatti parlano da soli. In giro per il mondo non si fa altro che parlare dell’immenso debito assunto dal governo di Obama, di come sarà quasi impossibile finanziare i “diritti acquisiti” del passato, di come bisognerà trovare modi creativi per salvare dalla bancarotta gli assurdi schemi pensionistici messi in piedi mezzo secolo fa. Sul serio, i giornali di mezzo mondo ne sono pieni… sì, insomma, quelli che non hanno venduto l’anima ed altre parti del corpo alla causa statalista. Cosa pensano di fare un senatore ed un deputato democratico? Proporre una bella legge che, tramite un ingegnoso meccanismo, permetta a chi è stato eletto a Washington con i contributi dei sindacati di staccare un assegno in bianco agli stessi sindacati. Tutto bene, no? Mica vorrete che i poveri dirigenti dei sindacati debbano spiegare ai poveri gonzi che pagano la tessera cosa hanno fatto davvero con i loro soldi o come si siano giocati alle corse i soldi che loro pensavano di dargli per poi avere una pensione?

L’Apolide, ogni qual volta sente parlare di sindacati, corre a prendere la pistola. Cioè, fa due passi di corsa prima di ricordarsi che, nonostante ci abbia pensato mille volte, non si è mai deciso ad acquistare un’arma da fuoco. Da thatcheriano convinto, pensa che i sindacati siano da sempre i peggiori nemici dei lavoratori e che andrebbero semplicemente aboliti, almeno a livello nazionale. Non esiste problema che non possa essere risolto all’interno di una fabbrica o di un ufficio semplicemente parlando con la proprietà. Se uno dei due tira troppo la corda, le conseguenze sono chiare. In un mercato sufficientemente libero e flessibile, se il tuo datore di lavoro fa il furbo o ti paga meno degli altri o si intasca gli straordinari, ti licenzi e vai a lavorare per un altro. La voce si diffonde e, alla fine, il padrone furbetto chiude bottega. Non è una teoria economica, è semplicemente come sono andate le cose per migliaia di anni, prima che la follia socialista infettasse il mondo.

Il cerchio si chiude, anche negli Stati Uniti. Coi soldi dei lavoratori si finanziano politici che, una volta in Parlamento, dirottano montagne di soldi estratti dalle tasche di tutti i cittadini nei conti correnti del sindacato (o direttamente dei dirigenti del sindacato). In Europa è stato l’inizio della fine, in America, nonostante questo circolo vizioso funzioni da almeno un secolo, gli anticorpi libertari hanno evitato il peggio. Ora il salto di qualità è evidente. Invece di qualche milione per l’associazione X o il museo Y, si parla di migliaia di miliardi per pagare le pensioni a quei lavoratori che sono stati derubati per decenni da dirigenti truffaldini. Lo sfascio è totale e solo la complicità dei media evita che la questione sia di dominio pubblico.

L’importanza del momento è critica. Questa è la battaglia finale. Se i ladri al Congresso riusciranno a salvare il didietro ai loschi sindacalisti che li foraggiano, niente potrà più fermarli. Se invece il salvataggio pubblico dei fondi pensione dei sindacati fallirà, l’intero castello di carte crollerà miseramente. Hai voglia di parlare d’ideologia, sol dell’avvenire e progresso sociale quando ti sei sputtanato la pensione dei tuoi iscritti! Speriamo che, almeno oltreoceano, gli amanti della libertà riescano ad uccidere una volta per tutte il mostro socialista. Qui in Europa, purtroppo, anche sperare in una vittoria marginale sembra velleitario.

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Bobby Bailout: Casey vuol far pagare ai contribuenti i “casini” del sindacato degli autotrasportatori
Kevin D. Williamson
Originale (in inglese): National Review
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Il senatore Robert Casey (Dem. Pennsylvania) ed il deputato Earl Pomeroy (Dem., North Dakota) stanno promuovendo una legge che impegnerebbe denaro dei contribuenti per evitare il fallimento del fondo pensione del sindacato degli autotrasportatori (Teamster’s Union ndT). La crisi finanziaria e la Grande Recessione possono aver mandato a carte quarantotto i vostri piani pensione, ma non è una buona ragione perché dei loschi sindacalisti con le spalle ben coperte debbano soffrirne, no?

Ecco la storia, come è stata raccontata all’Exchequer (il blog che Williamson tiene sul sito del National Review ndT) dall’ex dipendente del dipartimento del lavoro Vincent Vernuccio, che ora lavora come analista al Competitive Enterprise Institute. Secondo i piani dei democratici, la U.S. Pension Benefit Guaranty Corp., la quale è, in soldoni, un fondo di assicurazione per le pensioni finanziato dal governo federale, potrebbe ricevere denari dei contribuenti per salvare dalla bancarotta le cosiddette “pensioni orfane”, ovvero quei fondi che non ricevono più i contributi dei datori di lavoro, solitamente perché in situazioni finanziarie disastrose. Normalmente, la PBGC non usa soldi pubblici per salvare i fondi pensione: visto che riceve un premio assicurativo dai fondi che copre, usa quei soldi per continuare ad erogare le pensioni anche se un certo fondo pensione va in bancarotta. Più o meno è come la FDIC (il fondo di garanzia dei depositi bancari del governo federale americano NdApo) per i fondi pensione: se un fondo è amministrato particolarmente male, la PBGC può intervenire, assumerne la gestione e continuare ad erogare le pensioni agli assistiti.

La legge proposta da Casey vorrebbe cambiare questa situazione, creando un “quinto fondo” all’interno della PBGC che riceverebbe finanziamenti pubblici. Al momento, la legge federale specifica chiarissimamente che le obbligazioni prese dalla PBGC non sono garantite dal governo statunitense. La Casey-Pomeroy invertirebbe la situazione, imponendo che “le obbligazioni delle corporazioni che sono finanziate dal [quinto fondo] saranno contemporaneamente assunte dagli Stati Uniti”. In altri termini: voi, poveri fessi, pagherete il conto.

Come fa notare Vernuccio, la questione è preoccupante per varie ragioni: prima di tutto, stabilisce un precedente per i bailout finanziati con denaro pubblico delle pensioni dei sindacati. Anche se salvare il didietro agli autotrasportatori e ai loro amichetti dei sindacati del settore privato – che hanno gestito talmente male le proprie pensioni da lasciarli, secondo Moody’s, con un buco da 165 miliardi di dollari – le cose diventerebbero ancora peggiori se lo stesso precedente fosse usato per giustificare un bailout dei sindacati del settore pubblico, il cui buco pensionistico vale qualche migliaio di miliardi di dollari. (Quando si parla di pensioni dei dipendenti pubblici, lo stato del presidente Obama, l’Illinois, guida la corsa verso il precipizio. Come fa notare Vernuccio, il buco delle pensioni dei dipendenti dello stato della California è più grande del PIL dell’Arabia Saudita). La Casey-Pomeroy non autorizzerebbe direttamente i bailout del settore pubblico, ma stabilirebbe un precedente facilmente espandibile ad altre situazioni.

In seconda battuta, la Casey-Pomeroy quasi sicuramente porterebbe ad ancora più ampi bailout dei sindacati. La PBGC ha già più richieste di aiuto di quante ne possa gestire e le sue operazioni sono già più ampie e complesse di quello che molti americani immaginano. Secondo il suo stesso sito web, la PBGC “paga gli assegni mensili della pensione, fino al massimo garantito, a circa 744.000 pensionati di 4.000 piani pensioni che sono falliti. Inclusi quelli che non sono ancora andati in pensione ed i partecipanti ai piani collettivi che stanno ricevendo aiuti finanziari, la PBGC è responsabile per le pensioni, attuali e future, di circa 1.476.000 persone”. Visto questo, non c’è da sorprendersi se la PBGC abbia già debiti per 20 miliardi di dollari – il che vuol dire che i tizi che dovrebbero garantirti quando il tuo fondo pensione non può coprire i suoi obblighi contrattuali non possono coprire i propri obblighi contrattuali – senza parlare del fatto che i loro analisti interni dicono che, nel 2019, avranno un deficit di 34 miliardi di dollari. Indovinate a chi si rivolgeranno per avere quei soldi?

Ed ecco la parte veramente preoccupante: la legge proposta da Casey permetterebbe il trasferimento dei soldi dal “quinto fondo” ad altri fondi della PBGC. In altri termini, finiremmo per pagare l’intero conto. Secondo Vernuccio, “ci vorrebbero un paio di passaggi ma, nel lungo periodo, è evidente come questo non sia che un bailout occulto della PBGC”. Secondo il progetto di legge di Casey, non c’è limite alle somme di denaro pubblico che potrebbero essere destinate al salvataggio dei fondi pensione dei sindacati. I contribuenti già sono stati costretti a garantire senza limiti il bailout di Fannie Mae e Freddie Mac – davvero vogliamo fornire un pozzo senza fondo di denaro pubblico anche al sindacato degli autotrasportatori (notorio in America per le infiltrazioni mafiose, le tattiche estremiste e numerosissimi episodi di violenze, inclusi omicidi, contro i propri avversari ndApo)?

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