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Immagine trovata su neorepublica.comEditoriale storico del Washington Examiner, che dichiara ormai fallimentari le politiche economiche del presidente Obama. Migliaia di miliardi spesi per ottenere un bel niente. Trickle-up poverty… hope and change!

Non è detto che gli articoli più importanti debbano essere per forza lunghi, complicati e pieni di citazioni dotte. L’editoriale pubblicato ieri dal combattivo “Washington Examiner” è la prova lampante di questo principio. Invece di sommergere il lettore con tonnellate di parole, l’autore del pezzo, che in quanto non firmato riflette la posizione del giornale, ha preferito una prosa secca, quasi scarna, senza le battute sarcastiche che ai nostri tempi sembrano indispensabili per attirare l’attenzione del pubblico, sempre più distratto dalle migliaia di fonti d’informazione online e non.

Quando i dati sono più che evidenti, non c’è bisogno di fare acrobazie dialettiche per far passare il messaggio. Obama ha applicato le solite teorie economiche fallimentari della sinistra, spendendo e spandendo soldi presi a prestito che, prima o poi, qualcuno dovrà ripagare. Come con le energie “alternative”, le auto ibride e tutte le grandi battaglie della sinistra mondiale, il metodo ed il risultato è sempre lo stesso: rapinare soldi ai poveri per girarli ai propri amici e famigli. Hope and change.

L’economia va a carte quarantotto, i disoccupati diventano legioni, chi ha voglia di rischiare in proprio e spirito imprenditoriale abbandona lo stanco Occidente per cercare nuove opportunità altrove, in Asia, in Africa o persino in America Latina. Tutto va come deve andare, no? Chi ha il cognome giusto trova sempre un posto ben retribuito pagato dai poveri gonzi che non riescono ad evadere le tasse. Chi bacia la pantofola giusta o si sdraia sul divano giusto riesce a riempirsi le tasche e fare la bella vita, alla faccia dei poveri deficienti che, troppo stupidi od orgogliosi, hanno pensato che bastasse studiare ed impegnarsi a fondo per riuscire non dico a diventare ricco ma almeno a vivere un’esistenza tranquilla.

Invece no, il mondo è occupato dalle cricche, dalle congreghe più o meno segrete, dalle cordate di criminali, dalle coorti di incompetenti. Tutto bene, madama la marchesa. Chi aveva avrà sempre di più, chi pensava di fare due passi avanti grazie a capacità o impegno, rimarrà al suo posto. L’Apolide si guarda intorno ed ormai non sa più se valga la pena di arrabbiarsi per le infinite storture di questa società. Su La7, Telese e la Costamagno, in maniera sempre molto elegante, parlano dell’estetica dei leader. Servono altri commenti? Sul serio? A me non sembra. Fatemi trovare un lavoro anche minimamente decente e tolgo le tende. Preferisco vivere.

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Bisogna ammettere che le Obamanomics sono fallite
Redazionale
Originale (in inglese): The Washington Examiner
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Non è un caso che Christina Romer, segretario del Consiglio dei Consiglieri Economici della Casa Bianca, abbia annunciato il suo pensionamento un giorno prima della pubblicazione del brutale rapporto sulla disoccupazione di venerdì scorso. Con altri 131.000 posti di lavoro persi a luglio ed i numeri dei due mesi scorsi rivisti al ribasso con 97.000 posti persi, è facile capire perché abbia pensato di cercare un modo per levarsi di torno.

Romer è conosciuta soprattutto per aver scritto il rapporto del febbraio 2009 “The Job Impact of the American Recovery and Reinvestment Plan” (l’impatto sull’occupazione del piano per la ripresa ed il reinvestimento ndT), che la Casa Bianca ha usato spesso e volentieri nella lotta per ottenere il passaggio del pacchetto di stimolo economico da 862 miliardi di dollari (il quale costerà ben più di mille miliardi di dollari, se si include l’interesse sul debito contratto per finanziarlo). La Romer aveva previsto che, una volta passato il pacchetto di stimolo, la disoccupazione si sarebbe stabilizzata sotto all’8 per cento nell’autunno del 2009 e che oggi sarebbe stata al 7 per cento. Visto che la disoccupazione è invece al 9,5 per cento, non è una stima accettabile, specialmente per un documento che è stato usato per influenzare la politica governativa. Se non fosse che centinaia di migliaia di disoccupati frustrati hanno addirittura smesso di cercare un nuovo lavoro e sono del tutto usciti dalla forza lavoro, i dati sarebbero ancora peggiori.

Come era prevedibile, il pacchetto di stimolo si è rivelato uno straordinario spreco di denaro preso in prestito che non è riuscito a creare posti di lavoro, generare crescita economica o fare qualcosa di più che riempire le tasche degli alleati politici della Casa Bianca. Certo, è servito pure a dare 308 milioni di dollari in sussidi governativi alla BP, prima del disastro nel Golfo del Messico, e finanziare uno studio per capire cosa succede quando le scimmie assumono cocaina.

Mentre la Romer torna alla sua comoda cattedra a Berkeley, Obama sta facendo del suo meglio per peggiorare la situazione economica, creando un’ambiente di estrema incertezza sulle regole. La legge di riforma su Wall Street che Obama ha recentemente firmato, secondo la Camera di Commercio degli Stati Uniti, richiederà 533 nuovi regolamenti, 60 studi di settore e 93 rapporti. L’Environmental Protection Agency dell’era Obama ha in corso 29 diversi regolamenti, mentre il Dipartimento del Lavoro ha in agenda 100 nuove regole; il Dipartimento dei Trasporti ne ha in cantiere solo 26.

Aggiungete a questo la determinazione di Obama di aumentare le tasse ad ogni cittadino lasciando che i tagli alle tasse che Bush mise in opera nel 2001 e nel 2003 finiscano il 1 gennaio 2011 e sarà semplice capire perché le banche, le imprese ed i consumatori stiano tenendo sotto il mattone migliaia di miliardi di dollari che sarebbero potuti servire a finanziare la crescita economica. E non abbiamo nemmeno tenuto conto degli effetti distruttivi sulla crescita della nazionalizzazione di ampi settori dell’economia da parte della presidenza Obama, incluse molte banche, la sanità e l’industria automobilistica.

L’economia è ferma, la disoccupazione sembra bloccata a livelli di inattività europei, il deficit federale ed il debito nazionale sono ai massimi storici, la fiducia del pubblico nel Congresso non è mai stata così bassa, mentre una sempre più ampia maggioranza di americani pensano che Obama abbia messo il paese sulla strada sbagliata. Le Obamanomics sono fallite miseramente ed è giunto il momento che tutti in questa città (Washington D.C. ndT) lo ammettano apertamente, così da consentire di cercare nuove soluzioni.

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