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Immagine trovata su orwellsdreams.wordpress.com

La battaglia sulla riforma sanitaria di Obambi è tutt’altro che finita: il referendum in Missouri per rifiutare l’obbligo di comprare assicurazioni mediche passa con più del 70% di voti a favore. Oh, bummer…

Primi ostacoli sulla strada verso il paradiso socialista per Obama. Quando tutti sembravano sicuri di averla sfangata passando a forza di tangenti e favori agli amici la orripilante riforma sanitaria al Congresso, ecco che gli stati iniziano a ribellarsi. Ieri è stato il Missouri, primo a presentare un referendum per richiedere l’esclusione dal mandato federale che obbligherebbe ogni cittadino ad acquistare un’assicurazione sanitaria pena crocefissione in sala mensa ed inquisizione da parte dell’IRS, a far sentire chiaro e forte il proprio NO alla socializzazione della medicina degli obamioti. Più del settanta per cento degli elettori hanno approvato il referendum che esenterà i cittadini del Missouri dall’obbligo imposto dalla legge federale. Altri tre stati hanno già previsto referendum simili e molti altri sembrano pronti ad unirsi alla rivolta. I costituzionalisti sembrano divisi tra i soliti utili idioti che difendono a spada tratta la cosiddetta “supremacy clause” e quelli che fanno notare come non la si possa applicare a materie che non sono elencate specificamente nella Costituzione, dato che così facendo si priverebbe la stessa di qualsiasi significato. L’Apolide, sebbene abbia studiato la materia, non si sente in grado di esprimersi sulla faccenda e si schiera con i secondi, per così dire, sulla fiducia. Visto che gli abusi della “supremacy clause” e di altre parti ambigue della Costituzione hanno portato allo stravolgimento della stessa, che secondo qualche sinistro ora includerebbe “diritti” come quello all’istruzione, alla salute, alla “diversità”, cose che avrebbero fatto rabbrividire i Padri Fondatori, a questo punto meglio un approccio letterale, fedele allo spirito originale della carta, ovvero la protezione del cittadino DALLO stato e la limitazione tassativa dei poteri del governo federale. Perché mai questa battaglia tra costituzionalisti dovrebbe interessare gli abitanti della penisola dei caciocavalli? Mah, forse perché nell’ultimo secolo sono stati i contadini yankee ad impedire ai peggiori dittatori totalitari di imporre la loro visione del mondo criminale al resto del mondo. Forse perché anche oggi i dittatori sono diversi ma il disegno è lo stesso. Forse perché senza il timore della “vendetta” statunitense, sarebbero parecchi a farsi venire strane idee e mettersi a ridisegnare la mappa del mondo nel peggiore dei modi. Nota a margine: altra vittoria significativa dei ragazzi dei Tea Party americani. Se magari avessero qualche consiglio da dare alle loro controparti europee, che per ora sono parecchio timide e si limitano a discorsi e belle parole, sarebbero i benvenuti. Anche qui ci sarebbe una bella pattuglia di statalisti da far masticare amaro…

Un lievemente ottimista Apolide

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Trionfo per la Proposition C
Tony Messenger
Originale (in inglese): St. Louis Today
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Gli elettori del Missouri hanno rifiutato a larghissima maggioranza l’obbligo imposto dal governo federale di acquistare assicurazioni sulla sanità, infliggendo una sconfitta all’amministrazione del presidente Barack Obama e regalando ai repubblicani la prima vittoria in una campagna nazionale per abrogare la discussa riforma sanitaria approvata dal Congresso lo scorso marzo.

Secondo la senatrice dello stato del Missouri Jane Cunningham (Rep. – Chesterfield), una delle promotrici della legge che ha permesso al referendum (Proposition C) di essere votato, “i cittadini del Show-Me State (ogni stato dell’Unione ha un soprannome – quello del Missouri è appunto lo stato del “dimostramelo” ndT) non vogliono che sia Washington a decidere su come gestiscono la propria salute”. La senatrice ha dichiarato che gran parte del merito va alle campagne porta a porta organizzate dai Tea Party e da altri gruppi di patrioti che hanno costruito il supporto popolare per questo referendum anti-Washington.

Ora che gran parte dei voti sono stati contati, la Proposition C è stata approvata con un tasso di circa 3 voti a favore per ogni voto contrario. La misura, che si propone di esentare il Missouri dal mandato federale per le assicurazioni contenuto nella riforma sanitaria, include un paragrafo che cambierebbe le procedure di liquidazione dei beni delle compagnie assicurative che dichiarano fallimento o decidano di non operare nello stato del Missouri (il settore delle assicurazioni mediche è sottoposto ad una legislazione particolarmente complicata che, in pratica, costringe ogni cittadino ad acquistare i prodotti delle ditte che operano nel proprio stato, impedendogli quindi di comprare i prodotti più competitivi presenti magari nello stato vicino ndApo).

La Cunningham, impegnata in un incontro della sua campagna elettorale in una casa privata nel sobborgo di Town and Country (St. Louis) ha detto di “non aver mai visto un entusiasmo del genere in vita mia. I cittadini vogliono che la loro opinione arrivi fino alla capitale”.

Una trentina di sostenitori della Proposition C hanno festeggiato rumorosamente attorno alle nove di sera, quando i primi risultati hanno indicato che il referendum era passato con più del 70 per cento dei voti.

Dwight Janson, 53 anni, da Glendale, mostrando orgogliosamente la sua maglietta con la bandiera americana, dice che “questo voto sarà sentito in tutto il mondo”: Janson dice di aver partecipato fin dall’anno scorso ad uno dei primi raduni dei Tea Party e di aver contribuito alla campagna per la Proposition C perché voleva finalmente “fare la differenza”.

“Ero stanco di sedere da parte a mugugnare da solo”.

Il Missouri è il primo di quattro stati che stanno cercando di tirarsi fuori dal mandato di acquistare delle assicurazioni private che fa parte della riforma sanitaria approvata a forza da Obama. Anche se molti esperti di legge discutano se il voto sia vincolante o no, lo straordinario risultato delle urne non potrà che incoraggiare gli sforzi del GOP, visto che l’Arizona, l’Oklahoma e la Florida terranno referendum simili durante le elezioni di metà mandato del prossimo novembre.

Il senatore Jim Lembke (Rep. – Lemay) dice che “è un risultato di quelli sonanti. Mi aspettavo una vittoria, ma non con questo margine. Un trionfo del genere non potrà che portare la questione al centro dell’attenzione del paese, insieme a diverse altre questioni legate ai poteri che la Costituzione concede al governo federale”.

Fin dai primi giorni successivi all’approvazione della riforma sanitaria da parte del Congresso controllato dai democratici – riforma che si propone di aumentare il numero di americani coperti da un’assicurazione medica – i repubblicani si sono riproposti di abrogarla. La loro critica principale è che secondo loro il governo federale non dovrebbe imporre decisioni sulla sanità ai governi locali (secondo il Decimo Emendamento, visto che il potere di decidere sulla sanità non è incluso nella Costituzione, dovrebbe essere di competenza o degli stati o dei singoli cittadini ndApo).

Anche se l’abrogazione potrebbe sembrare una strategia rischiosa, lo sforzo di far passare il messaggio che gli elettori non ne vogliono sapere di essere costretti a comprare assicurazioni mediche stato per stato potrebbe avere successo ed espandersi a macchia d’olio.

Questa sembra la speranza dei repubblicani, che si augurano che il risultato sonante del Missouri faccia decollare sul serio un movimento nazionale.

La Cunningham si dice ottimista: “è come un domino; il Missouri è stato solo il primo a cadere, ma questo risultato influenzerà pesantemente il dibattito in corso in molti altri stati”.

La Proposition C non ha dovuto affrontare un’opposizione bene organizzata, anche se la Missouri Hospital Association nelle ultime due settimane ha lanciato una campagna via posta contraria al referendum. L’associazione degli ospedali, che avrebbe speso più di 300.000 dollari in questo tentativo fallito, dichiara che senza la nuova legge federale, chi non è coperto da un’assicurazione medica non potrà che causare l’aumento dei costi per i fornitori di servizi medici e gli altri contribuenti.

Secondo il portavoce dell’associazione Dave Dillon, “l’unico modo per risolvere il problema dei costi nel settore sanitario è quello di espandere il numero delle persone assicurate”. Secondo lui, l’associazione non pensa di portare la nuova legge in tribunale, ma si aspetta che altri soggetti prima o poi ne metteranno in dubbio la legittimità costituzionale.

“Penso che non mancheranno di sicuro le persone che penseranno di usare i tribunali federali per risolvere questa faccenda”.

Anche i democratici erano in generale contrari alla Proposition C, anche se non hanno speso né molto tempo né molte risorse per combatterla.

Secondo la Cunningham, negli ultimi giorni della campagna, molti politici, visto il successo dell’iniziativa e l’entusiasmo dei sostenitori, hanno pensato fosse prudente “avvicinarsi” alla Proposition C.

Tra di loro il deputato Roy Blunt, che martedì sera ha vinto le primarie repubblicane per il Senato federale: alla fine della settimana scorsa, Blunt aveva annunciato pubblicamente che appoggiava la Proposition C.

Lunedì Blunt aveva dichiarato che si augurava che gli elettori del Missouri mandassero “un messaggio elettorale” all’amministrazione Obama, approvando con ampio margine il referendum.

Resta da vedere se l’amministrazione federale deciderà di rispondere trascinando lo stato in tribunale per bloccare l’implementazione della legge, più o meno come sta facendo in Arizona con la legge sui controlli sugli immigrati illegali.

Il problema è simile: quando le leggi statali entrano in conflitto con quelle federali, i tribunali di solito decidono a favore del governo federale, vista la Clausola di Supremazia contenuta nella Costituzione degli Stati Uniti (il testo del secondo comma del sesto articolo della Costituzione indica solo che la carta costituzionale debba essere considerata come la più alta legge del paese e che quindi debba essere applicata in preferenza quando leggi statali entrino in conflitto con essa. Nella giurisprudenza americana, questa clausola è stata abusata numerose volte, fino ad includere materie non elencate specifica-mente nel testo originale, come le imposte sul reddito ndApo).

Richard Reuben, un professore presso la University of Missouri School of Law, ha dichiarato che se il governo federale dovesse portare in tribunale la questione, probabilmente otterrebbe un parere favorevole, opinione condivisa da diversi altri esperti di legge e politica del Missouri.

Ma la Cunningham non si preoccupa: anche lei ha una serie di esperti pronti a portare la battaglia in tribunale.

“Gli esperti di diritto costituzionale non sono d’accordo. Questa questione non è affatto chiara: ci sono basi legali più che solide”.

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