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Foto trovata su bp.blogspot.comI sondaggi si moltiplicano, novembre è sempre più vicino e buona parte dei democratici più sensati inizia a farsela sotto. Al Franken, che sensato non lo è mai stato neanche per sbaglio, preferisce invece usare toni apocalittici per evitare la presa del Congresso da parte del GOP. Ma cosa avranno mai da nascondere se hanno così paura? Mah…

L’estate è nel pieno, agosto è dietro l’angolo ed i politici iniziano a guardare al Labor Day, la festa del lavoro americana che tradizionalmente segna la fine della bassa stagione della politica e la ripresa della guerriglia tra repubblicani e democratici. Trattandosi di un anno elettorale, gli animi sono surriscaldati e non dal clima torrido che nelle ultime settimane ha perseguitato anche la costa orientale degli Stati Uniti. Il sommamente esecrabile Al Franken, comico non divertente che ha vinto chissà come il seggio senatoriale del Minnesota, sta già suonando le campanelle d’allarme ai peoni democratici. Sono toni da racconto biblico. Se i repubblicani vincono a novembre sarà la fine del mondo! Ci toglieranno la naziona… ahem, la riforma della sanità! Cancelleranno tutti i ridic… meravigliosi regolamenti che i sinda… abbiamo fatto approvare per la vostra sicurezza! E poi, orrore degli orrori, controlleranno l’operato del nostro grande e beneamato leader! Byron York, analista politico capo del Washington Examiner, smonta pezzo per pezzo i vaneggiamenti del lurido trip… senatore del Minnesota ed afferma che, visto che la commissione di controllo funziona meglio se a guidarla è un membro del partito opposto a quello che ha la Casa Bianca, il popolo americano avrebbe solo da guadagnare se i repubblicani vincessero a novembre. L’Apolide sinceramente gongola al pensiero dell’ottimo Darrell Issa che, con i pieni poteri dell’Oversight and Government Reform Committee, inizia a scartabellare nella montagna di schifezze che il Caro Leader Abbronzato ha fatto approvare a forza da quando (purtroppo) è entrato a 1600 Pennsylvania Avenue. Non so voi, ma lo vedo sempre più spesso inginocchiato in un angolino che prega come non lo vedevo fare da anni. Quanto manca al 2 novembre?!

Un ferventissimo e devotissimo Apolide

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I democratici temono il controllo del GOP sugli atti compiuti dall’amministrazione Obama
Byron York
Originale (in inglese): The Washington Examiner
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Parlando ad un gruppo di attivisti di sinistra alla convention annuale della Netroots Nation a Las Vegas, il senatore democratico Al Franken ha dipinto un ritratto a tinte fosche di quello che succederà se i repubblicani prendessero il controllo del Congresso.

Sabato Franken ha detto che i repubblicani “metteranno in piedi un’agenda veramente pericolosa. Niente è al sicuro, dall’abrogazione della riforma della sanità alla privatizzazione della Social Security”. I deputati del GOP non solo “farebbero a pezzi i nostri regolamenti di sicurezza”, ma addirittura “straccerebbero la rete di sicurezza sociale” mentre i loro “padroni delle corporation” sarebbero al lavoro per portare avanti “un’agenda politica ancora più pericolosa”.

Per quanto pessimo possa essere questo futuro, secondo Franken un poco conosciuto deputato conservatore dalla California sta preparando qualcosa di ancora più nefasto. Franken si riferiva al capogruppo repubblicano nella commissione della Camera che si occupa dei controlli sull’attività del governo; “Darrell Issa sta pensando di raddoppiare il suo staff e partire in una caccia alle streghe con lo scopo di trascinare nel fango l’amministrazione Obama”.

Sentite queste parole, parecchi repubblicani hanno ridacchiato. Issa pensa di raddoppiare il suo staff? Beh, è vero, visto che è quello che succede sempre quando un partito prende il controllo della Camera. Dal 1995, è consuetudine che la commissione di controllo sia composta da 2 membri della maggioranza per ogni membro della minoranza. Quando nel 2006 i democratici vinsero il controllo della Camera, raddoppiarono il loro staff, mentre i repubblicani furono costretti a dimezzarlo. Se nel 2010 i repubblicani vincessero, raddoppierebbero il loro staff mentre i democratici lo dimezzerebbero. Le cose funzionano così, niente di strano.

Forse Franken, che è senatore da solo un anno e non ha visto che una ampia maggioranza democratica, non ne è al corrente. Non ha mai assistito agli stravolgimenti che un cambio della guardia porta a Capitol Hill. Naturalmente, se i democratici dovessero perdere il controllo del Senato a novembre, avrà modo di impararlo molto in fretta.

A parte i problemi relativi allo staff, al cuore delle accuse di Franken c’è il fatto che Issa si preparerebbe a condurre una “caccia alle streghe” per fare fuori il presidente Obama. Evidentemente, quando dice “caccia alle streghe”, Franken parla di quello che i repubblicani chiamano “controllo”.

Secondo il portavoce di Issa, Kurt Bardella, “l’unica responsabilità di Darrell Issa è quella di assicurarsi che le procedure di controllo tengano il passo di un governo le cui responsabilità e le cui dimensioni sono aumentate vertiginosamente. Questa commissione esiste per controllare la burocrazia governativa ed assicurarsi che essa, tramite l’uso legittimo ma vigoroso delle procedure di controllo, lavori al meglio e gestisca in maniera ottimale i soldi dei contribuenti americani”.

Ho chiesto allo staff di Issa un elenco degli argomenti sui quali il deputato ha concentrato la sua attenzione nei 18 mesi passati da quando Obama è salito al potere. Prima di tutto, Issa si è occupato dei favoritismi del gigante dei mutui Countrywide nel concedere prestiti eccezionalmente generosi a deputati e senatori, membri dello staff del Congresso e dirigenti di Fannie Mae e Freddie Mac. Il secondo tema è stato la causa civile intentata dalla Securities and Exchange Commission contro la Goldman Sachs. Il terzo tema è stata la risposta dell’amministrazione Obama all’incidente petrolifero nel Golfo del Messico. Il quarto è stato il modo nel quale l’amministrazione ha gestito l’Home Affordable Modification Program, un programma che dovrebbe aiutare chi ha problemi gravi a pagare le rate del mutuo sulla propria casa. Quinto nella lista il modo nel quale il Dipartimento del Tesoro ha gestito i fondi del TARP destinati ai mercati immobiliari “più colpiti” dalla crisi.

Quale di questi argomenti sarebbe una “caccia alle streghe” diretta a far cadere Obama? Nessuno, visto che molti democratici sono d’accordo nel dire che programmi di spesa del genere dovrebbero essere attentamente monitorati. Ma Franken sembra essere preoccupato da altre cose.

Durante il discorso alla Netroots Nation, il senatore del Minnesota ha detto “abbiamo visto cosa succede quando i repubblicani prendono il controllo del Congresso con un presidente democratico, e non è un bello spettacolo”. Riferendosi agli anni dell’era Clinton, stava forse suggerendo che se i repubblicani dovessero vincere a novembre sarebbero esplosi una serie di scandali e richieste di impeachment? Questa è una lettura sbagliata del passato. La natura straordinaria degli scandali di Clinton è derivata più dalla legge sui procuratori indipendenti che dal fatto che il GOP controllasse il Congresso. Qualcuno forse può credere che la Camera repubblicana avrebbe iniziato l’impeachment di Bill Clinton nel 1998 senza che il giudizio di un procuratore indipendente gli fornisse adeguate giustificazioni? Oggi che la legge sui procuratori indipendenti è stata abrogata da tempo, i democratici sono preoccupati più da un controllo stringente dell’attività dell’amministrazione che dalla prospettiva dell’impeachment.

I lavori della commissione di controllo e riforma del governo sono stati a lungo un mix tra controlli legittimi e schermaglie partigiane. Non è una novità, le cose sono andate così quando la guidavano i democratici e quando sono stati i repubblicani a condurre le danze. Ma, visto che i democratici preferiscono evitare di fare inchieste sull’operato dei presidenti democratici ed i repubblicani fanno lo stesso, la commissione è più efficace quando sono partiti diversi a controllare il Congresso e la Casa Bianca. Ecco perché il popolo americano avrebbe solo da guadagnare se fossero Darrell Issa ed il GOP a guidare quella commissione — nonostante quello che dice Al Franken.

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