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Foto trovata su patterico.comUn nemico in comune non basta: anche se il GOP ed i Tea Parties sono messi dalla stessa parte della barricata ideologica, i rapporti non sono stati dei migliori. Ora Newt Gingrich e la Heritage Foundation sembrano aver cambiato idea. Forse hanno guardato il calendario?

Di solito non c’è cosa che l’establishment detesti di più di un movimento popolare che non è in grado di comandare a bacchetta. Sì, davanti ad una telecamera sono tutti pronti a versare fiumi di parole d’elogio nei confronti dei cittadini che si impegnano in prima persona ma, appena spenta la lucetta rossa, vorrebbero tanto mandarli tutti a quel paese. Le regole della politica sono ferree: se sono riuscito a farmi strada in un partito nazionale, vuol dire che ne ho viste di cotte e di crude, ho fatto talmente tante promesse che ormai ho perso il conto e sono abituato a ragionare solo in termini di potere personale. Ovvero, se non riesco a trarre vantaggi dalla tua azione, farò di tutto perché tu vada a finire male. I vertici del GOP, sorpresi dalle dimensioni del movimento dei Tea Party, stanno ancora cercando di capire come sfruttare l’entusiasmo degli attivisti senza rompere il giocattolo. Anche se in diverse primarie i loro giochi di potere sono andati a farsi benedire, non possono permettersi di andare direttamente contro all’unico movimento in grado di muovere milioni di persone e centinaia di migliaia di indipendenti negli stati chiave. Con l’avvicinarsi delle mid-term, tutti sembrano disposti a scendere a patti, anche due voci potenti dell’establishment del partito repubblicano come Newt Gingrich e la Heritage Foundation. Se quest’ultima se l’è cavata assegnando un premio prestigioso al movimento dei Tea Party (pagato peraltro con materiale promozionale della stessa Heritage… ‘sti furbastri), Newt Gingrich, che in passato si era distinto per dichiarazioni non proprio accomodanti nei confronti dei Tea Party, ha preferito spendere un endorsement nei confronti di Mike Wilson, fondatore del Tea Party di Cincinnati e figura di spicco del movimento del Midwest. Parole? Forse. Oppure il vecchio Newt sta iniziando a tessere la rete di alleati che gli sarà utile a partire dal prossimo anno, quando inizierà la massacrante maratona delle primarie presidenziali. Tutto bene? Tutti amici? Manco per sbaglio. L’establishment vedrà sempre come il fumo negli occhi questo movimento anarchico, intrattabile e decentrato. Ma con le mid-term a poco più di tre mesi, non si può permettere di averli contro. It’s politics, baby, the dirtiest game in town!

L’Apolide

Riprendersi l’America: perché onoriamo il movimento dei Tea Party
Julia Shaw
Originale (in inglese): The Heritage Foundation

Vi ricordate quando si diceva che il conservatorismo era morto e l’America era destinata ad un nuovo New Deal? Beh, da allora è successa una cosa curiosa sulla strada verso l’ultima versione del progressismo sinistro – il movimento dei Tea Party.

Il movimento dei Tea Party è stato uno dei più significativi movimenti popolari del nostro tempo per riportare in vita i principi fondativi dell’America. In ogni cittadina, persone che fino ad allora non si erano mai occupate di politica – cittadini come Billie Tucker del First Coast Tea Party – hanno iniziato a partecipare a manifestazioni con cartelloni fatti in casa che chiedevano il ritorno del senso comune in materia fiscale e la restaurazione del governo secondo le indicazioni della Costituzione. Questo movimento di base è stato spesso calunniato (specialmente da sinistra e sui media) e quasi mai gli è stato riconosciuto alcun premio per il suo impegno civico. Questo fino ad oggi.

Durante il Resource Bank del 2010, al movimento dei Tea Party è andato il Salvatori Prize for American Citizenship, un premio che prende il nome dell’imprenditore e filantropo Henry Salvatori e viene assegnato ogni anno ai cittadini americani che promuovono e rispettano i principi americani, incarnano le virtù mentali e il carattere dei Fondatori della Nazione e si distinguono nel rappresentare lo spirito di indipendenza e imprenditorialità diffusa negli Stati Uniti. Matthew Spalding spiega il perché la Heritage Foundation abbia riconosciuto questo premio al movimento dei Tea Party:

Alla base delle attività del movimento dei Tea Party, ciò che motiva i loro sforzi non è un singolo problema o un’agenda di parte ma un impegno sempre più profondo per portare avanti le verità contenute nella Dichiarazione d’Indipendenza ed i principi fondamentali della Costituzione degli Stati Uniti. Per la straordinaria importanza di questo sforzo, per aver riportato in prima linea nel dibattito pubblico i principi fondatori dell’America, per aver motivato milioni di loro concittadini ad impegnarsi in prima persona in questo sforzo e far sì che la politica risponda in maniera adeguata a queste richieste, si assegna al movimento dei Tea Party l’Henry Salvatori Prize for American Citizenship del 2010, onorando in questo modo tutti quei cittadini americani che in ogni angolo del paese sono impegnati a rinnovare la libertà in America.

Il movimento dei Tea Party è in buona compagnia: tra i vincitori passati del Salvatori Prize ci sono David McCullough (2009), il professore della Princeton University Robert P. George (2008), come la Mount Vernon Ladies Association (2005) e la Federalist Society (2006).

Il movimento dei Tea Party è veramente un movimento grassroots: non è stato organizzato da un solo individuo o da un solo gruppo. Per questo non c’è un solo vincitore del premio: invece, i fondi derivati dal Salvatori Prize sono stati usati per aiutare a colmare l’enorme domanda di materiali educativi che arriva dai gruppi dei Tea Party in tutta la nazione. Fino ad oggi, i leader di 265 gruppi da ogni stato e dal Distretto di Columbia hanno ricevuto una collezione di libri di consultazione, monografie e libri della collezione “First Principles”, incluse copie dei libri “We Still Hold These Truths: Rediscovering Our Principles, Reclaiming Our Future, The Heritage Guide to the Constitution” e “How to Read the Federalist Papers”. Un numero ancora più elevato di gruppi ha ricevuto spedizioni di decine di copie della Dichiarazione di Indipendenza e della Costituzione tascabile, accompagnate da volantini informativi della Heritage Foundation da distribuire durante i loro incontri pubblici.

Come i loro fratelli del diciottesimo secolo, il movimento dei Tea Party deve affrontare un vortice impetuoso di attività governativa che tende ad estendere continuamente le proprie competenze. Eppure, come ci ricorda Spalding, c’è una differenza fondamentale tra quei primi patrioti ed il movimento odierno:

Quei primi patrioti dovettero prima affermare la propria indipendenza e poi ripartire da zero. Il nostro compito è diverso. Non si tratta di innestare le baionette ma di mantenere fermi i principi della nazione, non con i proiettili ma con le schede elettorali. Il nostro compito non è quello di rovesciare chissà cosa; non la rivoluzione ma il rinnovamento e la restaurazioni di quelle verità di per sé stesse evidenti che sono al cuore della Costituzione degli Stati Uniti.

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Newt Gingrich appoggia il fondatore del  Tea Party di Cincinnati Mike Wilson
Justin Higgins
Originale (in inglese): No Muzzle Politics

Mike Wilson, fondatore del Tea Party di Cincinnati e candidato a deputato dello stato nel distretto della Camera dell’Ohio 28, ha fatto sapere su Facebook e Twitter che sta per ricevere un endorsement da una personalità di livello nazionale. Mike Wilson annuncerà presto che ha ricevuto l’endorsement di Newt Gingrich, ex presidente della Camera e bastione del conservatorismo. Il fatto che Newt si muova per una corsa per il parlamento regionale dimostra quanto sia vasto il supporto che Wilson sta ricevendo e quanto alta sia l’attenzione riservata alle vicende politiche dell’Ohio con l’avvicinarsi di novembre. Questo fatto dimostra come i vertici nazionali del movimento conservatore stiano abbracciando il movimento dei Tea Party, soprattutto uno come Mike, che è salito alla ribalta nazionale per aver organizzato alcune tra le manifestazioni più grandi di tutto il paese. L’annuncio dell’endorsement conterrà questo tributo squillante da parte del presidente Gingrich:

“Mike Wilson rappresenta il leader civico della statura necessaria a riportare la responsabilità fiscale sia a Columbus (capitale dell’Ohio ndT) sia a Washington D.C. Le vere riforme iniziano dal basso e Wilson è tra quelli che guidano la carica in Ohio. Il governo è troppo pesante ad ogni livello e sta strangolando le piccole e medie imprese, le uniche in grado di creare nuovi posti di lavoro. Ho incontrato Mike quando sono venuto a Cincinnati lo scorso dicembre per tenere un Real Jobs Summit e sono rimasto impressionato dalla sua preparazione, dalla sua passione civica e dall’esperienza dimostrata nell’organizzare il Tea Party di Cincinnati. Sono sicuro che i programmi di Mike per ridurre le spese e riformare il governo dello stato saranno molto utili per far ripartire l’economia dell’Ohio e generare molti nuovi posti di lavoro”.