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Foto trovata su viewzone.comMacché Depressione! Vedrete, lo Stato ci salverà tutti! Basterà che i ricchi maiali capitalisti paghino sempre più tasse, quegli infami! Il popolo trionferà, sempre che la smettiate di comprare oro e vi mettiate in fila per i nostri splendidi buoni del tesoro. O lo fate con le buone oppure… Due articoli dopo il salto.

Più che si va avanti, più che si moltiplicano le similarità tra il momento attuale e gli anni oscuri segnati dalla Grande Depressione. Chiunque, come l’Apolide, abbia studiato la storia dell’economia con un professore non totalmente asservito al trionfo del socialismo, ha imparato come siano state quelle politiche cervellotiche e ridicole di quel Franklin Delano Roosevelt tanto osannato dai libri di scuola che i vostri figli dovranno prima o poi leggere a causare l’approfondimento ed il prolungamento eccessivo della durata della crisi economica iniziata nel 1929. Visto che la storia serve solo quando glorifichi le imprese dei grandi eroi del socialismo (come quel bastardo di FDR o quell’altro criminale di Wilson), ci stiamo incamminando allegramente verso la replica di quel bellissimo film, adorato dai sinistri di tutto il mondo, chiamato “la Grande Depressione, ovvero come trasformare il paese più ricco del mondo in una baraccopoli piena di proletari totalmente asserviti ai desideri della grande borghesia”. Sinceramente l’Apolide è senza parole: sembra ormai evidente come il Caro Leader Abbronzato sia determinato a fare qualsiasi cosa possibile per distruggere le industrie private per poi nazionalizzare tutto, sequestrare i beni dei cittadini ed instaurare finalmente la grande Repubblica Sovietica degli Stati Uniti. Quello che non capisco è come nessuno da noi voglia svegliarsi e denunciare il bastardo per quello che è; un comunista della peggior specie, nemico del popolo americano e di chiunque abbia ancora cara la propria libertà. Cosa dovrà fare prima che la gente si sollevi ed inizi a sputare in faccia a quei buffoni prezzolati che ancora oggi continuano a dipingerlo come il nuovo messia? Che inizi a far sparire gli oppositori come il suo amico Castro? O che si metta a sequestrare beni ai privati che gli stanno antipatici come l’altro amichetto Chavez? E chi sperate che vi informi di questi crimini, gli stessi bambocci che hanno fatto passare la riforma della finanza come una storica conquista del popolo? Evviva il progresso sociale! Evviva il socialismo prossimo venturo! Contenti voi, contenti tutti…

L’Apolide

Il grafico sulla disoccupazione più spaventoso che abbia visto
Derek Thompson
Originale (in inglese): The Atlantic

Grafico trovato su theatlantic.com - Dati: US Department of Labor

La durata media della disoccupazione è più alta oggi che in ogni altro momento negli ultimi cinquant’anni. E questo è un understatement: è più di due volte più alta oggi che nel momento peggiore degli ultimi cinquant’anni.

Magari vi starete chiedendo cosa significhi questo dato: vuol forse dire che dovremo aumentare la durata del sussidio di disoccupazione per proteggere questi disoccupati di lungo periodo oppure dobbiamo finirla di dare sussidi a chi non ha lavoro? Vuol dire che dobbiamo espandere i programmi federali per addestrare i disoccupati a nuovi lavori o forse vuol dire che questi programmi non stanno funzionando? Vuol dire che abbiamo bisogno di più stimolo all’economia, più aiuti di stato, più progetti sulle infrastrutture, più opere pubbliche… o forse vuol dire che è il momento di fermare tutto, fare un passo indietro e lasciare che il mercato faccia il suo corso?

Troverete un mucchio di persone sveglie capaci di argomentare a favore di ognuna delle sei possibili opzioni (io tendo ad essere d’accordo con la prima di ogni coppia) (non avevamo dubbi ndApo). Comunque è difficile sapere per certo quale sia la politica migliore in momenti storici come questo proprio perché sono orfani della storia, senza alcun precedente che possa mostrarci cosa funziona e cosa invece evitare.

Una delle mie prime reazioni a questo grafico è stata “Beh, se non altro non dovremo preoccuparci dell’inflazione per tanto, tanto tempo. Eppure ecco qui una prova che dimostra come, nonostante in passato si sia osservata una relazione inversa tra l’inflazione e la disoccupazione, “i disoccupati di lungo periodo tendono a mettere una minore pressione negativa sull’inflazione”. Alla fine, questo grafico dovrebbe spingere ad una maggiore umiltà chi si occupa di tracciare la rotta del nostro paese, più di spaventarli e renderli ancora più sicuri di sapere quale sia la strada giusta per porvi rimedio.

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I venditori di monete d’oro arrabbiati per una nuova legge fiscale
Rich Blake
Originale (in inglese): ABC News

Chi era già arrabbiato per la riforma sanitaria del presidente, adesso avrà una nuova freccia al suo arco: un emendamento supplementare che finora era passato inosservato mette i compratori ed i venditori di monete d’oro sotto un più stretto controllo del governo.

La questione è diventata di pubblico dominio visto che i commercianti di monete d’oro stanno attirando l’attenzione per le loro tecniche di vendita “discutibili”.

La Sezione 9006 del Patient Protection and Affordable Care Act (il nome ufficiale della riforma sanitaria ndT) prevede un emendamento all’Internal Revenue Code (il mastodontico codice che raggruppa tutta la legislazione americana in materia di tasse ndT) per espandere l’ambito di applicazione del modulo 1099. Oggi, il modulo 1099 è usato per monitorare e riportare il reddito accessorio associato ai servizi forniti dai piccoli costruttori edili o dai liberi professionisti.

I venditori di monete si ribellano
A partire dal 1 gennaio 2012, i moduli 1099 diventeranno un mezzo per trasmettere all’Internal Revenue Service (l’agenzia delle entrate del governo federale USA ndT) ogni acquisto di beni e servizi forniti da piccoli commercianti o liberi professionisti che superino l’ammontare annuale di seicento dollari. I metalli preziosi come le monete o i lingotti rientrano in questa categoria ed i commercianti di monete sono stati tra i più allarmati da questo cambiamento.

Questa decisione, che secondo l’IRS dovrebbe permettere di estrarre tasse da una vasta riserva di reddito non tassato, è stata inclusa nella riforma sanitaria perché, apparentemente, doveva servire a finanziarla. La modifica alla legislazione fiscale dovrebbe garantire un gettito addizionale di 17 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, secondo il Joint Committee on Taxation.

Secondo Diane Piret, direttore dell’Industry Council for Tangible Assets, un’associazione che rappresenta circa 5.000 commercianti di monete o metalli preziosi negli Stati Uniti, è proprio questa industria ad essersi attivata per prima nella lotta a questa nuova regola.

“I commercianti di monete non solo comprano monete da altri negozianti per aumentare le proprie scorte, ma spesso comprano dai propri clienti. Gli altri tipi di negozi avranno un numero limitato di fornitori dai quali comprano i prodotti da rivendere”.

Secondo la Piret, ogni volta che un cliente venda al negoziante una quantità d’oro che supera i seicento dollari, dovrà riportare questa transazione al governo.

Pat Heller, proprietario del Liberty Coin Service a Lansing, Michigan, dice di avere circa 1.000 clieti alla settimana; molti sono semplici cittadini ansiosi di proteggere i propri risparmi visto lo stato incerto dell’economia, altri sono commercianti come lui.

Con il prezzo ufficiale dell’oro che ha raggiunto quasi 1.200 dollari all’oncia, Heller stima che dovrà compilare da 10.000 a 20.000 moduli per le tasse ogni anno, se la nuova norma entrerà in vigore.

“Dovrò assumere due persone a tempo pieno solo per stare dietro a questi moduli, il che avrà un impatto serio sui miei margini di profitto”.

Una storia che combina monete d’oro, la riforma sanitaria di Obama e l’IRS sicuramente non sarà affrontata con distacco: infatti, secondo i commercianti di metalli preziosi, il commercio di monete e lingotti d’oro è aumentato vertiginosamente da quando è iniziata la crisi della finanza e Obama è stato eletto.

Secondo esponenti dell’industria dell’oro come Heller e Piret, comprare monete o lingotti d’oro, invece che futures o opzioni legate al suo prezzo, è stato un comportamento popolare tra i sostenitori dei Tea Party ed altri che sono spaventati dalle politiche economiche di Obama. Commentatori conservatori o libertari, come Glenn Beck della Fox News, parlano spesso di come i metalli preziosi siano un investimento sicuro ed intelligente in un sistema economico – basato su una moneta di carta sostenuta solo dalla fede del resto del mondo nella solvibilità del governo americano – che molti vedono come sempre più fragile.

L’inchiesta delle autorità californiane su una serie di lamentele da parte di clienti della Goldline International, compagnia che ha usato Beck come testimonial per i suoi spot, ed il Superior Gold Group (che non è legato in alcun modo a Beck) ha attirato l’attenzione del pubblico su quella che un politico di sinistra, il deputato Anthony Weiner (Dem-N.Y.), definisce “l’alleanza sacrilega” tra i venditori di monete d’oro come Goldline ed i commentatori conservatori come Beck.

Beck, che tramite il suo portavoce Matt Hiltzik ha preferito non commentare questa storia ed i venditori della Goldline dipingono le monete d’oro come un’alternativa migliore al possesso di lingotti per proteggersi da un possibile pericolo: che il governo americano segua l’esempio di FDR nel 1933 e renda quindi illegale per ogni cittadino il possesso di qualsiasi quantità d’oro. All’epoca il dollaro americano era ancora legato al prezzo dell’oro: il gold standard fu abbandonato ufficialmente dall’amministrazione Nixon.

Il deputato Daniel Lungren (Rep-Calif.) ha introdotto una legge per abrogare la sezione della riforma sanitaria che farebbe scattare le nuove richieste di documentazione in quanto, secondo lui, complicherebbe in maniera eccessiva il lavoro dei piccoli commercianti.

Lungren, in una dichiarazione mandata per e-mail alla ABC News, dichiara che “le grandi imprese hanno interi dipartimenti che si occupano della documentazione per ogni transazione ma per una piccola azienda, che non ha certo la manodopera necessaria, significa aggiungere un altro mattone al loro zaino. Tutti sono d’accordo nel dire che siano le piccole imprese a creare posti di lavoro e siano il vero motore dell’economia americana. Sinceramente non capisco come questa amministrazione sembri decisa a fare tutto quello che può per impedire a queste aziende di avere successo, invece di impegnarsi a fondo per aiutarle a crescere”.

Piret ricorda come bisognerà anche preoccuparsi del furto di identità, visto che alcuni criminali potrebbero mettere in piedi dei negozi con il solo scopo di raccogliere le informazioni personali che il cliente deve fornire per permettere la compilazione del modulo 1099.

L’ufficio del National Taxpayer Advocate, un ombudsman rivolto ai cittadini all’interno dell’IRS, lo scorso 30 giugno ha emesso un rapporto che dice come questa nuova regola “potrà comportare dei problemi amministrativi significativi sia ai contribuenti sia all’IRS”.

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