Tag

, , , , ,

Immagine trovata su thethirdestate.netDa settembre ad ora, il partito democratico (USA) ne ha combinata una più di Gian-burrasca e Pierino messi assieme. Il Congresso sta per andare in vacanza ed i nodi vengono al pettine. Ad aspettare gli eroi dell’ ObamaCare ci sono gli elettori, leggermente alterati. Cadon come le mosche… panico tra i protettori!

La sessione del Congresso si avvicina alla fine e, con essa, è ormai imminente il momento più temuto dai deputati e dai senatori democratici: quando, tornati nei propri distretti, saranno costretti ad affrontare coloro che rappresentano e rispondere alla valanga di proteste rabbiose che, chiusi nei loro uffici di Washington, avevano preferito ignorare. Alcuni di loro, come il deputato del Texas Ciro Rodriguez, stanno già dando segni di un imminente esaurimento nervoso: in un video si vede Rodriguez che, di fronte alle domande incalzanti di un elettrice scontenta, perde le staffe, minaccia la donna e fa una scenata. Mike Flynn di Big Government definisce questo comportamento con una parola: panico. William Jacobsen di Legal Insurrection, invece, si aspetta una replica dei violenti scontri verbali che caratterizzarono la scorsa estate, visto che i democratici stanno nuovamente provando a demonizzare chiunque non la pensi come loro, giocando a ripetizione la ormai consunta carta razziale. Anche l’Apolide si aspetta un’estate calda, ma teme che ad occupare la ribalta non saranno le proteste dei Tea Party o gli scontri verbali. Ho la sensazione che gli scontri avverranno altrove e non saranno per niente verbali. Nel caso mi stessi sbagliando, avremo davanti almeno un mese di fuochi d’artificio verbali, corredati da decine di video forniti dai preparatissimi attivisti dei Tea Party. In ogni caso, non sarà certamente un’estate noiosa. Stay tuned.

L’Apolide

I democratici scatenati: l’On. Ciro Rodriguez perde la testa
Mike Flynn
Originale (in inglese): Big Government

Spesso ho ricordato che mi aspetto una lunga, calda estate politica. Con il lento avvicinarsi delle elezioni di medio termine, i democratici sono finalmente costretti ad ammettere che sono davvero nei guai. Per quelli a casa che stanno tenendo i conti, ricapitoliamo la situazione: l’economia va da schifo, non ci sono nuovi posti di lavoro, il pacchetto di stimolo dell’economia è stato un flop, il governo perde valanghe di soldi, la gente odia l’ObamaCare, i federali hanno fatto un casino monumentale con la perdita di petrolio nel Golfo e siamo a pochi mesi dal più grande aumento delle tasse nella storia del paese.

Se non fosse che stanno cercando di nazionalizzare enormi fette dell’economia, sarei tentato di provare compassione per quei deputati democratici che devono affrontare i propri elettori con una serie di risultati così fallimentari. Hanno seguito ciecamente i vertici del partito, ascoltato le classi chiacchieranti di Washington che gli assicuravano che sarebbe andato a finire bene, visto che l’agenda progressista, in fondo, sarebbe stata amata dal pubblico, anche se tutto lasciava pensare il contrario. Invece, mi godrò brandelli di video come questo, che mostra l’ennesimo deputato democratico che perde le staffe quando deve affrontare il risentimento popolare verso la stessa agenda progressista che doveva essere tanto popolare. Qualche giorno fa, il deputato Ciro Rodriguez (Dem. – Texas) ha incontrato alcuni elettori e discusso l’attuale stato della nazione. Non è andata benissimo.

Caspiterina.

A questo punto, voglio dire due cose: primo, l’Onorevole Rodriguez è un eletto che ha il dovere di rappresentare il suo distretto al Congresso, non importa come la pensino alcuni suoi elettori; secondo, si è offerto volontario, chiedendo a tutti di dargli questo lavoro. Non è stato costretto ad accettarlo da un giudice, come se fosse una specie di punizione. Vuole fare questo lavoro. Sembra un poco incredibile come, al primo segnale negativo, perda le staffe così in fretta. Un politico sicuro della sua posizione sarebbe stato in grado di rispondere a domande del genere.

Quando un elettore ti chiede di rispondere delle tue scelte, Rodriguez dovrebbe essere stato in grado di rispondere alle domande in un modo che non includesse minacce o piazzate del genere. Il fatto che non sia stato capace di controllare la sua ira dimostra chiaramente tutto quello che dovete sapere sulla qualità della vita politica del nostro paese.

Cari amici, c’è una sola parola in grado di descrivere quello che avete visto nel filmato: PANICO.

———-

Sembra di essere tornati all’agosto del 2009
William A. Jacobson
Originale (in inglese): Le-gal In-sur-rec-tion

Sembra di essere tornati nel caldissimo agosto del 2009.

Senti nell’aria un crescente disprezzo verso i modi arroganti, condiscendenti dei politici, la mancanza di qualsiasi controllo sulle spese, le politiche calate dall’alto senza riguardo per cosa ne pensa il popolo e l’amore per la burocrazia elefantiaca di Washington, D.C.

Se questa fosse l’unica cosa che sta succedendo, sarebbe solo un anno come tutti gli altri.

Cosa scatenò gli estremamente animati incontri pubblici dell’estate scorsa fu il tentativo dei vertici del partito democratico di soffocare il dibattito sulla riforma sanitaria definendo gli oppositori del progetto di legge violentiestremistiterroristi ed infine razzisti.

A suo tempo paragonai questo comportamento a tenere fermo un coperchio su una pentola che sta bollendo. Invece di accettare un dibattito aperto sulla questione, i democratici cercarono di demonizzare una moltitudine di cittadini rispettosi delle leggi. La reazione non fu la violenza, ma uno scontro verbale sempre più aspro nei municipi dell’intera nazione.

Sta succedendo di nuovo. Come abbiamo più volte documentato su questo sito, l’anno scorso i democratici hanno usato la carta razziale una volta di troppo. La risoluzione dell’NAACP (National Association for the Advancement of Colored People, storico gruppo che è stato tra i più forti sostenitori del movimento dei diritti civili negli anni ’50 e ’60 che, secondo molti, è ormai diventato una barzelletta, essendo totalmente ed acriticamente asservito ai voleri del partito democratico ndApo) che condanna i partecipanti ai Tea Party come razzisti è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Aiutati, fiancheggiati e in alcuni casi istigati da gruppi come Think Progress, Media Matters ed i loro sostenitori nella blogosfera di sinistra, i democratici hanno lanciato un tentativo sgangherato volto ad isolare ed ostracizzare chiunque non sia d’accordo con l’agenda di Obama. Lo vediamo quotidianamente nei sempre più ridicoli attacchi contro Sharron Angle e gli altri candidati che stanno sfidando i leader democratici.

Il problema per i democratici è che, sondaggio dopo sondaggio, sembra che quelli che stanno cercando di ostracizzare siano, in effetti, la maggioranza del popolo americano, il quale, visti i fallimenti di quelle politiche portate avanti dai democratici che aveva da sempre rifiutato, è sempre più frustrato per l’apparente sordità dei propri rappresentanti alle loro rimostranze.

Quanti pensate che saranno i democratici che terranno degli incontri pubblici nei municipi quest’estate?