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Foto trovata su csmonitor.comChange in Europe indeed. La capitale dello statalismo, dell’economia mista, la mecca dei burocrati e della finta meritocrazia perde colpi e si sposta in massa dalla parte del governo minimo. E chi se lo sarebbe mai aspettato? Anche i francesi sono più liberali di noi. Dopo il salto.

84% dei francesi sono a favore dei tagli alla spesa pubblica
Alex Corbal
Originale (in francese): Contrepoints
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Un nuovo sondaggio commissionato dal Financial Times ad Harris Interactive mostra come i tagli alla spesa pubblica siano ben visti dai cittadini dei vari paesi europei.

Quando gli è stato chiesto di esprimersi sulle misure di riduzione della spesa degli stati europei che vari governi hanno varato per aiutare la ripresa economica nel medio e lungo termine, si sono detti d’accordo l’84% dei francesi, il 71% degli spagnoli, il 69% degli inglesi, il 67% dei tedeschi ed il 61% degli italiani.

Immagine trovata su contrepoints.org

Lo stesso sondaggio ha poi rivelato come una maggioranza dei cittadini dei più importanti paesi europei in quanto a popolazione (dal 68% di Francia ed Italia al 54% del Regno Unito) disapprova la decisione dei governi di aumentare il debito pubblico per far fronte alla crisi del sistema finanziario del 2008.

I risultati di questo sondaggio mostrano una differenza molto netta tra il sentimento diffuso tra i cittadini di “ortodossia dei bilanci” e le decisioni prese dai governi europei che sono andati in direzione opposta, facendo esplodere il deficit per cercare di proteggere i posti di lavoro nel pubblico impiego.

I risultati di questo sondaggio indicano come i tagli alle spese statali che i governi dei maggiori paesi europei stanno iniziando timidamente ad introdurre non saranno sicuramente il corpo di grazia per le maggioranze parlamentari che li sostengono, sempre che questi si prendano il disturbo di spiegare con calma ed in maniera convincente le ragioni di tali scelte alla popolazione. Bisogna però sottolineare che gli effetti di questo ritorno al buon senso nella gestione del bilancio statale non si sono fatti ancora sentire.

Eppure solo il 38% degli italiani, il 33% dei tedeschi, il 31% degli inglesi, il 29% degli spagnoli ed il 16% dei francesi ritiene che una riduzione della spesa pubblica potrà avere un impatto negativo sulla ripresa dell’economia (pietra angolare della posizione tenuta dai keynesiani di mezzo mondo per giustificare l’introduzione di sempre più cospicui pacchetti di stimolo all’economia ndT).

Quando gli è stato chiesto se preferissero un aumento delle tasse alla riduzione delle spese dello stato, necessario per ridurre il deficit di bilancio ed il peso della gestione del debito pubblico, i cittadini europei dei cinque stati membri più grandi si sono schierati in massa dalla parte dei tagli al budget dello stato.

Secondo quello che pensano i membri del campione statistico, le prime spese pubbliche da tagliare sarebbero le spese per la difesa e l’aiuto economico ai paesi in via di sviluppo.

Va altresì fatto notare come, secondo questo sondaggio, il sostegno pubblico per i tagli alla polizia, alla sanità ed alla scuola è estremamente basso (in Francia, solo l’8 ed il 10% delle persone intervistate vedrebbero con favore la riduzione delle spese statali per queste due categorie di spesa).