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Foto trovata su flickr.comI grandi discorsi sull’estate della ripresa si stanno svanendo come un pupazzo di neve (abbronzato) al sole, ma molti sembrano aver trascurato di esaminare un elemento delle politiche dissennate portate avanti da The One: colpire selvaggiamente il settore privato sarà un sistema per arrivare al sol dell’ avvenire, ma nel frattempo costa parecchi posti di lavoro. Visto che gli USA sono ad un paio di passi dalla bancarotta, c’è chi si domanda se Obambi non sia il vero nemico del popolo americano. Scrive Wayne Allyn Root, ex candidato vice-presidente del partito libertario.

Obama, il grande ammazza posti di lavoro
Wayne Allyn Root
Originale (in inglese): Las Vegas Review-Journal
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Come avrebbe detto l’ex presidente Ronald Reagan, “Obama, ecco che ricominci con la solita solfa”.

L’attuale inquilino della Casa Bianca dice di sapere come si fa a creare dei posti di lavoro. Dice di averne creati parecchi, ma finora il punteggio è Grande Depressione di Obama 2,2 milioni di posti di lavoro persi, Obama 0 — un cappotto memorabile.

Obama è così disperato, imbranato, totalmente privo di buone idee che sembra l’allenatore dei Chicago Cubs alla fine di settembre (la stagione regolare nel baseball finisce più o meno in questo periodo: i Chicago Cubs sono notoriamente una squadra scarsa – non vincono un titolo da ben 102 anni ndT): questo “community organizer” ne sa dei posti di lavoro nel settore privato più o meno quanto Pamela Anderson ne sa di fisica nucleare.

Ora è il momento di chiamare Obama con il nome che si merita: il Grande Ammazza Posti di Lavoro. Con le sue spese pazze e gli aumenti delle tasse che premiano i burocrati governativi ed i sindacati mentre puniscono i contribuenti e gli imprenditori, Obama ha fatto sparire non solo i lavori, ma anche la volontà di crearne di nuovi, la spinta ad investire per creare nuove aziende o espandere quelle esistenti. Con questa lista di omicidi sulle spalle, Obama dovrebbe essere messo al primo posto nella lista dei ricercati dell’FBI.

Nel frattempo, ha garantito che i lavoratori sindacalizzati della GM e della Chrysler mantenessero il loro posto di lavoro (con i soldi del contribuente). Si è assicurato che buona parte degli impiegati del governo iscritti ai sindacati ricevessero il loro aumento annuale per poltrire al lavoro (con i soldi del contribuente). Si è preoccupato che i suoi elettori ricevessero elargizioni chiamandole “tagli delle tasse” anche se questi ultimi non hanno mai pagato un solo centesimo di imposte federali (con i soldi dei contribuenti). Per finire, ha fatto in modo che i principali donatori per la sua costosissima campagna elettorale ricevessero miliardi su miliardi dai fondi del pacchetto di stimolo governativo (con i soldi dei contribuenti).

In quanto contribuenti — quelli che mettono a rischio i propri soldi per creare piccole imprese, posti di lavoro, quelli che pagano gran parte delle tasse — chiediamo di essere inseriti nell’elenco delle specie in via di estinzione.

Per trovare le prove dei danni che Obama sta causando, non andate a Wall Street ma nelle Main Street delle piccole cittadine dell’interno. I miei amici sono tutti parte del vero motore economico dell’America: sono proprietari di piccole imprese. Le piccole imprese creano il 75 per cento dei nuovi posti di lavoro (e costituiscono la maggioranza dei posti di lavoro esistenti). Ho chiamato un mio amico che era proprietario di un ristorante bene avviato: dice che gli affari sono calati del 60 per cento, sta affogando nei debiti e non sa quanto riuscirà ad andare avanti. La sua ricchezza è evaporata come neve al sole.

Ho chiamato un altro amico che si occupa di ristrutturazioni immobiliari: dice che gli affari sono calati del 90 per cento negli ultimi due anni. Il mio muratore ha appena dichiarato bancarotta: non costruirà più case nuove. Il parrucchiere dal quale mi sono servito per anni ha chiuso qualche mese fa: bancarotta pure lui. Ma ecco la vera chicca: ESPN Zone ha chiuso tutti i ristoranti nella nazione. Se non riescono a farcela loro che vendono cibo economico accompagnato da birra sovrapprezzo con cento televisori a grande schermo che sparano tutti gli eventi sportivi nel pianeta in una società ossessionata dagli sports vuol dire che siamo davvero nei guai.

Ho fatto un rapido sondaggio tra i miei amici che hanno piccole imprese, molti di loro nel settore dell’alta tecnologia e di Internet: sono tutti d’accordo nel dire che in questa nuova Era di Obama fatta di aumenti delle tasse sulle imprese, sul reddito, sul lavoro, sui capital gains, sui servizi ai lavoratori, la chiave del successo sta nell’evitare di avere dipendenti. L’unico modo che ha un imprenditore per sopravvivere è quello di tagliare all’osso il numero di dipendenti ed assumere solo liberi professionisti o dipendenti part-time forniti dalle agenzie di lavoro interinale.

I bei vecchi tempi fatti di lavori nel settore privato con buoni stipendi, coperture assicurative totali e pensioni adeguate sono finiti: abbiamo visto tutti che fine fanno gli imprenditori che offrivano questo tipo di impieghi – in tribunale a consegnare i libri o costretti ad accettare il controllo del governo come la GM o la Chrysler. Oppure, se ti chiami Governo degli Stati Uniti, pieno di debiti, senza alcuna speranza di ripagarli in futuro ma ti barcameni alla meglio fregando i contribuenti e sperando di fregare gli investitori facendo correre le rotative della Zecca giorno e notte stampando migliaia di miliardi di nuovi dollari.

Sfortunatamente, i piccoli imprenditori non possono né imporre tasse né stampare moneta. Quindi, al contrario del governo, dovremo licenziare parecchi dipendenti e fare buon viso a cattiva sorte.

Ormai è chiaro che, a parte il promettente campo degli impiegati nel Censimento, non vedremo un aumento del numero di nuovi posti di lavoro per chissà quanti anni ancora. Fuori dall’universo governativo, Obama ha creato un deserto industriale di rovina economica e depressione permanente che assomiglia tanto ai panorami del primo film di Mel Gibson, “Mad Max” (sic – secondo IMDB il primo film di Mel Gibson è “Summer City” del 1977. “Mad Max”, che in Italia è conosciuto come “Interceptor” è del 1979 ndT). Nel nuovo mondo di Obama, se non hai una zecca personale, sono cavoli tuoi.

Ormai nessuno crede più alla propaganda di Obama sui nuovi posti di lavoro: le regalie alle grandi imprese da un trilione di dollari (elegantemente definiti “pacchetti di stimolo”) hanno fatto sì che questi ultimi continuassero a guadagnare negli ultimi 18 mesi, stimolando artificialmente il mercato azionario, ma le piccole imprese sono il vero canarino nella miniera di carbone.

I miei amici piccoli imprenditori non stanno creando un posto di lavoro, nemmeno uno. Stanno licenziando, stanno imparando a fare di più con meno dipendenti, stanno mettendo in piedi imprese di alta tecnologia che non hanno bisogno di dipendenti, per non parlare dei molti che si stanno preparando a lasciare il paese in cerca di lidi più ospitali. In un mondo super-interconnesso dove puoi guidare un impresa anche dal posto più sperduto, Obama ha un grosso problema. L’unica carta che ha in mano — alzo le tasse, le alzo ancora, continuo ad alzarle — sta facendo scappare gli imprenditori di cui ha disperatamente bisogno per pagare il conto sempre più esoso dei suoi programmi di spesa.

Quindi chi rimarrà a pagare le tasse di Obama? Non i suoi elettori: loro vogliono “i soldi di Obama”. Chi creerà i posti di lavoro di Obama? Non i suoi elettori: non hanno mai creato un posto di lavoro in vita loro.

Cosa farà quindi Obama? Boh, magari può telefonare a Pamela Anderson.

Wayne Allyn Root, ex candidato alla vice-presidenza per il Partito Libertario, scrive da Henderson, Nevada. I suoi editoriali sono pubblicati ogni due settimane.