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Immagine trovata su hotblended.blogspot.comIn Europa c’è ancora gente che crede Obambi un moderato. Oltreoceano, visto che il Caro Leader Abbronzato è figlio del peggiore ideologismo della Ivy League, si pensa che i tanti errori facciano parte di un piano per demolire tutto e ricostruire gli Stati Uniti su basi socialiste. Hoss Yarad pensa che questo piano fallirà e porterà alla fine degli Stati Uniti. Il pezzo è semiserio, ma fa riflettere. Il resto dopo il salto.

Perché la Cloward-Piven finirà per distruggere lo stato.
Hoss Varad
Originale (in inglese): American Thinker
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Considerata a lungo uno strumento per portare la rivoluzione socialista in Europa, la “strategia Cloward-Piven” era una teoria sociopolitica sviluppata dagli abitanti sinistri della torre d’avorio Richard Cloward e Frances Fox Piven. Sono sicuro che i seguaci complottisti di questa linea di pensiero si lamenteranno per la mia sovra-simplificazione del piano ed una certa mancanza di nuances, ma fondamentalmente si tratta di un piano che prevede di indebolire il governo (americano) sovraccaricando il suddetto di persone indigenti che richiedono un overdose di welfare state.

Secondo loro, questo costringerà il governo a riconoscere che ci sono un mucchio di persone (massa creata artificialmente, senz’ombra di dubbio) che hanno bisogno dell’aiuto dello stato, cosa che condurrebbe inevitabilmente il governo degli Stati Uniti ad istituire un salario di cittadinanza o qualche altra baggianata del genere. Visto, gente? Ecco cosa succede quando permettete che si prendano sul serio i sociologi della Ivy League.

Purtroppo, molti nel partito democratico hanno adottato questa strategia per costruire la propria base elettorale e solidificare il proprio potere economico, credendo che, in fondo, Cloward e Piven sapessero di che cavolo stessero parlando e che, per qualche non meglio definito miracolo, distruggere l’economia nazionale usando come grimaldello i programmi di welfare o altri programmi di spesa governativa avrebbe portato ad uno stato ancora più pachidermico.

A me sembra un chiarissimo esempio successo di cosa succeda quando si prenda la conclusione più logica di un ragionamento, la si getti al vento pur di continuare a concentrarsi sul nostro desiderio di sempre: un paese dei balocchi socialista per tutti i bambini e bambine da costa a costa.

Ora, non sarò un professore di un’università della Ivy League, non mi ci sono nemmeno laureato, ma mi sembra che gonfiare il governo e sovraccaricare le già appesantite burocrazie le distruggerebbe del tutto. Della serie: sono finite. Kaputt. Finis. No existen más.

Se le domande di sovvenzioni rivolte allo stato sono così tante da portare la burocrazia esistente al punto di rottura, quindi mandando il governo in bancarotta, come cavolo sarebbe possibile continuare ad aumentare le dimensioni del governo per garantire a tutti la stessa paga anno dopo anno? Non sarebbe possibile.

Prima di tutto, aumentare il numero dei beneficiari del welfare riduce il numero di cittadini con un impiego produttivo, riducendo le entrate dello stato ed aumentando le spese del governo. Secondo, queste nuove persone ora dipendenti in tutto dal governo sono disincentivate a cercare un impiego (dato che prendere soldi senza muovere un dito è divertente). Questo non farebbe che aumentare ancora le dimensioni di quella classe di persone permanentemente dipendenti dallo stato. Terzo, arriverà presto il momento nel quale chi continua ad avere un impiego produttivo non può lavorare abbastanza da generare le entrate necessarie per pagare il mantenimento della crescente folla di nullafacenti.

Questo ciclo non può che continuare fino a quando non si esauriscono tutte le entrate ed il sistema finisce con l’essere strangolato dalla propria generosità e muore. A questo punto, Cloward e Piven ci vogliono far credere che un nuovo, ancora più grande complesso governativo-burocratico-negozio di caramelle finanziato dal lavoro degli altri sorgerà per far sì che le cose siano finalmente “giuste” ed “eque” per tutti, fino alla fine dei tempi. Questo lascia un piccolo dettaglio ancora da spiegare: ora che il governo è al verde ed il sistema produttivo distrutto, chi finanzierà il nuovo governo del bengodi?

Nessuno. L’unico risultato sarebbe quello di entrare in un’era di sconvolgimenti economici e socio-politici. Quest’era, però, non porterà un enorme stato totalitario che garantirà a tutti il benessere e la giustizia sociale in saecula saeculorum. A dire il vero, questo mostro non riuscirà a fare un solo passo.

Quello che probabilmente succederà è un breve periodo di caos nel quale i droni dipendenti dal trogolo governativo si presenteranno come zombie agli uffici del governo per incassare i loro “benefici” ed i loro “diritti acquisiti”. Poi, una volta capito che, alla fine, la mucca statale ha finito il latte, si rivolteranno contro i loro ex-padroni come delle scimmiette ammaestrate, visto che gli avevano promesso che il latte non sarebbe mai finito. Alla fine, disperati, una parte di questa popolazione derelitta sciamerà verso i sobborghi o le campagne per saccheggiare tutto e prendersi con la forza le cose “che gli servono”. Dopo qualche incontro spiacevole con la bene armata popolazione locale, questa attività avrà presto fine e una qualche sembianza di ordine tornerà in certe aree del paese.

Questo è quello che qualcuno potrebbe definire uno scenario WTSHTF (non sono bravo con le sigle, ma mi sa che vuol dire qualcosa di brutto) (l’acronimo vuol dire “When the s–t hits the fan”, ovvero “quando la m—a colpisce il ventilatore”, colorita ma efficace metafora della lingua inglese che indica l’esplosione finale e totale di uno scandalo o di una situazione sfavorevole ndT), o uno stato di anarchia nel quale alcune piccole regioni si uniranno per collaborare alla difesa comune. Sia che si tratti di una versione rudimentale (pur se modernissima) di feudalesimo o un sistema di poleis come nell’antica Grecia o piccole regioni che si uniscono per garantirsi la sopravvivenza importa poco. Quelli saranno di certo governi minimi, ridotti all’essenziale: l’esatta antitesi di quello che volevano realizzare Cloward e Piven.

Per farla breve, sovraccaricare il governo lo porterà alla rovina, invece di renderlo ancora più grande e migliore. Certo, quando mi arriverà la laurea di Yale, potrei anche pensarla in maniera diversa. Vi terrò informati.

Hoss Varad è un osservatore politico americano, un filosofo, comico satirico e, in generale, un tipo parecchio politically incorrect. Potete trovare altri suoi vaneggiamenti su junkpanic.com