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Immagine trovata su mediaite.comSviluppi nella storia delle accuse all’oracolo catastrofista Al Gore. Il National Enquirer pubblica nome, foto della massaggiatrice con una busta sigillata con i pantaloni macchiati di cosa sapete voi! Ora, aggiungete dei testimoni e un filmato, e l’in-ventore di Internet sembrerebbe fritto. Storia intrigante che i MSM stanno ignorando a loro rischio e pericolo…

L’accusatrice di Al Gore Molly Hagerty mostra dei pantaloni macchiati per la copertina del National Enquirer
Tommy Christopher
Originale (in inglese): Mediaite
Traduzione in italiano: Luca A. Bocci

Sembra che il National Enquirer sia un passo più vicino a ricatturare il successo dello scoop su John Edwards, visto che la massaggiatrice che ha accusato l’ex-vice presidente degli Stati Uniti Al Gore di averla aggredita sessualmente ha gettato sul tavolo prove molto più convincenti. In un banner pubblicitario per il prossimo numero della rivista, l’Enquirer identifica la supposta vittima come Molly Hagerty e dichiara che la donna ha fornito al giornale prove del DNA, un “testimone esplosivo” e “dei filmati segreti dalla sorveglianza dell’albergo”.

Le possibilità che questi filmati segreti rivelino qualche informazione nuova sono abbastanza basse, visto che Gore stesso avrebbe ammesso (tramite una non meglio identificata fonte contattata da Howard Kurtz) che si trovava effettivamente nell’albergo e che aveva ricevuto un massaggio terapeutico (un semplice massaggio, senza “giochini” di sorta). In quanto al testimone, probabilmente si tratta della amica della Hagerty con la quale aveva parlato prima e dopo l’incidente. Anche se i pantaloni macchiati con il DNA potrebbero essere una prova importante, non saranno molto utili se non si riuscirà a comparare le tracce organiche sul tessuto con un campione sicuramente appartenente ad Al Gore.

Forse lo sviluppo più interessante, per lo meno nel breve periodo, è il fatto che l’accusatrice di Gore abbia rivelato pubblicamente la sua identità. Anche se il fatto in sé non prova niente, alza la posta in gioco in maniera considerevole, visto che, se le accuse risultassero false, la esporrebbero a delle enormi richieste di danni da parte dell’ex vice presidente.

Guardando solo le prove, la situazione sembra mettersi male per Al Gore. Le accuse estremamente dettagliate e sinceramente troppo strane per essere inventate sono uscite alla luce poche settimane dopo che i Gore hanno annunciato che si stavano separando. Le voci fatte arrivare a Kurtz suonano parecchio come una soluzione di ripiego e le voci di solidarietà o supporto da amici e colleghi del politico sono state stranamente poche e molto timide.

Sfortunatamente per la Hagerty, tutte le prove sembrano per ora provenire solo da lei. La donna inizialmente si rifiutò di collaborare con la polizia, poi, due anni dopo, consegnò agli investigatori un rapporto molto dettagliato. La Hagerty ha spiegato in maniera plausibile la sua reticenza, ma non sembra chiaro il perché non abbia fornito alla polizia anche i pantaloni macchiati. Fino a quando non ci sarà un’identificazione certa del DNA, Al Gore potrà sempre negare la storia con una certa facilità.

Questa storia, comunque, mette in luce una debolezza dei media mainstream dei nostri giorni. Dato che questa storia sembra fatta da piccole prove lasciate qui e là, un gruppo di giornalisti investigativi con sufficienti risorse avrebbe potuto scovare altri incidenti simili in grado di avvalorare o negare le accuse della Hagerty. Un Quarto Potere totalmente legato alla ricerca del profitto ha tolto queste risorse ai media tradizionali, lasciandole agli unici in grado di permettersi di mandare giornalisti sul campo, i giornali ed i siti specializzati in gossip come il National Enquirer o TMZ.