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Foto trovata su aftermathnews.wordpress.comQualcosa mi dice che al quartier generale della BP si siano stancati di essere presi a schiaffi da Obambi. Visto che molti a sinistra chiedono a gran voce la confisca dei beni della BP, la compagnia potrebbe rifugiarsi in bancarotta. Intervista con un esperto dopo il salto.

Per concludere quella che potrebbe essere definita solo un’altra giornata qualsiasi nel girone infernale di Obambi e della sua allegra banda di ladroni socialisti, ecco una bella intervista rilasciata da Peter S. Kaufman, presidente della banca di investimenti Gordian Group ed esperto in procedure fallimentari, al sito internet Grist, specializzato in tematiche ambientali. Sicuramente le risposte di Kaufman avranno fatto drizzare i capelli in testa ai redattori, convinti di aver preso per le corna un “nemico dell’ambiente” ed essere finalmente pronti ad un bell’esproprio proletario.

Secondo l’esperto finanziere, la BP avrebbe l’obbligo nei confronti dei propri azionisti (tra i quali ci sono la maggior parte dei fondi pensione britannici e svariati altri milioni di piccoli investitori in tutto il mondo) di esplorare la possibilità di dichiarare bancarotta per proteggere i beni della compagnia dalle pretese sempre più avide e incontrollate del governo federale americano e dalle migliaia di possibili cause legali intentate dagli abitanti della costa sud degli Stati Uniti. Kaufman addirittura definisce “ragionevolmente elevata” la possibilità che BP scelga di appellarsi al Chapter 11 del codice delle imprese americano per sfuggire del tutto o in parte alle disastrose conseguenze dell’incidente della Deepwater Explorer. Ecco il testo dell’intervista:

Mettiamo che lei sia un consulente della BP: cosa gli consiglierebbe di fare?

Gli consiglierei senz’altro di valutare l’opzione di dichiarare bancarotta. Conosco la BP solo dalle informazioni disponibili al pubblico, ma so che ha un mucchio di liquidità a sua disposizione e la capacità di generarne altrettanta nel futuro immediato. Ma ricordiamoci che, solo perché la BP potrebbe pagare, non è detto che dovrebbero o che lo faranno, visto che la loro responsabilità principale è nei confronti degli azionisti. La legislazione sulla bancarotta è stata progettata per aiutare le compagnie a riabilitarsi da sole. Quello che sto suggerendo è che la BP dovrebbe valutare seriamente se sia il caso di dichiarare la propria insolvenza, soppesando i pro e i contro. Ora, capiamoci bene, questo sarebbe un disastro orribile per il governo americano. Se la BP riuscisse a mettere un muro attorno alle richieste di danni dal Golfo del Messico, o il governo interviene per risarcire i danneggiati o nessun altro lo farà.

Che forma prenderebbe la bancarotta della BP?

Ci sono moltissimi modi di farlo: potrebbero scorporare la filiale americana e lasciare che sia quest’ultima a dichiarare bancarotta. Presumo infatti che sia la BP America ad essere responsabile della perdita di greggio. Possono separare legalmente i beni che non sono legati alla BP America – circa il 50 per cento del valore netto della società – e cercare di riorganizzare la BP America. Un processo del genere richiederebbe di sicuro molto tempo e la BP non sarebbe in grado di far fronte alla promessa di pagare i venti miliardi di dollari per il fondo fiduciario governativo. Oppure potrebbero lasciare la società com’è, e dichiarare bancarotta a Londra. Pensate che una corte inglese sarebbe felice di ricevere le enormi richieste di risarcimento da parte del governo americano e degli abitanti della costa?

Ora mettiamo che stia consigliando il governo federale su come trattare con la BP. Quali azioni prenderebbe per impedire che la BP dichiari bancarotta per limitare la propria esposizione alle richieste di compensazione?

Inizierei col fare la stessa analisi che sta facendo la BP, esaminando le varie strategie e capendo quali sono i legami strutturali tra le proprie attività e le richieste di risarcimento, per capire come spostare le prime da un’entità all’altra. Cercherei di fare delle previsioni sul possibile risultato delle varie strategie e valutare quali sono i costi totali che la BP potrebbe affrontare. Dobbiamo essere in grado di anticipare le mosse della BP e determinare un piano di azione capace sia di rendere più difficili sia di fornire risposte adeguate alle possibili strategie della BP. In breve, vorrei capire molto bene quali siano le mosse a disposizione della BP. Per come la vedo io, le opzioni sono due: o BP America dichiara bancarotta qui o l’intero gruppo si rivolge alle corti inglesi. Per quale motivo dovrebbero continuare ad essere massacrati dai media di questo paese, pagare venti miliardi di dollari (tramite il fondo fiduciario governativo) e rimanere comunque vulnerabili con tutti i propri beni non solo a cause civili ma anche penali, quando c’è un modo migliore per proteggere la compagnia? Secondo me, sarebbe un errore il giudicare la BP come una piñata che può essere colpita quanto si vuole per fini politici senza timore di subire alcuna conseguenza. Non è ragionevole aspettarsi che la BP sia disponibile a pagare un numero di risarcimenti illimitato ed essere soggetta ad inchieste penali. Gli Stati Uniti devono capire di che armi disponga la BP per difendersi da questo rischio.

Capisco le ragioni per valutare l’opzione della bancarotta, ma esistono delle ragioni per le quali non dovrebbero richiedere il Chapter 11?

Se la BP decidesse che l’ammontare complessivo dei risarcimenti che dovranno pagare non vale la spesa, il tempo, il rischio, i pericoli legati ad un procedimento di bancarotta, non lo faranno. Per farla breve, se entrambe le parti capiscono a fondo le alternative disponibili a tutte le parti che siedono attorno al tavolo, questo dovrebbe portare ad una soluzione concordata. Altrimenti sarà guerra aperta e la BP potrebbe riservare delle sorprese molto spiacevoli. Non vorrei che gli Stati Uniti si facessero sorprendere e fossero impreparati ad un’eventualità del genere.